Pubblichiamo uno stralcio dell’articolo di Nicoletta Dentico, consigliera di amministrazione di Banca Etica, pubblicato sul dossier di settembre di Mosaico di pace, rivista mensile promossa dal movimento Pax Christi, e dedicato al rapporto tra Chiesa e denaro: dai Monti di Pietà alla logica del profitto. Dallo Ior al business della solidarietà. Dalla finanza spregiudicata a quella etica e solidale. Il dossier propone articoli e riflessioni di: Giannino Piana (Teologo), Aldo Maria Valli (Giornalista, Vaticanista Rai), Valerio Gigante (redattore Adista) e Riccardo Milano (Banca Popolare Etica).
Il Credit Swisse 2013 Global Wealth Report disegna una piramide che non ha bisogno di aggettivi: il 91,6% dell’umanità controlla il 17% della ricchezza, il 7,7% ne controlla il 42% e la punta dell’iceberg, lo 0,7% della popolazione del mondo, ha in mano il 41% della ricchezza globale. (…) Numeri che offrono lo spunto per alcune considerazioni.
Si dice che i soldi fanno girare il mondo, ma se girano nel verso sbagliato finisce che ci ritroviamo con una crisi finanziaria come quella che aggrava il pianeta ininterrottamente dal 2008. Se girano sotto la spinta di un turbo-capitalismo dagli effetti perversi il mondo va in malora, stretto nella morsa di una contrazione economica che ha ripercussioni pesanti per la dignità delle persone e per il patto sociale tra i cittadini, come ormai è sotto gli occhi di tutti. Lo dicono inequivocabilmente alcuni numeri. Gli scambi di beni e servizi tra Paesi hanno un volume complessivo di circa 20.000 miliardi di dollari all’anno. Gli scambi di valute del mondo finanziario hanno superato i 5000 miliardi di dollari al giorno! E non è finita qui: mentre tutti attingono al mantra che i soldi non ci sono per giustificare la riluttanza all’adozione di politiche nuove di welfare, che aiuterebbero le società a risollevarsi, nei paradisi fiscali se ne stanno annidati almeno 32,000 miliardi di dollari.
Di soldi non ce ne sono mai stati tanti, questa è la verità. Stanno però nel posto sbagliato, e sono appannaggio di pochissimi. Contro questa forma di rapina planetaria, di cui Credit Swisse non offre che un provvisorio aggiornamento, papa Jorge Bergoglio ha puntato il dito sin dalle prime battute del suo pontificato. Con parole che definirei telluriche, e con una prospettiva nuova e molto latinoamericana: l’urgenza di liberare il Cristianesimo da un’alienazione. Intendo l’alienazione di una fede sopita dalla ricompensa di una giustizia altrove, aldilà. L’alienazione di questa cristianissima benpensante società della crescita economica e dei consumi che va perfettamente d’accordo con la volontà di appropriazione del capitalismo globalizzato, fonte di sfruttamento e di violenza, perché educata a rimuovere le conseguenze di un messaggio eucaristico che impone meno senso della proprietà, e più fraternità e condivisione. Begoglio, il primo Papa che ha scelto di ispirarsi a Francesco santo della povertà, il primo sudamericano a raggiungere il soglio pontificio, il primo gesuita a diventare Papa e l’unico membro della Compagnia di Gesù presente nel conclave che lo ha scelto, ha sfidato questo torpore da primo mondo per ricordare che l’adorazione dell’antico vitello d’oro “ha trovato una nuova e spietata versione nel feticismo del denaro e nella dittatura di un’economia senza volto e senza uno scopo veramente umano”, come ha scritto nell’enciclica Evangeli Gaudium (EG 55). (…)
Per tutti i dettagli sullo speciale visita il sito di Mosaico di Pace
(la foto del post è di Daniela Hartman ed è distribuita con licenza creative commons)