“Non abbiate paura!”

Eccoci per un augurio di Buona Pasqua di Resurrezione, in questo momento in cui è così difficile trarre qualche goccia di speranza dal nostro cuore…
E’ un tempo di domande, grandi, difficili, a volte rabbiose, altre angosciose: la terribile tragedia del terremoto, il tentato omicidio di Piero Schirripa, il bollettino di guerra che continua a scandire il sorgere del sole nella nostra martoriata Calabria (in circa 6 anni sono stati denunciati 13.785 reati mafiosi di cui almeno 1.825 attentati!!), le fatiche finanziarie e occupazionali delle nostre imprese… eppure siamo chiamati ancora una volta alla faticosa gioia di testimoniare la Resurrezione di Gesù di Nazaret!

Il dramma della passione di Gesù ci restituisce tutta intera la nostra umanità, di donne e uomini
capaci di acclamare un uomo dimesso e subito dopo urlargli contro la nostra rabbia;
capaci di slanci di generosità impensabili e di usuali omertà;
capaci di critiche sconsiderate e di tenere compassioni;
capaci di rischiose coerenze e di ineluttabili scoraggiamenti…
Siamo noi, gloriosi anti-eroi di un quotidiano difficile attraverso cui edifichiamo la storia, spesso così delusi di noi stessi da promettersi solennemente di gettare la spugna, ma mai così vigliacchi da mantenere quella promessa.
Il mondo che si può osservare dai sobborghi del Golgota è spesso avvilente, chiude ogni prospettiva di speranza. Per vedere gli stupendi chiaroscuri della nostra umanità bisogna salire sulla croce: essa ti innalza, ti stacca dalla terra battuta del tuo “io”, ti deterge gli occhi con il pianto… e da quella prospettiva potrai scorgere nella gente inaspettati vivai di luce, che attendono solo di essere scoperti e rimessi in circolo.

Gesù è morto in croce per redimere i peccati del mondo. E’ un’espressione che mi ha fatto sempre molto pensare. Perché doveva essere immolato perchè noi fossimo redenti? E’ un’idea difficile da intendere, da accettare… Ci sono tanti significati e tante meditazioni che si possono fare sulla croce. Ma a me interessa in questa Pasqua ricordarci innanzitutto che la croce è “Responsabilità”.
Ci sono momenti storici in cui la società, le persone si rinchiudono nella paura, non reagiscono, non fanno nulla per cambiare il corso della storia, per denunciare, per costruire un’alternativa. Allora qualcuno si deve assumere la Responsabilità che altri non vogliono, non sanno o non possono assumersi. Non importa se non gli tocca, se non è compito suo. Egli sente di dover rispondere, personalmente, direttamente, senza attendere che gli altri lo facciano, che le istituzioni, la Chiesa, lo Stato lo facciano. Allora decide di “salire verso Gerusalemme”, incurante di tutti coloro che lo invitano alla prudenza e al realismo. Sa bene che pagherà un prezzo alto e che forse questo non sarà sufficiente a cambiare le cose, ma decide di rispondere lui, per tutti. Non è difficile immaginare quali saranno le conseguenze. Chi sceglie questa strada è disponibile a farsi inchiodare mani e piedi sul legno della Responsabilità, e anche se non lo desidera è disponibile a pagare il prezzo del disimpegno, della vigliaccheria e delle omissioni altrui: questo vuol dire “portare su di sé i peccati degli altri”. Così facendo “li redime” e con il suo gesto rimette lentamente in moto la storia che si era fermata… Perchè il suo esempio scalda il cuore degli altri, che decidono come lui di assumersi quelle stesse Responsabilità, in un contagio inarrestabile e vivificante, fino a rianimare le membra fredde della società e permetterle di risorgere il terzo giorno…

Io ti auguro il coraggio di assumerti la tua “Croce delle Responsabilità”, in questo momento storico così delicato e importante, nel tuo territorio o dove la Storia ti chiama. Non aspettare che vi siano le condizioni per farlo, tu fallo! Non attendere che gli altri lo facciano, tu mettiti in cammino! Non calcolare le probabilità di riuscirci, riescici e basta!
Ti conforti solo il fatto che un compagno di viaggio già ce l’hai: lo stesso Gesù Risorto!

Buona Pasqua dalla Locride….

Aprile 2009

Vincenzo Linarello

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