Basta stampare, firmare a penna e scansionare. E basta spendere soldi per kit di firma a pagamento. Se hai la Carta d’Identità Elettronica, hai già tutto quello che ti serve per firmare contratti e moduli. Una risorsa preziosa anche per i Presidenti del Terzo Settore.
Quante volte ti è capitato? Devi firmare un contratto di lavoro, un modulo per l’iscrizione a scuola dei figli o una delega. La prassi è sempre quella, frustrante: scarica il PDF, stampalo, firmalo a penna, scansionalo (se lo scanner funziona) e rimandalo. Oppure, ti viene richiesta la “Firma Digitale” e pensi di dover correre in tabaccheria o comprare costose chiavette USB.
C’è una buona notizia che molti ignorano: lo Stato ti ha già dato lo strumento per fare tutto questo gratis. Il sito del Ministero dell’Interno spiega chiaramente che la tua CIE (Carta d’Identità Elettronica) non serve solo a viaggiare o ad accedere ai siti come SPID. È anche un potente strumento di Firma Elettronica Avanzata (FEA).
Cosa puoi firmare?
La firma apposta con la CIE ha pieno valore legale per:
- Documenti e istanze verso la Pubblica Amministrazione (Comuni, INPS, Agenzia Entrate).
- Contratti tra privati (affitti, comodati, scritture private).
💡 Focus Terzo Settore: Vale per la mia Associazione?
Molti volontari e presidenti ci chiedono se possono usare la CIE per firmare a nome dell’Ente. La risposta è SÌ. Giuridicamente la firma appartiene alla persona: se tu sei il Legale Rappresentante, la tua firma impegna validamente l’associazione. Puoi usarla per:
- Firmare verbali e contratti di collaborazione.
- Gestire pratiche sul RUNTS o il 5×1000.
- Risparmiare i soldi del kit di firma a pagamento (usandoli per la solidarietà!).
⚠️ Unica attenzione: Solo per i grandi Bandi di Gara (ministeriali o europei) controlla se è richiesta specificamente la “Firma Qualificata” (FEQ). In quel caso serve il kit a pagamento, ma per tutto il resto (il 90% della burocrazia) la tua CIE è perfetta.
Cosa ti serve?
Nessun hardware costoso. Ti servono solo tre cose:
- La tua CIE (la tessera di plastica).
- Il PIN (la seconda metà del codice che ti hanno dato in busta chiusa. Se l’hai perso, puoi recuperarlo facilmente in Comune o via app).
- Uno Smartphone con NFC (quasi tutti i telefoni moderni) e l’app gratuita CieID.
La Procedura in 3 passaggi (da Smartphone)
È più facile a farsi che a dirsi. Ecco la guida rapida basata sulle info del Viminale:
- Scarica l’App: Installa l’app CieID sul tuo cellulare.
- Scegli “Firma con CIE”: Apri l’app e seleziona la funzione di firma. Ti chiederà di selezionare il file (PDF, immagine, ecc.) che hai sul telefono.
- Appoggia la Carta: Inserisci il PIN e appoggia la Carta d’Identità sul retro del telefono (dove c’è il sensore NFC).
- Fatto! In pochi secondi l’app genera un nuovo file firmato digitalmente pronto per essere inviato via email o WhatsApp.
Perché è una rivoluzione “Solidale”?
Perché abbatte le barriere. Fino a ieri, la firma digitale era un lusso per professionisti o per chi poteva permettersi un abbonamento annuale. Oggi, grazie alla CIE, è un diritto accessibile a tutti i cittadini maggiorenni. È uno strumento di inclusione digitale: permette di sbrigare pratiche complesse dal divano di casa, a costo zero.
Smetti di stampare carta inutile. La tua firma è già digitale, devi solo usarla.
📥 Fonte Ufficiale e Guide
Per scaricare l’app o vedere i video tutorial ufficiali del Ministero: 👉 Vai al sito Carta d’Identità Elettronica – Firma con CIE