Un minuto di silenzio. Vero silenzio. Vuoto attorno alle parole. E poi osservare la foto di Sarah. Viva. E poi interrogarsi, da giornalista, su che cosa avrei fatto io, se fossi stato il cronista depositario di una informazione di prima mano, di fonte sicurissima, che mi dice che quella ragazza, della quale sto osservando la foto, è stata massacrata dallo zio. Ma non solo: dopo morta, sul suo corpo lo zio ha soddisfatto il suo bestiale istinto sessuale. Ecco, ne sono sicuro. Questo “particolare” non lo avrei scritto. Non lo avrei detto ad anima viva. Non lo dico perché adesso è facile pensarlo. In realtà, al momento, non mi pare che se ne sia accorto nessuno. Ma la cosa più fetente e schifosa che è accaduta nelle ultime ore è che il circo barnum dell’informazione si è buttato come un unico branco di sciacalli sul corpo di Sarah, ancora in fondo al pozzo.
vent anni
Religioni e Destino del mondo
Allam sull’Osservatore Romano
Articolo di Khaled Fouad Allam.

Il primo musulmano sul quodùtidiano vaticano
Stiamo da tempo vivendo una crisi globale e proprio per questo la riflessione sul dialogo tra islam e cristianesimo merita di essere riproposta sotto una nuova angolazione. Le relazioni tra queste due grandi religioni sono ovviamente antiche, non solo per la prossimità geografica ma per la storia delle due tradizioni spirituali. Da decenni – per molti aspetti, dal concilio Vaticano II – i rapporti tra musulmani e cristiani coinvolgono diverse dimensioni, tra le quali il confronto sul piano religioso, anche se spesso non si riesce ad approfondirlo e a evidenziarne luci e ombre, con il risultato che non di rado emerge la nostra incapacità a pensare oltre.