Un vizio antico che oggi ha spudoratamente conquistato la “hit-parade”: recitata, cantata, suonata, ballata nei luoghi più visibili sia reali che digitali, relegando il pudore a un sottoprodotto.
Tendenze
Milano, i giovani stranieri preferiscono gli istituti professionali
Gli studenti filippini, ecuadoriani e peruviani scelgono gli istituti professionali a indirizzo tecnico commerciale. Licei solo per il 19,7%. I risultati di uno studio del Cisem. Domani la presentazione
MILANO – Gli studenti filippini, ecuadoriani e peruviani che vivono in provincia di Milano scelgono gli istituti professionali a indirizzo tecnico commerciale, con una percentuale che oscilla tra il 29,4% per i primi e il 16,7% per i peruviani. L’istituto preferito dai cinesi invece è il tecnico commerciale (23,5%), seguito dal liceo scientifico (13,4%). Sono alcune tendenze, ancora tutte da studiare, che emergono da uno studio del Cisem (Centro per l’innovazione e sperimentazione educativa Milano). La ricerca “Gli studenti stranieri nella scuola secondaria di secondo grado della Provincia di Milano” verrà presentata domani nell’ambito del seminario “Dati e fenomeni sull’istruzione e formazione in provincia di Milano” ed è già disponibile on-line sul sito www.cisem.it.
Emergenza immigrati/2
Poca memoria. Pochissima speranza.
Articolo di Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana.
E’ l’articolo pubblicato sull’Osservatore Romano di oggi.
Restrizioni, ostacoli, barriere. Sono i segnali che arrivano dal Parlamento europeo e dal patto per l’immigrazione e il diritto d’asilo che dovrebbe essere adottato dal vertice europeo dei capi di Stato e di Governo del prossimo 15 ottobre. Con possibili eccezioni e corsie preferenziali per i lavoratori altamente specializzati.
Un giro di vite anche in Italia sui ricongiungimenti e per i richiedenti asilo. Tolleranza zero contro gli irregolari, ma anche qui con eccezioni in base alle nostre convenienze. Tendenze che non meravigliano in questo primo segmento del terzo millennio in cui c’è sempre meno memoria e scarsa speranza. In cui la vita è sempre più “usa e getta”, più che curata e vissuta. Con i deboli e i poveri costretti a pagare due volte.