Ad Africa e Asia il triste record mondiale di decessi materni

Una donna di un paese meno sviluppato è 300 volte più esposta al rischio di morire a causa di complicazioni dovute a gravidanza o parto di una donna che di un paese industrializzato. Rapporto Unicef sulla condizione dell’infanzia del mondo

ROMA – Sono l’Africa e l’Asia a vincere la maglia nera dei paesi dove si registra il maggior numero di decessi materni in tutto il mondo: la percentuale si attesta al 97%, con proporzioni particolarmente elevate nell’Africa sub sahariana (50% del totale) e nell’Asia meridionale (35%). A rivelarlo è il rapporto Unicef sulla condizione dell’infanzia del mondo 2009, presentato oggi a Roma dal presidente della organizzazione delle Nazioni Unite per l’infanzia Vincenzo Spadafora. Il rapporto quest’anno è incentrato sulla salute materna e neonatale, con focus particolari su diversi stati africani (fra i quali Ciad, Ruanda, Liberia, Marocco, Mozambico, Togo, Uganda) e asiatici (come il Laos, l’India e l’Indonesia).

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Pensionati con meno di mille euro: sono loro i nuovi poveri

L’identikit tracciato dalla Comunità di Sant’Egidio. Pesa l’aumento dei prezzi; il credito al consumo per beni di prima necessita e utenze, ma anche per cellulari e tv. Nel 2008 aumento del 17% dei pignoramenti

ROMA – Disoccupazione, inflazione, credito a consumo, pignoramenti, usura e sfratti sono i nemici principali delle famiglie italiane, quelli che nel 2007, secondo gli ultimi dati Istat, hanno fatto scivolare nella povertà 7 milioni 542 mila italiani, pari all’11,1% della popolazione, a fronte di 7 milioni 537 mila dell”anno precedente. A riferire questi dati, insieme alle storie di chi non arriva alla fine del mese (soprattutto anziani e pensionati) è la Comunità di Sant’Egidio che questa mattina a Roma ha presentato la 19° edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, un vademecum fondamentale per chi non arriva più a pagare casa, bollette varie, vestiti e cibo. Oltre alla mensa di via Dandolo, nel cuore della città di Roma, attiva dal 1988, la comunità romana mette a disposizione dei senza dimora diversi servizi in molti quartieri della capitale: centri di accoglienza, ambulatori medici, servizio docce, lavanderia, barbiere e podologo, distribuzione gratuita di medicinali.

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