Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
Israele prova sgomento di fronte alla violazione del suo lutto. Impietriti nel ricordo delle vittime della Shoah per due lunghi minuti, i suoi cittadini subiscono un’onta da cui speravano di essersi liberati per sempre: la rinascita della loro nazione diffamata alla stregua di un complotto imperiale. Rivive in loro l’incubo dei sopravvissuti, che consiste nella sarcastica negazione delle sofferenze patite.
Eppure Ahmadinejad non è il nuovo Hitler. La figura dimessa del presidente iraniano non è comparabile alla follia del “Mein Kampf” sprigionata dal bagno di sangue nelle trincee d’Europa. La sua propaganda è il frutto di calcoli razionali, rivela astuzia diplomatica, individua e manipola una crepa negli equilibri mondiali per volgerli a proprio vantaggio.