Englaro, Caldora: ”Dopo la megafiction, si pensi alla disabilità grave”

Per Mario Caldora, presidente di un comitato per l’assistenza delle persone con grave disabilità e padre di Chiara, cerebrolesa dalla nascita, è evidente la scarsa conoscenza della realtà di chi assiste nel silenzio i propri cari

ROMA – La “megafiction” andata in onda su Eluana Englaro, intorno alla quale “siamo riusciti a coinvolgere anche le più alte cariche dello Stato” mostra che “non conosciamo abbastanza il mondo della disabilità grave” e la realtà “di quelle famiglie che assistono nelle proprie case i loro cari, spesso in silenzio e senza alcun sostegno ma certamente con coraggio e con amore”. All’indomani della morte di Eluana Englaro, è questo il pensiero di Mario Caldora, presidente del comitato “Cinzia Fico”

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Un piatto caldo dal sapore di Africa per gli immigrati sbarcati a Lampedusa

A Ballarò l’ivoriana Abibata Konatè, meglio conosciuta come Mama Africa, da dieci anni accoglie i connazionali cucinando per loro le pietanze di cui hanno nostalgia: ”Il cibo rappresenta la pace che dovrebbe regnare nel mondo”

PALERMO – Da ormai dieci anni Abibata Konatè aiuta gli immigrati che dopo lo sbarco a Lampedusa giungono in città con tutto il loro carico di miseria e sofferenza ma anche di speranza per un futuro migliore. Giunta a Palermo nel 1994, Mama Africa per gli amici “Mami” per la notevole somiglianza con il personaggio di “Via col vento”, trova un lavoro e nel frattempo in un pianterreno di tre stanze cerca di offrire un piatto caldo e altre pietanze ai poveri del quartiere di Ballarò che non sanno dove andare e a chi chiedere aiuto.

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