Un’area per gli stagionali a Rosarno, serve il nullaosta di Maroni

Regione e Protezione civile potranno creare un’aera di accoglienza dignitosa solo con il placet dal ministero, visto che i comuni sono commissariati. Circa 1.500 i lavoratori immigrati impiegati nella Piana di Gioia Tauro

REGGIO CALABRIA – Nell’incontro romano, tra il presidente della Calabria Agazio Loiero ed il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso è stata affrontata la questione relativa alla permanenza dei 1.500 lavoratori immigrati che vivono in condizioni disperate a Rosarno, Rizziconi e San Ferdinando in provincia di Reggio Calabria. Bertolaso, pur condividendo la proposta della regione di trovare una soluzione dignitosa per i lavoratori stranieri impiegati nella raccolta degli agrumi nella piana di Gioia Tauro, ha sottolineato quanto ribadito dalla Protezione civile regionale: la regione non ha la competenza né per la creazione né per l’individuazione di un’area adeguata per dare una sistemazione, seppure provvisoria agli immigrati che attualmente alloggiano in condizioni disumane e vergognose all’interno dell’ex cartiera a Rosarno.

La competenza per creare un’area apposita è in via esclusiva dei comuni. Dal momento però che, alcuni sono commissariati, la competenza spetta ai prefetti e di conseguenza al ministero degli Interni. Per un intervento della Protezione civile nazionale, dunque, servirebbe il nulla osta di Maroni. Pertanto, appena il Viminale darà risposta, la Protezione civile potrà collaborare con la regione Calabria e convocare tutti i soggetti competenti, locali e nazionali, per realizzare un piano di emergenza che permetta di migliorare le condizioni di vita dei lavoratori stranieri della Piana di Gioia Tauro.

Questo, dunque, l’esito dell’incontro tra Bertolaso e Loiero che ha dichiarato: “Non si tratta dunque di passare la palla ai Comuni- ha dichiarato il presidente Loiero -. Chi lo pensa ignora o finge di ignorare la normativa che prevede, come ha sottolineato anche Bertolaso, competenza esclusiva dei Comuni. In altre parole, la palla è sempre stata loro. Nessuno scarica barile, quindi. Il problema naturalmente – ha proseguito il governatore – si sarebbe già risolto il giorno dopo il primo sopralluogo della protezione civile regionale se i Comuni avessero individuato un’area o avessero dato l’ok ad interventi sulle ex fabbriche nelle quali attualmente vivono i lavoratori. Ma niente di tutto ciò, a distanza di due settimane e ancora avvenuto”. Per quanto di sua competenza invece la Regione è già intervenuta attivando il Dipartimento della salute e la Protezione civile regionale per procedere ad una vaccinazione di massa. ( msc)

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