MANIFESTAZIONE NAZIONALE ANTIRAZZISTA ROMA 17 OTTOBRE

Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo. Il 24 agosto dello stesso anno a Villa Literno, in provincia di Caserta, era stato ucciso un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo.

A 20 anni di distanza, il razzismo non è stato sconfitto, continua a provocare vittime e viene alimentato dal governo Berlusconi. Il pacchetto sicurezza  varato dal governo di Centro-Destra offende la dignità umana, introducendo il reato di “immigrazione clandestina”.
La morte degli immigrati nel canale di Sicilia, che si sta trasformando in un cimitero marino, è la tragica conseguenza della logica disumana che ispira la politica governativa.Questa drammatica situazione sta pericolosamente alimentando e legittimando nella società la paura e la violenza nei confronti di ogni diversità.
E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti umani respingendo ogni tipo di razzismo.

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Africa, you can!

Dopo Russia e L’Aquila, in Ghana Obama presenta l’ultimo tassello della sua politica estera

Meno di 24 ore per la visita di Obama in Ghana. Ma l’incontro tra il paese che rappresenta la buona governance e il presidente Usa-figlio dell’Africa è nella storia. Da Accra Obama parla a tutto il continente, incoraggia i giovani, e attacca i politici corrotti. L’Intervista a Simone Comi, di Equilibri.net

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Equità, solidarietà e responsabilità per uscire dalla crisi

Il Call to Action che qui presentiamo è uno dei frutti di quelle “alleanze” cui dedicammo lo scorso anno la riflessione centrale di Terra Futura. Costruire reti di relazioni, di pensiero e di buone pratiche, per dimostrare che sono possibii modelli di sviluppo non fondati su parametri quantitativi, sul consumo delle risorse naturali non rinnovabili, che creano squilibri sociali e nuove povertà, bensì un imperativo morale ma oggi, di fronte alla crisi globale che il pianeta sta attraversando, è diventata una necessità legata alla sopravvivenza dell’ecosistema.

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30 articoli per 30 giorni/29

I doveri verso la comunità Articolo 29. Solo nella comunità lo sviluppo della persona Ogni individuo ha doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge … Leggi tutto

Allarme nei call center, decine di nuove società ma nessuna garanzia per chi lavora

Società che chiudono e riaprono cambiando nome, ma anche altre che assumono giovanissimi con contratti a progetto rinnovati all’infinito. L’allarme dei sindacati e degli organismi di controllo

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30 articoli in 30 giorni/16

La famiglia Articolo 16. Nucleo naturale e fondamentale della società Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione. Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto … Leggi tutto

“Per migliorare una società bisogna migliorare le sue famiglie”

Conferenza preparatoria alla sessione speciale dell’assemblea generale ONU

di Roberta Sciamplicotti

BRATISLAVA, martedì, 28 ottobre 2008 (ZENIT.org).- “Per migliorare una società bisogna migliorare le sue famiglie”, ha dichiarato Richard G. Wilkins, Managing Director del Doha International Institute for Family Studies and Development, nel corso della Conferenza preparatoria alla sessione speciale dell’assemblea generale delle Nazioni Unite (Doha, Qatar, 29 novembre-2 dicembre).

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La proposta

Un osservatorio sul razzismo

Articolo di Roberto Natale (www.articolo21.info)
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Felicità vanno cercando (Trento Longaretti)

Gad Lerner mette in fila con preoccupazione quelli che chiama “scricchiolii della pacifica convivenza” e invita i Presidenti delle Camere a promuovere un osservatorio parlamentare sul razzismo. Sono scricchiolii che fanno un rumore molto simile a quelli che da tempo si avvertono nell’informazione.

Non sarebbe giusto né corrispondente al vero caricare tutte le colpe sulle spalle di noi giornalisti: se nella società italiana ha preso piede e ha fatto fortuna “l’imprenditoria della paura”, ci sono responsabilità evidenti di partiti che sull’allarme per l’immigrazione hanno prosperato e di altri che ad esso si sono accodati in modo subalterno.  

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