Nell’Unione Europea sono 8 milioni 250 mila i disoccupati che, pur disponibili a lavorare, non cercano un impiego (il 3,5% della forza lavoro), l’Italia è il Paese che conta il maggior numero di queste persone che l’Istat definisce “scoraggiati”: ben 2,7 milioni. Vuol dire che uno su tre degli “scoraggiati” europei è italiano. Il dato diventa ancor più pesante se si restringe il campo alla sola eurozona: oltre la metà dei ‘senza speranza’ risulta italiano. E’quanto emerge da una ricerca di Eurostat, l’ufficio statistico europeo.
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Pensioni, ”anomalia italiana”? Inca Cgil: ”No, errori contabili di Eurostat”
L’Osservatorio politiche sociali in Europa analizza lo studio presentato dalla Fnp-Cisl e spiega: ”La spesa italiana per le pensioni scenderebbe sotto la media Ue se si escludessero dal computo a le indennità di fine rapporto”
BRUXELLES – Nell’Europa dei 15, ossia nei paesi con un sistema economico e sociale più vicino a quello italiano, la spesa media per le prestazioni sociali nel loro complesso è pari a circa 7000 euro Spa (standard del potere d’acquisto) per abitante, con valori che oscillano tra i 12900 del Lussemburgo e i 4800 della Spagna.
Nazionalità agli stranieri: Italia al 20° posto in Ue
I dati di Eurostat. Circa 735 mila persone hanno acquisito la cittadinanza di uno Stato Ue: più accoglienti Lettonia (8,3 concessioni per 1.000 abitanti) e Svezia (5,7). Da Marocco, Romania e Albania i ”nuovi” italiani
ROMA – Circa 735 mila persone hanno acquisito nel 2006 la cittadinanza di uno Stato membro dell’Ue, un fenomeno in lenta ma costante crescita in questo decennio: 722 mila nel 2005, 647 mila nel 2003, 483 mila nel 1998. Questi nuovi cittadini provengono in primo luogo da altri paesi europei non comunitari (27%), ma anche dall’Africa (27%), dall’Asia (22%), dal Continente americano (12%) o da un altro Stato membro dell’Ue (8%). Questi alcuni dei dati sull’acquisizione della nazionalità diffusi ieri daEurostat, l’Istituto statistico della Comunità Europea. L’acquisizione della cittadinanza nel paese di residenza è un fenomeno che riguarda non soltanto i migranti in senso stretto, ma anche i loro discendenti nati nel paese d’accoglienza. In numerosi Stati membri, infatti, la nazionalità di un bambino è determinata dalla nazionalità dei suoi genitori piuttosto che dal suo luogo di nascita.