Nasce la rete dei media interculturali

Si chiama Mier, la rete dei media interculturali dell’Emilia Romagna. Raymond Dassi: ”Potenziare le iniziative editoriali esistenti attraverso una raccolta pubblicitaria congiunta e corsi di formazione per le redazioni straniere”

BOLOGNA – E’ nata Mier, la prima rete dei Media interculturali dell’Emilia-Romagna. Si tratta di “una piattaforma unitaria creata allo scopo di potenziare le iniziative editoriali esistenti – che sono abbastanza fragili – attraverso una raccolta pubblicitaria congiunta, corsi di formazione per le redazioni straniere e strumenti comuni a supporto delle testate multietniche”, spiega Raymon Dessi, direttore del “Tamburo”. La rete è stata presentata oggi all’interno di “Ad alt(r)a voce”, il primo Meeting dei media multiculturali dell’Emilia-Romagna organizzato dal Cospe (una ong che si occupa di cooperazione allo sviluppo) e in programma fino a domani a Bologna, che vede a confronto giornalisti, docenti universitari, rappresentati delle istituzioni e della stampa multietnica.

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”Il folle? Pericoloso. Il matto? Simpatico”: così la stampa rappresenta il disagio

‘Violenti” nelle pagine di nera, ”adorabili” in quelle della cultura. Una ricerca di Psicoradio e dell’università della Svizzera fotografa gli stereotipi nei titoli di otto quotidiani. Oggi a Bologna il convegno ”Follia scritta”

BOLOGNA – Compaiono soprattutto nelle pagine di cronaca, un po’ meno in quelle di salute e di cultura. E il “simpatico matto” protagonista di spettacoli o film si trasforma in “folle”, “pazzo” o in preda a “raptus” negli episodi di cronaca nera, dove le definizioni del disagio psichico compaiono spesso all’interno di titoli “obiettivamente offensivi”. Tra i luoghi di cura, invece, i più gettonati sono “i manicomi” e le strutture che “non dovrebbero esistere più”. Sono i risultati della ricerca “Follia scritta”, uno studio realizzato da Psicoradio, la testata radiofonica di Bologna con una redazione formata da pazienti psichiatrici dell’Ausl, insieme dall’Università della Svizzera italiana e presentato oggi all’interno di un convegno che ha messo a confronto giornalisti ed esperti di psichiatria. “Non vogliamo demonizzare la stampa ma riflettere insieme ad essa”, chiarisce Cristina Lasagni, direttrice della ricerca e del network radiofonico.

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