Per Mario Caldora, presidente di un comitato per l’assistenza delle persone con grave disabilità e padre di Chiara, cerebrolesa dalla nascita, è evidente la scarsa conoscenza della realtà di chi assiste nel silenzio i propri cari
ROMA – La “megafiction” andata in onda su Eluana Englaro, intorno alla quale “siamo riusciti a coinvolgere anche le più alte cariche dello Stato” mostra che “non conosciamo abbastanza il mondo della disabilità grave” e la realtà “di quelle famiglie che assistono nelle proprie case i loro cari, spesso in silenzio e senza alcun sostegno ma certamente con coraggio e con amore”. All’indomani della morte di Eluana Englaro, è questo il pensiero di Mario Caldora, presidente del comitato “Cinzia Fico”