Di fronte alla catastrofe umanitaria a Gaza e in Cisgiordania, Banca Etica non si volta dall’altra parte. L’impegno contro l’esclusione finanziaria e il sostegno ai canali umanitari come atto di resistenza civile e morale.
In un contesto internazionale segnato da conflitti devastanti e da una crisi umanitaria senza precedenti, il ruolo della finanza non può essere neutro. O si è complici dell’indifferenza, o si diventa ingranaggi attivi di un meccanismo di pace e tutela dei diritti.
Banca Etica ha scelto da tempo da che parte stare. Con il documento “Giustizia per il popolo palestinese: il nostro impegno continua”, l’istituto ribadisce con forza la propria posizione: garantire l’accesso ai servizi finanziari e sostenere la popolazione civile palestinese non è solo un servizio bancario, ma un imperativo morale e una difesa del Diritto Internazionale.
Oltre l’Indifferenza: La Lotta al “De-risking”
Mentre gran parte del sistema bancario globale applica politiche di de-risking – ovvero la chiusura indiscriminata dei canali finanziari verso le zone di conflitto per timore di sanzioni o complicazioni burocratiche – Banca Etica sceglie la strada opposta.
L’esclusione finanziaria, infatti, è una forma di violenza silenziosa: impedisce agli aiuti di arrivare, blocca l’operatività delle ONG e soffoca un’economia già al collasso. Banca Etica si impegna a mantenere aperti i canali finanziari sicuri per le organizzazioni umanitarie che operano a Gaza e in Cisgiordania. Garantire che i fondi raccolti dalla solidarietà internazionale arrivino a destinazione è, oggi più che mai, un atto politico di difesa della vita.
Un Canale Vitale per la Solidarietà
L’impegno dell’istituto si traduce in azioni concrete a supporto della filiera della solidarietà:
- Operatività Bancaria Garantita: Supporto costante alle ONG e alle associazioni italiane e internazionali che, nonostante le estreme difficoltà, continuano a portare cibo, cure mediche e assistenza alla popolazione palestinese.
- Microfinanza e Sviluppo: Il sostegno storico alle istituzioni di microfinanza locali, fondamentali per garantire un minimo di resilienza economica alle famiglie e alle piccole imprese palestinesi, soffocate dall’occupazione e dalla guerra.
- Raccolta Fondi: Banca Etica agisce come collettore affidabile per le campagne di emergenza, assicurando ai donatori che le risorse vengano gestite con la massima trasparenza ed efficacia.
Una Presa di Posizione Netta: Pace, Diritto e Giustizia
La visione di Banca Etica va oltre l’aspetto tecnico. L’istituto si unisce all’appello globale per il Cessate il Fuoco immediato, il rilascio degli ostaggi e il rispetto del Diritto Umanitario Internazionale.
La pace, nella visione dell’economia civile, non è solo assenza di guerra, ma presenza di giustizia. Per questo, Banca Etica denuncia le violazioni dei diritti umani e l’illegalità dell’occupazione dei territori palestinesi, ribadendo che non ci può essere stabilità senza il riconoscimento della dignità e dell’autodeterminazione del popolo palestinese.
Il Valore della Coerenza
In un mondo in cui il denaro spesso finanzia, direttamente o indirettamente, l’industria bellica, scegliere la Finanza Etica significa sottrarre risorse alla guerra per investire nella vita. L’impegno per la Palestina è la dimostrazione che una banca può essere un presidio di diritti, capace di restare umana anche quando intorno tutto sembra crollare.
Per approfondire la posizione di Banca Etica e scoprire come supportare le campagne in corso, vi invitiamo a leggere il comunicato integrale.
- Fonte Ufficiale: Banca Etica – Giustizia per il popolo palestinese