Terra Santa, la Caritas: fermate le violenze

La Caritas si attiva e lancia un appello per il cessate il fuoco. ”Condanniamo ogni violenza: i razzi lanciati dalla striscia di Gaza, ma anche gli attuali bombardamenti. Così vi saranno solo ulteriori spirali di violenza”

ROMA – “Bisogna assolutamente che cessino i bombardamenti, perché sono già troppe le vittime innocenti. Noi condanniamo ogni violenza: i razzi lanciati dalla striscia di Gaza, ma anche gli attuali bombardamenti. Così vi saranno solo ulteriori spirali di violenza. Ci addolora che ancora una volta l’unico linguaggio sia quello delle armi”.

Claudette Habbash, direttrice di Caritas Gerusalemme lancia così il suo appello alla comunità internazionale. Anche padre Firas, parroco di Aboud, vicino a Ramallah, conferma che la tensione è altissima. Non si può andare a Gaza. La popolazione è accerchiata perché anche i passaggi verso l’Egitto sono chiusi o inagibili. Il personale sanitario della Caritas Gerusalemme attivo nella striscia di Gaza è tutto all’opera, ma la crisi umanitaria è davvero drammatica. La popolazione è in pratica imprigionata, manca il carburante, il che significa che manca elettricità e le apparecchiature degli ospedali non funzionano, o funzionano male. C’è un gran bisogno di medicinali e di materiale per pronto soccorso, ma ormai tutti i servizi, dall’approvvigionamento dei viveri essenziali alle banche, sono bloccati o in situazione precaria.

Caritas Gerusalemme da anni, con il sostegno di Caritas Italiana e di tutta la rete internazionale si adopera per rispondere ai bisogni più urgenti della popolazione più vulnerabile. Gli ambiti di intervento prioritari sono: sanità, assistenza sociale, aiuto alle famiglie per l’istruzione dei figli, contributi alle famiglie per avviare piccole imprese, o in cambio di lavoro. In particolare Caritas Italiana ha finanziato la costruzione del dispensario di Aboud – inaugurato il 14 settembre scorso – che garantisce l’assistenza sanitaria a una ventina di villaggi della Cisgiordania, ha contribuito alla riparazione di molte abitazioni per le famiglie più povere, ha sostenuto interventi sanitari a Gaza, attività generatrici di reddito e attività scolastiche in Cisgiordania. Inoltre promuove da sempre il dialogo sostenendo attività di riconciliazione tra ebrei e arabi a Haifa, tramite una ONG israeliana, e a Gerusalemme, tramite una ONG palestinese.

A partire proprio da questo impegno sul campo, in vista anche della Giornata Mondiale della Pace, Caritas Italiana si unisce all’appello a far tacere le armi da ambo le parti, nella convinzione che la pace tra israeliani e palestinesi e la convivenza tra ebrei e arabi sia possibile, se sostenuta dalla reale volontà politica di costruirla e se viene accolto l’invito del Santo Padre che nell’Angelus del 28 dicembre, invocando «un sussulto di umanità e di saggezza”, ha chiesto alla comunità internazionale “di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi…alla logica perversa dello scontro e della violenza”.

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