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	<title>Portale Solidale &#187; Pace</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Telethon: donazioni via BNL, la banca del gruppo più armato d’Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 07:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[3° settore]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>

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		<description><![CDATA[“Prima che nella trasparenza e nell’efficienza dell’organizzazione, il segreto di Telethon sta nelle sue persone. Familiari di bambini malati, ricercatori, volontari. Sono loro i nostri eroi. Ed è grazie a loro che la prospettiva di una cura si avvicina ogni giorno di più. Sono certo che i telespettatori ascolteranno le tante testimonianze e non faranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Prima che nella trasparenza e nell’efficienza dell’organizzazione, il segreto di Telethon sta nelle sue persone. Familiari di bambini malati, ricercatori, volontari. Sono loro i nostri eroi. Ed è grazie a loro che la prospettiva di una cura si avvicina ogni giorno di più. Sono certo che i telespettatori ascolteranno le tante testimonianze e non faranno mancare la donazione, nonostante il periodo di crisi. Perché la ricerca non può aspettare”. Lo <a href="http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2011/12/14/visualizza_new.html_13780148.html" target="_blank">ha detto ieri Luca Cordero di Montezemolo</a>, presidente della Fondazione Telethon, introducendo la ventiduesima edizione di <a href="http://www.telethon.it/" target="_blank"><strong>Telethon</strong></a>, la maratona televisiva in onda sulle reti Rai da domani fino a domenica 18.</p>
<p><span id="more-1782"></span></p>
<p>Non ho motivo di dubitare della trasparenza di Telethon: <strong>i suoi bilanci</strong>, nei quali ogni anno la fondazione spiega come ha investito i soldi donati dagli italiani sono certificati da revisori esterni e sono <a href="http://www.telethon.it/chi-siamo/bilancio" target="_blank">disponibili online</a>.</p>
<p>Mi permetto, invece, di sollevare qualche dubbio riguardo alla trasparenza della banca sulla quale <a href="http://www.telethon.it/dona/banca-posta" target="_blank">confluiscono le donazioni</a>: la <strong>Banca Nazionale del Lavoro (BNL)</strong> del gruppo<strong>BNP Paribas</strong>. La BNL è uno dei due “<a href="http://www.telethon.it/chi-siamo/partner/main-partner" target="_blank">partner principali</a>” di Telethon e – come spiega il sito – “è al suo 20° anno di partnership”. “La sua vicinanza a Telethon ha soprattutto realizzato negli anni un modello di responsabilità sociale d’impresa caratterizzato dalla partecipazione volontaria del personale e dall’impegno continuo: la raccolta prosegue tutto l’anno, non solo in occasione della maratona”.</p>
<p><strong>Dal sito della BNL</strong> (gruppo BNP Paribas) si può accedere a <a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/Partnership-E-Eventi/Telethon/welcome-Telethon" target="_blank">numerose informazioni</a> che spiegano questa partnership, scoprire i diversi modi con cui è possibile <a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/Partnership-E-Eventi/Telethon/Sostenere/Donare-tutto-l-anno" target="_blank">donare tutto l’anno</a>, acquistare “<a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/Partnership-E-Eventi/Telethon/Sostenere/prodotti-etici/prodotti-etici" target="_blank">prodotti etici BNL per Telethon</a>”, tra cui la carta prepagata “MyCash BNL per Telethon” e investire in un fondo comune d’investimento solidale denominato “BNL per Telethon”: questo <strong>fondo comune</strong> – <a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/CHI-SIAMO/Responsabilita-sociale/Economia/Prodotti-etici" target="_blank">si legge sul sito</a> – è stato creato dalla BNL nel 2000 ed “osserva una politica d&#8217;investimento che <strong>esclude sia gli Stati</strong> che non rispettano i diritti umani <strong>sia le aziende</strong> che operano in attività lesive della salute, della dignità umana e dell’ambiente”. Una descrizione ineccepibile, accompagnata, tra l’altro, da un dettagliato “<a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/CHI-SIAMO/Responsabilita-sociale/Economia/Codice-etico" target="_blank">Codice Etico</a>” (<a href="http://www.bnl.it/SupportingFiles/Codice_Etico_Parte_VI.pdf" target="_self">in .pdf</a>) che si applica a BNL S.p.A. e alle sue Controllate. <strong>Ma si applica anche al Gruppo BNP Paribas? </strong>(di cui la BNL è parte). Teniamo per il momento la questione in sospeso.</p>
<p>Nel “<strong>Codice Etico</strong>” si legge che “Il Gruppo BNL opera in tema di <strong>commercio di armamenti</strong> nel pieno rispetto della legislazione italiana, che vieta tutte le operazioni riguardanti materiali di armamento che siano in contrasto con la Costituzione, con gli impegni internazionali dell’Italia e con i fondamentali interessi della sicurezza dello Stato”. Segue quindi una specificazione importante: “La Banca si impegna a <strong>limitare le proprie attività</strong> relative alle <strong>operazioni di esportazione</strong> importazione di materiale d’armamento <strong>unicamente a quelle verso Paesi UE e NATO</strong> nell’ambito delle rispettive politiche di difesa e sicurezza” (p. 17): si tratta di una autolimitazione che la BNL ha annunciato già dal 2003. Ma è stata di fatto applicata?</p>
<p>Per saperlo occorrerebbe avere un dettagliato rapporto di queste operazioni attraverso delle relazioni specifiche o i <a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/CHI-SIAMO/Responsabilita-sociale/RSI" target="_blank">Bilanci Sociali della BNL</a>: in questi ultimi, invece, si possono rintracciare solo gli “<strong>importi complessivi</strong>” e le percentuali di “quota di mercato” delle operazioni per “esportazioni definitive” assunte dalla BNL. Si tratta di dati già accessibili attraverso la Relazione annuale della Presidenza del Consiglio sulle esportazioni di armamenti e tecnologie militari italiani e che nulla aggiungono a quanto è, appunto, già disponibile dall’informazione ufficiale e pubblica del Governo.</p>
<p>Le Relazioni della Presidenza del Consiglio, invece, offrono informazioni che i “Bilanci Sociali” della BNL non riportano: e cioè che un’altra banca dello stesso gruppo in cui è incorporata la BNL, la <strong>BNP Paribas-Succursale Italia</strong> (si noti la denominazione) ha assunto operazioni relative all’esportazione di armamenti per importi ben maggiori di quelli della BNL. Vediamo le cifre ufficiali dal 2006 (anno di incorporazione di <a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/CHI-SIAMO/BNL-oggi" target="_blank">BNL nel gruppo BNP Paribas</a>): <strong>nel 2006</strong>, BNP Paribas-Succursale Italia ha assunto operazioni per 290,5 milioni di euro mentre la BNL per 80,4 milioni (si veda dal <a href="http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/relazione2006.html" target="_blank">Rapporto PCM</a> la Tabella “N” <a href="http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/doc/tabelle_AO_relazione_2006.pdf" target="_blank">in .pdf</a>); <strong>nel 2007</strong>, BNP Paribas-Succursale Italia ne ha assunte per 48,4 milioni mentre la BNL per 63,8 milioni (si veda dal <a href="http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/rapporto_annuale.html" target="_blank">Rapporto PCM</a> la Tabella 16 <a href="http://www.governo.it/Presidenza/UCPMA/doc_rapporto_annuale/Tabella_16_2007.pdf" target="_blank">in .pdf</a>);<strong>nel 2008</strong>, BNP Paribas-Succursale Italia ne ha assunte per 91,1 milioni di euro mentre la BNL per ben 1.253,5 milioni (si veda Tabella <a href="http://www.banchearmate.it/2008/Tabella2008_Banche_daRel2009.pdf" target="_blank">in .pdf</a>); <strong>nel 2009</strong>, BNP Paribas-Succursale Italia ne ha assunte per <strong>804,6 milioni</strong> mentre la BNL per 99,4 milioni (si veda Tabella governativa <a href="http://www.banchearmate.it/Tabelle/2009/2009.zip" target="_blank">in .zip</a>) e <strong>nel 2010</strong>, BNP Paribas-Succursale Italia ne ha assunte per <strong>862,4 milioni</strong> mentre la BNL per 96,7 milioni (si veda Tabella governativa<a href="http://www.unimondo.org/content/download/89770/691660/file/TabelleBanche2010.pdf" target="_blank">in .pdf</a>).</p>
<p>In totale fanno per BNP Paribas-Succursale Italia circa <strong>2,1 miliardi</strong> di euro e per BNL circa <strong>1,6 miliardi</strong> di euro che nell’insieme sommano a quasi <strong>3,7 miliardi di euro</strong> pari al 27,8%, cioè più di un quarto, di tutte le operazioni autorizzate agli istituiti di credito nel quinquennio (€ 13,3 miliardi) che collocano il <strong>gruppo BNP Paribas come il primo referente bancario per esportazioni di armamenti italiani</strong>. Non sono spiccioli se si pensa che, in confronto, – <a href="http://www.bnl.it/wps/portal/scopribnl/Partnership-E-Eventi/Telethon/welcome-Telethon" target="_blank">come riporta BNL</a> – “la proficua collaborazione tra BNL Gruppo BNP Paribas e Telethon ha permesso di raccogliere complessivamente 211 milioni di euro”.</p>
<p>Concentrandoci sulle operazioni degli ultimi tre anni si possono fare due considerazioni. Innanzitutto spiccano <strong>1.253,5 milioni di euro di BNL nel 2008</strong>: riguardano, come ho ripetutamente <a href="http://www.unimondo.org/Notizie/Banche-armate-BNL-s-invola-UniCredit-s-imbosca-l-AIAD-s-inalbera" target="_blank">documentato su Unimondo</a>, soprattutto l’esportazione di <strong>51</strong> <strong>elicotteri d’attacco </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AgustaWestland_AW129" target="_blank"><strong>Mangusta alla Turchia</strong></a> (paese della Nato, ma che non brilla per tutela dei diritti civili visto che da diversi anni è sotto esame da parte dell’UE proprio su questo specifico punto). Inoltre sono da considerare gli oltre <strong>1.667 milioni di euro</strong> di operazioni assunte nel biennio 2009-2010 da BNP Paribas-Succursale Italia: purtroppo, appena insediato l’ultimo <a href="http://www.saverianibrescia.com/missione_oggi.php?centro_missionario=notizie&amp;notizia=lettera_a_silvio_berlusconi&amp;id_n=48" target="_blank">Governo Berlusconi ha fatto sparire il lungo elenco di dettaglio</a>delle autorizzazioni bancarie e non mi è quindi possibile specificare i destinatari di queste operazioni. Ma è possibile fare un rilievo: considerato che – sempre secondo i <a href="http://www.unimondo.org/Notizie/Armi-italiane-calano-le-vendite-ma-non-al-Medio-Oriente" target="_blank">dati ufficiali del Governo</a> - <strong>nel 2010 i paesi del Nord Africa e Medio Oriente hanno acquisito armamenti italiani per oltre 1,4 miliardi di euro</strong>, può il gruppo BNP Paribas assicurare (e dimostrare) di non aver assunto alcuna operazione riguardante questi paesi che non solo sono collocati nelle zone di maggior tensione del pianeta, ma che – come hanno dimostrato le numerose rivolte popolari durante il corso di quest’anno tuttora brutalmente represse – sono (stati) governati da regimi dispotici e dittatoriali?</p>
<p>In una parola semplice e chiara: può l’intero gruppo BNP Paribas garantire (e dimostrare) che la politica enunciata nel sopraccitato “Codice Etico” della BNL di autolimitazione rispetto alle esportazioni di armamenti e sistemi militari <strong>si applica anche alla BNP Paribas-Succursale Italia e a livello internazionale a tutte le banche del gruppo</strong>? Non è una faccenda di poco conto visto che la banca opera in Italia così attivamente nel settore dell’export di armamenti e che la Francia (dove ha sede il BNP Paribas) è da almeno cinque anni <a href="http://www.unimondo.org/Notizie/UE-record-di-40-miliardi-di-export-di-armamenti-nel-2009" target="_blank">il maggiore esportatore di armamenti</a> dell’Unione Europea. E che lo stesso partenariato tra <strong>BNP Paribas e BNL</strong> con Telethon in <strong>Francia e in Italia</strong> è ampiamente <a href="http://www.bnpparibas.com/actualites/presse/bnp-paribas-bnl-partenaires-fideles-du-telethon-france-italie" target="_blank">pubblicizzato anche sul sito di BNP Paribas</a></p>
<p>Non vorrei essere frainteso. Non intendo con questo fomentare un’inutile e controproducente campagna di “boicottaggio” di Telethon. Proporrei invece di <strong>scrivere a Telethon invitando l’associazione a chiedere spiegazioni in merito alle operazioni a sostegno dell’export di armamenti svolte da tutte le banche del gruppo BNP Paribas</strong> che operano in Italia e di cui la BNL è parte. Suggerirei ai donatori di annunciare che, in attesa di una risposta, i fondi che si intende destinare a Telethon verranno trattenuti e, in caso di mancata risposta in un tempo ragionevole, devoluti ad altre associazioni con simili finalità ma che chiaramente non si servono di gruppi bancari che mancano di un codice di autoregolamentazione per il settore dell’industria e del commercio degli armamenti</p>
<p><em>“Non ci vogliono troppe parole per fare una buona azione”</em> - scrive <a href="http://www.bnlinaction.it/index.php" target="_blank">BNL nel sito dedicato a Telethon</a>. Non ne servono molte per chiarire la posizione del gruppo BNP Paribas riguardo alle operazioni a sostegno del commercio di armi. Credo che sarebbero ben spese e utili alle associazioni e campagne come Telethon che si appoggiano alla banca. E ai donatori che intendono sostenere iniziative quanto mai necessarie per tutti.</p>
<p><em><strong>Giorgio Beretta</strong><strong> </strong></em><br />
<em><a href="mailto:giorgio.beretta@unimondo.org" target="_self">giorgio.beretta@unimondo.org</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Per approfondire:</h4>
<ul>
<li><em>Beretta, Bonaiuti, Vignarca,</em><em><a href="http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=164" target="_blank">L&#8217;economia armata. La produzione e il commercio di armi: conoscerne i meccanismi per promuovere un’economia di pace</a>, Edizioni Altreconomia, 2011.</em></li>
<li><em>Bonaiuti, Chiara &#8211; Beretta, Giorgio (a cura di), </em><a href="http://www.edizioniplus.it/italiano/AspFiles/libro.asp?codlibro=709" target="_blank"><em>Finanza e armamenti. Istituto di credito e industria militare tra mercato e responsabilità sociale</em></a>, <em>Edizioni Plus &#8211; Pisa University Press, 2010.</em></li>
<li><em>Sito: </em><a href="http://www.vizicapitali.org/" target="_blank"><em>www.vizicapitali.org</em></a><em></em></li>
<li><em>Sito: </em><a href="http://www.banchearmate.it/" target="_blank"><em>www.banchearmate.it</em></a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Manovra economica: tagliate la spesa militare!</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/manovra-economica-tagliate-la-spesa-militare/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Sep 2011 14:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cooperazione sviluppo, Aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra economica]]></category>
		<category><![CDATA[Perugia ad Assisi]]></category>
		<category><![CDATA[spesa militare]]></category>
		<category><![CDATA[tagliate]]></category>

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		<description><![CDATA[Flavio Lotti: &#8220;Sul tavolo della manovra ci devono finire anche queste spese. Ecco dieci ottime ragioni per farlo. Per questo il 25 settembre marciamo da Perugia ad Assisi&#8221;. Non è un discorso ideologico ma decisamente pragmatico. Non è un problema di coscienza ma di utilità pubblica. E&#8217; venuto il tempo di tagliare e rivedere completamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Flavio Lotti: &#8220;Sul tavolo della manovra ci devono finire anche queste spese. Ecco dieci ottime ragioni per farlo. Per questo il 25 settembre marciamo da Perugia ad Assisi&#8221;.</strong><br />
Non è un discorso ideologico ma decisamente pragmatico. Non è un problema di coscienza ma di utilità pubblica. E&#8217; venuto il tempo di tagliare e rivedere completamente la nostra spesa militare. E&#8217; giusto continuare a spendere in questo modo 24 miliardi di euro all&#8217;anno? Ce lo possiamo permettere? E&#8217; questo il modo migliore per garantire la nostra sicurezza? Oppure ce ne sono altri?<br />
<span id="more-1719"></span><br />
La prima domanda che sorge spontanea è: possiamo permetterci di ignorare ancora il problema? La risposta è no: non c&#8217;è un solo capitolo del bilancio dello stato che può passare indenne da una seria revisione pubblica. Tanto più quando si continua a chiedere agli italiani di stringere la cinghia e la discussione sui tagli assomiglia a una guerra balcanica.</p>
<p>Secondo. 24 miliardi sono una somma enorme e ogni tentativo di censurare o stroncare sul nascere anche solo la discussione su questi soldi non è solo attentato non alla democrazia ma un ostacolo insormontabile posto sulla via di uscita dalla crisi. Le spese militari devono dunque essere messe sul tavolo della discussione alla pari di tutte le altre spese dello stato. E&#8217; accaduto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, Francia e Germania. Perché non deve succedere in Italia?</p>
<p>Terzo. La sicurezza è un bene pubblico che deve essere garantito dalle risorse del bilancio dello stato alla pari della salute, dell&#8217;istruzione, della giustizia, ecc. Ma così come non c&#8217;è un solo modo di garantire la salute, l&#8217;istruzione e la giustizia così non c&#8217;è un solo modo di garantire la sicurezza dell&#8217;Italia e degli italiani. Anzi è la stessa concezione di sicurezza che oggi dimostra tutta la sua profonda incapacità di rispondere ai bisogni reali della gente e del paese.</p>
<p>Quarto. Niente è più inutile di una portaerei, un sommergibile o un cacciabombardiere per proteggere i cittadini dalle mafie e dalla criminalità organizzata, dal terrorismo e dalla malavita, dall&#8217;illegalità, dalla corruzione e dalla disoccupazione, dall&#8217;inquinamento o dalla sofisticazione alimentare. Eppure continuiamo a comperare costosissimi sistemi d&#8217;arma e lasciamo i poliziotti senza auto e benzina.</p>
<p>Quinto. Le nostre spese per la sicurezza sono fortemente squilibrate a favore di un modello militare anacronistico, insostenibile e inutilmente offensivo mentre i problemi della sicurezza oggi esigono una pluralità di strumenti in prevalenza preventivi e non militari. Il minimo che bisogna fare è riequilibrare in modo intelligente la spesa per la sicurezza ricordandoci che investire sulla cooperazione, sulla diplomazia (anche popolare) e sull&#8217;intelligence è molto più efficace e redditizio che continuare a costruire costosissime macchine da guerra e mantenere in vita un mastodontico esercito di 180.000 uomini.</p>
<p>Sesto. E&#8217; dunque possibile tagliare le spese militari e aumentare la sicurezza degli italiani, dell&#8217;Europa e del resto dell&#8217;umanità. E&#8217; possibile aumentare la sicurezza tagliando le spese militari e aumentando quelle civili.</p>
<p>Settimo. Ci sono tagli che si possono fare subito e altri che debbono essere pianificati. Ragionevolmente si può partire dalla cancellazione del programma di acquisto dei 131 cacciabombardieri F-35 (costo complessivo di venti miliardi di euro) e dalla completa revisione di tutti i 71 programmi di ammodernamento e riconfigurazione di sistemi d&#8217;arma che ipotecano la nostra spesa militare fino al 2026.</p>
<p>Ottavo. Da rivedere immediatamente sono anche le missioni militari nel mondo e in particolare quella in corso in Afghanistan e in Libia. Per alcuni sono &#8220;uno dei fiori all&#8217;occhiello della politica estera italiana&#8221; che non ci possiamo permettere di toccare pena il nostro declassamento internazionale. Per altri sono solo guerre vietate dalla nostra costituzione incapaci peraltro di risolvere i problemi che pretendono di affrontare. Smettere di fare la guerra ci aiuterà a risanare il debito pubblico meglio di qualunque altro taglio alla scuola, agli enti locali o alle pensioni.</p>
<p>Nove. Procedendo su questa strada dobbiamo ricordare che il mondo è sovrarmato e sovraffamato. L&#8217;anno scorso la spesa militare mondiale ha raggiunto la cifra record di 1.630 miliardi di dollari. Intanto il numero di persone che soffre le pene della fame ha superato il miliardo. Una persona su sei che vive sulla terra è in questa condizione disperata e altre due vivono in condizioni di povertà. E pensare che con 44 miliardi di dollari si potrebbe sfamare il mondo intero. Il paradosso è che questo accade nel mezzo di una gravissima crisi economica mondiale mentre si riducono tutti i fondi per rispondere a tutte le emergenze e le crisi strutturali globali, carestie, fame, miseria, cambio climatico, pandemie. E&#8217; evidente che anche l&#8217;Italia deve contribuire a cambiare strada.</p>
<p>Dieci. Contro la sola ipotesi di revisione della spesa militare si batte da tempo una potente lobby trasversale politico-militare-industriale povera di idee e ricca di complicità mediatiche. <strong>Per convincere i parlamentari a tagliare e rivedere seriamente le spese militari si dovranno mobilitare molte, moltissime persone, in ogni città e in ogni collegio elettorale. Anche per questo invitiamo tutti a marciare domenica 25 settembre da Perugia ad Assisi. Se vogliamo che le cose cambino dobbiamo prendere la parola in tanti e alzare la voce insieme.</strong><br />
<em><br />
Flavio Lotti<br />
Coordinatore Nazionale della Tavola della pace</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Perugia, 31 agosto 2011</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Ufficio Stampa Tavola della pace: Floriana Lenti 338/4770151<br />
email: stampa@perlapace.it &#8211; www.perlapace.it<br />
tel. +39  075 5734830 Fax +39 075 5739337<br />
</em></p>
<p>Articolo di: Flavio Lotti</p>
<p>&nbsp;</p>
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		</item>
		<item>
		<title>DIRETTORE SALA STAMPA MORTE OSAMA BIN LADEN</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 17:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>

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		<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la dichiarazione che segue in merito alle notizie dell’uccisione di Osama Bin Laden: “Osama Bin Laden – come tutti sappiamo – ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>CITTA&#8217; DEL VATICANO, 2 MAG. 2011 (VIS). Padre Federico Lombardi, S.I., Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha rilasciato questa mattina la dichiarazione che segue in merito alle notizie dell’uccisione di Osama Bin Laden:</div>
<div>
“Osama Bin Laden – come tutti sappiamo – ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i popoli, causando la morte di innumerevoli persone, e di strumentalizzare le religioni a questo fine”.</p>
<p>“Di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini, e spera e si impegna perché ogni evento non sia occasione per una crescita ulteriore dell’odio, ma della pace”.</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mondo che vogliamo: inizia il 2 marzo il giro d&#8217;Italia di Emergency per parlare di pace, democrazia e diritti umani e presentare la sua nuova rivista mensile.</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/il-mondo-che-vogliamo-inizia-il-2-marzo-il-giro-ditalia-di-emergency-per-parlare-di-pace-democrazia-e-diritti-umani-e-presentare-la-sua-nuova-rivista-mensile/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 17:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[3° settore]]></category>
		<category><![CDATA[Cooperazione sviluppo, Aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Movimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Trieste a Catania, passando per altre 18 città: dal 2 marzo al 4 aprile, Emergency attraverserà l&#8217;Italia per parlare di pace, uguaglianza, democrazia, informazione. &#8220;Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Trieste a Catania, passando per altre 18 città: <strong>dal 2 marzo al 4 aprile, Emergency attraverserà l&#8217;Italia per parlare di pace, uguaglianza, democrazia, informazione</strong>.<br />
&#8220;<em>Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un&#8217;equa distribuzione delle risorse</em>&#8220;: inizia così Il mondo che vogliamo, il manifesto di Emergency che verrà discusso da Gino Strada &#8211; fondatore dell&#8217;associazione &#8211; insieme con esponenti della cultura e della società civile e con i cittadini che parteciperanno agli incontri che si terranno in molti teatri d&#8217;Italia.<br />
<span id="more-1627"></span><br />
Con questo ciclo di incontri, <strong>Emergency continua un impegno assunto sin dalla sua fondazione</strong>: all&#8217;attività di cura delle vittime della guerra e della povertà, l&#8217;associazione ha sempre affiancato la promozione di una cultura di pace e di rispetto dei diritti umani.<br />
<strong>Un impegno che si sta dimostrando sempre più necessario anche in Italia</strong>: anche nel nostro paese è indispensabile lavorare per impedire che diritti essenziali di tutti &#8211; il diritto a ricevere cure gratuite e d&#8217;eccellenza, il diritto a una scuola pubblica di qualità, il diritto a una pubblica informazione &#8230; &#8211; diventino privilegi di pochi.</p>
<p>Anche per questa ragione<strong>, nasce <em>E</em>, il nuovo mensile di Emergency</strong>. Una rivista bella, utile e intelligente, che approfondisce l&#8217;attualità ispirandosi ai valori che guidano il lavoro dell&#8217;associazione fin dalla sua fondazione: uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, libertà.</p>
<p><strong><em>E</em>, diretto da Gianni Mura e Maso Notarianni, propone approfondimenti, analisi, reportages, inchieste, rubriche e racconti</strong> «per arrivare al cuore, l&#8217;unico punto che riunisce i chirurghi e i poeti», come scrive Gianni Mura nel suo primo editoriale.</p>
<p>Una rivista di grande formato, per dare ampio spazio anche alle immagini: fotografie, fumetti, illustrazioni.</p>
<p><strong><em>E</em> uscirà in edicola ogni primo mercoledì del mese; il primo numero sarà disponibile in tutta Italia a partire dal prossimo 6 aprile</strong>.</p>
<p>È già possibile sfogliare l&#8217;anteprima del giornale e abbonarsi sul sito <strong><a title=" (Questo collegamento aprirà una nuova finestra)" href="http://www.e-ilmensile.it/">www.e-ilmensile.it</a></strong>.</p>
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		<title>43ª Marcia per la Pace: &#8220;Libertà religiosa, via per la pace&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Dec 2010 10:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo cattolico]]></category>
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		<description><![CDATA[La Marcia per la Pace è promossa da: Conferenza Episcopale Italiana &#8211; Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace / Pax Christi / Caritas Italiana Il tema, «Libertà religiosa, via per la pace», riprende il Messaggio di papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale per la Pace del 2011, che si celebrerà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>La Marcia per la Pace è promossa da:</div>
<div>Conferenza Episcopale Italiana &#8211; Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace / Pax Christi / Caritas Italiana</div>
<div>Il tema, «Libertà religiosa, via per la pace», riprende il <a href="http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/cciv4_doc.edit_documento?id_pagina=7416&amp;p_id=15255" target="_blank">Messaggio di papa Benedetto XVI per la Giornata Mondiale per la Pace del 2011</a>, che si celebrerà il prossimo 1 gennaio.</div>
<p><span id="more-1575"></span></p>
<div><strong>PROGRAMMA</strong></div>
<div>17.00</div>
<div><em>Parrocchia dei Salesiani &#8211; via Carlo Alberto 73<br />
</em>Accoglienza di tutti i partecipanti</div>
<div>17.30</div>
<div><strong>Preghiera ecumenica &#8220;La libertà religiosa, ricerca della verità dell&#8217;uomo&#8221;</strong></div>
<div>Presiede S.E. Mons. Giovanni Giudici, presidente di Pax Christi Italia</div>
<div>18.30</div>
<div>Partenza della Marcia</div>
<div>19.00</div>
<div><em>Parrocchia del Crocifisso</em></div>
<div><strong>&#8220;Chiamati alla carità nella verità&#8221;</strong></div>
<div>Presiede S.E. Mons. Giuseppe Merisi, presidente di Caritas Italiana</div>
<div>20.00</div>
<div><em>Chiesa di S. Domenico</em></div>
<div><strong>Tavola rotonda &#8220;Lo sviluppo umano e la libertà religiosa&#8221;</strong></div>
<div>Intervengono:  S.E. Mons. Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione  Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace /  Izzedin Elzir, imam di Firenze / Frida Di Segni Russi, Comunità ebraica  di Ancona</div>
<div>Testimonianza di P. Silvano Zoccarato</div>
<div>21.30</div>
<div><em>Santa Maria della Piazza</em></div>
<div><strong>Adorazione eucaristica<br />
</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div>22.30</div>
<div><em>Cattedrale di San Ciriaco</em></div>
<div><strong>Celebrazione eucaristica</strong> (diretta su TV2000)</div>
<div>Presiede S.E. Mons. Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo</div>
<hr />
<div>Tutti partecipanti sono invitati a vivere la marcia nel digiuno e nella preghiera.<br />
Nella Celebrazione Eucaristica si può donare la propria offerta a favore dell&#8217; &#8220;Opera Segno&#8221; del Congresso Eucaristico.</div>
<hr />
<div>
<div><strong>Informazioni, adesioni e prenotazioni:</strong></div>
<div>Segreteria  organizzativa Comitato Congresso Eucaristico Nazionale Ancona 2011 &#8211;  Tel. 071 2855530 lun-ven 9.00-13.00 e 15.00-18.00</div>
<div><a href="mailto:marciadellapace@congressoeucaristico.it">marciadellapace@congressoeucaristico.it</a> &#8211; <a href="http://www.congressoeucaristico.it/" target="_blank">www.congressoeucaristico.it</a></div>
</div>
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		<title>Programma e note logistiche 1 Marzo 2010</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/programma-e-note-logistiche-1-marzo-2010/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 15:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[3° settore]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito il programma ufficiale della Manifestazione Reggio Emilia, 1 Marzo 2010 “Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia”, espressione dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria, giunta alla sua terza edizione con il coinvolgimento di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che si estende ormai a tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo di seguito il programma ufficiale della Manifestazione <strong>Reggio Emilia, 1 Marzo 2010 </strong><em><strong>“Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia”</strong></em>, espressione dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria, giunta alla sua terza edizione con il coinvolgimento di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che si estende ormai a tutte le regioni d&#8217;Italia, nel segno di un percorso per lo sviluppo, la democrazia e il bene comune.<br />
<span id="more-1390"></span><br />
<strong>SABATO 27 FEBBRAIO<br />
</strong>ORE 10:30 Incontro Interreligioso<br />
ORE 15:30 Convegno<em> “Responsabilità della società civile e dei soggetti economici nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose”</em> – Aula Magna Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia<br />
ORE 21:00 Veglia Ecumenica di Preghiera per la Libertà e la Democrazia contro la ‘ndrangheta e i poteri occulti – Basilica della Beata Vergine della Ghiara</p>
<p><strong>DOMENICA 28 FEBBRAIO<br />
</strong>ORE 15:30 Spettacolo teatrale <em>“La Sindrome di Crono”</em> della cooperativa sociale Cuntrascenzia<em><br />
</em>ORE 17:30 Concerto – Anteprima nazionale di presentazione dell’ultimo lavoro de <em>Il Parto delle Nuvole Pesanti</em>, con la partecipazione dei<em> Mattanza, QuartAumentata, Gasparazzo</em> ed altri ospiti.</p>
<p><strong>LUNEDI 1 MARZO<br />
</strong>ORE 9:00  Interventi dei rappresentanti delle Cabine di Regia nelle scuole di Reggio Emilia<br />
ORE 10:00 Corteo pubblico per le vie cittadine. Partenza dal Monumento ai Martiri del 7 luglio e arrivo in Piazza Prampolini. Risultati dell’Alleanza e programmazione attività future. Saluti delle autorità e interventi dei rappresentanti degli Enti delle Cabine di Regia dell’Alleanza.</p>
<p>Chiediamo agli enti di attivarsi presso le proprie realtà per promuovere il coinvolgimento all&#8217;iniziativa e si sollecita l&#8217;invio, <strong>entro giovedi 18 febbraio, </strong>delle richieste per gli spazi <strong>gratuiti</strong> all&#8217;interno dello stand che verrà allestito.</p>
<p>Riferimenti: Ufficio Comunicazione – Cell. 340.0920981 – Mail: <a href="mailto:1marzo@goel.coop">1marzo@goel.coop</a></p>
<p>In allegato le date, gli orari e le condizioni per i <strong>pullman</strong> che si stanno organizzando per il trasporto dalla Calabria e l&#8217;elenco degli <strong>hotel</strong> che hanno dato disponibilità a riservare le proprie camere su prenotazione presso l&#8217;Agenzia Viaggi Tour Operator “Turismo Responsabile” Numero verde 800 913540 &#8211; Mail: <a href="mailto:agenzia@turismo.responsabile.coop">agenzia@turismo.responsabile.coop</a></p>
<p>Vi è inoltre disponibilità di un<strong> numero limitato </strong>di<strong> posti letto gratuiti</strong> in strutture private, oppure possibilità di pernottamento con <strong>sacco a pelo</strong>, entrambi su richiesta, fino ad esaurimento dei posti disponibili.</p>
<p><em>COMUNICAZIONE, UFFICIO STAMPA, RETE ALLEANZA:<br />
</em>Ufficio Comunicazione del Consorzio GOEL<br />
Tel e Fax 0964.419191 &#8211; Cellulare 340.0920981 &#8211; Mail: <a href="mailto:1marzo@goel.coop">1marzo@goel.coop</a></p>
<p><em>NOTE LOGISTICHE e ISCRIZIONI<br />
</em>Per agevolare l&#8217;organizzazione è gradita l&#8217;iscrizione, compilando la <a href="http://www.consorziosociale.coop/programma_e_note_logistiche_1_marzo_2010">scheda allegata</a> da inviare a: <a href="mailto:1marzo2010.re@goel.coop">1marzo2010.re@goel.coop</a></p>
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		</item>
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		<title>Differenze e pace. A Cosenza un incontro di Stella Cometa</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/differenze-e-pace-a-cosenza-un-incontro-di-stella-cometa/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 19:58:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Ogni uomo è mio fratello”. È questo il tema dell’incontro – dibattito promosso dall’Associazione Stella Cometa Onlus di Cosenza per venerdì 12 giugno, alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione, in Via Popilia, n. 39 (ex deposito delle  ferrovie calabro lucane). L’incontro affronta il tema della diversità, intesa in senso ampio (diversità del colore della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Ogni uomo è mio fratello”. </strong>È questo il tema dell’incontro – dibattito promosso dall’Associazione Stella Cometa Onlus di Cosenza per <strong>venerdì 12 giugno</strong>, alle ore 18:00, presso la sede dell’Associazione, in Via Popilia, n. 39 (ex deposito delle  ferrovie calabro lucane). L’incontro affronta il tema della diversità, intesa in senso ampio (diversità del colore della pelle, dell’orientamento religioso, del ceto sociale) e rientra nel progetto “Tra diluvio e arcobaleno” promosso dall’Associazione.<br />
<span id="more-1223"></span><br />
L’intento è organizzare, ogni anno, un evento che possa <strong>mettere in luce problematiche e speranze del tema proposto</strong>. Parteciperanno <strong>Pino Fabiano</strong> della Caritas diocesana che presenterà un dossier sui bisogni del territorio così da mettere in evidenza tutte le differenze che lo animano; <strong>Anna Maria Vitale</strong>, docente sociologa dell’Università della Calabria e rappresentante di GAO Cooperazione Internazionale che si soffermerà su mondialità e pace e su come l’amore può unire le differenze; <strong>Ibrahima Diop</strong>, giovane senegalese che racconterà la sua esperienza di integrazione nella nostra città tra problemi, incontri positivi e speranze. Durante la manifestazione si terrà un collegamento audio con Don Battista Cimino, missionario impegnato in Africa e a fine serata si potrà gustare anche un <strong>aperitivo</strong> con prodotti del circuito <strong>equo-solidale</strong>.</p>
<p>L’incontro del 12 giugno può essere, inoltre, l’occasione per visitare la mostra “Stellalità – percorso di educazione alla mondialità” allestita presso i capannoni dell’ex deposito ferroviario. Si tratta di una mostra permanente, unica nel suo genere in Calabria, realizzata dall’Associazione Stella Cometa con il sostegno del CSV Cosenza, finalizzata ad educare alla mondialità ed alla convivialità delle differenze soprattutto le giovani generazioni. Tutto l’evento sarà trasmesso in tempo reale sul sito internet www.stellacometa.org.</p>
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		<item>
		<title>MARTEDÌ 02 GIUGNO     2009 A NOVARA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO GLI F-35</title>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 09:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’iter parlamentare per l’approvazione dell’insediamento, a Cameri (NO),  della fabbrica della morte per l’assemblaggio degli F-35 è ormai definito.  A partire dal 2010 inizierà la costruzione del capannone da cui usciranno delle macchine che verranno consegnate a diversi stati che li utilizzeranno per bombardare ed uccidere. Tale impresa industriale-militare viene condotta, con ampio dispendio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’iter parlamentare per  											l’approvazione dell’insediamento, a  											Cameri (NO),  della fabbrica della  											morte per l’assemblaggio degli F-35  											è ormai definito.  A partire dal  											2010 inizierà la costruzione del  											capannone da cui usciranno delle  											macchine che verranno consegnate a  											diversi stati che li utilizzeranno  											per bombardare ed uccidere.</p>
<p><span id="more-1199"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tale impresa industriale-militare  											viene condotta, con ampio dispendio  											di denaro pubblico, dalla  											multinazionale statunitense Lockheed  											Martin in associazione all&#8217;italiana  											Alenia Aeronautica (del gruppo  											Finmeccanica) e coinvolgerà una  											serie numerosa di fabbriche di armi  											e di morte collocate qua e là sul  											nostro territorio. Insomma, il  											riarmo come via d’uscita dalla crisi  											economica, come con la Grande Crisi  											degli anni ‘30 e con la Grande  											Depressione di fine ‘800. Peccato  											che in entrambi i casi questa strada  											abbia condotto a guerre mondiali. Di  											certo, l’impiego dei nuovi  											bombardieri nelle missioni “di pace”  											produrrà distruzione, morte e   											sofferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro gli F-35 sono i perfetti  											strumenti operativi di una sorta di  											gendarmeria mondiale in via di  											perfezionamento: una volta costruiti  											non faranno certo la ruggine in  											qualche hangar italiano o olandese,  											bensì saranno presto adoperati per  											uccidere e distruggere in svariate  											guerre, sia attuali sia future.<br />
Gli F-35 ci costeranno un sacco di  											soldi: circa 600 milioni di euro per  											costruire e attivare la fabbrica di  											Cameri, circa 13 miliardi di euro (a  											rate, fino al 2026) per l&#8217;acquisto  											dei 131 aerei che l&#8217;Italia vuole  											possedere. Del resto è stato già  											speso o impegnato quasi un miliardo  											di euro. E ciò risulta ancor più  											impressionante se si considera la  											grave crisi economica in corso.  											Nessuno può ignorare che, con una  											spesa di questa entità, si  											potrebbero senza alcun dubbio creare  											ben più dei miseri 600 posti di  											lavoro promessi all&#8217;interno dello  											stabilimento di Cameri. Si potrebbe  											altresì intervenire in vario modo  											per migliorare le condizioni di vita  											di tutti: per esempio ampliando e  											migliorando la qualità della spesa  											sociale, tutelando davvero territori  											e città (basti pensare agli effetti  											del terremoto abruzzese), investendo  											in fonti energetiche rinnovabili e  											ridistribuendo reddito.<br />
E poi vogliono costruire gli F-35  											proprio ai confini del parco  											naturale del Ticino, che dovrebbe  											quindi sopportare l&#8217;impatto dei  											collaudi di centinaia e centinaia di  											aerei rumorosissimi e certamente  											inquinanti, con le relative gravi  											conseguenze per la salute e la  											qualità della vita degli abitanti  											della zona, mentre si potrebbe  											riconvertire il sito militare ad uso  											civile.
</p>
<p style="text-align: justify;">In definitiva, siamo contro gli F-35  											perché ci ostiniamo a pensare che  											sia possibile vivere in un altro  											modo: senza aggredire gli altri  											popoli, senza militarizzare il  											territorio ed i rapporti sociali,  											operando perché cessi davvero la  											terribile guerra permanente che  											l&#8217;occidente dei ricchi conduce  											contro i poveri del nord e del sud  											del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti a Novara, quindi, il 02  											giugno  											2009 alle ore 15.00, davanti alla  											stazione ferroviaria in piazza  											Garibaldi. 											Da lì partiremo per  											percorrere le strade della città e  											per gridare forte la nostra  											opposizione all&#8217;ennesima impresa di  											morte.</p>
<p>Contro la militarizzazione dei  												territori, contro le fabbriche  												della morte, contro tutte le  												guerre, per la riconversione dei  												siti militari ad uso civile, per  												un diverso modello economico.</p>
<p class="MsoNormal" align="center">Per adesioni: <a style="text-decoration: underline;" title="blocked::mailto:adesione@nof35.org" href="mailto:adesione@nof35.org"> adesione@nof35.org</a> &#8211; Per  										informazioni:  <a href="mailto:info@nof35.org"> info@nof35.org</a></p>
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		<title>Non stiamo a guardare!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 15:18:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mentre autorità politiche e mass media sembrano dimenticare la drammatica situazione nel paese africano, su Vita.it continuano ad arrivare adesioni all&#8217;appello lanciato. Aderisci anche tu</em></p>
<p style="text-align: left;">Continuano ad arrivare firme all&#8217;appello che  Vita ha lanciato per attivare l&#8217;attenzione di tutte le autorità sulla situazione Nella Repubblica democratica del Congo. <strong>“Non si può stare a guardare”</strong> è stato indirizzato a José Manuel Barroso,  Silvio Berlusconi, Mario Mauro (Vicepresidente Parlamento Europeo), Lamberto Dini (Presidente  Commissione Affari esteri del Senato), a Stefano Stefani (Presidente  Commissione Affari Esteri della Camera). Mauro Mauro è l&#8217;unica tra le autorità che si è attivato immediatamente. Qui l&#8217;intervista rilasciata a <a href="http://beta.vita.it/news/view/view/87542">Vita Magazine</a>. Il silenzio degli altri si commenta da solo.</p>
<p><span id="more-1049"></span></p>
<p style="text-align: left;"><a style="font-size: 1.8em; line-height: 1.6em; color: #333333;" title="Petizione per il Congo" href="http://beta.vita.it/news/view/89675" target="_blank">Qui potete leggere l&#8217;appello e aggiungere la vostra firma</a>.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>LE FIRME ALL&#8217;APPELLO.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://beta.vita.it/news/view/89673">Qui tutte</a> le <strong>ultime firme </strong> che si aggiungono alle oltre 2mila arrivate. Alcuni hanno voluto lasciare anche dei messaggi.</p>
<p style="text-align: left;">«Aderisco all&#8217;appello di Vita per il Congo. Con la mia associazione siamo impegnati a sostenere concretamente una ripresa della vita a Bukavu, nonostante tutto! Tre acquedotti, una maternità e molte attività agricole&#8230;. Grazie a chi ha dato inizio a questa iniziativa!»  <strong>Giampietro Parenti &#8211; Presidente Pace Adesso-Peace Now</strong> – Bologna.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>La Cooperativa Sociale</strong> <strong>I COLORI</strong> di Roseto degli Abruzzi aderisce all&#8217;appello &#8220;Non si può più stare a guardare&#8221; relativo alla drammatica situazione della Repubblica Democratica del Congo.<br />
Il Presidente Marco Lucantoni
</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Giancarlo Sgarbi,</strong> Peschiera Borromeo (Mi): Ho più di 70 anni ,sebbene allora fossi un bambino,ricordo con angoscia gli orrori della guerra , i bombardamenti, lo sfollamento ecc. Sono passati da allora più di 60 anni e per ogni guerra che ripete la storia, provo la stessa angoscia; aderisco perciò all&#8217; iniziativa e dico si faccia il possibile per fermare un nuovo orrore.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>LA SITUAZIONE.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><span style="text-decoration: underline;"><strong></strong></span> Padre Giulio Albanese, nel suo <a href="http://blog.vita.it/africana/"><strong>blog</strong></a> su Vita.it, tiene informati i lettori su quel che sta accadendo. Le ultime notizi riferiscono delle stragi compiute dalle milizie arrivate dall&#8217;Uganda del famigerato Kony. Scrive Albanese«Secondo il computo stilato da Human Rights Watch (Hrw), sarebbero almeno 865 i civili uccisi dallo Lra tra il 24 dicembre scorso e la metà di gennaio».</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://beta.vita.it/news/view/86617">Qui</a> leggi la testimonianza di Edoardo tagliani, cooperatnte di Avsi che ha visstuo nelle zone del conflitto in tutti questi mesi.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>LA CRONOLOGIA.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Gli scontri nel Nord Kivu (Est della R.D.Congo) sono ripresi a metà del 2008.</p>
<p>In <strong>aprile</strong> milizie ruandesi hutu si sono scontrate con truppe governative, causando lo sfollamento di migliaia di civili.</p>
<p>Ad <strong>agosto</strong> un’altra milizia, il Congresso nazionale per la difesa del popolo (Cndp) sotto il comando del generale tutsi Laurent Nkunda, ha compiuto un’avanzata sottraendo terreno alle forze governative e arrivando fino alle porte di Goma, la capitale del Nord Kivu.</p>
<p>A <strong>settembre</strong>, mentre i riflettori dei media internazionali erano puntati sull’assedio compiuto Nkunda a Goma, i famigerati ribelli nordugandesi dell’Esercito di Resistenza del Signore (Lra) hanno sferrato una violenta offensiva nell’Est del Congo, nel distretto di Haut-Uélé, massacrando i civili nei villaggi e rapendo una novantina di bambini per arruolarli.</p>
<p>A <strong>gennaio 2009</strong> il governo congolese ha permesso alle truppe del Ruanda di entrare nel proprio territorio per un’operazione congiunta contro la milizia ruandese Hutu attiva nell’Est del Congo.<br />
Parallelamente, il 23 gennaio, il generale Nkunda è stato arrestato in Ruanda.</p>
<p>Sono proseguite invece le violenze dell’Lra nel distretto di Haut-Uélé. Secondo il computo stilato da Human Rights Watch (Hrw), sarebbero almeno 865 i civili uccisi dallo Lra tra <strong>il 24 dicembre</strong> scorso e la metà di gennaio.</p>
<p>I combattimenti sono stati accompagnati dall’odissea di migliaia di sfollati, intere comunità costrette a spostarsi per sfuggire ai combattimenti, in questo nuovo e sanguinoso capitolo di un conflitto spietato, ribattezzato la “prima guerra mondiale africana” (cinque milioni di morti dal 1998 a oggi): una guerra motivata da ragioni economiche.</p>
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		<title>Contro la base militare Dal Molin, una rete di &#8221;città amiche di Vicenza&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 23:36:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nascerà a breve per dimostrare la solidarietà nazionale e internazionale al comune: L&#8217;annuncio del Coordinamento nazionale enti locali per la pace VICENZA &#8211; Nascerà a breve una rete di &#8220;Città amiche di Vicenza” per dimostrare la solidarietà nazionale e internazionale al comune che dovrà ospitare la nuova ampliata base militare Dal Molin. È quanto annunciato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Nascerà a breve per dimostrare la solidarietà nazionale e internazionale al comune: L&#8217;annuncio del Coordinamento nazionale enti locali per la pace</em></strong></p>
<p>VICENZA &#8211; Nascerà a breve una rete di &#8220;Città amiche di Vicenza” per dimostrare la solidarietà nazionale e internazionale al comune che dovrà ospitare la nuova ampliata base militare Dal Molin. È quanto annunciato oggi dal Coordinamento nazionale enti locali per la pace, che si è riunito in terra vicentina proprio per dare un segnale di vicinanza e di concreto sostegno alla città. Con l&#8217;occasione il direttore degli Enti locali per la Pace, Flavio Lotti, ha annunciato anche un prossimo evento nazionale nella città veneta.<br />
<span id="more-978"></span><br />
La vicenda Dal Molin ormai è nota: da un lato c&#8221;è la decisione di ampliare l’insediamento militare americano, dall’altra la resistenza e l’opposizione al progetto di larga parte della cittadinanza e del sindaco Achille Variati. “Siamo a Vicenza per dire che la questione Dal Molin non è solo un problema di questa città, ma un tema che tocca il riconoscimento della dignità democratica di una comunità” spiega Lotti, che spera in una marcia indietro: “Come per Guantanamo, in questo particolare clima internazionale sottolineato proprio dal nuovo presidente Usa Obama, anche la decisione su Vicenza potrebbe essere rivista e il nostro impegno sarà tutto in questo senso”. Anche dal presidente del Coordinamento Giulio Cozzari arriva l’auspicio che la situazione possa davvero cambiare: “Viviamo una stagione di profonda crisi non soltanto economica, ma anche culturale che richiede gesti e iniziative di speranza, rapporti diversi, relazioni nuove. Proprio per questo siamo convinti di poter fare qualcosa per cambiare il corso delle decisioni. E’ già accaduto e può accadere anche per Vicenza”.</p>
<p>A dimostrazione del sostegno degli enti locali, Variati ha ricevuto in dono i gagliardetti delle città e delle province aderenti al Coordinamento: “Sentire tante città dirsi onorate di essere amiche di Vicenza rinforza me e tutti i cittadini che vorrebbero uscire da questa vicenda a testa alta – è stato il commento del primo cittadino –. Mentre sembrano esaurirsi le vie istituzionali del confronto e dell’approfondimento, anche ambientale, il sentire oggi la vostra presenza dà anche fisicamente il senso di una solidarietà che si è formata attorno a un progetto”. Variati sottolinea anche che “oggi Vicenza sta diventando un simbolo: molti valori e molte speranze s’intrecciano sulla vicenda della base militare. Forse idealmente essere amici di Vicenza in questo momento vuol dire essere amici di un nuovo diritto delle città che qui è stato o pare sia stato violato. La vertenza avrà tempi lunghi, ma noi siamo determinati a proseguire nel nostro percorso”. Fondato nel 1986, il Coordinamento raccoglie 705 enti tra comuni, province e regioni italiane, che rappresentano circa 40 milioni di italiani. (Gig)</p>
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