Un minuto di silenzio. Vero silenzio. Vuoto attorno alle parole. E poi osservare la foto di Sarah. Viva. E poi interrogarsi, da giornalista, su che cosa avrei fatto io, se fossi stato il cronista depositario di una informazione di prima mano, di fonte sicurissima, che mi dice che quella ragazza, della quale sto osservando la foto, è stata massacrata dallo zio. Ma non solo: dopo morta, sul suo corpo lo zio ha soddisfatto il suo bestiale istinto sessuale. Ecco, ne sono sicuro. Questo “particolare” non lo avrei scritto. Non lo avrei detto ad anima viva. Non lo dico perché adesso è facile pensarlo. In realtà, al momento, non mi pare che se ne sia accorto nessuno. Ma la cosa più fetente e schifosa che è accaduta nelle ultime ore è che il circo barnum dell’informazione si è buttato come un unico branco di sciacalli sul corpo di Sarah, ancora in fondo al pozzo.