Emergenza immigrati

Tutto falso!

Articolo di Vittorio Nozza (Italia Caritas).

Il paese delle contraddizioni

«Abbattere tutti i muri che ancora dividono i popoli e le razze, i ricchi dai poveri». Così, da Berlino, Barack Obama, candidato presidente degli Stati Uniti e simbolo meticcio della contemporaneità.

E noi? Noi siamo impegnati a ergere il patetico muro di Lampedusa. Naturalmente è la solita bugia, che il territorio nazionale sia minacciato da un’invasione di “clandestini” tale da richiedere la proclamazione dello “stato d’emergenza”. 

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Ammazzateci Tutti a rischio

Lettera a chi ci vuole bene

Lettera di Aldo Pecora e Rosanna Scopelliti, coordinatori di “Ammazzateci Tutti”

I ragazzi di Locri

Cari italiani, care italiane,
quando abbiamo deciso di fondare Ammazzateci Tutti, in quel lembo di terra meravigliosa e disgraziata che si chiama Calabria, abbiamo cercato di concentrare le poche, pochissime risorse disponibili e le tante, tantissime speranze, di tutta quella gente che non ce la faceva più a vivere “incellophanata” dall’omertà e, soprattutto, dalla paura.

Per essere davvero liberi non ci siamo mai voluti legare a nessun carrozzone, né politico né imprenditoriale. Solo con il tempo abbiamo capito che è stata una scelta coraggiosa, una sfida più grande di noi, che ha certamente appesantito – non di poco – le già tante preoccupazioni che avevamo comunque messo in conto. 

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Emergenza immigrati/2

Poca memoria. Pochissima speranza.

Articolo di Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana.

E’ l’articolo pubblicato sull’Osservatore Romano di oggi.

Restrizioni, ostacoli, barriere. Sono i segnali che arrivano dal Parlamento europeo e dal patto per l’immigrazione e il diritto d’asilo che dovrebbe essere adottato dal vertice europeo dei capi di Stato e di Governo del prossimo 15 ottobre. Con possibili eccezioni e corsie preferenziali per i lavoratori altamente specializzati.

Un giro di vite anche in Italia sui ricongiungimenti e per i richiedenti asilo. Tolleranza zero contro gli irregolari, ma anche qui con eccezioni in base alle nostre convenienze. Tendenze che non meravigliano in questo primo segmento del terzo millennio in cui c’è sempre meno memoria e scarsa speranza. In cui la vita è sempre più “usa e getta”, più  che  curata  e  vissuta. Con  i  deboli e i poveri costretti a pagare due volte

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Ho visto donne con il burqa

Cronaca dall’Afghanistan

Articolo di Tana De Zulueta su “L’Unità”.
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Foto tratta dal sito www.perlapace.it

Zahir Shah era ancora re, anche se per poco, i talebani non avevano ancora conquistato il paese, e le donne potevano ancora lavorare. L’Afghanistan era, come oggi, un paese poverissimo, ma il regno di Zahir Shah, iniziato negli anni trenta, era stato una rara parentesi di relativa tranquillità per il suo paese. Il re si considerava un modernizzatore e incoraggiava l’educazione delle donne e la loro partecipazione alla vita pubblica. Le hostess della Ariana erano un simbolo di modernità, e ne erano orgogliose quando davano ordini ai passeggeri e le chiacchiere allegre nella zona cucina. 

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La forza di cambiare

Ora o mai più

Passi tratti dall’articolo di Roberto Saviano (www.robertosaviano.it).

Saviano ha scritto a Gomorra all’indomani della strage di Castelvolturno

In qualsiasi altro paese la libertà d’azione di un simile branco di assassini avrebbe generato dibattiti, scontri politici, riflessioni. Invece qui si tratta solo di crimini connaturati a un territorio considerato una delle province del buco del culo d’Italia.

Sedici vittime in meno di sei mesi. Qualsiasi paese democratico con una situazione del genere avrebbe vacillato. Qui da noi, nonostante tutto, neanche se n’è parlato. 

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Gli albanesi in Italia

Bari, 29 settembre 2008, Convegno conclusivo del progetto “Aquifalc” presso l’Università
Compendiati in un volume i temi salienti del progetto “Aquifalc”
È dedicato ai contenuti del progetto il volume
Gli albanesi in Italia. Conseguenze economiche e sociali dell’immigrazione
Edizioni Idos, Roma settembre 2008
Realizzato dal Centro Studi e ricerche Idos in collaborazione con
Università di Bari – Dip. Scienze Economiche, Università di Tirana, la Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes

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Zanotelli: Tosi concedici l’Arena

Raffaello Zordan
L’arcobaleno negato
Provocazione di padre Alex, che torna sul divieto dell’amministrazione di sventolare le bandiere della pace a Verona. «Non si ha minimamente il senso né della storia recente della città né della storia della bandiera arcobaleno». Don Bizzotto: «Oggi non siamo più chiamati a lavorare per la pace degli altri, ora il conflitto lo abbiamo in casa».

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Guerra alla bandiera della pace

Gianni Ballarini
I diktat della destra al potere
L’amministrazione dispotica di Verona concede gli spazi pubblici alla Carovana missionaria della pace solo se non ci saranno in piazza i simboli dell’arcobaleno. La rinuncia degli organizzatori, perché non si baratta la libertà.

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