Nigrizia per Haiti

Davanti alla catastrofe che ha colpito Haiti e in particolare la sua capitale, Port-au-Prince, città di due milioni di abitanti, anche i comboniani si mobilitano.

Il terremoto ha provocato decine di migliaia di vittime, tra cui molti bambini, e ha messo letteralmente in ginocchio la prima repubblica nera del mondo. Nel 1804, infatti, gli haitiani – colonizzati prima dalla Spagna e poi dalla Francia – si liberarono dalla schiavitù e dichiararono la propria indipendenza.

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MSF denuncia il rimpatrio forzato di oltre 200 migranti verso la Libia e chiede un incontro urgente con il Ministero dell’Interno

Rimpatriare dei migranti senza nemmeno identificarli né permettere loro l’accesso alle procedure sul diritto d’asilo è un comportamento illegale al di fuori di ogni legislazione nazionale ed internazionale

Nei giorni scorsi 3 barconi con 227 immigrati, tra cui 40 donne, sono stati avvistati nel canale di Sicilia. In nottata delle motovedette italiane hanno abbordato gli scafi e li hanno condotti in Libia.

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La Sardegna ha un unico vettore pubblico per il trasporto dei disabili

Varata la delibera due mesi fa, ora è formalmente costituita la Mobilità Sociale Sardegna, società che vede assieme regione e l’Azienda regionale sarda trasporti. Sostituirà tutti i privati che sino a oggi erogavano il servizio

CAGLIARI – È nata la nuova società regionale che si occuperà del trasporto di anziani e disabili. Costituita l’8 gennaio, la Mobilità Sociale Sardegna (una Srl) vede in campo la Regione e l’Arst (Azienda regionale sarda trasporti): oltre agli autisti e agli accompagnatori, il nuovo gestore avrà anche una dotazione di mezzi specifici per garantire in tutta l’Isola la possibilità ai portatori di handicap di raggiungere cliniche, centri analisi e ambulatori di riabilitazione. “Un servizio pubblico – ha detto Nerina Dirindin, assessore alle Politiche sociali e alla Sanità della Regione – che permetterà alle persone con disabilità di spostarsi sul territorio regionale con più possibilità e più facilmente. In più. In questo modo non verrà perso alcun posto di lavoro”. Una nascita anticipata da una polemica delle piccole imprese che, sino a oggi, garantivano il servizio per conto di cliniche e gruppi sanitari privati. Un’intesa con i sindacati, infatti, garantirà che a partire da fine gennaio la nuova società acquisisca mezzi e personale dall’Aias, associazione che sino ad oggi ha garantito lo zoccolo duro del servizio.

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Il peccato originale di Renato Soru

In Sardegna si torna a votare. “Mi dimetto” dice il presidente dimissionario della Regione Renato Soru, poco prima di rientrare in Consiglio regionale dov’è in corso il dibattito-fiume sulle sue dimissioni. “E’ inutile proseguire, serve un Consiglio forte e non uno che galleggi” taglia corto il fondatore di Tiscali che aveva annunciato le dimissioni dopo che il Consiglio aveva bocciato a scrutinio palese (con 55 voti contrari e 21 a favore) un emendamento voluto dallo stesso Soru alla nuova legge Urbanistica. In realtà la crisi con la sua maggioranza era nell’aria da tempo, alimentata da forti tensioni nel Pd, spaccato a metà come il gruppo al Consiglio Regionale.

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Un premio alle esperienze di agricoltura sociale

Il concorso del blog ”Lombrico sociale” ha premiato cinque realtà del settore che lavorano per l’integrazione di disabili, detenuti e ragazzi in difficoltà

ROMA – L”inclusione e la coesione sociale si costruiscono anche in agricoltura. È l’idea fondante del concorso “Lombrico Agro-Social Award 2008” che ha individuato alcune realtà vincenti del settore. I protagonisti sono i disabili, i detenuti e i ragazzi in difficoltà che lavorano in piccole aziende italiane. Il “Lombrico Sociale”, blog dedicato all’agricoltura sociale, ha premiato cinque vincitori: “Last Minute Market” impegnata nel recupero di beni non venduti o non commercializzati, “l’Orto dei ragazzi” dove giovani in difficoltà producono prodotti biologici, il laboratorio “Fuori dalla mischia” che accoglie persone disabili per la realizzazione di confetture, la “Cascina Bollate” e la casa di reclusione Gorgona Isola che si occupano di agricoltura utilizzando anche i detenuti.

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Allarme nei call center, decine di nuove società ma nessuna garanzia per chi lavora

Società che chiudono e riaprono cambiando nome, ma anche altre che assumono giovanissimi con contratti a progetto rinnovati all’infinito. L’allarme dei sindacati e degli organismi di controllo

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