Chi ha fatto il Servizio civile trova lavoro più facilmente

Il Servizio civile è la scelta volontaria di dedicare alcuni mesi della propria vita al servizio del proprio Paese, all’educazione, alla pace tra i popoli e alla promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana, attraverso azioni per le comunità e per il territorio. Ed è un’occasione di formazione, crescita personale e professionale per i giovani tra i 18 e i 28 anni.

In un periodo caratterizzato da una percentuale di giovani disoccupati in costante aumento, il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) 2020 prova a riaccendere le speranze, esplicitando al punto M5C1: POLITICHE PER IL LAVORO la volontà di potenziamento del “Servizio Civile Universale” per i giovani tra i 18 e i 28 anni.

Dall’altra parte la volontà di partecipare al Servizio civile da parte dei ragazzi è evidente, infatti, secondo i dati riportati dal XV Rapporto ASC su 84.000 domande i posti disponibili sono stati solo 39.000.

A voler partecipare al Servizio civile sono soprattutto le donne, rappresentando il 76% dei volontari.

La maggioranza dei volontari che partecipa al Servizio civile possiede un diploma di scuola secondaria di 2° grado (67%) seguito da volontari con una laurea specialistica, magistrale o triennale. Sempre secondo i dati riportati dal XV Rapporto ASC i giovani con licenza media in servizio sono inferiori alla loro percentuale sul totale della popolazione giovanile, mentre i giovani diplomati e laureati sono in percentuale superiore.

In generale molti giovani, volenterosi di aderire all’iniziativa vedono nel Servizio Civile un modo per avere un ruolo di cittadino attivo, acquisire maggiore appetibilità lavorativa grazie al miglioramento delle competenze, soprattutto quelle trasversali, e un valido strumento in termini di orientamento e re-orientamento, rappresentando una possibilità di attivazione nel mercato del lavoro o una strada per la specializzazione professionale.

Infatti spesso la componente motivazionali solidaristica e quella legata alla ricerca del lavoro sono connesse.

Interessanti i risultati occupazionali raggiunti da questo strumento, i numeri parlano chiaro, dal momento che sono stati fatti diversi studi a riguardo, sia a livello locale che nazionale.

Un’indagine ha preso in esame i giovani che hanno concorso ai bandi del Servizio civile a partire dal 2010, dividendoli in due gruppi: quelli che hanno prestato servizio e quelli con caratteristiche analoghe, con la volontà di partecipare ma che non hanno mai svolto servizio per mancanza di posti disponibili.

Chi ha terminato da meno di tre mesi il Servizio si dichiara occupato al momento della rilevazione.

È inferiore del 75% la probabilità di rimanere disoccupati a lungo per chi ha prestato servizio, che si dichiara anche più soddisfatto economicamente e di avere percorsi lavorativi più continuativi, rispetto al secondo gruppo.

Tra coloro che non hanno svolto il Servizio, invece, a distanza di un anno dalla domanda, la percentuale di occupazione è inferiore del 12%; dopo tre anni sale solo al 15%.

Tutti questi dati sono raccolti nel libro “Giovani verso l’occupazione. Valutazione d’impatto del Servizio Civile nella cooperazione sociale” a cura di Liliana Leone e Vincenzo De Bernardo.

Secondo il report di “Confcooperative e Arci Servizio Civile” con l’esperienza in servizio civile si possono acquisire specifiche capacità e competenze più appetibili per l’assunzione; analisi ottenuta dalle valutazioni sugli ex volontari ospitati dalle cooperative sociali aderenti a Confcooperative.

Il Servizio civile universale ha un impatto anche sulle comunità locali, che sono uno dei target delle attività svolte dai volontari.

Le aree che beneficiano di più di queste iniziative sono quelle evidenziate come priorità dalla Commissione Europea: povertà e esclusione sociale, accessibilità a servizi sociali domiciliari e assistenza alla comunità, abbandono scolastico precoce, prevenzione dei rischi naturali, transizione Green e transizione Digital.

In Italia i settori di Intervento con il maggior numero di posti disponibili sono: assistenza (53%) ed educazione e promozione culturale (27%).

Il settore lavorativo in cui i volontari trovano impiego al termine del servizio è prevalentemente quello del non profit (59,4%); nella maggior parte dei casi è nella stessa organizzazione che li hanno ospitati che i giovani si inseriscono.

Secondo i dati del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale (2020) più della metà dei volontari partecipa a progetti nazionali (55%), mentre gli altri si dividono tra progetti regionali (43%) e progetti internazionali (2%).

Nello specifico la Lombardia accoglie più di 3.300 volontari a livello regionale; posizionandosi al primo posto tra le regioni del Nord Italia e terza a livello nazionale, dopo Sicilia e Campania.

Secondo i dati raccolti su territorio lombardo riportati dall’ Associazione Mosaico il 74% dei volontari riceve una proposta di assunzione da parte dell’ente ospitante dove ha svolto il servizio o da un’azienda terza.

Anche per questi motivi vi invitiamo a considerare la possibilità di svolgere il vostro servizio civile presso Mestieri Lombardia, dove sarete impegnate/i nella comunicazione ed affiancamento ad altri giovani come voi.

Entra anche tu a far parte di questo circolo virtuoso!

L’obiettivo della proposta è offrire ai giovani un’opportunità di crescita umana e professionale mediante la partecipazione attiva alla vita delle comunità locali, negli ambiti dell’assistenza alla persona, della protezione civile, dell’ambiente, dei beni culturali, dell’educazione e della promozione culturale.

La proposta è rivolta a giovani NEET interessati ai servizi al lavoro e ai temi dell’inclusione sociale, a cui si offre un percorso di 8 – 12 mesi presso una delle Unità Organizzative di Mestieri Lombardia distribuite sul territorio lombardo.

Per partecipare bisogna:

  • Registrarsi ed effettuare l’adesione sul portale MyANPAL ;
  • Scegliere la Regione di attuazione del Programma. L’adesione può essere espressa per una sola Regione, anche diversa da quella di residenza / domicilio.
  • Chi sceglie la Lombardia come Regione di attuazione del Programma riceverà una comunicazione da parte del Sistema Informativo Unitario del Lavoro di Regione Lombardia (SIUL) contenente l’invito a recarsi presso l’ente accreditato al lavoro indicato dall’ente di accoglienza nel progetto, che gestirà la selezione dei candidati.

THE HUG CONNECTION scopri di più

Per ulteriori informazioni sul progetto THE HUG CONNECTION contattare serviziocivile@mestierilombardia.it o visitare il sito mestieri lombardia.

Mestieri Lombardia – Agenzia per il Lavoro

Via Barigozzi 24, Milano
Italy

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