Don Ciotti: ”Le mafie si alimentano della mancanza di trasparenza”

Rapporto Libera. Indirizzare la repressione non tanto sulle mafie, ma contro chi le usa ”riempie” le carceri: ”negli Usa il 25% della popolazione mondiale di detenuti e buona parte per reati legati al consumo e allo spaccio”

ROMA – “Le mafie si alimentano della mancanza di trasparenza, traggono forza da un’informazione non obiettiva, dalle letture superficiali o interessate” è quanto ha denunciato questa mattina don Luigi Ciotti, presidente di Libera, durante la presentazione del rapporto sulla produzione e traffico di cocaina mondiale. “Il primo passo per combattere efficacemente le organizzazioni criminali è fornire un”immagine credibile dei traffici in cui sono coinvolte, mettendo in luce le loro reali dimensioni e tutti i loro possibili risvolti”.
Durante l’intervento di apertura, don Ciotti ha richiamato l’attenzione sulle contraddizioni statistiche presenti nei dati sulla cocaina presenti nei rapporti delle autorità americane e dell’Unodc.

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”Fa’ la cosa giusta”: spazio alle cooperative sociali che lavorano in carcere

La fiera del consumo critico di Milano (13-15 marzo 2009) dedicherà una sezione alle produzioni dei detenuti. Per chi lavora la recidiva si abbassa tra l’1 e il 5% contro il 70% del resto della popolazione carceraria

MILANO – Una sezione completamente dedicata all’economia carceraria. È una delle sfide dell’edizione 2009 di “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, in programma a Milano (Fieramilanocity) dal 13 al 15 marzo. “L’idea di questa sezione dedicata, nasce dalla volontà di dare maggior risalto all’esperienza di cooperative sociali che lavorano in carcere e che negli anni sono state presenti in fiera”, spiega Sabina Eleonori, referente del progetto.

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Emergenza immigrati

Tutto falso!

Articolo di Vittorio Nozza (Italia Caritas).

Il paese delle contraddizioni

«Abbattere tutti i muri che ancora dividono i popoli e le razze, i ricchi dai poveri». Così, da Berlino, Barack Obama, candidato presidente degli Stati Uniti e simbolo meticcio della contemporaneità.

E noi? Noi siamo impegnati a ergere il patetico muro di Lampedusa. Naturalmente è la solita bugia, che il territorio nazionale sia minacciato da un’invasione di “clandestini” tale da richiedere la proclamazione dello “stato d’emergenza”. 

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