Ansia e stress, oltre 4 milioni di lavoratori si sentono a rischio

Rapporto Istat sulla salute nei luoghi di lavoro. Circa un milione di occupati ritiene di essere sottoposto a manifestazioni di prepotenza e discriminazione. Più colpite le donne nella pubblica amministrazione

ROMA – Sono 4 milioni 58 mila i lavoratori italiani che ritengono di essere esposti a rischi che potrebbero pregiudicare l’equilibrio psicologico. Il dato emerge dal rapporto Istat sulla “Salute sui luoghi di lavoro” pubblicato lo scorso dicembre. I fattori di rischio di tipo psicologico sono percepiti maggiormente fra le persone che lavorano nella sanità (26%), nei trasporti (24,6%) e nella pubblica amministrazione (23%). In particolare nella sanità e nella pubblica amministrazione le donne risentono in misura maggiore rispetto agli uomini di questi problemi. Tra i fattori di natura psicologica quello prevalente risulta il carico di lavoro eccessivo citato dal 14,5% degli occupati. Invece, le manifestazioni di prepotenza e discriminazione o di minacce o violenze fisiche sono avvertite da una quota più bassa seppur rilevante di lavoratori ma, se considerate in termini assoluti, riguardano nel caso di prepotenza e discriminazione oltre un milione di occupati.

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Cittadinanza e voto: le associazioni chiedono più diritti per i migranti

Un’efficace programmazione degli ingressi per il 2009 e ”una risposta coraggiosa” al problema dei lavoratori senza permesso: le proposte delle organizzazioni

ROMA – Un’efficace programmazione degli ingressi nel 2009, in misura funzionale al mercato del lavoro, una risposta coraggiosa al problema dei lavoratori immigrati senza permesso, per dare loro la possibilità di emergere dal lavoro nero e una parità di diritti su lavoro, scuola e sanità per superare le discriminazioni. È quanto chiedono al governo le associazioni, i movimenti insieme a Cgil e Uil in occasione della presentazione del sit-in del 18 dicembre per fermare il ddl 733, definito dagli organizzatori il ‘decreto della vergogna”.

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Barbieri (Fish): ”Nuova Alitalia chiude le porte ai lavoratori disabili”

Dalle 12 mila assunzioni decise in questi giorni da Cai escluse tutte le persone con disabilità e i familiari che utilizzano permessi per la loro assistenza. ”Resiste lo stigma della scarsa produttività”

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Ilo: cresce la disuguaglianza salariale e non si riducono le differenze di genere

In due terzi dei Paesi il divario tra le fasce più alte e quelle più basse è aumentato. E i salari delle donne, a parità di condizioni, continuano ad essere nei paesi più economicamente avanzati fino al 30% più bassi di quelli degli uomini

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Giovanni XXIII: dopo 50 anni

Alcuni brani della Pacem in terris

Dall’encliclica Pacem in terris.

Giovanni XXIII venne eletto nell’ottobre del 1958

Tre fenomeni caratterizzano l’epoca moderna.

Anzitutto l’ascesa economico-sociale delle classi lavoratrici. Nelle prime fasi del loro movimento di ascesa i lavoratori concentravano la loro azione nel rivendicare diritti a contenuto soprattutto economico-sociale; la estendevano quindi ai diritti di natura politica; e infine al diritto di partecipare in forme e gradi adeguati ai beni della cultura. Ed oggi, in tutte le comunità nazionali, nei lavoratori è vividamente operante l’esigenza di essere considerati e trattati non mai come esseri privi di intelligenza e di libertà, in balia dell’altrui arbitrio, ma sempre come soggetti o persone in tutti i settori della convivenza, e cioè nei settori economico-sociali, in quelli della cultura e in quelli della vita pubblica. 

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