“Il mio canto libero” è un progetto che vuole far capire – attraverso un cortometraggio, un libro illustrato e un cd di canzoni – che cos’è la musica per i ragazzi Down: a Handimatica, prodotti e progetti per sensibilizzare i cittadini
BOLOGNA – “Handigo” è il primo videogame italiano per sensibilizzare alle disabilità giocando. “Il mio canto libero”, invece, è un progetto che vuole far capire – attraverso un cortometraggio, un libro illustrato e un cd di canzoni – che cos’è la musica per i ragazzi Down. A “Handimatica 2008”, la mostra convegno sull’informatica e la telematica per l’integrazione delle persone con disabilità organizzata dalla Fondazione Asphi e in programma fino al 29 novembre a Bologna, non ci sono solo software, hardware, strumenti per la didattica o per la e-inclusion di anziani e persone non autosufficienti, nuove tecnologie per l’assistenza e l’autonomia e, per la prima volta, anche la robotica. Ci sono anche prodotti e progetti che vogliono sensibilizzare tutti i cittadini – giovani, adulti e bambini – al tema della disabilità.
“Handigo”, ad esempio, è il primo videogame per cercare di far capire – giocando – che cosa significa essere disabile. Personaggi buffi e colorati, tipo cartoni animati, che si muovono nella realtà virtuale incontrando tutte le difficoltà che può incontrare una persona disabile nella vita reale: difficoltà fisiche, sensoriali, di apprendimento oppure di comunicazione. Realizzato da Ubisoft nell’ambito di un progetto europeo, “Handigosolidaires”, che coinvolge l’ong Handicap International, in Italia il vedeogioco è in fase di traduzione: se ne sta occupando la Fli, la Federazione logopedisti italiani, perché per ora il dvd è disponibile sono in francese, inglese e tedesco. Oltre al videogame sulle difficoltà quotidiane, altri tre menù di “Handigo” introducono ad altrettanti giochi: che fare nelle situazioni d’emergenza, indovina il labiale e impara a leggere il Braille. Pensato soprattutto per i ragazzini dai 10 ai 14 anni, il videogame vuole essere un nuovo strumento per la didattica e l’insegnamento. Per informazioni: www.handigosolidaires.com, www.fli.it.
“Il mio canto libero”, invece, è un progetto che vuole far vedere – attraverso un cortometraggio, un libro illustrato e un cd di canzoni – cos’è la musica per i ragazzi Down. Protagonisti sono 5 studenti con sindrome di Down dell’istituto alberghiero di Gattinara (Vercelli). Realizzato da Stefania Aggio (educatrice), Marilena Florio (creativa ed esperta di comunicazione), Mauro Masini (informatico e pianista), Albino Barbero (fonico editore) e Manuele Cecconello (regista e vincitore del premio per il miglior documentario al Flahertiana international documentary festival di Perm in Russia) grazie a finanziamenti di privati e aziende, il progetto ha dato spazio alla creatività dei ragazzi attraverso la musica, le parole, il canto e le esperienze sensoriali con la farina o gli altri ingredienti che usano a scuola: ne sono usciti disegni, quadri, sculture, storie e racconti confluiti in un cortometraggio, in un libro e illustrato e un cd di canzoni. Il risultato verrà presentato il 12 dicembre all’alberghiero di Gattinara per essere poi veicolato nelle scuole, nei laboratori teatrali, nelle librerie e in tv. Il ricavato sarà devoluto all’Anfass (Associazione nazionale famiglie di disabili intellettivi e relazionali). Per informazioni: www.ilmiocantolibero.it (sito in fase di allestimento). (mt)