Calabria, Legacoop denuncia: ”Disuguaglianza sociale in crescita esponenziale”

L’allarme di Quirino Ledda, presidente calabrese di Legacoop, che si rivolge all’amministrazione regionale: ”In Calabria le politiche di contrasto alla povertà devono puntare sul potenziamento dei servizi e non solo sul reddito”

REGGIO CALABRIA – ”Nella nostra Regione aumenta, in maniera drammatica, la disuguaglianza sociale con conseguenze per la vita democratica ancora non calcolabili”. A lanciare il preoccupante grido di allarme è Quirino Ledda, presidente calabrese di Legacoop. Una seria richiesta di aiuto per una Calabria che sta subendo, anche per le scelte del Governo, un aumento della divisione tra il nord e il sud. “ Si tratta di una crisi strutturale – rimarca Ledda – che emerge in tutti gli indicatori relativi a: occupazione, sanità, lavoro nero, infrastrutture, scuole”. Il presidente di Legacoop fa rilevare come sia sufficiente un evento come la nascita del secondo o del terzo figlio, o il licenziamento del coniuge, la cassa integrazione, una malattia per far precipitare al di sotto della soglia della vivibilità la maggior parte dei calabresi.

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Ieri i musulmani, oggi i rom: l’Italia continua a discriminare

Rapporto Enar. Cambiano i gruppi colpiti, ma non migliora la situazione. Lavoro, casa, scuola e sanità restano i settori più delicati. Crescono affitti e sfratti per i migranti; rom esclusi da istruzione e servizi sanitari

ROMA – Il Rapporto Enar 2007 non mette in evidenza miglioramenti nella situazione delle discriminazioni sulla base della nazionalità, origine etnica o religione in Italia rispetto all’anno precedente. In tutti gli ambiti analizzati, le discriminazioni verso migranti e minoranze sono rimaste infatti immutate. I gruppi maggiormente colpiti da episodi di razzismo sono stati i cittadini romeni, i rom ed i sinti. Vi è stato in questo senso un cambiamento: negli anni precedenti i gruppi maggiormente colpiti erano cittadini non comunitari e persone di fede musulmana, mentre nel 2007 sono i cittadini comunitari o in alcuni casi italiani appartenenti a minoranze (come i rom), in particolare i minori.

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