🕊️ Giustizia per il Popolo Palestinese: Quando la Finanza Etica diventa Strumento di Pace e Diritti Umani

Di fronte alla catastrofe umanitaria a Gaza e in Cisgiordania, Banca Etica non si volta dall’altra parte. L’impegno contro l’esclusione finanziaria e il sostegno ai canali umanitari come atto di resistenza civile e morale. In un contesto internazionale segnato da conflitti devastanti e da una crisi umanitaria senza precedenti, il ruolo della finanza non può … Leggi tutto

Gaza, Caschi bianchi: ”Ora la gente corre ad arruolarsi nelle file di Hamas”

Secondo gli operatori dell’associazione Papa Giovanni XXIII è ”il risultato della violenza spropositata dell’offensiva militare israeliana”. Capannini: ”Bisogna togliere motivi agli integralisti e a chi semina violenza”

RIMINI – “In queste ore a Gaza la gente corre ad arruolarsi nelle file di Hamas. Ce lo dicono le nostre fonti e i nostri amici palestinesi che vivono là. È il risultato della violenza spropositata dell’offensiva militare israeliana: su queste premesse sarà quasi impossibile costruire una pace futura”. È il monito di Alberto Capannini, dell”associazione Papa Giovanni XXIII, che ha operato a lungo a Gaza e nelle città israeliane di confine con il progetto “Caschi bianchi”, ed è in contatto costante con i suoi quattro volontari attualmente impegnati in Cisgiordania con l’Operazione Colomba, il corpo nonviolento di pace dell’associazione.

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Associazioni ad Assisi per chiedere il ”cessate il fuoco”

Tante le adesioni all’appello promosso da Acli, Arci e Legambiente per la partecipazione alla manifestazione promossa dalla Tavola della Pace. ”Quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che si decida di intervenire?”

ROMA – Tantissime, e continuano ad arrivare, le adesioni all’appello promosso da Acli, Arci e Legambiente insieme ad altre organizzazioni nazionali, gruppi locali, personalità, famiglie, cittadini e cittadine. Un appello rinnovato per raccogliere l’invito lanciato oggi dalla Tavola della Pace per incontrarsi ad Assisi sabato 17 gennaio (ore 10).

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Gaza, Terre des Hommes: ”Gravissima violazione dei diritti umani, che esige una posizione decisa”

L’organizzazione: ”Una carneficina che viene accettata e giustificata da troppi con disumana ipocrisia e indifferenza, in nome del presunto diritto alla difesa dello stato di Israele”

MILANO – “350 morti, fra i quali 26 bambini e 30 donne, e circa 1700 feriti caduti sotto le bombe dell’esercito israeliano in meno di tre giorni a Gaza. Facendo le necessarie proporzioni è come se in tre giorni in Italia morissero sotto le bombe 14000 persone e altre 68000 venissero ferite. Un massacro, difficile definire altrimenti ciò che si trova ad affrontare oggi per mano dell’esercito israeliano.la popolazione palestinese di Gaza, stremata da mesi di assedio e dalla mancanza di viveri, combustibile, medicine e beni di prima necessità”. Così Terre des Hommes, secondo cui si è in presenza di una grave violazione dei diritti umani che esige una posizione decisa.

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”Fermiamo l’attacco a Gaza”: l’appello di ”Un ponte per…”

L’associazione prende posizione in merito alla crisi in Medio Oriente invitando a unirsi alle manifestazioni e ai sit-in che si svolgeranno questa settimana in varie città italiane

ROMA – Anche l’associazione “Un ponte per” prende posizione in merito alla crisi in Medio Oriente invitando a unirsi alle manifestazioni e ai sit-in che si svolgeranno questa settimana in varie città italiane. “Il Governo israeliano – si legge in una nota – ha lanciato un massiccio attacco militare su Gaza: centinaia di bombe su 240 obiettivi, nella zona più densamente popolata del mondo. Il risultato era inevitabile e qualifica questi attacchi come crimini di guerra, che hanno causato ad oggi la morte di oltre 292 palestinesi e il ferimento di più di 600 persone, tra cui moltissimi civili. La tragedia si aggiunge a 2 anni di assedio in cui Gaza è stata tagliata fuori dal resto del mondo producendo la più grave crisi umanitaria dall’inizio dell’occupazione israeliana, con il 79,4% della popolazione della striscia sotto la soglia di povertà, e un tasso di disoccupazione del 45,5% (Palestine Monitor Factsheet)”.

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”Fatevi una foto per dire stop all’assedio di Gaza”: appello su Facebook

L’europarlamentare Luisa Morgantini lancia la campagna ”Diamo un volto al nostro dissenso”. La Cgil dell’Emilia Romagna: ”Fermiamo il massacro”. Manifestazioni e sit-in oggi a Bologna e Firenze

BOLOGNA – Una foto per metterci la faccia e dire “Stop all’assedio di Gaza”. È l’appello lanciato da Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento europeo, e ripreso in questi giorni da varie associazioni italiane e internazionali, mentre sulla Striscia palestinese continuano i raid di Israele e i morti sono già oltre 300. La richiesta è di non rimanere in silenzio “contro la brutale punizione collettiva che sta subendo la popolazione civile di Gaza”.

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