Nasce ”Timshel”, portale contro i disturbi alimentari

In ebraico vuol dire ”Tu puoi”, parola chiave dell’iniziativa. Profiti (presidente Bambino Gesù): ”Il linguaggio è il vero problema che vuole affrontare questo sito”. La piazza virtuale, un punto di riferimento anche per i genitori

ROMA – ‘Chi si ama ci segua’. È questo lo slogan di Timshel , il primo portale italiano contro i disturbi del comportamento alimentare promossa dal ministero della Gioventù e della Salute e presentata questa mattina presso la sala stampa di Palazzo Chigi, alla presenza del Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, e del Sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. Il progetto, raggiungibile all”indirizzo web www.timshel.it, ha come compito quello di focalizzare l’attenzione sull’importanza di corretti stili di vita e di alimentazione per la prevenzione dei rischi per la salute e di promuovere iniziative di informazione volte a favorire un rapporto equilibrato con l’immagine corporea.

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Cesti Solidali Natale 2008

Il Consorzio Sociale Goel promuove i Cesti Solidali per il Natale 2008.

I cesti sono confezionati dalla Cooperativa Sociale L’utopia, socia del Consorzio Goel,  e contengono prodotti alimentari provenienti da cooperative sociali, da imprese nate dal Progetto Policoro e da aziende legate a produzioni biologiche, ecocompatibili ed etiche.

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11 settembre 2001

Ci vorrebbe un G30

Da un’intervista a Massimo Cacciari dell’ottobre 2001.
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Sette anni fa l’attentato alle torri gemelle

E’ proprio l’eccezionalità, la straordinarietà di quello che è avvenuto l’11 settembre che dovrebbe costringere tutti a capire che anche le risposte devono essere altrettanto straordinarie, quindi che è proprio un momento in cui non dobbiamo aver paura di utopia, non dobbiamo aver paura di immaginare straordinarie risposte alla crisi che attraversiamo.

Quando diciamo che nulla sarà come prima dobbiamo intendere proprio questo: non possiamo più rivangare le vecchie proposte, i vecchi modelli; quindi occorre pensare, occorre in particolare che i paesi occidentali pensino ad un nuovo ordine mondiale di cui facciano parte organicamente da protagonisti tutti coloro che finora sono stati obiettivamente esclusi da ogni processo decisionale sull’ordine mondiale e quindi in primis i paesi arabi.

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