Toscana, cresce la mafia russa e investe nel settore alberghiero

La Fondazione Caponnetto presenta il rapporto 2008. Scoperto un traffico di auto rubate dalla Toscana alla Russia. Stabile la presenza della mafia cinese: narcotraffico, prostituzion, gioco d’azzardo

Firenze – “La Toscana non è terra di mafia ma la mafia esiste”. Con queste parole la Fondazione Caponnetto, alla vigilia dell’anniversario della morte del magistrato, denuncia la presenza di diverse organizzazioni di criminalità organizzata all’interno della regione, che si presta a investimenti mafiosi per le sue ottime caratteristiche ambientali ed economiche. Si ritiene che la presenza di criminalità organizzata in Toscana, seppur caratterizzata da un forte controllo, monitoraggio e arresti, sia in forte ascesa. La mafia russa, si legge nel rapporto 2008, è in forte espansione e sta investendo molto nel settore alberghiero; inoltre recentemente è stato scoperto un traffico di auto rubate dalla Toscana verso la Russia, dietro al quale è molto probabile una forma organizzata.

Significativa e stabile è la presenza della mafia cinese. Queste organizzazioni hanno uno spiccato senso del controllo delle varie Chinatown toscane. Numerose le attività svolte dalla mafia cinese: sfruttamento degli immigrati irregolari e della manodopera, il gioco d’azzardo, la prostituzione, il narcotraffico e il racket. In Toscana si sono verificati alcuni omicidi di donne cinesi e di un giocatore d’azzardo. L’ultimo episodio avvenuto il 22 ottobre scorso, quando un cinese di 44 anni è stato rapinato e ucciso. Alcune gang cinesi hanno compiuto rapine utilizzando come arma il machete.

Traffico di droga e prostituzione fanno parte anche della mafia albanese, rumena e di altre mafie straniere. La Dia di Firenze ha effettuato lo scorso 12 novembre l’operazione ‘Edone’, che ha visto il coinvolgimento di 31 soggetti coinvolti in traffico di droga, prostituzione che ha coinvolto Bulgaria, Romania, Albania, Marocco e Spagna.

Considerevole anche la presenza della mafia italiana, soprattutto la ‘ndrangheta. La Fondazione ritiene che vada tenuta alta l’attenzione per quanto riguarda gli appalti nell’empolese e nel pisano. Il 25 ottobre a Lucca sono stati arrestati degli esponenti della ‘ndrangheta che chiedevano il pizzo ad imprenditori di porgine meridionale. (js)

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