La crisi minaccia la solidarietà: 300 milioni in meno per le donazioni

Previsione dell’Eurisko: la decurtazione verrà soprattutto dalla fascia dei cosiddetti ”donatori saltuari”. E se si guarda a aziende e fondazioni il quadro peggiora. Contri (Pubblicità Progresso): ”A rischio circa due miliardi”

MILANO – La crisi economica minaccia la generosità degli italiani: sono a rischio 300 milioni di euro di possibili donazioni. La decurtazione verrà, soprattutto, dalla fascia dei cosiddetti “donatori saltuari”, che offrono il 45% del totale dei fondi che gli italiani destinano a iniziative di beneficenza (pari a 3,4 miliardi di euro). E se la previsione si sposta sulle donazioni da parte di aziende, fondazioni bancarie e imprese il quadro si fa ancora più preoccupante: “I tagli dovrebbero essere ben maggiori -dice Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso- sarebbero a rischio circa due miliardi di euro”.

La ricerca, condotta da Eurisko, è stata presentata oggi durante la quarta conferenza internazionale della Comunicazione sociale (quest’anno dedicata al tema del dono) in programma oggi e domani presso l’Università degli studi di Milano (via Festa del Perdono, 7). Sul tema è intervenuto anche l’Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi: “Occorre rilanciare una cultura del dono e dell’attenzione nei confronti dell’altro -ha commentato-. Dobbiamo chiederci, tutti quanti, fin dove il nostro stile di vita è rispettoso, capace di realizzare tutti i valori e non esaltare, esclusivamente, i valori materiali ed economici”.

A frenare la generosità degli italiani è soprattutto il timore di un futuro incerto, figlio della crisi economica. Lo stesso timore che frena i consumi di tante famiglie, in modo particolare di quelle che hanno figli piccoli. Ma non tutto il male viene per nuocere: “Nel medio termine la crisi contribuirà, probabilmente, a far emergere un sistema di valori meno individualistico -commenta Paolo Anselmi, vice presidente di Eurisko- più orientato alla solidarietà e alla responsabilità sociale”. (is)

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