Toscana, cresce la mafia russa e investe nel settore alberghiero

La Fondazione Caponnetto presenta il rapporto 2008. Scoperto un traffico di auto rubate dalla Toscana alla Russia. Stabile la presenza della mafia cinese: narcotraffico, prostituzion, gioco d’azzardo

Firenze – “La Toscana non è terra di mafia ma la mafia esiste”. Con queste parole la Fondazione Caponnetto, alla vigilia dell’anniversario della morte del magistrato, denuncia la presenza di diverse organizzazioni di criminalità organizzata all’interno della regione, che si presta a investimenti mafiosi per le sue ottime caratteristiche ambientali ed economiche. Si ritiene che la presenza di criminalità organizzata in Toscana, seppur caratterizzata da un forte controllo, monitoraggio e arresti, sia in forte ascesa. La mafia russa, si legge nel rapporto 2008, è in forte espansione e sta investendo molto nel settore alberghiero; inoltre recentemente è stato scoperto un traffico di auto rubate dalla Toscana verso la Russia, dietro al quale è molto probabile una forma organizzata.

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Nasce il Libro bianco per l’accessibilità e la mobilità urbana

Pronto il fascicolo per la presentazione a gennaio: tra le novità l’istituzione del ”disability manager” per i comuni sopra i 50 mila abitanti, buone pratiche e indicazioni sulle migliori tecnologie sul mercato

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Don Ciotti: ”Chiedo perdono a rom e sinti”

Il Fondatore di Libera: ”Umiliati con la schedatura voluta da questo governo”. La sicurezza per il sacerdote ”non nasce dalla discriminazione ma dall’integrazione”

MILANO – La prima cosa che ha fatto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, di fronte a circa mille studenti delle scuole medie superiori, è stato quello di chiedere perdono. “Chiedo perdono ai tanti rom e sinti che queste estate sono stati umiliati con la schedatura voluta da questo governo”, ha detto. Il suo intervento, nell’aula magna dell’Università Bicocca, ha concluso l’ultima tappa del tour lombardo della Carovana antimafie, organizzata insieme ad Arci e a Avviso pubblico. “Di fronte a queste discriminazioni -ha aggiunto- non serve più solo indignarsi, occorre provare disgusto, bisogna ribellarsi”. L’incontro di questa mattina era sui 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani e della Costituzione e i diritti negati alle minoranze. “La storia ci ha insegnato che la sicurezza non nasce dalla discriminazione -ha sottolineato il sacerdote-, ma dall’integrazione”.

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Banche off limits per lavoratori disabili, sindacati e associazioni: ”Inaccettabile”

Il dicastero del Welfare dà parere positivo alla richiesta dell’Abi di esonero degli istituti di credito dal collocamento obbligatorio dei disabili. Associazioni e sindacati: ”Le banche non sono aziende in crisi, colpiti i più deboli”

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Acqua

La delibera del Consiglio comunale

La delibera è stata approvata il 28 novembre.

Considerazioni e richieste

Il Consiglio Comunale di Guardiagrele premesso che:
– Con la Legge n.36/1994 e con la successiva  L.R. n.2/1997 sono stati definiti  termini e modi per la gestione del servizio idrico integrato in forma associata;
– per i Comuni ricadenti nell’A.T.O. n.6 Chietino il servizio idrico integrato è iniziato dal 1°.1.2003;
il Comune di Guardiagrele in virtù di tali disposizioni legislative, ha concesso in gestione l’affidamento del servizio idrico integrato, tramite l’A.T.O. n.6 chietino, alla società S.A.S.I. S.p.A. con sede in Lanciano. 

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30 articoli per 30 giorni/23

Il lavoro Articolo 23. Diritto realizzato? (foto da sito cna pisa) Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro e alla protezione contro la disoccupazione. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione … Leggi tutto

Gli imam? ”In Italia ce ne sono pochi e non fanno i macellai”

Parla Amir Younes, responsabile del Centro Mecca di Torino: ”Va chiarito un equivoco: un conto è guidare la preghiera per un giorno, un altro diventare imam, strada lunga e che non si improvvisa”

TORINO – “Prima di tutto è necessario fare chiarezza sul termine ‘imam’ e rassegnarsi al fatto che i giornali ne abbiano sempre fatto un uso errato. A a parte quello della moschea di Roma, in giro ce ne sono pochi”. Per capirci, non lo erano l’imam di Porta Palazzo Bouiriqi Bouchta, né l’altro di Torino Mohamed Kohaila.

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