La Cgil: ”Malati a rischio schedatura”

La Cgil boccia il ”Tavolo sulla prevenzione della pericolosità sociale” promosso dall’assessorato alla Salute del comune di Milano. Landi: ”Dal mio assessorato nessuna richiesta per ottenere i nomi dei malati potenzialmente pericolosi”

MILANO – La Cgil boccia il “Tavolo sulla prevenzione della pericolosità sociale” promosso dall’assessorato alla Salute del Comune di Milano che vedrebbe coinvolti il Comune, i dipartimenti di salute mentale delle Aziende ospedaliere cittadine, la polizia di stato, i carabinieri e la polizia locale. Inoltre, secondo quanto rende noto il sindacato, “l’assessore avrebbe incaricato l’ufficio psichiatria di Palazzo Marino di chiedere ai dirigenti dei vari Centri socio psico sociali di fornire i nomi delle persone ‘socialmente pericolose’”.

La notizia ha suscitato preoccupazione anche tra le associazioni aderenti alla Campagna Salute Mentale che giudica l’iniziativa “una palese e gravissima lesione del diritto alla tutela dei dati personali e sensibili delle persone in cura -si legge in un comunicato- oltre che essere in contrasto con i principi deontologici della professione e della legge sulla privacy”. Inoltre si sottolinea come l’istituzione di un Tavolo per la prevenzione della pericolosità sociale sia “inopportuno e inadeguato” ed è stato predisposto “senza la previa consultazione dei familiari e delle realtà che in prima persona sono coinvolti ed operano per la tutela della salute mentale, per la prevenzione e la cura della sofferenza psichica”.

Secca la smentita di Gianpaolo Landi di Chiavenna, assessore alla Salute del Comune di Milano: “Dal mio assessorato non è partita nessuna richiesta per ottenere i nomi dei malati potenzialmente pericolosi”. Il Tavolo, ha aggiunto l’assessore, “ha solo finalità di carattere scientifico: vogliamo capire le fragilità psicologiche di questa città e valutare luci e ombre della legge Basaglia”. (is)

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