I dati del dossier UNCEM confermano la svolta: oltre 28mila progetti attivi nei piccoli comuni grazie al PNRR. Dalle torri per il 5G in Emilia-Romagna agli sportelli “Digitale Facile”, ecco come la tecnologia sta salvando i borghi dallo spopolamento.
Per anni abbiamo parlato di “Digital Divide”, quella barriera invisibile che rendeva i cittadini delle aree montane meno connessi, e quindi meno liberi, rispetto a chi viveva in città. Oggi, all’inizio del 2026, possiamo dire che quella barriera si sta sgretolando. Secondo l’ultimo dossier pubblicato da UNCEM (Unione Nazionale Comuni ed Enti Montani), la strategia di digitalizzazione finanziata dal PNRR ha innescato una rivoluzione silenziosa ma capillare.
Non si tratta solo di portare la fibra ottica dove prima non c’era campo. Si tratta di ridare dignità e strumenti a chi ha scelto di restare (o di tornare) a vivere in montagna.
I Numeri della Svolta: 28.000 Progetti Attivi
I dati parlano chiaro. Grazie agli avvisi “Lump Sum” (fondi a somma forfettaria che hanno semplificato la burocrazia per i piccoli municipi ), oggi nei soli Comuni Montani sono attivi ben 28.274 progetti di digitalizzazione. Stiamo parlando di un investimento complessivo che supera gli 884 milioni di euro.
La fetta più grande di questi fondi (oltre 270 milioni) è stata usata per migrare i dati comunali sul Cloud, rendendoli sicuri e accessibili. Ma dove sono andati questi soldi? La Lombardia guida la classifica con oltre 101 milioni di investimenti, seguita dal Piemonte (86,5 milioni) e dalla Campania (69 milioni).
Non solo cavi: Le “Torri Pubbliche” dell’Emilia-Romagna
Uno degli esempi più virtuosi citati nel report è il progetto CellMon (Cellulari per la Montagna) in Emilia-Romagna. Il problema era classico: gli operatori telefonici privati non investivano nelle zone remote perché “non conveniva”. La risposta è stata pubblica: la società regionale Lepida ha costruito 38 tralicci di proprietà pubblica, mettendoli poi a disposizione gratuita degli operatori (TIM, Vodafone, ecc.) purché portassero il segnale. Risultato? Dove prima il telefono era muto, oggi c’è campo. Un modello di “sussidiarietà digitale” che ora altre regioni vogliono copiare.
Nessuno resti indietro: I “Punti Digitale Facile”
La tecnologia è inutile se non la sai usare. Per questo, una parte fondamentale del piano è stata l’apertura di circa 3.300 Punti Digitale Facile. Sono sportelli fisici dove i cittadini – specialmente gli anziani o chi ha meno competenze – trovano “facilitatori” pronti a insegnare come usare lo SPID, come pagare un bollettino con PagoPA o come accedere al fascicolo sanitario. L’obiettivo è ambizioso: portare l’80% della popolazione ad avere competenze digitali di base entro il 2030.
Il Futuro: Intelligenza Artificiale e 5G
Mentre chiudiamo i cantieri della fibra (il piano “Italia a 1 Giga” ha già raggiunto 1,5 milioni di civici montani ), si guarda già oltre. La Puglia, ad esempio, ha approvato la prima legge regionale sull’Intelligenza Artificiale e l’Open Innovation, creando un ecosistema per attrarre “cervelli” anche al Sud. E sul fronte 5G, nonostante le difficoltà orografiche, sono state collegate in fibra oltre 2.400 stazioni radio esistenti nelle aree montane.
Conclusione
Come ricorda il Presidente dell’UNCEM Marco Bussone, “da soli non si può fare nulla”. La digitalizzazione della montagna non è un esercizio tecnico, è un atto politico di coesione. Serve a garantire che vivere a 1000 metri di quota non significhi essere cittadini di serie B, ma avere le stesse opportunità di chi vive a Milano o Roma.
📚 Fonti e Link Utili
Ecco i riferimenti per approfondire i progetti citati nell’articolo:
- UNCEM Nazionale: www.uncem.it (Per leggere il dossier completo “Comunità Montagna”)
- Dipartimento per la Trasformazione Digitale: innovazione.gov.it (Per i dettagli sui fondi PNRR)
- PA Digitale 2026: padigitale2026.gov.it (La piattaforma per monitorare i progetti)
- Progetto Montagna Digitale: www.montagnadigitale.org (L’associazione che porta la banda larga nelle aree marginali)
- Enti Digitali: www.entidigitali.it (Per consultare l’Indice di Maturità Digitale dei comuni)