Promossi a pieni voti i prodotti equosolidali nelle mense scolastiche

Ricerca di RespEt e Ctm Altromercato: positivo il bilancio dell’introduzione dei prodotti Fair Trade nelle scuole romane. Iniziativa utile per il 58,4% degli intervistati e doverosa per il 32,25%

ROMA – Piacciono a insegnanti, bambini e genitori e aiutano le comunità di piccoli produttori del Sud del mondo. Decisamente positivo il bilancio dell’introduzione di prodotti equosolidali nelle mense della Capitale: a dirlo è una ricerca realizzata da RespEt, il Centro per l’Impresa Etica e Responsabile del Comune di Roma, e dal Consorzio Ctm Altromercato, presentata questa mattina a Roma nel corso del convegno “Fame di giustizia – La Ristorazione Solidale come pratica territoriale di Responsabilità Sociale”, che si è svolto presso la Città dell’Altra Economia. La ricerca analizza l’impatto di alcuni prodotti del commercio equo nelle mense scolastiche romane, attraverso un campione di 240 persone tra genitori, insegnanti e cuochi. E per la quasi totalità degli intervistati si tratta di un’iniziativa positiva. Infatti, i giudizi relativi alla qualità dei prodotti, al contenuto educativo e di formazione alla solidarietà del Fair Trade migliorano per circa il 20% del campione e peggiorano per non più del 5% dello stesso. Inoltre – rileva la ricerca – con l’introduzione dei prodotti equosolidali nelle mense la quota di coloro che dichiarano di preferire, a parità di qualità, il prodotto equosolidale a quello tradizionale, aumenta di circa il 20%. Ma soprattutto il cibo equo incontra il favore dei bambini, visto che per il 48% degli intervistati il riscontro è stato buono e per quasi il 3% è stato ottimo.

Incoraggiante anche il giudizio complessivo sull’introduzione dei prodotti equosolidali nelle mense: infatti, il 58,4% degli intervistati considera l’iniziativa utile, il 32,25% la giudica doverosa e solo il 5,88% la ritiene inutile. Anche il gradimento dei prodotti (banane e cioccolato) appare piuttosto elevato. Oltre il 50% del campione giudica questi prodotti buoni, mentre la somma dei giudizi “buono” e “ottimo” raggiunge il 61% nel caso delle banane e oltre l’86% nel caso del cioccolato. Infine, circa il 69% considera positivo il valore educativo del commercio equo e solidale ai fini di una sensibilizzazione alla solidarietà.

“Il Comune di Roma è stato tra i primi enti locali italiani a promuovere l’inserimento di prodotti provenienti dal commercio equo e solidale all’interno delle mense scolastiche – ha affermato Vittorio Leproux di RespEt/Ctm Altromercato. – Oggi quasi 150 Comuni hanno inserito nei loro capitolati i prodotti equosolidali e oltre 500mila studenti consumano almeno uno di questi prodotti ogni settimana”. Una decisione “socialmente responsabile” da parte delle Pubbliche amministrazioni che gli organizzatori del convegno giudicano ricca di contenuti educativi per i ragazzi e assolutamente positiva per l’impatto economico sulle comunità dei piccoli produttori marginalizzati del Sud del mondo, in particolare per quelli che forniscono i prodotti più utilizzati nelle mense scolastiche: banane, legumi, cacao e altri componenti degli snack quali miele, zucchero, tapioca. “Ci auguriamo – ha concluso Leproux – che tali importanti iniziative siano ulteriormente rafforzate e replicate in un sempre maggiore numero di comuni italiani”. (ap)

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