”Ai confini della risata”: quando Luttazzi scriveva su ”Accaparlante”

Vent’anni fa gli interventi e i disegni del comico sulla ”rivista di informazione sulle differenze” dell’Aias: brevi schegge di umorismo surreale, disegni, citazioni fulminanti su sesso, alienazione, diversità e pregiudizi

BOLOGNA – Brevi schegge di umorismo surreale, disegni, citazioni fulminanti e riflessioni su sesso, alienazione, diversità e pregiudizi. Così, giusto vent’anni fa, un giovane Daniele Luttazzi agli inizi della carriera si presentava ai lettori con la rubrica “Ai confini della risata” sulle pagine di “Hp Accaparlante”, prima “rivista di informazione sulle differenze” pubblicata dal Centro documentazione handicap dell’Aias di Bologna.

Nato nel 1961 a Santarcangelo di Romagna, fresco di studi in Medicina, Luttazzi (vero nome Daniele Fabbri) cominciava proprio alla fine degli anni ’80 a scrivere e recitare monologhi teatrali e a comparire in tv con la sua comicità corrosiva e senza compromessi che gli ha procurato, negli anni, molti successi e ripetute censure soprattutto sul piccolo schermo. Su “Accaparlante”, rivista innovativa che fu tra le prime, ad esempio, ad affrontare senza tabù il tema della sessualità dei disabili, l’attore comico e showman ebbe uno spazio fisso per i suoi interventi tra il 1989 e il ’92, così come Alessandro Bergonzoni, altro “emergente” di successo.

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Luttazzi: ”La disabilità è lo specchio dei nostri insopportabili limiti”

Il comico commenta l’episodio della ragazza cacciata dal supermercato perché girava in carrozzina: ”Clima di intolleranza verso l’altro. Dare risposte violente è sempre più facile che ragionare”. Venerdì 23 il ”Decameron” a Bologna

BOLOGNA – “La disabilità è il nostro specchio. Ci mette di fronte a noi stessi e alla coscienza dei nostri limiti. E spesso, guardandoci allo specchio, non ci sopportiamo. Dare risposte violente e sprezzanti, purtroppo, è sempre più facile che ragionare”. Daniele Luttazzi di mestiere fa satira, ed è abituato a commentare i fatti di cronaca: stavolta parla così di un episodio successo nei giorni scorsi a Diano Marina, vicino a Imperia. Dove una ragazza disabile di 21 anni, Annarita Marino, è stata cacciata da un supermercato da un troppo “zelante” direttore, preoccupato che lei, muovendosi tra le corsie con la sua carrozzina elettrica, potesse dare fastidio agli altri clienti. “Fastidio a chi? A lui, probabilmente – aggiunge Luttazzi -. Non è un caso se episodi di questo genere rispuntano adesso sempre più spesso, mentre negli anni ’90 non c’era questa recrudescenza. Il quadro è quello di una generale intolleranza verso l’altro: la risposta di tanta gente alla semplice presenza dell’altro è l’egoismo e il rifiuto. Anche le persone con disabilità, purtroppo, ne fanno le spese. Ogni discriminazione è questione di mancanza di educazione e cultura: bisognerebbe lavorare su questo”.

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