Scuola e handicap, allarme che incide su un diritto acquisito

Scuola e handicap, un binomio difficile. E’ polemica per le dichiarazioni di un docente al Conservatorio di Milano su Facebook che sulla presenza di disabili nelle scuole ha detto che “bisognerebbe tornare alla Rupe Tarpea”. Le dichiarazioni vergognose del professore seguono, però, a quelle della settimana scorsa di un assessore comunale di Chieri che aveva espresso critiche (smentite) per i disabili gravi a scuola, ritenendo inutile e controproducente la loro presenza. In linea generale, si registra un clima molto difficile e si registrano difficoltà da parte del personale della scuola, in tante città italiane, nel garantire un servizio di accoglienza e sostegno didattico nei confronti degli alunni disabili, a causa dei tagli decisi dal Governo per il contenimento della spesa pubblica.

Manifestazioni si sono registrate a Bari, a Palermo e a Napoli dove circa cinquanta genitori, con i loro figli disabili hanno manifestato davanti alla sede della Regione Campania contro i tagli agli insegnanti di sostegno del Ministero dell’Istruzione. A Cosenza, i genitori di una bambina disabile a cui è stata tolta la maestra di sostegno hanno detto di essere pronti ad azioni eclatanti se non si ripristinerà il diritto alla piena integrazione scolastica della figlia e sono pronti ad occupare la scuola e a riempire di manifesti l’intero paese per denunciare la vergogna e l’ingiustizia subita. A Massa Carrara, decine di studenti disabili sono entrati in classe senza il loro insegnante di sostegno nelle scuole dell’infanzia, nelle primarie e sopratutto negli istituti superiori della provincia mentre, a Santa Croce sull’Arno (Pisa), sindaco e assessori, alunni e studenti portatori di handicap si sono improvvisati imbianchini per un giorno alla scuola elementare di Staffoli per protestare contro la mancanza di risorse.
Dopo le dichiarazioni del professore di Milano, il ministero dell’Istruzione ha subito disposto un’ispezione presso il Conservatorio di Milano per verificare se siano state pronunciate frasi o messi in atto comportamenti discriminatori nei confronti di ragazzi disabili all’interno della struttura. “Se i fatti saranno confermati – si legge nel comunicato del Miur – risulterebbero di estrema gravità e getterebbero un’ombra pesante sulla capacità educativa dell’insegnante”. Fa piacere la prontezza di riflessi del Ministro ma il problema si sta dimostrando molto più profondo. I tagli apportati anche su questo segmento di inclusione scolastica si stanno rivelando troppo profondi ed è necessario intervenire affinché la legislazione avanzata dell’Italia a livello internazionale sul sostegno e le esperienze di successo di inclusione nella vita scolastica di alunni con handicap non venano derubricate.

Fonte: Conquiste del Lavoro

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