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	<title>Portale Solidale &#187; Pace</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Programma e note logistiche 1 Marzo 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 15:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito il programma ufficiale della Manifestazione Reggio Emilia, 1 Marzo 2010 “Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia”, espressione dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria, giunta alla sua terza edizione con il coinvolgimento di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che si estende ormai a tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo di seguito il programma ufficiale della Manifestazione <strong>Reggio Emilia, 1 Marzo 2010 </strong><em><strong>“Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia”</strong></em>, espressione dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria, giunta alla sua terza edizione con il coinvolgimento di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che si estende ormai a tutte le regioni d&#8217;Italia, nel segno di un percorso per lo sviluppo, la democrazia e il bene comune.<br />
<span id="more-1390"></span><br />
<strong>SABATO 27 FEBBRAIO<br />
</strong>ORE 10:30 Incontro Interreligioso<br />
ORE 15:30 Convegno<em> “Responsabilità della società civile e dei soggetti economici nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose”</em> – Aula Magna Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia<br />
ORE 21:00 Veglia Ecumenica di Preghiera per la Libertà e la Democrazia contro la ‘ndrangheta e i poteri occulti – Basilica della Beata Vergine della Ghiara</p>
<p><strong>DOMENICA 28 FEBBRAIO<br />
</strong>ORE 15:30 Spettacolo teatrale <em>“La Sindrome di Crono”</em> della cooperativa sociale Cuntrascenzia<em><br />
</em>ORE 17:30 Concerto – Anteprima nazionale di presentazione dell’ultimo lavoro de <em>Il Parto delle Nuvole Pesanti</em>, con la partecipazione dei<em> Mattanza, QuartAumentata, Gasparazzo</em> ed altri ospiti.</p>
<p><strong>LUNEDI 1 MARZO<br />
</strong>ORE 9:00  Interventi dei rappresentanti delle Cabine di Regia nelle scuole di Reggio Emilia<br />
ORE 10:00 Corteo pubblico per le vie cittadine. Partenza dal Monumento ai Martiri del 7 luglio e arrivo in Piazza Prampolini. Risultati dell’Alleanza e programmazione attività future. Saluti delle autorità e interventi dei rappresentanti degli Enti delle Cabine di Regia dell’Alleanza.</p>
<p>Chiediamo agli enti di attivarsi presso le proprie realtà per promuovere il coinvolgimento all&#8217;iniziativa e si sollecita l&#8217;invio, <strong>entro giovedi 18 febbraio, </strong>delle richieste per gli spazi <strong>gratuiti</strong> all&#8217;interno dello stand che verrà allestito.</p>
<p>Riferimenti: Ufficio Comunicazione – Cell. 340.0920981 – Mail: <a href="mailto:1marzo@goel.coop">1marzo@goel.coop</a></p>
<p>In allegato le date, gli orari e le condizioni per i <strong>pullman</strong> che si stanno organizzando per il trasporto dalla Calabria e l&#8217;elenco degli <strong>hotel</strong> che hanno dato disponibilità a riservare le proprie camere su prenotazione presso l&#8217;Agenzia Viaggi Tour Operator “Turismo Responsabile” Numero verde 800 913540 &#8211; Mail: <a href="mailto:agenzia@turismo.responsabile.coop">agenzia@turismo.responsabile.coop</a></p>
<p>Vi è inoltre disponibilità di un<strong> numero limitato </strong>di<strong> posti letto gratuiti</strong> in strutture private, oppure possibilità di pernottamento con <strong>sacco a pelo</strong>, entrambi su richiesta, fino ad esaurimento dei posti disponibili.</p>
<p><em>COMUNICAZIONE, UFFICIO STAMPA, RETE ALLEANZA:<br />
</em>Ufficio Comunicazione del Consorzio GOEL<br />
Tel e Fax 0964.419191 &#8211; Cellulare 340.0920981 &#8211; Mail: <a href="mailto:1marzo@goel.coop">1marzo@goel.coop</a></p>
<p><em>NOTE LOGISTICHE e ISCRIZIONI<br />
</em>Per agevolare l&#8217;organizzazione è gradita l&#8217;iscrizione, compilando la <a href="http://www.consorziosociale.coop/programma_e_note_logistiche_1_marzo_2010">scheda allegata</a> da inviare a: <a href="mailto:1marzo2010.re@goel.coop">1marzo2010.re@goel.coop</a></p>
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		<title>Differenze e pace. A Cosenza un incontro di Stella Cometa</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 19:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ogni uomo è mio fratello”. È questo il tema dell’incontro – dibattito promosso dall’Associazione Stella Cometa Onlus di Cosenza per venerdì 12 giugno, alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione, in Via Popilia, n. 39 (ex deposito delle  ferrovie calabro lucane). L’incontro affronta il tema della diversità, intesa in senso ampio (diversità del colore della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Ogni uomo è mio fratello”. </strong>È questo il tema dell’incontro – dibattito promosso dall’Associazione Stella Cometa Onlus di Cosenza per <strong>venerdì 12 giugno</strong>, alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione, in Via Popilia, n. 39 (ex deposito delle  ferrovie calabro lucane). L’incontro affronta il tema della diversità, intesa in senso ampio (diversità del colore della pelle, dell’orientamento religioso, del ceto sociale) e rientra nel progetto “Tra diluvio e arcobaleno” promosso dall’Associazione.<br />
<span id="more-1223"></span><br />
L’intento è organizzare, ogni anno, un evento che possa <strong>mettere in luce problematiche e speranze del tema proposto</strong>. Parteciperanno <strong>Pino Fabiano</strong> della Caritas diocesana che presenterà un dossier sui bisogni del territorio così da mettere in evidenza tutte le differenze che lo animano; <strong>Anna Maria Vitale</strong>, docente sociologa dell’Università della Calabria e rappresentante di GAO Cooperazione Internazionale che si soffermerà su mondialità e pace e su come l’amore può unire le differenze; <strong>Ibrahima Diop</strong>, giovane senegalese che racconterà la sua esperienza di integrazione nella nostra città tra problemi, incontri positivi e speranze. Durante la manifestazione si terrà un collegamento audio con Don Battista Cimino, missionario impegnato in Africa e a fine serata si potrà gustare anche un <strong>aperitivo</strong> con prodotti del circuito <strong>equo-solidale</strong>.</p>
<p>L’incontro del 12 giugno può essere, inoltre, l’occasione per visitare la mostra “Stellalità – percorso di educazione alla mondialità” allestita presso i capannoni dell’ex deposito ferroviario. Si tratta di una mostra permanente, unica nel suo genere in Calabria, realizzata dall’Associazione Stella Cometa con il sostegno del CSV Cosenza, finalizzata ad educare alla mondialità ed alla convivialità delle differenze soprattutto le giovani generazioni. Tutto l’evento sarà trasmesso in tempo reale sul sito internet www.stellacometa.org.</p>
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		<title>MARTEDÌ 02 GIUGNO     2009 A NOVARA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO GLI F-35</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 09:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’iter parlamentare per l’approvazione dell’insediamento, a Cameri (NO),  della fabbrica della morte per l’assemblaggio degli F-35 è ormai definito.  A partire dal 2010 inizierà la costruzione del capannone da cui usciranno delle macchine che verranno consegnate a diversi stati che li utilizzeranno per bombardare ed uccidere. Tale impresa industriale-militare viene condotta, con ampio dispendio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’iter parlamentare per  											l’approvazione dell’insediamento, a  											Cameri (NO),  della fabbrica della  											morte per l’assemblaggio degli F-35  											è ormai definito.  A partire dal  											2010 inizierà la costruzione del  											capannone da cui usciranno delle  											macchine che verranno consegnate a  											diversi stati che li utilizzeranno  											per bombardare ed uccidere.</p>
<p><span id="more-1199"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tale impresa industriale-militare  											viene condotta, con ampio dispendio  											di denaro pubblico, dalla  											multinazionale statunitense Lockheed  											Martin in associazione all&#8217;italiana  											Alenia Aeronautica (del gruppo  											Finmeccanica) e coinvolgerà una  											serie numerosa di fabbriche di armi  											e di morte collocate qua e là sul  											nostro territorio. Insomma, il  											riarmo come via d’uscita dalla crisi  											economica, come con la Grande Crisi  											degli anni ‘30 e con la Grande  											Depressione di fine ‘800. Peccato  											che in entrambi i casi questa strada  											abbia condotto a guerre mondiali. Di  											certo, l’impiego dei nuovi  											bombardieri nelle missioni “di pace”  											produrrà distruzione, morte e   											sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro gli F-35 sono i perfetti  											strumenti operativi di una sorta di  											gendarmeria mondiale in via di  											perfezionamento: una volta costruiti  											non faranno certo la ruggine in  											qualche hangar italiano o olandese,  											bensì saranno presto adoperati per  											uccidere e distruggere in svariate  											guerre, sia attuali sia future.<br />
Gli F-35 ci costeranno un sacco di  											soldi: circa 600 milioni di euro per  											costruire e attivare la fabbrica di  											Cameri, circa 13 miliardi di euro (a  											rate, fino al 2026) per l&#8217;acquisto  											dei 131 aerei che l&#8217;Italia vuole  											possedere. Del resto è stato già  											speso o impegnato quasi un miliardo  											di euro. E ciò risulta ancor più  											impressionante se si considera la  											grave crisi economica in corso.  											Nessuno può ignorare che, con una  											spesa di questa entità, si  											potrebbero senza alcun dubbio creare  											ben più dei miseri 600 posti di  											lavoro promessi all&#8217;interno dello  											stabilimento di Cameri. Si potrebbe  											altresì intervenire in vario modo  											per migliorare le condizioni di vita  											di tutti: per esempio ampliando e  											migliorando la qualità della spesa  											sociale, tutelando davvero territori  											e città (basti pensare agli effetti  											del terremoto abruzzese), investendo  											in fonti energetiche rinnovabili e  											ridistribuendo reddito.<br />
E poi vogliono costruire gli F-35  											proprio ai confini del parco  											naturale del Ticino, che dovrebbe  											quindi sopportare l&#8217;impatto dei  											collaudi di centinaia e centinaia di  											aerei rumorosissimi e certamente  											inquinanti, con le relative gravi  											conseguenze per la salute e la  											qualità della vita degli abitanti  											della zona, mentre si potrebbe  											riconvertire il sito militare ad uso  											civile.
</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, siamo contro gli F-35  											perché ci ostiniamo a pensare che  											sia possibile vivere in un altro  											modo: senza aggredire gli altri  											popoli, senza militarizzare il  											territorio ed i rapporti sociali,  											operando perché cessi davvero la  											terribile guerra permanente che  											l&#8217;occidente dei ricchi conduce  											contro i poveri del nord e del sud  											del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti a Novara, quindi, il 02  											giugno  											2009 alle ore 15.00, davanti alla  											stazione ferroviaria in piazza  											Garibaldi. 											Da lì partiremo per  											percorrere le strade della città e  											per gridare forte la nostra  											opposizione all&#8217;ennesima impresa di  											morte.</p>
<p>Contro la militarizzazione dei  												territori, contro le fabbriche  												della morte, contro tutte le  												guerre, per la riconversione dei  												siti militari ad uso civile, per  												un diverso modello economico.</p>
<p class="MsoNormal" align="center">Per adesioni: <a style="text-decoration: underline;" title="blocked::mailto:adesione@nof35.org" href="mailto:adesione@nof35.org"> adesione@nof35.org</a> &#8211; Per  										informazioni:  <a href="mailto:info@nof35.org"> info@nof35.org</a></p>
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		<title>Non stiamo a guardare!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 15:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre autorità politiche e mass media sembrano dimenticare la drammatica situazione nel paese africano, su Vita.it continuano ad arrivare adesioni all&#8217;appello lanciato. Aderisci anche tu Continuano ad arrivare firme all&#8217;appello che  Vita ha lanciato per attivare l&#8217;attenzione di tutte le autorità sulla situazione Nella Repubblica democratica del Congo. “Non si può stare a guardare” è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mentre autorità politiche e mass media sembrano dimenticare la drammatica situazione nel paese africano, su Vita.it continuano ad arrivare adesioni all&#8217;appello lanciato. Aderisci anche tu</em></p>
<p style="text-align: left;">Continuano ad arrivare firme all&#8217;appello che  Vita ha lanciato per attivare l&#8217;attenzione di tutte le autorità sulla situazione Nella Repubblica democratica del Congo. <strong>“Non si può stare a guardare”</strong> è stato indirizzato a José Manuel Barroso,  Silvio Berlusconi, Mario Mauro (Vicepresidente Parlamento Europeo), Lamberto Dini (Presidente  Commissione Affari esteri del Senato), a Stefano Stefani (Presidente  Commissione Affari Esteri della Camera). Mauro Mauro è l&#8217;unica tra le autorità che si è attivato immediatamente. Qui l&#8217;intervista rilasciata a <a href="http://beta.vita.it/news/view/view/87542">Vita Magazine</a>. Il silenzio degli altri si commenta da solo.</p>
<p><span id="more-1049"></span></p>
<p style="text-align: left;"><a style="font-size: 1.8em; line-height: 1.6em; color: #333333;" title="Petizione per il Congo" href="http://beta.vita.it/news/view/89675" target="_blank">Qui potete leggere l&#8217;appello e aggiungere la vostra firma</a>.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>LE FIRME ALL&#8217;APPELLO.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://beta.vita.it/news/view/89673">Qui tutte</a> le <strong>ultime firme </strong> che si aggiungono alle oltre 2mila arrivate. Alcuni hanno voluto lasciare anche dei messaggi.</p>
<p style="text-align: left;">«Aderisco all&#8217;appello di Vita per il Congo. Con la mia associazione siamo impegnati a sostenere concretamente una ripresa della vita a Bukavu, nonostante tutto! Tre acquedotti, una maternità e molte attività agricole&#8230;. Grazie a chi ha dato inizio a questa iniziativa!»  <strong>Giampietro Parenti &#8211; Presidente Pace Adesso-Peace Now</strong> – Bologna.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La Cooperativa Sociale</strong> <strong>I COLORI</strong> di Roseto degli Abruzzi aderisce all&#8217;appello &#8220;Non si può più stare a guardare&#8221; relativo alla drammatica situazione della Repubblica Democratica del Congo.<br />
Il Presidente Marco Lucantoni
</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Giancarlo Sgarbi,</strong> Peschiera Borromeo (Mi): Ho più di 70 anni ,sebbene allora fossi un bambino,ricordo con angoscia gli orrori della guerra , i bombardamenti, lo sfollamento ecc. Sono passati da allora più di 60 anni e per ogni guerra che ripete la storia, provo la stessa angoscia; aderisco perciò all&#8217; iniziativa e dico si faccia il possibile per fermare un nuovo orrore.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>LA SITUAZIONE.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><strong></strong></span> Padre Giulio Albanese, nel suo <a href="http://blog.vita.it/africana/"><strong>blog</strong></a> su Vita.it, tiene informati i lettori su quel che sta accadendo. Le ultime notizi riferiscono delle stragi compiute dalle milizie arrivate dall&#8217;Uganda del famigerato Kony. Scrive Albanese«Secondo il computo stilato da Human Rights Watch (Hrw), sarebbero almeno 865 i civili uccisi dallo Lra tra il 24 dicembre scorso e la metà di gennaio».</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://beta.vita.it/news/view/86617">Qui</a> leggi la testimonianza di Edoardo tagliani, cooperatnte di Avsi che ha visstuo nelle zone del conflitto in tutti questi mesi.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>LA CRONOLOGIA.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Gli scontri nel Nord Kivu (Est della R.D.Congo) sono ripresi a metà del 2008.</p>
<p>In <strong>aprile</strong> milizie ruandesi hutu si sono scontrate con truppe governative, causando lo sfollamento di migliaia di civili.</p>
<p>Ad <strong>agosto</strong> un’altra milizia, il Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp) sotto il comando del generale tutsi Laurent Nkunda, ha compiuto un’avanzata sottraendo terreno alle forze governative e arrivando fino alle porte di Goma, la capitale del Nord Kivu.</p>
<p>A <strong>settembre</strong>, mentre i riflettori dei media internazionali erano puntati sull’assedio compiuto Nkunda a Goma, i famigerati ribelli nordugandesi dell’Esercito di Resistenza del Signore (Lra) hanno sferrato una violenta offensiva nell’Est del Congo, nel distretto di Haut-Uélé, massacrando i civili nei villaggi e rapendo una novantina di bambini per arruolarli.</p>
<p>A <strong>gennaio 2009</strong> il governo congolese ha permesso alle truppe del Ruanda di entrare nel proprio territorio per un’operazione congiunta contro la milizia ruandese Hutu attiva nell’Est del Congo.<br />
Parallelamente, il 23 gennaio, il generale Nkunda è stato arrestato in Ruanda.</p>
<p>Sono proseguite invece le violenze dell’Lra nel distretto di Haut-Uélé. Secondo il computo stilato da Human Rights Watch (Hrw), sarebbero almeno 865 i civili uccisi dallo Lra tra <strong>il 24 dicembre</strong> scorso e la metà di gennaio.</p>
<p>I combattimenti sono stati accompagnati dall’odissea di migliaia di sfollati, intere comunità costrette a spostarsi per sfuggire ai combattimenti, in questo nuovo e sanguinoso capitolo di un conflitto spietato, ribattezzato la “prima guerra mondiale africana” (cinque milioni di morti dal 1998 a oggi): una guerra motivata da ragioni economiche.</p>
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		<title>Contro la base militare Dal Molin, una rete di &#8221;città amiche di Vicenza&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 23:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Nascerà a breve per dimostrare la solidarietà nazionale e internazionale al comune: L&#8217;annuncio del Coordinamento nazionale enti locali per la pace</em></strong></p>
<p>VICENZA &#8211; Nascerà a breve una rete di &#8220;Città amiche di Vicenza” per dimostrare la solidarietà nazionale e internazionale al comune che dovrà ospitare la nuova ampliata base militare Dal Molin. È quanto annunciato oggi dal Coordinamento nazionale enti locali per la pace, che si è riunito in terra vicentina proprio per dare un segnale di vicinanza e di concreto sostegno alla città. Con l&#8217;occasione il direttore degli Enti locali per la Pace, Flavio Lotti, ha annunciato anche un prossimo evento nazionale nella città veneta.<br />
<span id="more-978"></span><br />
La vicenda Dal Molin ormai è nota: da un lato c&#8221;è la decisione di ampliare l’insediamento militare americano, dall’altra la resistenza e l’opposizione al progetto di larga parte della cittadinanza e del sindaco Achille Variati. “Siamo a Vicenza per dire che la questione Dal Molin non è solo un problema di questa città, ma un tema che tocca il riconoscimento della dignità democratica di una comunità” spiega Lotti, che spera in una marcia indietro: “Come per Guantanamo, in questo particolare clima internazionale sottolineato proprio dal nuovo presidente Usa Obama, anche la decisione su Vicenza potrebbe essere rivista e il nostro impegno sarà tutto in questo senso”. Anche dal presidente del Coordinamento Giulio Cozzari arriva l’auspicio che la situazione possa davvero cambiare: “Viviamo una stagione di profonda crisi non soltanto economica, ma anche culturale che richiede gesti e iniziative di speranza, rapporti diversi, relazioni nuove. Proprio per questo siamo convinti di poter fare qualcosa per cambiare il corso delle decisioni. E’ già accaduto e può accadere anche per Vicenza”.</p>
<p>A dimostrazione del sostegno degli enti locali, Variati ha ricevuto in dono i gagliardetti delle città e delle province aderenti al Coordinamento: “Sentire tante città dirsi onorate di essere amiche di Vicenza rinforza me e tutti i cittadini che vorrebbero uscire da questa vicenda a testa alta – è stato il commento del primo cittadino –. Mentre sembrano esaurirsi le vie istituzionali del confronto e dell’approfondimento, anche ambientale, il sentire oggi la vostra presenza dà anche fisicamente il senso di una solidarietà che si è formata attorno a un progetto”. Variati sottolinea anche che “oggi Vicenza sta diventando un simbolo: molti valori e molte speranze s’intrecciano sulla vicenda della base militare. Forse idealmente essere amici di Vicenza in questo momento vuol dire essere amici di un nuovo diritto delle città che qui è stato o pare sia stato violato. La vertenza avrà tempi lunghi, ma noi siamo determinati a proseguire nel nostro percorso”. Fondato nel 1986, il Coordinamento raccoglie 705 enti tra comuni, province e regioni italiane, che rappresentano circa 40 milioni di italiani. (Gig)</p>
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		<title>Una squadra dell&#8217;Onu cerca soluzioni per la sicurezza in Somalia</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 18:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il gruppo multidisciplinare visiterà Nairobi e Addis Ababa la prossima settimana per vagliare, fra l&#8217;altro, soluzioni attraverso le quali le Nazioni Unite possano sostenere la Missione di Pace dell&#8217;Unione Africana In esclusiva da News from Africa NAIROBI – Una squadra tecnica multidisciplinare dalle Nazioni Unite visiterà Nairobi e Addis Ababa la prossima settimana per vagliare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Il gruppo multidisciplinare visiterà Nairobi e Addis Ababa la prossima settimana per vagliare, fra l&#8217;altro, soluzioni attraverso le quali le Nazioni Unite possano sostenere la Missione di Pace dell&#8217;Unione Africana</em></strong></p>
<p><em>In esclusiva da News from Africa</em></p>
<p>NAIROBI – Una squadra tecnica multidisciplinare dalle Nazioni Unite visiterà Nairobi e Addis Ababa la prossima settimana per vagliare, fra i vari obiettivi, soluzioni attraverso le quali le Nazioni Unite possano sostenere la Missione di Pace dell’Unione Africana in Somalia (African Union Peacekeeping Mission in Somalia -Amisom).<br />
<span id="more-876"></span><br />
Nella squadra sono presenti il Rappresentante speciale delegato dell’Onu Charles Petrie, l’Ufficio politico dell’Onu per la Somalia e i rappresentanti dell’ufficio centrale delle Nazioni Unite, dei Dipartimenti per le Operazioni di Pace, del Sostegno in loco (Department of Field Support) e per gli affari politici. La visita è la conseguenza della crescente attenzione posta sulla questione somala, da quando il Governo dell’Etiopia ha annunciato il ritiro delle sue truppe. In aggiunta il Segretario Generale dell’Onu si è impegnato in una serie di contatti, fra i quali quelli con i leaders regionali, per assicurare che l’Amisom riceva urgentemente il supporto necessario.</p>
<p>La missione tratterrà una vasta serie di consultazioni sulle modalità di sostegno all’Amisom, alle forze di sicurezza e alla polizia di transizione della Somalia, e si impegnerà a fornire l’appoggio necessario alle autorità.</p>
<p>Il Rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la Somalia, Ahmedou Ould-Abdallah, ha dichiarato di sperare che la missione possa portare ad una azione concreta e rapida. “E’ di importanza cruciale che l’Amisom riceva materiale e supporto finanziario dall’Onu per permettere alle sue truppe di rimanere operative sul territorio somalo”, ha detto.</p>
<p>“I Governi del Burundi e dell’Uganda hanno dato un enorme aiuto nel fornire le truppe e meritano quindi gratitudine e sostegno. Allo stesso modo abbiamo bisogno di rinforzare e ricostituire la capacità della Somalia sul campo per assicurare che essa sia in grado di prendersi la responsabilità di garantire la sicurezza del suo popolo.”</p>
<p>Ha fatto appello per l’unità e la solidarietà nella nazione africana devastata dalla guerra, dicendo che c’è una rinnovata speranza che la comunità internazionale aiuti il paese a ritrovare la stabilità. “E’ molto difficile per la Somalia affrontare il cambiamento ma vedo una prospettiva di trasformazione per la Somalia dovuta al rinnovato interesse da parte della comunità internazionale,” ha detto l’incaricato in una conferenza stampa a Nairobi. Egli ha fatto appello per l’unità fra tutte le persone della nazione del Corno d’Africa devastata dalla guerra in vista delle dimissioni del Presidente in cairca Abdullahi Ahmed Yusuf, alle quali si è riferito come ad una decisione “patriottica e coraggiosa”.</p>
<p>“E’ mia impressione che questa sia la prima volta nella storia moderna della Somalia che un presidente decida di lasciare il proprio ufficio pacificamente. E’ una decisione patriottica e coraggiosa,” ha dichiarato Ould-Abdallah.</p>
<p>Lo sconfitto Presidente Yusuf ha formalmente annunciato le proprie dimissioni in una dichiarazione fatta alla fine di Dicembre di fronte al Parlamento e ai membri del gabinetto a Baidoa.</p>
<p>Ould-Abdallah ha detto che è aperta ora una nuova pagina della storia della Somalia, rilevando che è tempo che gli amici della Somalia intervengano in aiuto del Paese. “I Somali devono iniziare a rispettare se stessi rifiutando l’impunità così da poter far parte della comunità internazionale. Il futuro della Somalia risiede nelle elites che devono garantire una via d’uscita. La situazione è difficile ma gestibile,” ha detto.</p>
<p>“La Somalia è stata dirottata dalle sue stesse elites. E’ loro responsabilità permettere un nuovo inizio. I Somali non sono peggiori della gente in Liberia o Sierra Leone ed è possibile superare questo conflitto di lungo termine.”</p>
<p>L’ondata improvvisa di violenze nei combattimenti quest’anno in Somalia, che non ha un governo centrale funzionante dal 1991, ha provocato un’enorme sofferenza umanitaria ed un numero diffuso di profughi. (Zachary Ochieng. Traduzione di Sara Marilungo)</p>
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		<title>Zanotelli: fermiamo Africom</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 15:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Napoli e Vicenza ospiteranno truppe Usa per l’Africa. Perché il governo italiano non ha informato il parlamento? Perché il mondo cattolico, e in particolare quello missionario, è silente? Bombardiamo di e-mail i ministri Frattini e La Russa. Le comunità cristiane in Italia hanno appena celebrato il Natale, una festa così carica di messaggi di pace. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Napoli e Vicenza ospiteranno truppe Usa per l’Africa. Perché il governo italiano non ha informato il parlamento? Perché il mondo cattolico, e in particolare quello missionario, è silente? Bombardiamo di e-mail i ministri Frattini e La Russa.</em></p>
<p>Le comunità cristiane in Italia hanno appena celebrato il Natale, una festa così carica di messaggi di pace. La stessa Giornata Mondiale della Pace (1 gennaio) è venuta ad accentuare questo tema per i credenti. Ma noi cristiani ci accorgiamo di quello che stiamo celebrando? Come facciamo a proclamare la pace in chiesa mentre non ci accorgiamo che la neghiamo con le scelte violente sia nostre che dei nostri governi?<br />
 <span id="more-854"></span><br />
Come possiamo celebrare il Natale, la festa della vita ,con il massacro dei bimbi palestinesi,vera strage degli innocenti? Come possiamo celebrare il Natale senza che questo “urlo” di sofferenza umana, dei palestinesi come anche di tanti altri popoli (dai congolesi ai ceceni),non venga a disturbare le nostre coscienze addormentate di cristiani di Occidente?Ci rendiamo conto che tanta di questa sofferenza è dovuta alle scelte militaristiche dei nostri governi?</p>
<p>Un esempio incredibile è l’annuncio fatto poco prima di Natale dal nostro ministro degli esteri Franco Frattini: Africom, il supremo comando Usa per le truppe di terra e di mare per l’Africa, troverà posto a Napoli e a Vicenza. Africom, creato nel 2007 dal presidente Bush e inaugurato il primo ottobre 2008 a Stoccarda (Germania), è guidato oggi dal generale afro-americano William “Kid” Ward. Il generale ha speso il 2008 a cercare una base per questo Comando in Africa. Ma la forte azione diplomatica del Sudafrica contro la presenza di Africom nel continente, ha impedito agli Usa di trovarla.<br />
Come ultima chance gli americani hanno pensato di trovarla nel paese più vicino all’Africa, la Spagna ed esattamente a Rota (Cadice), ma Zapatero si è opposto. Non rimaneva che l’Italia! E il governo Berlusconi è stato ben felice di dare il benvenuto ad Africom a Vicenza e a Napoli. (Nel 2008 il comitato campano Pace e Disarmo aveva scritto un libro dal titolo profetico, Napoli chiama Vicenza, che descrive la pesante militarizzazione del territorio campano dotato di sette basi militari: Usa e Nato!).</p>
<p>Il ministro Frattini ha anche detto che si tratta di «strutture di comando che operano nel quadro Nato». Bugia! Il comando Africom è uno dei sei comandi unificati del Pentagono. Frattini ha anche dichiarato che non ci sono truppe da combattimento, ma solo componenti civili. Altra bugia! Africom è il comando unificato militare statunitense che ha come scopo la lotta al terrorismo e l’addestramento dei militari africani, oltre alla protezione degli enormi interessi americani in Africa .</p>
<p>E proprio per potenziare Africom, gli Usa hanno costituito due nuovi corpi: i Marines per l’Africa (Maforaf) e il Diciassettesimo Stormo dell’aeronautica militare Usa con il nome di Afafrica. Quest’ultimo opererà soprattutto da Vicenza e Sigonella, oggi la più grande base aerea nel Mediterraneo. Le forze armate Usa hanno fatto già sapere che 750 militari verranno assegnati a Napoli e a Vicenza. Frattini ha anche detto che la scelta del governo è stata presa dopo aver informato i paesi africani che hanno espresso grande supporto per questa decisione! Strana democrazia quella del governo Berlusconi che tiene nascosta una tale decisione al parlamento e consulta invece i governi africani!</p>
<p>Il nostro governo dando il suo consenso a Washington contribuisce alla nuova operazione di stampo coloniale mirante al controllo delle aree strategiche dell’Africa.</p>
<p>Le domande che sorgono sono molte e inquietanti sia per il nostro governo e parlamento, sia per le amministrazioni della Campania e di Napoli, sia per la chiesa italiana.</p>
<p><strong>Governo e parlamento</strong><br />
In quali sedi e con quali procedure è stata presa questa decisione di grande importanza strategica?<br />
Perché il parlamento italiano non è stato informato e non c’è stato nessun dibattito parlamentare? Il Pd ha qualcosa da dire a riguardo? Oppure c’è un accordo bipartisan su tutto questo?</p>
<p><strong>Regione Campania e Comune di Napoli</strong><br />
La Regione campana, nella persona del suo presidente Bassolino, è stata almeno consultata?<br />
E la sindaca di Napoli, Rosa Iervolino, è stata almeno interpellata, dato che Africom sarà posizionato a Napoli?</p>
<p><strong>Chiesa italiana</strong><br />
Come mai che la Cei non ha alcuna parola da dire su scelte militaristiche così scellerate?<br />
Come mai gli istituti missionari e le realtà missionarie laicali come la Focsiv non reagiscono a decisioni militaristiche così gravi? Come facciamo ad inviare missionari, suore, laici in Africa se non denunciamo scelte come queste che rendono l’Africa sempre più schiava e sfruttata? Se, come missionari, vogliamo proclamare Buona Novella ai poveri, dobbiamo avere il coraggio di denunciare con forza queste virate militaristiche del nostro governo. Non è questa la missione globale a cui come missionari siamo chiamati?</p>
<p>Mi aspetto una presa di posizione pubblica da parte degli istituti missionari operanti in Africa.<br />
A tutti chiedo di inviare una e-mail al ministro degli esteri Franco Frattini e al ministro della difesa Ignazio La Russa, protestando per la scelta di Africom a Vicenza e a Napoli.</p>
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		<title>Gaza, Caschi bianchi: &#8221;Ora la gente corre ad arruolarsi nelle file di Hamas&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 18:47:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo gli operatori dell&#8217;associazione Papa Giovanni XXIII è &#8221;il risultato della violenza spropositata dell&#8217;offensiva militare israeliana&#8221;. Capannini: &#8221;Bisogna togliere motivi agli integralisti e a chi semina violenza&#8221;</em></p>
<p>RIMINI &#8211; &#8220;In queste ore a Gaza la gente corre ad arruolarsi nelle file di Hamas. Ce lo dicono le nostre fonti e i nostri amici palestinesi che vivono là. È il risultato della violenza spropositata dell&#8217;offensiva militare israeliana: su queste premesse sarà quasi impossibile costruire una pace futura”. È il monito di Alberto Capannini, dell&#8221;associazione Papa Giovanni XXIII, che ha operato a lungo a Gaza e nelle città israeliane di confine con il progetto “Caschi bianchi”, ed è in contatto costante con i suoi quattro volontari attualmente impegnati in Cisgiordania con l’Operazione Colomba, il corpo nonviolento di pace dell&#8217;associazione.<br />
<span id="more-852"></span><br />
Secondo le testimonianze raccolte in questi giorni, dice Capannini, “tra i palestinesi della Striscia di Gaza c’è un diffuso senso di impotenza, frustrazione e incredulità di fronte alla violenza dell’attacco militare di terra israeliano. Si parla di 780 vittime finora, almeno un terzo civili, un centinaio i bambini, come quelli della scuola dell’Onu colpita ieri dal fuoco di un tank”. Ma oltre a cercare di sopravvivere e scappare, molti giovani palestinesi “corrono ad arruolarsi con gli integralisti di Hamas. È purtroppo questo il risultato che Israele ottiene – continua Capannini – quando pensa di costruire la pace sulle stragi, sull’umiliazione del nemico, sulla prova di forza. Una pace costruita su queste basi non ha futuro. La violenza dell’esercito israeliano in queste ore colpisce in modo cieco soprattutto i poveri e i civili inermi. E non fa che chiamare altra violenza”.</p>
<p>“Non abbiamo alcuna simpatia per Hamas – precisa l’esponente di Operazione Colomba – e per ogni forma di terrorismo e integralismo. Condanniamo i lanci di razzi palestinesi verso le città israeliane di confine come Sderot, dove pure abbiamo operato a fianco della popolazione civile e dei familiari delle vittime. Ma questa reazione israeliana non è commisurata all’attacco subito, e inasprisce l’odio. Bisogna invece togliere motivi agli integralisti e a chi semina violenza. Per questo è essenziale per prima cosa fermare l’offensiva di Israele: non basta l’annunciata apertura di un corridoio umanitario per poche ore al giorno”.</p>
<p>Quattro volontari di Operazione Colomba si trovano attualmente in Cisgiordania a Tuwani, un villaggio a sud di Hebron, dove svolgono opera di mediazione nonviolenta tra palestinesi e coloni israeliani. “In queste ore – dice Capannini – i nostri volontari stanno andando a Sderot, e di lì tenteranno di arrivare a Gaza per raggiungere le persone che conosciamo e portare aiuti e cibo ai civili palestinesi sotto l’offensiva. Ma sarà difficile riuscire a entrare nella Striscia”. (lb)</p>
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		<title>Associazioni ad Assisi per chiedere il &#8221;cessate il fuoco&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 18:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tante le adesioni all&#8217;appello promosso da Acli, Arci e Legambiente per la partecipazione alla manifestazione promossa dalla Tavola della Pace. &#8221;Quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che si decida di intervenire?&#8221; ROMA &#8211; Tantissime, e continuano ad arrivare, le adesioni all’appello promosso da Acli, Arci e Legambiente insieme ad altre organizzazioni nazionali, gruppi locali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tante le adesioni all&#8217;appello promosso da Acli, Arci e Legambiente per la partecipazione alla manifestazione promossa dalla Tavola della Pace. &#8221;Quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che si decida di intervenire?&#8221;</em></p>
<p>ROMA &#8211; Tantissime, e continuano ad arrivare, le adesioni all’appello promosso da Acli, Arci e Legambiente insieme ad altre organizzazioni nazionali, gruppi locali, personalità, famiglie, cittadini e cittadine. Un appello rinnovato per raccogliere l’invito lanciato oggi dalla Tavola della Pace per incontrarsi ad Assisi sabato 17 gennaio (ore 10).<br />
<span id="more-848"></span><br />
“Iniziamo a costruire nelle nostre città, nelle nostre comunità, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, una grande partecipazione – affermano &#8211; per essere in tanti e tante ad Assisi e gridare: ‘C’è un modo per evitare il massacro di civili. C’è un modo per salvare il popolo palestinese. C’è un modo per garantire la sicurezza di Israele e del suo popolo. C’è un modo per dare una possibilità alla pace in Medio Oriente. C’è un modo per non arrendersi alla legge del più forte e affermare il diritto internazionale’.</p>
<p>Cessate il fuoco in tutta l’area; ritiro immediato delle truppe israeliane; fine dell’assedio di gaza; protezione umanitaria internazionale”.</p>
<p>Nell’appello la Tavola della Pace afferma: “Quanti bambini, quante donne, quanti innocenti dovranno essere ancora uccisi prima che qualcuno decida di intervenire e di fermare questo massacro? Quanti morti ci dovranno essere ancora prima che qualcuno abbia il coraggio di dire basta? La guerra deve essere fermata ora. Non c’è più tempo per la vecchia politica, per la retorica, per gli appelli vuoti e inconcludenti – continua -. E’ venuto il tempo di un impegno forte, autorevole e coraggioso dell’Italia, della comunità internazionale  e di tutti i costruttori di pace per mettere definitivamente fine a questa e a tutte le altre guerre del Medio Oriente. Senza dimenticare il resto del mondo. Giovani, donne, uomini, gruppi, associazioni, sindacati, enti locali, media, scuole, parrocchie, chiese, forze politiche: a ciascuno si chiede “di fare qualcosa!“</p>
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		<title>A Capodanno marcia della pace a Firenze</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 14:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una marcia per la pace nel centro della città. Partirà da Ponte Vecchio l&#8217;iniziativa organizzata dalla Comunità di Sant&#8217;Egidio insieme ad altre associazioni, in programma il 1° gennaio FIRENZE &#8211; Una marcia per la pace nel centro di Firenze. E&#8217; quella organizzata per il primo dell&#8217;anno dalla Comunità di Sant&#8217;Egidio insieme ad altre associazioni, movimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una marcia per la pace nel centro della città. Partirà da Ponte Vecchio l&#8217;iniziativa organizzata dalla Comunità di Sant&#8217;Egidio insieme ad altre associazioni, in programma il 1° gennaio</em></p>
<p>FIRENZE &#8211; Una marcia per la pace nel centro di Firenze. E&#8217; quella organizzata per il primo dell&#8217;anno dalla Comunità di Sant&#8217;Egidio insieme ad altre associazioni, movimenti e comunità. Il 1° gennaio, infatti, si celebrerà la Giornata Mondiale della Pace, tradizione iniziata da papa Paolo VI nel 1968, ai tempi della guerra in Vietnam, per dire al mondo che i cristiani sono contro la guerra, comunque e in qualunque circostanza.</p>
<p> <span id="more-835"></span></p>
<p>Un messaggio ribadito da papa Benedetto XVI nel messaggio del primo gennaio di quest&#8217;anno. “La Comunità di Sant&#8217;Egidio &#8211; spiegano gli organizzatori &#8211; vuole far giungere il suo sostegno alle parole del Papa e alla sua sollecitudine per la pace nel mondo, ancora tanto diviso e segnato da guerre, ingiustizie, povertà e violenze. Vogliamo ricordare tutte le terre che attendono la fine della guerra, fonte di sofferenza per tanti popoli e &#8216;madre&#8217; di tutte le povertà e la fine del terrorismo”. Un corteo attraverserà il centro della città a partire da Ponte Vecchio. </p>
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