Non usare la parola clandestino? ”Un segno di civiltà”

La decisione è stata presa dalle Agenzie Redattore Sociale e Dire. Lo scrittore Tahar Lamri: ”È una scelta coraggiosa”. Mohamed Tailmoun, portavoce della Rete G2: ”È un termine discriminatorio, meglio parlare di irregolare”

ROMA – “Ho l’impressione che in Italia si parli sotto dettatura. Si ripetono parole senza nessuna coscienza del loro significato devastante”. Con queste parole, lo scrittore Tahar Lamri spiega dalle pagine di uno degli ultimi numeri di Internazionale l’importanza dell’uso e il danno dell’abuso di alcune espressioni, soprattutto nel linguaggio giornalistico.

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