Playing the Game: in Bosnia per riscrivere la narrazione sulla Rotta Balcanica

Da tempo la Rotta dei Balcani ha perso l’interesse mediatico principale, trasformandosi in un “sottofondo lontano” o in una “ineluttabile normalità”. Eppure, le dinamiche che si consumano ai confini d’Europa continuano a incidere profondamente sulla società, mettendo in luce la degradazione dell’essere umano e il decadimento dello spessore democratico europeo.

Per chi vuole comprendere a fondo questa realtà e imparare a raccontarla in modo etico, IPSIA Acli ha organizzato PLAYING THE GAME: ROTTA BALCANICA, MEDIA E NUOVA NARRAZIONE.

Che cos’è “Playing the Game”?

Si tratta di un laboratorio intensivo e immersivo della durata di sette giorni, progettato per analizzare criticamente la narrazione dei media, decostruire gli stereotipi e sperimentare sul campo la durissima realtà del “Game” (il percorso di sopravvivenza dei migranti).

Il corso si svolge direttamente sul campo, a Bihać, al confine tra Bosnia ed Erzegovina e Croazia, una delle frontiere esterne dell’Unione Europea più critiche per le dinamiche migratorie.

I formatori: unire teoria e pratica sul campo

Il laboratorio è guidato da due figure con competenze altamente complementari:

  • Silvia Maraone: Operatrice e Coordinatrice dei progetti di IPSIA in Bosnia Erzegovina. Porterà la sua profonda conoscenza della vita sul campo, guidando le attività di immedesimazione e la rielaborazione emotiva.
  • Maurizio Pagliassotti: Giornalista e scrittore, specializzato nell’analisi critica della narrazione mediatica. Fornirà gli strumenti essenziali per decostruire i pregiudizi e creare un prodotto narrativo consapevole.

A chi è rivolto il laboratorio?

Il corso è pensato per un gruppo ristretto e selezionato, da un minimo di 14 a un massimo di 20 giovani adulti (tra i 21 e i 29 anni). È l’esperienza ideale per studenti universitari, neolaureati, giornalisti, ricercatori o attivisti che desiderano combinare l’analisi critica dei media con un intervento pratico e diretto sul campo.

L’ente promotore, IPSIA Acli, è inoltre disponibile a firmare la documentazione per il riconoscimento di Crediti Formativi Universitari (CFU) o percorsi di tirocinio.

Il Programma: un’immersione totale in 6 moduli

Il piano dei lavori alterna teoria e forte sperimentazione pratica. Tra le attività principali:

  1. Analisi geopolitica e contatto umano: Studio degli attori in gioco e storie di sopravvivenza lungo il corridoio balcanico.
  2. La Fabbrica del Nemico: Un modulo per capire come i media costruiscono stereotipi e pregiudizi.
  3. Passeggiata Etnografica: Una ricognizione fisica lungo i sentieri, i fiumi e i boschi del confine (Lohovo, Plješevica).
  4. Simulazione Immersiva: Progettazione e costruzione di un “jungle camp” simulato per comprendere le dinamiche di sopravvivenza dopo i respingimenti (pushbacks).
  5. Costruzione della Narrazione: Tecniche di narrazione etica e realizzazione di un prodotto narrativo (testuale, visivo o audio).

Logistica, Costi e Iscrizioni (Aperte ora!)

Il laboratorio si terrà da domenica 19 luglio a domenica 26 luglio 2026. Il ritrovo è fissato alla stazione ferroviaria di Trieste, da dove un trasporto privato condurrà il gruppo a Bihać (Bosnia Erzegovina).

  • Scadenza Iscrizioni: Le candidature sono aperte dal 1° al 31 marzo.
  • Selezione: Seguirà un breve colloquio conoscitivo online tra l’1 e il 15 aprile.
  • Costi: La quota comprende trasporti da Trieste, alloggio in camere condivise, vitto, assicurazione e materiali formativi. È richiesto un acconto di 200 € (entro il 30 aprile per chi viene selezionato) e un saldo di 600 € entro il 30 giugno.

👉 Per candidarti, compila il modulo ufficiale: https://forms.cloud.microsoft/e/Fq2TapnbsV

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