L’identikit tracciato dalla Comunità di Sant’Egidio. Pesa l’aumento dei prezzi; il credito al consumo per beni di prima necessita e utenze, ma anche per cellulari e tv. Nel 2008 aumento del 17% dei pignoramenti
ROMA – Disoccupazione, inflazione, credito a consumo, pignoramenti, usura e sfratti sono i nemici principali delle famiglie italiane, quelli che nel 2007, secondo gli ultimi dati Istat, hanno fatto scivolare nella povertà 7 milioni 542 mila italiani, pari all’11,1% della popolazione, a fronte di 7 milioni 537 mila dell”anno precedente. A riferire questi dati, insieme alle storie di chi non arriva alla fine del mese (soprattutto anziani e pensionati) è la Comunità di Sant’Egidio che questa mattina a Roma ha presentato la 19° edizione della guida “Dove mangiare, dormire, lavarsi”, un vademecum fondamentale per chi non arriva più a pagare casa, bollette varie, vestiti e cibo. Oltre alla mensa di via Dandolo, nel cuore della città di Roma, attiva dal 1988, la comunità romana mette a disposizione dei senza dimora diversi servizi in molti quartieri della capitale: centri di accoglienza, ambulatori medici, servizio docce, lavanderia, barbiere e podologo, distribuzione gratuita di medicinali.
La guida sarà distribuita a Natale durante i 38 pranzi offerti a circa 10 mila ospiti che saranno serviti in moltissimi quartieri della città, centrali e di periferia (Primavalle, Prati, San Giovanni, Tuscolano, Nettuno, Spinaceto, Piazza Bologna, Piazza Vittorio, Tor Bella Monaca e altri) in altre 30 città in tutta Italia (fra le quali Genova, Milano, Firenze, Messina, Bari, Reggio Calabria, Torino, Novara, Padova) e in più di 450 città in tutto il mondo, dall’America Latina (Bolivia, Guatemala, Argentina, Cuba e altri paesi) all’Africa (Mozambico, Camerun, Nuova Guinea, Congo e altri).
Ma qual è l’identikit del nuovo povero in Italia? Secondo il quadro tracciato questa mattina dalla Comunità di Sant’Egidio i poveri sono soprattutto i pensionati, con un reddito compreso tra i 500 e i mille euro, solo il 23,5% infatti usufruisce di un assegno mensile superiore a 1500 euro mentre il 76,4% vive con meno di 1500 euro al mese. Nemica diventa quindi l’inflazione, che ha rincarato del 6,4% la spesa per abitazione, acqua elettricità e combustibile (dati Istat) e che ha determinato l’aumento di generi di prima necessità come la pasta (+29,8% rispetto all’anno precedente) e il pane (aumentato del 4,1% rispetto a novembre 2007). Il credito a consumo (ovvero quasi sempre l’indebitamento) avviene per acquisti ordinari: cibo, vestiti ma anche oggetti che determinano uno status symbol come il televisore al plasma o il telefonino. Le uniche spese che si permettono gli italiani, anche se sulla soglia della povertà, sono infatti quelle per i cellulari (+6,6%) e dei giochi a premi (+2,4%). Il Superenalotto è arrivato addirittura ad un aumento del 230%.
Per chi non ce la fa a vivere con i pochi soldi guadagnati arriva prima o poi anche al pignoramento, nel 2008 c’è stato un aumento del 17%, dato che sale al 40% se il confronto è con i numeri del primo semestre del 2006. Ad essere pignorati non sono solo gli appartamenti ma anche beni come gioielli, mobilia, auto, scooter e conti in banca. A questo punto la strada, per alcuni, diventa quella della richiesta di denaro in prestito a usurai: nel tunnel di questo traffico illegale sono coinvolte oltre 2 milioni di famiglie. I tassi praticati dai “cravattari” oscillano tra il 120 e il 240% annuo, con punte che arrivano fino al 500%. Aumentano infine i furti ai supermercati: +4,1% per un ammontare di 2,97 miliardi di euro. Ad essere rubate sono soprattutto lamette per la barba (15,4%), cartucce per stampanti (14,3%), mentre per l’alimentazione il Grana Padano è il preferito dai “nuovi ladri” (8,6%). Le carni e i salumi si attestano al 6,8%. (Marta Rovagna)