Mareblu si è anche impegnata a:
– sostenere la creazione di riserve marine nelle zone d’alto mare del Pacifico;
– incrementare nei propri prodotti la quota percentuale di tonnetto striato (unica specie al momento non in crisi);
– non utilizzare il tonno obeso (specie vulnerabile secondo l’IUCN);
– offrire maggiore trasparenza ai consumatori, indicando in etichetta oltre al nome della specie, l’area e il metodo di pesca.
Il primo prodotto Mareblu sostenibile, tonnetto striato pescato con canna, dovrebbe essere disponibile ai consumatori italiani già entro l’anno. La strada per arrivare al 2016 è ancora lunga e, per raggiungere il proprio obiettivo, Mareblu dovrà aumentare anno dopo anno la quantità di prodotti sostenibili certificati sul mercato italiano.
Mareblu, terza marca nel mercato italiano delle conserve ittiche, è una società del gruppo MW Brands, di proprietà della più grande compagnia al mondo di prodotti ittici, la Thai Union. Dopo un anno di forti pressioni, la compagnia ha finalmente deciso di smetterla con i doppi standard, adottando per Mareblu in Italia gli stessi impegni di sostenibilità già presi per la loro marca, John West, sul mercato inglese.
A breve pubblicheremo la terza edizione della classifica “Rompiscatole” sulla sostenibilità delle scatolette di tonno vendute in Italia. Vogliamo far sapere ai consumatori se e quali aziende, in questi due anni, hanno fatto passi avanti in difesa del mare. I grandi marchi hanno ancora pochi giorni per decidersi a cambiare.