Lavoro, oltre 8 milioni gli “scoraggiati”. Uno su tre è italiano

Nell’Unione Europea sono 8 milioni 250 mila i disoccupati che, pur disponibili a lavorare, non cercano un impiego (il 3,5% della forza lavoro), l’Italia è il Paese che conta il maggior numero di queste persone che l’Istat definisce “scoraggiati”: ben 2,7 milioni. Vuol dire che uno su tre degli “scoraggiati” europei è italiano. Il dato diventa ancor più pesante se si restringe il campo alla sola eurozona: oltre la metà dei ‘senza speranza’ risulta italiano. E’quanto emerge da una ricerca di Eurostat, l’ufficio statistico europeo.

Il rapporto di Eurostat ‘Underemployed and potentially active labour force statistics’ fotografa le aree critiche del mercato del lavoro in Europa. Ci sono i sotto-occupati in posizione di part-time (8,5 milioni), coloro che stanno cercando un posto ma sono impossibilitati ad essere immediatamente disponibili (2,4 milioni) e i “senza posto di lavoro e senza speranza” (8,2 milioni). E’ in quest’ultima categoria che l’Italia drammaticamente prevale con l’11,1% della forza lavoro. A distanza seguono Bulgaria (8,3%) e Lettonia (8,0%). Mentre Stati come Belgio (0,7%), Francia (1,1%) e Germania (1,3%), vantano percentuali minime.

Gli “scoraggiati” sono persone che hanno perso la speranza di trovare un impiego: una buona parte è fatta di scoraggiati, coloro che non sono a caccia di un posto perché sanno di non potere essere assunti (una categoria che ormai nella Penisola ha superato il milione e mezzo); un’altra fetta è , invece, costituita da chi per motivi familiari o personali, pur avendo voglia di lavorare si vede costretto a restare fuori dal mercato.

Eurostat rileva inoltre come più spesso a restare fuori dal mondo del lavoro sono le donne (sono il 58,2%, ovvero 4,8 milioni contro 3,4 milioni di uomini). Se, invece, si analizzano le fasce d’età, i più colpiti ancora una volta risultano gli under 25 (rappresentano il 23% del totale).
Per saperne di più:
Rapporto di Eurostat [EN]

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