Una scommessa vinta. La storia della stilista libanese Mona Mohanna

La 38enne rappresenta una delle tante storie di successo dell’imprenditoria che ha messo radici nel nostro paese. La sua impresa, con capi di abbigliamento e accessori femminili, produce un giro di affari di circa 200 mila euro

MILANO – La sua sfortuna, non essere stata assunta come dipendente da nessuna casa di moda, è stata in realtà la sua fortuna. Mona Mohanna, stilista 38enne di origine libanese e da un anno cittadina italiana, rappresenta una delle tante storie di successo dell’imprenditoria italiana che ha messo radici nel nostro paese. “Ero senza lavoro e senza una lira – ricorda – così ho iniziato a produrre piccoli oggetti per gli amici. Pian piano il circuito si è allargato e ho potuto dare vita alla mia impresa.” Un’impresa con un giro d’affari di 200 mila euro.

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Non usare la parola clandestino? ”Un segno di civiltà”

La decisione è stata presa dalle Agenzie Redattore Sociale e Dire. Lo scrittore Tahar Lamri: ”È una scelta coraggiosa”. Mohamed Tailmoun, portavoce della Rete G2: ”È un termine discriminatorio, meglio parlare di irregolare”

ROMA – “Ho l’impressione che in Italia si parli sotto dettatura. Si ripetono parole senza nessuna coscienza del loro significato devastante”. Con queste parole, lo scrittore Tahar Lamri spiega dalle pagine di uno degli ultimi numeri di Internazionale l’importanza dell’uso e il danno dell’abuso di alcune espressioni, soprattutto nel linguaggio giornalistico.

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