IO.EQUO

IO.EQUO è la campagna di sensibilizzazione che Altromercato ha inaugurato il 12 maggio, in occasione del World Fair Trade Day.
Ha l’obiettivo di far conoscere il modello economico del commercio equo e solidale, basato sulla sostenibilità non solo economica, ma anche sociale e ambientale, e proporlo come valida alternativa ai modelli economici dominanti.

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Control arms: plauso per l’arresto di Viktor Bout, il ‘signore della guerra’

Venerdì 30 ottobre, dopo anni di discussioni e dibattiti, stimolati soprattutto dalla campagna internazionale Control Arms di cui anche Rete Disarmo fa parte, le Nazioni Unite hanno concordato un calendario definitivo per scrivere ed adottare un “forte e robusto” Trattato Internazionale sui Trasferimenti di Armi. Il Trattato (conosciuto in sigla come ATT) dovrà avere “i più alti standard diffusi” per poter controllare il commercio ed il trasporto delle armi convenzionali in giro per il mondo.

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Campagna Popolare PER L’AGRICOLTURA CONTADINA

Le associazioni contitolari della Campagna si sono riunite a Torriglia (GE) in occasione dell’incontro del “Mandillo dei Semi” per dare inizio ufficiale alla raccolta di firme della petizione per una legge che istituisca la figura del contadino. Un nuovo contadino, o una nuova contadina.  Liberi dalla burocrazia, dediti alla vendita diretta, orientati all’autosufficienza, soldali fra di loro,  rispettosi della fertilità della loro terra e della biodiversità rurale, non sono imprenditori agricoli, non chiedono finanziamenti pubblici, non ambiscono a possedere grandi appezzamenti di terreno. Ma chiedono di poter esistere e di esseere lasciati in pace, soprattutto dalla burocrazia e dai regolamenti di mercato.

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I medici possono denunciare gli irregolari: lo sconcerto di Msf

L’organizzazione si dice sconcertata per la scelta del Senato ”di ignorare il grido di allarme lanciato da medici, infermieri e ostetriche” e annuncia che continuerà la battaglia ”affinché il provvedimento venga bocciato dalla Camera”

ROMA – Medici Senza Frontiere (Msf), esprime “profonda preoccupazione e allarme per le conseguenze dell’approvazione dell’emendamento 39.306 presentato in sede di esame del Ddl 733 che ha avuto luogo oggi nell’Assemblea del Senato”.

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”Il mondo non può più attendere”: milioni di firme per cambiare stile di vita

Focsiv e Ufficio problemi sociali e del lavoro della Cei insieme a 20 associazioni cattoliche lanciano ”Target 2015”, campagna sulla difesa dell’ambiente e la lotta contro la povertà

ROMA – I poveri non possono più attendere e il mondo, (“che poi è per noi cattolici il creato”) non ha più troppo tempo per salvarsi dalla catastrofe ambientale se non cambiamo da subito i nostri stili di vita e mettiamo mano ai modelli produttivi e di sviluppo. E’ questa la traccia della grande Campagna nazionale internazionale, Target 2015 (in riferimento tra le altre cose agli Obiettivi del Millennio) lanciata oggi dalla Focsiv, i volontari nel mondo insieme a un cartello di 20 tra le principali associazioni cattoliche e con l”adesione dell’Ufficio per la Cooperazione missionaria e dell’Ufficio problemi sociali e del lavoro della Cei, la Conferenza episcopale italiana. All’appello intitolato “Crea un clima di giustizia” potrebbero aderire milioni di persone. Le attese e la mobilitazione delle varie associzioni internazionali sono già molto forti. “L’appello – ha detto il direttore di Focsiv, Sergio Marelli – sarà stampato in 500 mila copie. Solo in Italia abbiamo stimato che le 20 associazioni cattoliche promotrici dell’iniziativa sono in grado di raccogliere più di 12 milioni di firme. E siccome l’appello sarà diffuso anche all’estero tramite le altre associazioni cattoliche internazionali potremmo perfino arrivare alla grandiosa cifra di un miliardo di firme a favore della difesa dell’ambiente e dei poveri. E per noi cattolici ambiente vuol dire creato”.

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Vibo Valentia promuove l’inclusione delle donne immigrate

La provincia attiva il progetto ministeriale ”Podi”: 4.211 gli stranieri residenti, 2.353 le donne. L’assessore Salvia: ”Essere in Italia da immigrati è una condizione difficile da affrontare, ma per le donne è più complicato”

Vibo Valentia – La provincia vibonese entra a pieno titolo in un progetto ministeriale per l’inclusione sociale e lavorativa delle donne immigrate, denominato Podi (Percorsi opportunità donne immigrate). Finanziato col Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati e realizzato dalla Fondazione “Risorsa donna” e dall’associazione onlus “Cras”, il progetto ha una durata di 18 mesi ed è finalizzato a prevenire e contrastare i fenomeni di emarginazione sociale, di sfruttamento e di discriminazione ai danni delle donne immigrate, promuovendo l’inserimento occupazionale in forma autonoma o associata. Secondo i dati Istat, aggiornati al gennaio 2008, nella provincia di Vibo Valentia risiedono 4.211 immigrati, di cui 2.353 sono donne. Da sottolineare che destinatari del progetto sono soltanto la regione Lazio e la provincia di Vibo Valentia, e questo grazie all’impegno dell’assessore provinciale alle Politiche sociali, Maria Salvia, che è riuscita a far includere nel progetto il territorio vibonese.

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La Cgil: ”Malati a rischio schedatura”

La Cgil boccia il ”Tavolo sulla prevenzione della pericolosità sociale” promosso dall’assessorato alla Salute del comune di Milano. Landi: ”Dal mio assessorato nessuna richiesta per ottenere i nomi dei malati potenzialmente pericolosi”

MILANO – La Cgil boccia il “Tavolo sulla prevenzione della pericolosità sociale” promosso dall’assessorato alla Salute del Comune di Milano che vedrebbe coinvolti il Comune, i dipartimenti di salute mentale delle Aziende ospedaliere cittadine, la polizia di stato, i carabinieri e la polizia locale. Inoltre, secondo quanto rende noto il sindacato, “l’assessore avrebbe incaricato l’ufficio psichiatria di Palazzo Marino di chiedere ai dirigenti dei vari Centri socio psico sociali di fornire i nomi delle persone ‘socialmente pericolose’”.

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Unicef: ”Troppi bambini muoiono per un test che arriva tardi”

Roma – “Ci sono ancora troppi bambini in Africa che muoiono perche’ un test dell’Hiv non e’ arrivato in tempo. Bambini che nascono da donne contagiate da Hiv/aids e che non ricevono diagnosi e cure tempestive alla nascita. Bisogna evitare che i bambini ricevano una diagnosi quando e’ ormai tardi e investire sulla prevenzione della trasmissione da madre a figlio. Questo e’ il punto di partenza”. A ribadirlo con forza, anticipando il tema principale del nuovo Rapporto “Bambini e Aids”, realizzato dall’Unicef insieme a Oms, Unaids e Unfa, che verra’ lanciato per la Giornata mondiale contro l’Aids, e’ Vincenzo Spatafora, presidente Unicef Italia.

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