Ad Africa e Asia il triste record mondiale di decessi materni

Una donna di un paese meno sviluppato è 300 volte più esposta al rischio di morire a causa di complicazioni dovute a gravidanza o parto di una donna che di un paese industrializzato. Rapporto Unicef sulla condizione dell’infanzia del mondo

ROMA – Sono l’Africa e l’Asia a vincere la maglia nera dei paesi dove si registra il maggior numero di decessi materni in tutto il mondo: la percentuale si attesta al 97%, con proporzioni particolarmente elevate nell’Africa sub sahariana (50% del totale) e nell’Asia meridionale (35%). A rivelarlo è il rapporto Unicef sulla condizione dell’infanzia del mondo 2009, presentato oggi a Roma dal presidente della organizzazione delle Nazioni Unite per l’infanzia Vincenzo Spadafora. Il rapporto quest’anno è incentrato sulla salute materna e neonatale, con focus particolari su diversi stati africani (fra i quali Ciad, Ruanda, Liberia, Marocco, Mozambico, Togo, Uganda) e asiatici (come il Laos, l’India e l’Indonesia).

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Migranti, le porte insanguinate dell’Europa: 1502 morti nel 2008

Bollettino annuale Fortress Europe. Diminuisce del 23% il numero delle morti rispetto al 2007, ma non in Sicilia, dove le vittime sono passate dalle 556 del 2007 alle 642 del 2008 (in linea con il netto aumento degli arrivi: +80%)

ROMA – Ad avvistarlo è stato un pescatore, nel pomeriggio dello scorso 26 dicembre. Il cadavere galleggiava tra gli scogli di Melilla, l’enclave spagnola in Marocco. È la vittima numero 1.502 del 2008. Tanti sarebbero i migranti e rifugiati morti lungo le frontiere europee nell’anno appena trascorso, secondo l’osservatorio sulle vittime dell’immigrazione Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.com). Un dato che segna un meno 23% rispetto al 2007, quando le morti documentate alle frontiere Ue furono 1.942, poco meno delle 2.088 registrate nel 2006. Difficile comparare i dati, dato che si tratta delle sole notizie riportate dalla stampa. Nessuno infatti è in grado di conoscere il numero di naufragi “fantasma” sfuggiti alla cronaca ma non ai pescatori del Canale di Sicilia, che continuano a pescare resti umani nelle reti, specialmente in prossimità delle coste libiche. In linea con la crescita del numero degli arrivi, aumentano le vittime nel Canale di Sicilia.

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Nazionalità agli stranieri: Italia al 20° posto in Ue

I dati di Eurostat. Circa 735 mila persone hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato Ue: più accoglienti Lettonia (8,3 concessioni per 1.000 abitanti) e Svezia (5,7). Da Marocco, Romania e Albania i ”nuovi” italiani

ROMA – Circa 735 mila persone hanno acquisito nel 2006 la cittadinanza di uno Stato membro dell’Ue, un fenomeno in lenta ma costante crescita in questo decennio: 722 mila nel 2005, 647 mila nel 2003, 483 mila nel 1998. Questi nuovi cittadini provengono in primo luogo da altri paesi europei non comunitari (27%), ma anche dall’Africa (27%), dall’Asia (22%), dal Continente americano (12%) o da un altro Stato membro dell’Ue (8%). Questi alcuni dei dati sull’acquisizione della nazionalità diffusi ieri daEurostat, l’Istituto statistico della Comunità Europea. L’acquisizione della cittadinanza nel paese di residenza è un fenomeno che riguarda non soltanto i migranti in senso stretto, ma anche i loro discendenti nati nel paese d’accoglienza. In numerosi Stati membri, infatti, la nazionalità di un bambino è determinata dalla nazionalità dei suoi genitori piuttosto che dal suo luogo di nascita.

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Mediterraneo

Ce l’ha un anima?

Testo di Enzo Bianchi (www.monasterodibose.it).
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Enzo Bianchi è il priore della comunità monastica di Bose

Il Mediterraneo deve il suo nome alla collocazione geografica che lo costituiva come cuore del mondo abitato, “mare tra le terre”, supporto ai traffici e ai commerci di fenici, egizi, greci, cartaginesi, iberi e romani. Mare nostrum, lo avevano chiamato questi ultimi, una volta diventati i dominatori di quelle acque che più che dividere univano terre, culture, religioni… Mare che segnava i confini del mondo conosciuto, con quelle colonne d’Ercole al di là delle quali vi era l’ignoto, mare “abbracciato” dall’impero romano che sembrava estendersi a macchia d’olio proprio a partire dalle sponde bagnate da quelle acque. Sulle sponde orientali di quel mare si sono anche affacciate le tre grandi religioni monoteistiche e da lì sono salpati in tempi e con modalità diverse anche gli annunciatori di una “parola” considerata espressione della volontà di Dio per tutti gli uomini. 

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