Nessuna delle lavoratrici madri con figli minori disabili al 100% ha avuto la corsia preferenziale all’assunzione che era stata assicurata. L’Avia chiede il rispetto degli accordi: ”Soluzioni immediate o ritiriamo la firma”
ROMA – Nessuna delle assistenti di volo madri, con un figlio minore disabile al 100%, ha avuto la ‘corsia preferenziale’ all’assunzione nella nuova Alitalia che era stata assicurata dalla Cai ed oggi si trovano tutte in cassa integrazione. A denunciare il mancato rispetto degli accordi è il presidente dell’Avia, l’associazione degli assistenti di volo, Antonio Divietri.
“Nonostante le ampie assicurazioni sulle clausole di tutela sociale nelle assunzioni, ribadite solo pochi giorni fa in occasione della nostra firma, dal Governo e dalla Cai – spiega Divietri – risultano escluse dalle assunzioni proprio quelle lavoratrici a cui era stata garantita la precedenza assoluta: infatti nessuna delle assistenti di volo madri, con un figlio minore disabile al 100%, ha avuto la ‘corsia preferenziale’ assicurata, ed oggi quelle colleghe sono tutte in cassa integrazione”. Questa stessa sorte – aggiunge il presidente dell’Avia – è stata riservata a “genitori mono-reddito unici affidatari di minore”, i quali sono rimasti “senza lavoro” o hanno avuto a che fare con “scriteriate proposte di trasferimento all’altro capo dell’Italia”. “In assenza di soluzioni immediate su questi temi di alta rilevanza sociale – avverte Divietri – saremmo costretti a ritirare la firma apposta la scorsa settimana” agli accordi stipulati con Cai. Insieme all’Anpav l’Avia ha per questo chiesto “un urgente incontro alla Cai per trovare immediata soluzione alle storture attinenti ai criteri di assunzione”. Le due associazioni hanno chiesto anche l’intervento, in qualità di garante, del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.
Nei giorni scorsi la denuncia dell’esclusione dalle nuove assunzioni, da parte della Cai, delle persone con familiari disabili e delle stesse persone con disabilità era stata fatta anche dal presidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) Pietro Barbieri, che aveva parlato non solo dell’esclusione delle persone con disabilità motorie ma anche di “interi gruppi di persone sorde, considerate non produttive”. Su questo stesso tema alla Regione Lazio era stata presentata anche un’interrogazione urgente all’assessore al Lavoro, alle Pari Opportunità e alle Politiche Giovanili della Regione Lazio, Alessandra Tibaldi per chiedere che sia verificato il rispetto della legge sul collocamento obbligatorio delle persone disabili nel piano di assunzione Cai. L’interrogazione, presentata dal consigliere Pd Augusto Battaglia chiede all’Assessore Tibaldi di attivarsi presso i Servizi per l’Impiego, gli uffici dell’Ispettorato del Lavoro ed il Governo affinché sia appurata l’effettiva assunzione da parte dell’azienda del 7% di personale disabile, come previsto dalla legge 68/99. “Mi auguro che le notizie diffuse circa l’esclusione dei lavoratori disabili dal piano di assunzione CAI – aveva scritto Battaglia – non corrispondano al vero. Un’eventuale violazione degli obblighi di legge comporterebbe per la CAI l’esclusione dalla possibilità di attribuzione della concessione per le linee aeree”. “Dopo che gli italiani si sono accollati il debito Alitalia – concludeva l’esponente Pd – non credo infatti possa sussistere ragione alcuna per giustificare un atteggiamento preclusivo nei confronti delle persone con disabilità”. (ska)