Premio l’Anello della Lode, la storia di Maurizio: ”Io, solo, con una figlia disabile”

Un padre separato che decide di dedicare la propria vita alla figlia nata con un ritardo cognitivo. E’ una delle tre storie che ha ricevuto il riconoscimento della Comunità di Capodarco

ROMA – Crescere una figlia da solo, perché la disabilità all’interno di una coppia può anche dividere. La storia di Maurizio è simile a quella di tante altre famiglie che non riescono a sostenere il dolore per la nascita di un bambino con problemi. Una storia, però, esemplare che ha ricevuto per questo dalla Comunità di Capodarco il premio l’ “Anello della Lode”, un riconoscimento simbolico per tutte le famiglie che dedicano dedizione e cura ai figli con disabilità.

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Premio l’Anello della Lode per le famiglie con figli disabili: la storia di Dora

Riconoscimento assegnato dalla comunità di Capodarco di Roma: Dora Costa ha una figlia affetta dalla nascita da una malattia genetica rara e da un ritardo cognitivo grave e ha perso l’altro figlio in un incidente stradale

ROMA – “Eravamo in cinque nel 2000 e siamo di nuovo in cinque nel 2008. Tutto l’aiuto che ho dato nel corso degli anni mi è tornato sempre indietro. Due persone sono, infatti, scomparse dalla mia vita e due persone sono rientrate in casa. Forse è questo che mi ha dato la forza di andare avanti nonostante tutto”. Quella di Dora Costa è stata una vita difficile, fatta di sofferenza ma anche di dedizione e gratuità. Per questo la comunità di Capodarco di Roma ha deciso di assegnare a lei un riconoscimento simbolico, l’ “Anello della lode”, dedicato a tutte le famiglie che si prendono cura dei figli con disabilità.

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