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L’Appennino Tosco-Emiliano è stato una formidabile cerniera tra il Nord padano, la penisola e il mare di Luni. Ed è proprio andando a sollevare il velo della cultura materiale ancora ben viva e presente a cavallo tra la terra toscana e quella emiliana, che è possibile percepire ciò unisce oggi le persone che abitano i borghi del Parco Nazionale, riconoscere a tavola quali sono stati i travasi secolari in termini di enogastronomia e di tradizioni. Componenti cardine di questa tavola sono la “cultura del Parmigiano- Reggiano” di montagna per il versante emiliano, la “cultura del castagno” ampiamente rappresentata nei versanti di Garfagnana e Lunigiana, e la “cultura del testo”, il disco piatto utilizzato per la cottura sul fuoco che caratterizza la cucina appenninica dell’alta Toscana. Una conferma della straordinaria ricchezza di prodotti agroalimentari di qualità in questo territorio è rappresentata dall’elenco di prodotti a marchio DOP e IGP, di valore nazionale ed europeo, dei prodotti agroalimentari tradizionali e dai Presidi Slow Food.

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Luttazzi: ”La disabilità è lo specchio dei nostri insopportabili limiti”

Il comico commenta l’episodio della ragazza cacciata dal supermercato perché girava in carrozzina: ”Clima di intolleranza verso l’altro. Dare risposte violente è sempre più facile che ragionare”. Venerdì 23 il ”Decameron” a Bologna

BOLOGNA – “La disabilità è il nostro specchio. Ci mette di fronte a noi stessi e alla coscienza dei nostri limiti. E spesso, guardandoci allo specchio, non ci sopportiamo. Dare risposte violente e sprezzanti, purtroppo, è sempre più facile che ragionare”. Daniele Luttazzi di mestiere fa satira, ed è abituato a commentare i fatti di cronaca: stavolta parla così di un episodio successo nei giorni scorsi a Diano Marina, vicino a Imperia. Dove una ragazza disabile di 21 anni, Annarita Marino, è stata cacciata da un supermercato da un troppo “zelante” direttore, preoccupato che lei, muovendosi tra le corsie con la sua carrozzina elettrica, potesse dare fastidio agli altri clienti. “Fastidio a chi? A lui, probabilmente – aggiunge Luttazzi -. Non è un caso se episodi di questo genere rispuntano adesso sempre più spesso, mentre negli anni ’90 non c’era questa recrudescenza. Il quadro è quello di una generale intolleranza verso l’altro: la risposta di tanta gente alla semplice presenza dell’altro è l’egoismo e il rifiuto. Anche le persone con disabilità, purtroppo, ne fanno le spese. Ogni discriminazione è questione di mancanza di educazione e cultura: bisognerebbe lavorare su questo”.

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