Uno studio sugli Stati Uniti tra il 2000 e il 2007 mostra effetti controintuitivi
Delocalizzazione e immigrazione sono spesso ritenute responsabili della distruzione di posti di lavoro nei settori manifatturieri in Italia. Tuttavia, mentre la contrazione di questi settori negli ultimi decenni è innegabile, valutare la responsabilità della globalizzazione è difficile. Da un lato, la delocalizzazione dei processi produttivi o l’impiego di immigrati per svolgerli riduce direttamente il numero di posti disponibili per i lavoratori italiani. Dall’altro, la riduzione di costi associata a queste forme di riorganizzazione promuove la competitività delle imprese, che a loro volta possono generare nuovi posti di lavoro anche per i lavoratori italiani. L’effetto netto dipende da svariati fattori, anche istituzionali, tra cui non solo la flessibilità del mercato del lavoro e del prodotto, ma anche la capacità di reinventare l’organizzazione e la divisione dei compiti all’interno dell’impresa.