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	<title>Portale Solidale &#187; Ambiente</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Tetto a pannelli solari da 80.000 m² per il centro ricambi europeo Toyota</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 17:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giorno mercoledì 24 Marzo 2010, Mr Tadashi Arashima, Presidente e Amministratore Delegato di Toyota Motor Europe (TME), insieme al Ministro Fiammingo dell’Energia Van den Bossche, hanno inaugurato ufficialmente l’installazione dei pannelli solari sul tetto del Toyota Parts Centre Europe (TPCE). Con una copertura di 80.000 m², questa rappresenta la più grande installazione di pannelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Il giorno mercoledì 24 Marzo 2010, Mr Tadashi Arashima,  Presidente e Amministratore Delegato di Toyota Motor Europe (TME),  insieme al Ministro Fiammingo dell’Energia Van den Bossche, hanno  inaugurato ufficialmente l’installazione dei pannelli solari sul tetto  del Toyota Parts Centre Europe (TPCE). Con una copertura di 80.000 m²,  questa rappresenta la più grande installazione di pannelli fotovoltaici a  film sottile dell’intero Belgio, con un investimento totale superiore  ai 7 milioni di Euro, in grado di produrre tra il 15 e il 20% del  fabbisogno annuale di elettricità dell’impianto. Come risultato, il TPCE  vedrà una consistente riduzione delle proprie emissioni di CO2 oltre a  un significativo risparmio sulla bolletta dell’elettricità.</em></strong><br />
<span id="more-1460"></span><br />
Grazie alla stretta collaborazione con la Blue  Planet Solar NV, il partner che ha finanziato, costruito e che andrà a  effettuare l’installazione a energia solare, TME ha reso possibile il  montaggio di 12,800 pannelli su un tetto di 80,000 m². Con un  rifornimento massimo di energia pari a 1.84 MW, questi pannelli saranno  capaci di produrre 1,620 MWh all’anno. Ci si aspetta quindi un risparmio  di CO2 pari a circa 1,700 tonnellate all’anno.</p>
<p>“Sono davvero felice di vedere concretizzarsi questo  ulteriore elemento del nostro approccio a 360° relativo alla Leadership  Ambientale”, queste le parole di Mr Arashima. “Il nostro obiettivo  finale di raggiungere ‘zero emissioni’, va ben oltre il semplice  utilizzo del veicolo. L’installazione di questi pannelli solari è  perfettamente in sintonia con lo scopo di TME di ottenere la  sostenibilità per l’intero ciclo di vita dei nostri prodotti.”</p>
<p>“Questo progetto rappresenta un grande esempio di  come il sostegno da parte del governo, insieme alle iniziative  dell’industria, possano confluire in progetti innovativi legati  all’energia rinnovabile. In questo modo, insieme, possiamo raggiungere i  nostri obiettivi, migliorare la qualità dell’aria e ottenere maggiore  sicurezza energetica”, ha quindi proseguito Freya Van den Bossche, il  Ministro Fiammingo dell’Energia. “Il governo fiammingo sta oggi  redigendo la bozza del proprio Piano d’Azione per l’Energia Rinnovabile  del 2020, e questo tipo di investimenti sono per noi i benvenuti.  L’energia solare è una promettente fonte rinnovabile per il futuro”.</p>
<p>L’approccio Toyota alle proprie attività ambientali è  di natura olistica. L’impegno posto nel raggiungimento dello sviluppo  sostenibile rappresenta la pietra miliare dei Principi Guida del gruppo  Toyota. Questi principi condizionano tutti gli aspetti delle attività  dell’azienda. La risposta del TPCE alle sfide ambientali ha avuto inizio  nel 2001 con l’implementazione dello standard ISO 14001, e da allora è  andata avanti senza interruzione. Questa inaugurazione segna un  ulteriore passo in avanti per il continuo sforzo di Toyota nel tentativo  di raggiungere l’ obiettivo, quello delle “zero emissioni”.</p>
<p>Fonte: www.toyota.it</p>
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		<title>La Giornata Nazionale della bicicletta 9 Maggio 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 17:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ll 9 maggio in tutto il Paese si svolgerà la prima edizione della Giornata Nazionale della Bicicletta, un’iniziativa voluta dal Ministero dell’Ambiente per sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere effettivamente realizzabile. La bicicletta è sinonimo di salute, semplicità ed entusiasmo, essendo il primo mezzo di locomozione che ogni bambino riceve nella propria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ll 9 maggio in tutto il Paese si svolgerà la prima edizione della Giornata Nazionale della Bicicletta, un’iniziativa voluta dal Ministero dell’Ambiente per sottolineare come una mobilità alternativa ed ecocompatibile può essere effettivamente realizzabile.</p>
<p>La bicicletta è sinonimo di salute, semplicità ed entusiasmo, essendo il primo mezzo di locomozione che ogni bambino riceve nella propria vita, un simbolo di ecocompatibilità contrario alla frenesia della vita urbana e all’inquinamento grazie all’assenza di emissioni velenose per l’aria.<br />
<span id="more-1443"></span><br />
È una filosofia di vita che va oltre il rispetto per il fisico, ma guarda anche al rispetto per l’ambiente che ci circonda.</p>
<p>La Giornata della Bicicletta vuole essere un’occasione di festa e di riappropriazione da parte della popolazione delle proprie città, troppo spesso preda del traffico caotico e inquinante e dalle quali ci si allontana durante il week end per “cambiare aria”, ma anche un momento di rilancio degli spazi della socialità urbana.</p>
<p>Per una domenica si vuole che sia la città a cambiare aria e che ognuno dia un segnale dedicando al proprio territorio, al proprio paese un momento di partecipazione lasciando a casa l’automobile e inforcando la bicicletta per partecipare con la propria famiglia, con i propri amici ai tanti eventi, iniziative, happening che saranno organizzati in tutte le città che aderiranno alla manifestazione.</p>
<p>Il Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con ANCI e con ANCMA, sta creando il quadro generale di accordi con le associazioni di categoria, con le associazioni di cicloamatori, con le aziende di trasporto che ogni Comune potrà utilizzare e replicare a livello locale.</p>
<p>In questa sezione del sito internet del Ministero sarà possibile trovare l’elenco di tutte le città che aderiranno alla Giornata Nazionale della Bicicletta, scoprire quali sono le iniziative organizzate a livello locale, scaricare le locandine e i manifesti per aderire con il proprio esercizio commerciale alla Giornata, leggere il concorso Bicity 2010 dedicato ai Comuni, consultare il Protocollo d’Intesa fra Ministero e Comuni per la promozione di politiche di sviluppo e mobilità sostenibile nelle città italiane.</p>
<p>Per qualsiasi ulteriore informazione e per rimanere aggiornati con le novità della manifestazione è possibile iscriversi anche al Gruppo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare su <a href="http://www.facebook.com/pages/Rome-Italy/Ministero-dellAmbiente-e-della-Tutela-del-Territorio-e-del-Mare/345136718845">www.facebook.com </a>perché, grazie all’aiuto di tutti, si diffonda la convinzione che LA BICI MOBILITA L’UOMO!</p>
<p><strong>Scade il 30 aprile il termine per l&#8217;adesione alla manifestazione e per la partecipazione al concorso BICITY organizzato in occasione della Prima Giornata Nazionale della Bicicletta.</strong></p>
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		<title>LE AUTO, LE TV, I CONDIZIONATORI E LE LAVATRICI CON L&#8217;ANIMA PIU&#8217; VERDE</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 23:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Districarsi in un mercato dove la concorrenza tra prodotti diversi è spesso basata solo sul prezzo può essere impresa non da poco. EcoTopTen di Legambiente è pensata per offrire al consumatore uno strumento valido di informazione per scelte d&#8217;acquisto più consapevoli e più rispettose dell&#8217;ambiente. Alla classifica delle auto, curata in collaborazione con l&#8217;Associazione Traffico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Districarsi in un mercato dove la concorrenza tra prodotti diversi è spesso basata solo sul prezzo può essere impresa non da poco. EcoTopTen di Legambiente è pensata per offrire al consumatore uno strumento valido di informazione per scelte d&#8217;acquisto più consapevoli e più rispettose dell&#8217;ambiente.<br />
<span id="more-1435"></span><br />
Alla classifica delle auto, curata in collaborazione con l&#8217;Associazione Traffico e Ambiente Svizzera (ATA), si aggiungono da quest&#8217;anno quelle di alcuni elettrodomestici: televisori, lavatrici e condizionatori, stilate con il supporto scientifico dell&#8217;Istituto di Ricerche Ambiente Italia.</p>
<p>Per ogni tipologia di prodotto vengono presentate la top ten dei modelli più ecologici in senso assoluto e le top ten dei modelli con le migliori prestazioni ambientali considerati per categoria (ad es. dalle mini alle monovolume per le automobili).</p>
<p>Ogni graduatoria si basa sulla valutazione di <strong>centinaia di modelli delle principali marche</strong> più vendute sul mercato italiano. Sono stati volutamente esclusi dalla nostra analisi i prodotti con un carico ambientale troppo elevato: per le auto le vetture che superano la soglia dei 180 grammi di emissioni di CO2 per chilometro, per le lavatrici e i condizionatori (solo residenziali) i modelli che non raggiungono almeno la classe AAB e la classe A di efficienza energetica, per i televisori non sono stati ammessi gli apparecchi con schermo al plasma e quelli con un assorbimento di potenza superiore alla soglia di 200 watt in modalità acceso.</p>
<p>EcoTopTen è assolutamente indipendente rispetto ai vari produttori e alla varie etichette: le valutazioni avvengono sulla base delle dichiarazioni delle case produttrici alla cui veridicità ci atteniamo.</p>
<p>Il voto finale assegnato a ogni modello è calcolato tenendo conto di precisi <strong>indicatori di carattere ambientale e sanitario</strong> (per il dettaglio vedi le Istruzioni d&#8217;uso relative a ogni EcoTopTen). Più alto è il punteggio, più il prodotto è preferibile dal punto di vista ambientale. Il voto finale non ci faccia però dimenticare che a contare, prima di tutto, sono le nostre reali necessità: valutiamole bene, solo così faremo buoni acquisti!</p>
<p>Tutti i modelli analizzati sono consultabili attraverso un pratico motore di ricerca interno alle varie Sezioni.</p>
<p><strong>Seleziona la EcoTopTen che ti interessa.</strong></p>
<p><a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/auto/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/auto.png" alt="Ecotopten Auto" /></a> <a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/tv/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/tv.png" alt="Ecotopten TV" /></a> <a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/condizionatori/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/condizionatori.png" alt="Ecotopten Condizionatori" /></a> <a href="http://ecotopten.viviconstile.org/apps/2010/lavatrici/topten/" target="_blank"><img src="http://ecotopten.viviconstile.org/resource/images/loghi/lavatrici.png" alt="Ecotopten Lavatrici" /></a></p>
<img src="http://www.portale-solidale.it/?ak_action=api_record_view&id=1435&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LE AUTO MENO INQUINANTI IN VENDITA SUL MERCATO ITALIANO</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Apr 2010 18:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giunta alla sua quarta edizione, la EcoTopTen Auto 2010 analizza oltre 850 modelli delle principali marche di auto più vendute in Italia nel 2009, compresi i modelli a gas (metano e GPL) ed escludendo quelli con emissioni superiori a 180 grammi di CO2 per chilometro. Tre i parametri fondamentali sulla base dei quali è stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giunta alla sua quarta edizione, la EcoTopTen Auto 2010 analizza <strong>oltre 850 modelli</strong> delle principali marche di auto più vendute in Italia nel 2009, compresi i modelli a gas (metano e GPL) ed escludendo quelli con emissioni superiori a <strong>180 grammi di CO2 per chilometro</strong>.<br />
<span id="more-1431"></span><br />
Tre i parametri fondamentali sulla base dei quali è stata condotta la nostra valutazione: le <strong>emissioni di anidride carbonica</strong>, principale gas serra, la produzione di <strong>sostanze nocive inquinanti </strong>con impatto sanitario e ambientale (criterio che penalizza i motori diesel privi di filtro antiparticolato) e il <strong>rumore</strong>.</p>
<p>Accanto a una graduatoria dei modelli di maggiore successo sul nostro mercato, la EcoTopTen presenta il palmarès dei modelli più ecologici in senso assoluto e le top ten delle auto con migliori performance ambientali considerate per categoria (dalle mini, alle monovolume). Una graduatoria speciale è dedicata alle migliori vetture alimentate a metano commercializzate in Italia.</p>
<p>Dopo due anni di assenza dal vertice della classifica, torna al primo posto delle auto più rispettose dell&#8217;ambiente la nuova <strong>Prius</strong> di casa <strong>Toyota</strong>, l&#8217;ibrida elettrico-benzina che con soli 89 grammi di CO2 per chilometro (contro i 104 della serie precedente) vince la concorrenza delle &#8220;sorelle&#8221; <strong>Honda Insight e Civic</strong>, che scendono al quarto e settimo posto. Si aggiudica la seconda posizione la <strong>mini Toyota IQ</strong> (soli 99 grammi di CO2), prima classificata nel 2009, seguita a breve distanza dalla <strong>Nissan Pixo a Gpl</strong> (96 grammi di CO2), leggera e parsimoniosa nei consumi. In buona posizione, anche le due <strong>Gpl</strong> di <strong>Suzuki</strong>,<strong> Alto</strong> e <strong>Splash</strong>, di classe mini e piccola, che vincono sulla <strong>Daihatsu Cuore Gpl</strong>, al nono posto. Le auto diesel sono rappresentate dalle piccole europee<strong> Smart fortwo</strong> e <strong>VW Polo</strong> in ottava e decima posizione (<strong><a href="http://upload.legambiente.org/viviconstile.org/images/Dossier_EcoTopTen_Auto.pdf">scarica il Dossier</a></strong>).</p>
<p>CLASSIFICA A CURA DI <a href="http://www.legambiente.eu/">LEGAMBIENTE</a> E <a href="http://www.ata.ch/">ATA SVIZZERA</a></p>
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		<title>G8 agricoltura: un vertice contradditorio</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 14:39:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il primo vertice G8 dedicato solo all&#8217;agricoltura, per mettere &#8220;la sicurezza alimentare al centro dell&#8217;agenda internazionale&#8221;. Ma le conclusioni sono astratte e contraddittorie. Sono tante le raccomandazioni e le buone intenzioni contenute nel documento conclusivo dell&#8217;incontro del ministri delle potenze G8 dell&#8217;agricoltura, che si è concluso lunedì 21 aprile, a Treviso. Mettere “l&#8217;agricoltura e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il primo vertice G8 dedicato solo all&#8217;agricoltura, per mettere &#8220;la sicurezza alimentare al centro dell&#8217;agenda internazionale&#8221;. Ma le conclusioni sono astratte e contraddittorie.</em><br />
<span id="more-1183"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Sono tante le raccomandazioni e le buone intenzioni contenute nel documento conclusivo dell&#8217;incontro del ministri delle potenze <a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=12001" target="_blank"><strong>G8 dell&#8217;agricoltura</strong></a>, che si è concluso lunedì 21 aprile, a Treviso. Mettere “l&#8217;agricoltura e la sicurezza alimentare al centro dell&#8217;agenda internazionale”, garantire a tutti l&#8217;adeguato accesso ad acqua e cibo, ridurre la povertà, aumentare la produzione per garantire la sicurezza e la sovranità alimentare: questi i richiami contenuti nel testo. Per fare questo, il documento, che verrà presentato al vertice G8 del prossimo luglio alla Maddalena, chiede ai leader mondiali “di aumentare gli investimenti pubblici e privati nell&#8217;agricoltura sostenibile, nello sviluppo rurale e nella protezione ambientale, in cooperazione con le organizzazioni internazionali”. Un atto dovuto, anche per “affrontare l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici e assicurare la gestione sostenibile dell&#8217;acqua, delle foreste e delle altre risorse naturali, tenendo conto della crescita demografica”.</p>
<p>Le conclusioni del documento sono però molto astratte e rimandano per molte questioni alle “maggiori istituzioni internazionali”, che avranno il compito di concretizzare queste belle intenzioni. Un risultato prevedibile, dato che questo G8 agricolo non era in grado (in quanto non sede ufficiale) di poter prendere delle decisioni tali da impegnare economicamente le grandi potenze. Ma deludente: le premesse per un confronto sembravano reali, e il vertice avrebbe potuto esercitare la propria influente opinione sul G8 ufficiale su questioni molto rilevanti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il documento non appare solo poco concreto: ong, agenzie umanitarie e associazioni denunciano carenze e contraddizioni. Tanto per cominciare, tra i 13 punti di accordo, lo sbandierato richiamo al diritto al cibo non compare mai, anzi viene sostanzialmente contraddetto da un ulteriore invito alla liberalizzazione degli scambi internazionali. Il testo insiste inoltre sulla Global Partnership, un&#8217;evidente contraddizione all&#8217;affermazione di centralità riconosciuta alla FAO. Superficiali e ambigue anche le affermazioni sugli agrocarburanti.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il ministro Zaia, promotore del vertice agricolo, nonostante le promesse, non ha voluto incontrare né le organizzazioni della società civile (le 270 organizzazioni che compongono il Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare) né i rappresentanti delle cinque piattaforme agricole africane che si sono riunite a Roma il 14 e 15 aprile, e che volevano consegnare il documento “Il cibo al centro, l’agricoltura ovunque”, che il comitato ha preparato con la <a href="http://www.whiteband.org/" target="_blank"><strong>Global Coalition Against Poverty</strong></a> (GCAP): proposte concrete per un cambiamento nei rapporti tra paesi ricchi e in via di sviluppo nell’ambito dei accordi commerciali agricoli e di una riforma del modello agricolo, perché diventi sostenibile. Zaia non è riuscito nemmeno ad introdurre nel documento i temi su cui si esprimeva alla vigilia del vertice ministeriale: né sulla speculazione finanziaria, né sulla regolazione degli OGM, nessuna decisione nemmeno sul fondamentale ruolo delle scorte alimentari per le emergenze.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Le polemiche non si fermano qui: se l&#8217;Aiab denuncia l&#8217;impossibilità di prendere decisioni efficaci senza il coinvolgimento delle associazioni di contadini, Oxfam International e Ucodep chiedono una convenzione internazionale legalmente vincolante. Anche perché i ministri dell&#8217;Agricoltura del G8 hanno riconosciuto che non riusciranno a mantenere la promessa di dimezzare la fame nel mondo entro il 2015. Un&#8217;ammissione senza precedenti, ma che, pur sommata alla centralità che il documento assegna all&#8217;agricoltura e ai contadini, non è sufficiente a dare un segnale di volontà concreta per un cambiamento.<br />
<em><strong><br />
Dal sito di Afriradio ascolta la trasmissione <a href="http://www.nimedia.it/afriradio_programmi.asp?prgr=103" target="_blank">Kwanza</a> del 21 aprile, dedicata proprio al vertice agricolo</strong></em>
</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><em><strong>Fonte: </strong></em><a href="http://www.nigrizia.it/doc.asp?ID=12016">www.nigrizia.it</a></p>
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		<title>Il 28 marzo, dalle 20,30 alle 21,30 è l’ Ora della Terra – Earth Hour.</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/il-28-marzo-dalle-2030-alle-2130-e-l%e2%80%99-ora-della-terra%e2%80%93earth-hour/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 11:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[In tutto il mondo grandi città con i loro monumenti, piccoli comuni, aziende e singoli cittadini nelle loro case spengono le luci per chiedere ai grandi della Terra di agire contro i cambiamenti climatici. Un gesto semplice, per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta. Il 31 marzo 2007 Sidney si spegne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tutto il mondo <strong><a href="http://www.wwf.it/oradellaterra/partecipanti.htm">grandi città con i loro  monumenti</a></strong>, piccoli comuni, aziende e singoli cittadini nelle loro case spengono le luci per chiedere ai grandi della Terra di agire contro i cambiamenti climatici. Un gesto semplice, per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta.<br />
<span id="more-1121"></span><br />
Il 31 marzo 2007 Sidney si spegne per un’ora, coinvolgendo 2,2 milioni di cittadini, uniti nel semplice gesto del click dell’interruttore. Nel 2008 il gesto fa il giro del mondo e a rimanere al buio sono 370 città con 50 milioni di click che fanno di Earth Hour un movimento globale per la sostenibilità. Simbolicamente si spengono il Golden Gate Bridge di San Francisco, il Colosseo a Roma, Times Square a New York, il teatro dell’opera a Sidney e centinaia di altre icone. Si organizzano cene a lume di candela, cortei di fiaccole alle Fiji. Va al ‘buio’ la pagina di Google, si abbassano le luci negli studi televisivi dei tg in Australia. La Rete registra con video e foto da tutto il mondo un fenomeno planetario, sostengono l’evento il premio Oscar Cate Blanchett e l’oro olimpico Cathy Freeman.</p>
<p><strong>Quest’anno il WWF con Earth  Hour mira ancora più alto:</strong> oltre 80  paesi, più di  2000 città in tutto il  mondo di cui oltre 100 in  Italia, si sono mobilitati <a href="http://www.wwf.it/oradellaterra/partecipanti.htm">(guarda la mappa)</a>.</p>
<p>Tutti insieme  chiedono con forza ai leader del Pianeta di agire contro i cambiamenti  climatici.</p>
<p><strong>In Italia, il WWF si è posto un grande  obiettivo</strong>. Fare di più dello scorso anno, dare un segnale ancora più forte: perché quest’anno il nostro Paese ospita il G8 e il clima sarà un tema costante nell’agenda internazionale, fino alla Conferenza di Copenaghen prevista per dicembre.</p>
<p><strong>Non a caso il WWF ha definito il 2009 </strong><strong>“Anno  del Clima”</strong>: un anno decisivo per spingere i governi e le istituzioni a compiere le scelte giuste. Un anno che il WWF Italia ha inaugurato <a href="http://www.wwf.it/client/render.aspx?content=0&amp;root=3178">consegnando  un simbolico Calendario del Clima </a>al Presidente della Camera Fini, al Quirinale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Conferenza Stato Regione, ai sindaci di centinaia di comuni e ai Presidenti di 10 Regioni italiane: per ricordare loro che non c’è più tempo da perdere.</p>
<p>Un anno il cui il WWF continua il suo impegno: Earth Hour è infatti una tappa  fondamentale della Campagna <a href="http://generazioneclima.wwf.it/" target="_blank">Generazione  Clima</a> che, al suo terzo anno, si pone l’obiettivo di attivare imprese, istituzioni e cittadini nella lotta ai cambiamenti climatici.</p>
<p><strong>Il 28 marzo è una data cruciale di questo Anno del  Clima. </strong>Ecco perché è importante il coinvolgimento di tutti, anche il tuo. Un impegno che non si limiti allo spegnimento della luce il 28 marzo 2008 dalle 20.30 alle 21.30, ma che si tramuti  in un impegno quotidiano nel risparmio dell’energia e spieghi a chi ti è vicino l’importanza del tuo gesto.</p>
<p>Scegli di stare al fianco del WWF nell’Ora della Terra, <strong><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.wwf.it/oradellaterra/registrati.aspx">conferma che ci sarai anche tu</a></span></strong>.<br />
Ti unirai alle centinaia di migliaia di persone  che hanno già aderito a questo evento.           <strong><a href="http://www.wwf.it/oradellaterra/registrati.aspx"><br />
ADERISCI ORA &gt;&gt;</a> </strong></p>
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		<title>DI DEROGA IN DEROGA L’EMERGENZA RIFIUTI E’ CONTINUA.</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 06:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Web utile]]></category>

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		<description><![CDATA[EVVIVA IL COMMISSARIO PER L’EMERGENZA RIFIUTI, MAGARI A VITA ! NESSUNO HA AVUTO DA RIDIRE, MENTRE REGIONE, PROVINCE E COMUNI TACCIONO: SONO COMPLICI DI QUESTO FALLIMENTO? La fine del commissariamento dei rifiuti in Calabria si allontana sempre di più, tant’è che l’emergenza rifiuti in Calabria viene prorogata al 31 dicembre 2009. Mentre il passaggio immediato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><strong>EVVIVA IL COMMISSARIO PER L’EMERGENZA RIFIUTI, MAGARI A VITA ! </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="center"><strong>NESSUNO HA AVUTO DA RIDIRE, MENTRE  REGIONE, PROVINCE E COMUNI TACCIONO: SONO COMPLICI DI QUESTO FALLIMENTO?</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">La fine del commissariamento dei rifiuti in Calabria si allontana sempre di più, tant’è che l’emergenza rifiuti in Calabria viene prorogata al 31 dicembre 2009. <span id="more-1109"></span>Mentre il passaggio immediato alla gestione ordinaria affidata alle province calabresi, per garantire un percorso di coinvolgimento di responsabilità dei comuni e dei suoi cittadini, non è più un passaggio necessario ed immediato. Si decide di non decidere, e basta la firma di un protocollo di intesa tra Regione, Provincia e Comune per sancire che la volontà di perpetuare il pluridecennale commissariamento, trova tutti d’accordo e tutti complici nel fallimento complessivo della gestione dei rifiuti solidi urbani. Evviva il Commissario per l’emergenza rifiuti …magari, vitanaturaldurante! Sembra essere il motto dei nostri politici. Il 2008 sarà ricordato come l’anno dei <strong>rifiuti</strong>, a partire da Napoli per arrivare a San Giovanni in Fiore dove si è preferito, nonostante svariati impegni annunciati e poi mai mantenuti di far utilizzare in modo permanente la discarica di località Vetrano, accettando i rifiuti aggiuntivi di tanti altri comuni in cambio di un notevole compenso economico. In tempo di vacche magre, i nostri amministratori hanno trovato il modo per fare cassa senza impegnarsi troppo: hanno messo a frutto il nostro territorio. Peccato che anziché fare politiche di gestione del territorio innovative hanno scelto la via della immondizia. Infatti, con l’approvazione del  Protocollo d’intesa, pubblicato sul BURC del 16/12/2008,  tra la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza, il Comune di San Giovanni in Fiore e il Consorzio Vallecrati è stato deciso, tra l’altro, di realizzare in località Vetrano una nuova discarica di almeno seicento mila metri cubi. <span style="font-size: x-small;">Il comune di San Giovanni in Fiore ha tirato le somme e si è affrettato a chiudere la partita, vista la situazione di disastro economico in cui si trovano le casse comunali. Di questo passo, </span>se dovessero permanere le voglie matte di Berlusconi in merito alle Centrali Nucleari, non sarebbe il caso di offrire il nostro territorio per lo smaltimento delle scorie nel sottosuolo silano? Sarebbe, questo, un modo nuovo e concreto per dimostrare il ritorno economico dei rifiuti come risorse, e la possibilità che il nostro comune non vada mai in dissesto finanziario. Le promesse di recuperare dalla vecchia discarica di Vetrano il Biogas sono sparite da ogni protocollo, e nemmeno si cita più l’imminente inizio dei lavori per la realizzazione di un impianto sperimentale di compostaggio. Cosa devono pensare i cittadini di Caccuri e gli ambientalisti come noi che hanno dato ampia e disinteressata disponibilità a darsi da fare per risolvere il problema? A proposito di rifiuti, in questo caso di quelli speciali, e ci riferiamo ai capannoni della ex azienda Silva in località Palla Palla, i cui tetti di <strong>amianto</strong> sono sprofondati e sgretolati oramai da molti anni…è stato informato il Commissario per ‘l’emergenza? Rappresentano o non rappresentano quotidianamente un pericolo costante per la salute dei cittadini? La bonifica dell’area è rimandata al prossimo protocollo d’intesa con il prossimo commissario?. Dopo una nostra denuncia, del 2003, ed il successivo sequestro da parte del GIP nessuno si è mosso per rimuovere, smaltire secondo le norme previste e bonificare il luogo contaminato. Sig. Commissario, in quale tipo di emergenza deve essere catalogata la presenza di eternit-amianto? Ci aiuti Lei, con i suoi poteri straordinari! Con l’ordinanza n° 007742 del  05/03/2009 è stato decretato l’accesso sugli immobili dei proprietari privati, di loc.tà Vetrano, ed effettuare saggi e rilievi sulle aree interessate, per tutto il periodo occorrente alla definizione delle operazioni per la realizzazione della nuova discarica. La raccolta differenziata, attraverso il porta a porta che doveva rappresentare, invece, il valore aggiunto necessario per ridurre drasticamente i rifiuti da portare in discarica e far partire un circuito virtuoso di riconsiderazione dei rifiuti come risorse non contano più nulla. Legambiente Sila attraverso l’impegno del Regionale produrrà un ricorso legale per impedire questo Piano di mera strategia politica. La nostra non è una posizione per dire no alle discariche. Siamo fortemente contrari all’uso esclusivo delle discariche come obiettivo per nascondere il problema.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">
<p style="margin-bottom: 0cm;" align="justify">Legambiente Sila                                                                                         Legambiente Regionale</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;">Il Presidente <em>Giannetto Alessio </em>Il Direttore Regionale  <em>Franco Falcone</em></p>
<img src="http://www.portale-solidale.it/?ak_action=api_record_view&id=1109&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Consumare meglio. Consumare meno</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/consumare-meglio-consumare-meno/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 15:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione economica]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[Web utile]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo l&#8217;invito della sesta edizione nazionale di Fa&#8217; la cosa giusta!, la fiera del conusmo critico e degli stili di vita sostenibili (13 -15 marzo 2009, Fieramilanocity). Nata da un&#8217;idea di Terre di mezzo, giornale di strada e casa editrice, Fa&#8217; la cosa giusta! 2009 ancora una volta mette in mostra progetti, idee, soluzioni per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo l&#8217;invito della sesta edizione nazionale di <strong>Fa&#8217; la cosa giusta</strong><strong>!, la fiera del conusmo critico e degli stili di vita sostenibili (13 -15 marzo 2009, Fieramilanocity).<br />
Nata da un&#8217;idea di Terre di mezzo, giornale di strada e casa editrice, Fa&#8217; la cosa giusta! 2009 ancora una volta mette in mostra progetti, idee, soluzioni per consumare e produrre secondo principi di sostenibilità economica, ambientale e sociale.<br />
L&#8217;attuale crisi economica infatti impone cambiamenti sostanziali nelle modalità produttive e di consumo: a livello globale, aziendale e politico, ma anche individuale e quotidiano.<span id="more-1081"></span><br />
Conviene consumare meglio, e si consumerà di meno: più oggetti di qualità e meno usa e getta, più gusto e meno cibo in scatola; aria più pulita e meno chilometri in auto; più vacanze e meno low cost mordi e fuggi.<br />
I visitatori della fiera potranno incontrare oltre 400 espositori, conoscere progetti, condividere esperienze, partecipare a dibattiti e tavole rotonde. Nella speranza che rimanga loro un&#8217;idea, un consiglio, una strada da percorrere per cambiare il proprio stile di vita&#8230;consumando meglio e meno!<br />
Fa&#8217; la cosa giusta! 2009 La sesta edizione di Fa&#8217; la cosa giusta! dedica la Sezione speciale, un&#8217;area espositiva e di incontro posizionata all&#8217;ingresso della fiera, al tema “La Casa che risparmia”.<br />
Arredamento naturale, bio-edilizia, energie alternative, esperienze di condivisione e gestione di soluzioni abitative, dal co-housing all’housing sociale: queste le sotto-aree della sezione speciale, che cercheranno di mostrare e indicare al visitatore le piccole scelte quotidiane che possono rendere la nostra casa sostenbile!<br />
Ad introdurre la Sezione speciale verrà allestita la seconda edizione di Fa&#8217; la casa giusta!, la mostra itinerante ideata e realizzata in collaborazione con BestUp, primo circuito dell’abitare sostenibile.<br />
La mostra racconta una “CasaGiusta” attraverso prodotti e servizi d’eccellenza selezionati per il loro design, il basso impatto ambientale, la valorizzazione dei saperi artigiani, l’utilizzo di materiali al 100% naturali o riciclati, l’accessibilità e equità nella distribuzione dei ricavi delle vendite. Per toccare con mano le soluzioni già attuabili nelle nostre case e scoprire oggetti di design che sanno unire bellezza, eccellenza e efficienza.<br />
Le sezioni tematiche<br />
Fa&#8217; la cosa giusta! 2009 è suddivisa in 14 aree tematiche:<br />
Pace e Partecipazione; Finanza etica; Formazione e Comunicazione per la Sostenibilità; Turismo solidale; Cooperazione sociale; Commercio equo e solidale; Editoria e produzione culturale; Monelli Ribelli; Eco-prodotti.</p>
<p>La novità dell&#8217;edizione del 2009 è Economia Carceraria, che ospita cooperative sociali e consorzi che operano negli Istituti di pena, dal settore alimentare ai tessuti, dall&#8217;allevamento all&#8217;orticoltura, dall&#8217;informatica alla cartografia.<br />
Crescono invece nei contenuti e nello spazio espositivo le sezioni:<br />
• Critical fashion, una vetrina esclusiva per tutte le realtà impegnate nel connubio tra etica ed estetica. Novità 2009 sarà Selfmade Fashion, un atelier che ospita prototipi, abiti d&#8217;alta moda, creazioni colorate con tinture naturali, accessori costruiti con materiali di riciclo, capi realizzati con tessuti ricavati da filati organici.<br />
• Viaggiare leggeri Associazioni, enti pubblici e imprese profit e non profit impegnate nella diffusione di strumenti di mobilità sostenibile: bicicletta, trasporto pubblico, car sharing, car pooling e apparecchi elettrici e a idrogeno.<br />
• Software Libero e Information Technology Etica Associazioni e aziende che promuovo l&#8217;open source e servizi di comunicazione solidali (telefonia, internet, ecc.): in programma un laboratorio organizzato da Openlabs sull&#8217;uso del software opensource per le aziende del terzo settore e per le scuole.<br />
• Mangia come parli! Aziende agricole, prodotti provenienti da Agricoltura Biologica, a km0, Agricoltura biodinamica. Ma anche cooperative sociali, presidi Slowfood per la salvaguardia della biodiversità, Gruppi d&#8217;Acquisto Solidale (G.A.S.), progetti di educazione all&#8217;alimentazione, prodotti erboristici per uso alimentare.<br />
</strong><strong>Programma culturale</strong><br />
Il programma culturale costituisce il valore aggiunto della manifestazione. Questo ricco calendario di seminari, tavole rotonde, convegni raccoglie infatti le novità, le presenze e gli spunti di maggior interesse di tutte le sezioni di Fa&#8217; la cosa giusta!, offrendo l&#8217;occasione per approfondire l&#8217;informazione sui temi di maggior rilievo, ma anche per condividere e scambiare idee e buone pratiche, in un clima di incontro e convivialità.<br />
Ecco i 4 filoni attraverso i quali si snoderà il programma:<br />
- Parla come mangi!: per conoscere i volti e le storie di chi coltiva e produce bio e a chilometro zero<br />
- SOS crisi globale. Economia, risorse, lavoro: le risposte del mondo solidale<br />
- Dire, fare&#8230;abitare. Una finestra sulla città che cambia: Milano prossima ventura, idee in movimento<br />
- Mondo Terre. L&#8217;informazione a tutto tondo: incontri dedicati al carcere, al turismo responsabile, all&#8217;antimafia fino alle nuove convivenze.</p>
<p>Info pratiche<br />
Venerdì 13 marzo: 09.00 – 20.00<br />
Sabato 14 marzo: 09.00 – 23.00<br />
Domenica 15 marzo: 10.00 – 18.00<br />
Catalogo: 4 euro (valido per l&#8217;ingresso)<br />
Pad. 1 e 2 Fieramilanocity, Milano – P.ta Scarampo</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Per il clima contro il nucleare</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/per-il-clima-contro-il-nucleare/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 16:32:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[La mobilitazione nazionale di Legambiente per un sistema energetico moderno, pulito e sicuro. Il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per promuovere questa decisione ha inaugurato da qualche mese una campagna di disinformazione sulle presunte opportunità che questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="sommario"><strong>La mobilitazione nazionale di Legambiente per un sistema energetico moderno, pulito e sicuro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il governo Berlusconi ha deciso per un ritorno del nucleare nel nostro Paese, con un obiettivo dichiarato di produrre il 25% dell’energia elettrica dall’atomo. Per promuovere questa decisione ha inaugurato da qualche mese una campagna di disinformazione sulle presunte opportunità che questa scelta garantirebbe al nostro Paese. Col nucleare, secondo l’Esecutivo, l’Italia rispetterà l’accordo europeo 20-20-20  per la lotta ai cambiamenti climatici (secondo cui entro il 2020 tutti i Paesi membri devono ridurre del 20% le emissioni di CO2 del 1990, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili al fabbisogno energetico, ridurre del 20% i consumi energetici), ridurrà il costo dell’energia e le importazioni, grazie a delle non meglio identificate centrali di “nuova” generazione, descritte come sicure, pulite e tecnologicamente avanzate.</p>
<p><span id="more-1075"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se l’Italia decidesse di puntare sul nucleare, causa le ingentissime risorse necessarie per sostenere questa avventura, abbandonerebbe qualsiasi investimento per lo sviluppo delle rinnovabili e per il miglioramento dell’efficienza, che sono invece le soluzioni più immediate ed efficaci per recuperare i ritardi rispetto agli accordi internazionali sulla lotta ai cambiamenti climatici, e rinuncerebbe alla costruzione di quel sistema imprenditoriale innovativo e diffuso in grado di competere sul mercato globale, che ad esempio in Germania occupa ormai 250.000 lavoratori.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Legambiente lancia una grande mobilitazione nazionale, fatta di tante iniziative, da organizzare insieme ad una ampia alleanza di sigle associative, ambientaliste e non, con l’obiettivo di rispondere alle bugie del governo e dei nuclearisti, ristabilire la verità sulla dannosità del nucleare e la sua inutilità per il raggiungimento del 20-20-20, alimentare il dibattito a livello territoriale sui due scenari energetici alternativi futuri che devono comprendere (secondo il governo) o meno (secondo noi) la produzione di elettricità dall’atomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la nostra mobilitazione non ci limiteremo a spiegare i motivi della nostra opposizione all’atomo, ma rilanceremo la nostra idea di modello energetico, fondato su politiche di efficienza e sviluppo delle rinnovabili e sul gas come fonte fossile di transizione. Senza il quale l’Italia resterebbe fuori da quel percorso di modernizzazione già intrapreso con successo da altri Paesi, come la Germania e la Spagna, che grazie ad una strategia energetica innovativa usciranno nei prossimi anni dall’era nucleare. Perché solo con una seria politica nazionale e locale, che promuova l’innovazione e renda più efficiente e sostenibile il modo con cui produciamo l’elettricità e il calore, si muovono le persone e le merci, consumiamo energia negli edifici e produciamo beni, l’Italia riuscirà a dare il suo vero contributo alla lotta ai cambiamenti climatici, rispettando la scadenza del 2020 dell’accordo comunitario 20-20-20. Per informazioni: <strong><a href="mailto:scientifico@legambiente.eu">scientifico@legambiente.eu</a></strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/appello.php">Firma l&#8217;appello <em>Per un sistema energetico moderno, pulito, sicuro</em></a></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1113_sitodenuclearizzato.php">Denuclearizza il tuo sito o blog </a></h2>
<h2 style="text-align: justify;"><a title="Consulta questo archivio" href="http://www.legambiente.eu/archivi.php?idArchivio=106&amp;ordine=DESC&amp;back=%2Fdocumenti%2F2008%2F1006_nucleare%2Findex.php">Le iniziative</a></h2>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/nuke_opuscolo.pdf">l&#8217;opuscolo</a></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Richieste di dichiarazione del territorio &#8220;denuclearizzato&#8221;</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/letterasindaco.pdf">lettera  per il sindaco</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/letterapresidenteregione.pdf">lettera per il presidente della regione</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/letterapresidenteprovincia.pdf">lettera per il presidente della provincia</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/deliberatipo_Comune.pdf">delibera tipo per il comune</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/deliberatipo_Regione.pdf">delibera  tipo per  la regione</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/deliberatipo_Provincia.pdf">delibera tipo per la provincia</a></p>
<h2 style="text-align: justify;">Approfondimenti</h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.fonti-rinnovabili.it/">www.fonti-rinnovabili.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.stopthefever.org/section.php">www.stopthefever.org</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.solidarietalegambiente.org/">www.solidarietalegambiente.org</a></p>
<h3 style="text-align: justify;">I dossier</h3>
<p style="text-align: justify;"><span class="pdflink"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/1110_cernobyl.pdf">Speciale Cernobyl</a></span> (La Nuova Ecologia, aprile 2006)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.legambiente.eu/scienza/cdoc/schedaDoc.php?id=4688">Ti ricordi  Cernobyl?</a> (aprile 2006)</p>
<p><a href="http://www.legambiente.eu/scienza/cdoc/schedaDoc.php?id=4702">I problemi  irrisolti del nucleare  a vent’anni dal referendum</a> (nov. 2007)</p>
<p><a href="http://www.legambiente.eu/scienza/cdoc/schedaDoc.php?id=4839">I più  diffusi luoghi comuni sull’energia nucleare  semplici da sfatare</a> (aprile 2008)</p>
<p><a href="http://www.legambiente.eu/scienza/cdoc/schedaDoc.php?id=4865">Il nucleare  non serve all&#8217;Italia</a> (maggio 2008)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.legambiente.eu/scienza/cdoc/schedaDoc.php?id=4883">I costi  nascosti del Nucleare</a> (agosto 2008)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1017_TutteLebugiedelGovernosulClima/LebugiedelGovernosulclima.php">Tutte le bugie del governo sul clima </a>(ottobre 2008)</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/1110_rinnovabili.pdf">Tutta la verità sulle rinnovabili</a> (La nuova Ecologia, ottobre 2008)</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/Dossier_clima_.pdf">12 mesi per salvare il Pianeta</a> (dicembre 2008)</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/1006_nucleare/IsussidichefannomalealPianeta.pdf">I sussidi che fanno male al Pianeta</a> (dicembre 2008)</p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2009/0126_settimanaAmica_clima/coccoKyoto.pdf">Un miliardo e seicentonovantadue milioni  di euro in fumo: l’autogol dell’Italia su Kyoto</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="pdflink" href="http://www.legambiente.eu/documenti/2009/0206_comuniRinnovabili/RapportoComuniRinnovabili2009ok1.pdf">Rapporto Comuni Rinnovabili 2009 </a></p>
<p><a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2009/0218_dossier_noCarbone2009/Stopalcarbone2009-Dossier.pdf" class="pdflink">Stop al carbone 2009 Dossier</a></p>
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		<title>Leggi ambientali: l’Italia arretra</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 16:26:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Legambiente: “Così si favoriscono le illegalità e le ecomafie”. La denuncia dell’associazione al I Forum Ambiente e Legalità organizzato a Roma dall’Osservatorio di Legambiente Sulla tutela dell’ambiente l’Italia sta arretrando e questo rischia seriamente di essere un regalo alle ecomafie e alla criminalità ambientale. E’ questo l’allarme lanciato da Legambiente nel corso del 1° Forum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="sommario">Legambiente: “Così si favoriscono le illegalità e le ecomafie”. La denuncia dell’associazione al I Forum Ambiente e Legalità organizzato a Roma dall’Osservatorio di Legambiente</p>
<p>Sulla tutela dell’ambiente l’Italia sta arretrando e questo rischia seriamente di essere un regalo alle ecomafie e alla criminalità ambientale. E’ questo l’allarme lanciato da Legambiente nel corso del 1° Forum nazionale Ambiente e legalità, che ha visto incontrarsi legislatori, ambientalisti, industria e magistratura per un confronto teso alla semplificazione delle norme ambientali e all’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel codice penale.<br />
<span id="more-1073"></span><br />
“Questo forum – ha dichiarato il sostituto procuratore tribunale di Tivoli e co-presidente Centri di Azione Giuridica di Legambiente, <strong>Luca Ramacci</strong><strong> </strong>- rappresenta un’ottima occasione per un confronto tra i diversi punti vista, dell’impresa, del diritto e della politica sulla legislazione ambientale, che ci auguriamo possa diventare un appuntamento annuale. Un confronto utile non solo a verificare lo stato dell’arte in questa materia, favorendo di una più attenta lettura delle leggi esistenti, ma anche per proporre innovazioni. In tema di ambiente infatti – ha continuato Ramacci &#8211; esistono leggi che <em>non funzionano</em> e che sarebbe stato meglio non fare, come il cosiddetto Testo Unico ambientale. Un codice che dal 2006 ad oggi ha subito una trentina di modifiche che non hanno portato miglioramenti e che si ha intenzione di modificare ancora. Ci sono poi leggi che <em>funzionano troppo</em>, nel senso che prevedono sanzioni sproporzionate e territorialmente circoscritte, come la legge per l’emergenza rifiuti in Campania, che consente di arrestare chi abbandona un rifiuto ingombrante ma lascia inalterate le sanzioni irrisorie previste per altre condotte più dannose per l’ambiente come avviene, ad esempio, per i depuratori comunali fuori legge che continuano ad essere puniti anche con irrisorie sanzioni amministrative. E infine – conclude Ramacci &#8211; ci sono <em>leggi fatte bene</em> ma non applicate, come quella urbanistica che fornisce agli enti locali strumenti efficienti per la repressione dell’abusivismo che però gli amministratori, specie quelli comunali, si guardano bene dall’utilizzare con conseguenze disastrose per l’ambiente ed il patrimonio dell’ente”.</p>
<p>Negli ultimi anni, secondo Legambiente, in materia di legislazione a tutela dell’ambiente sono stati fatti pericolosi passi indietro. A partire dal <strong>disegno di legge sulle intercettazioni</strong> che potrebbe favorire reati di traffico illecito di rifiuti e di incendio boschivo doloso. Questi delitti, infatti,  secondo Legambiente, dovrebbero essere inseriti tra quelli per i quali magistratura e forze dell’ordine possono continuare ad avvalersi di strumenti d’indagine fondamentali, come le intercettazioni, visto che si tratta di reati quasi sempre appannaggio della criminalità organizzata che grazie a queste azioni si arricchisce e alimenta nuovi racket, e che rappresentano uno sfregio spesso irreparabile al territorio e alle comunità che ci vivono.</p>
<p>Ma a preoccupare Legambiente c’è anche la <strong>proroga per la Legge Delega. </strong>Un emendamento dell’esecutivo al ddl 1082 (che si occupa peraltro di materie completamente diverse), già votato in sede di commissioni, che proroga al 30 giugno 2010 il termine per l’emanazione di correzioni e integrazioni in materia ambientale. Legambiente e le maggiori associazioni ambientaliste italiane hanno scritto ai capigruppo del Senato per chiederne la cancellazione perché con un simile emendamento una normativa importante e complessa come quella ambientale sarà dominio pressoché esclusivo del Governo a netto discapito del ruolo del Parlamento.</p>
<p>Così come la delega in bianco al Ministero dell’Ambiente per l’inquinamento industriale che prevede, tra le altre cose, l’istituzione di una procedura alternativa di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di bonifiche e di risarcimento del danno ambientale, che potrebbe togliere la possibilità a enti locali, cittadini, associazioni di avere un ruolo nei procedimenti per danno ambientale e in materia di bonifiche di siti inquinati.</p>
<p>Nell’elenco di Legambiente si ricorda poi il rischio di bracconaggio legalizzato che potrebbe derivare dall’approvazione del cosiddetto <strong>ddl Orsi</strong>.<strong> </strong>Un disegno di legge che dovrebbe riformare la legge 157/92 (attività venatoria) e che invece annulla qualsiasi disciplina e incentiva la caccia libera, per la gioia dei bracconieri. Un’ipotesi basata sulla più totale deregulation, criticata dagli ambientalisti come dalle principali associazioni venatorie.</p>
<p>Il Forum è stata l’occasione per ribadire <strong>la necessità di rendere il crimine contro l’ambiente un delitto </strong>che Legambiente sollecita  da tempo.<strong></strong></p>
<p>“L’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale è stata chiesta a gran voce da ambientalisti ma anche legislatori, industria e magistratura – ha dichiarato <strong>Sebastiano Venneri</strong>, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente &#8211; ma il disegno di legge giace ancora in Parlamento da ben tre legislature. Occorre che la politica faccia la sua parte – ha proseguito Venneri &#8211; e si assuma la responsabilità di fare leggi che servono, perché per sconfiggere i crimini ambientali è necessario uno sforzo comune. Le forze dell’ordine fanno la loro parte con le operazioni di controllo e repressione, i magistrati con le inchieste, gli ambientalisti e i cittadini con la denuncia  ma occorrono regole e pene certe per non vanificare questi sforzi. Chi inquina deve pagare sanzioni certe. Contro chi commette crimini ambientali, infatti – aggiunge Venneri &#8211; non esiste miglior deterrente che la certezza di dover pagare. Lo dimostra il fenomeno dell’abusivismo edilizio, che pur rimanendo un’attività prospera nel nostro Paese, si è attenuato anche grazie alla certezza delle demolizioni”.</p>
<p>La lotta all’ecomafie continua ad essere una battaglia centrale per Legambiente che a questa dedica  non solo il <em>Rapporto Ecomafia</em> ma anche campagne come <em>Pagateci il danno</em>, per una grande azione legale, corale e organizzata in difesa di coloro che hanno subito gli effetti dei traffici illeciti delle ecomafie,<strong> </strong>soprattutto nel settore dei rifiuti. E ancora <em>“Il No Ecomafia Tour”</em> la campagna itinerante di sensibilizzazione contro l’illegalità ambientale rivolta a studenti e cittadini. E infine <em>Salvaitalia </em>con la quale vengono assegnati a fini sociali dei beni confiscati alla mafia.</p>
<p>Legambiente non dimentica poi l’importanza delle istituzioni nella lotta all’ecomafie e per questo continua a chiedere l’intervento del Parlamento: dall’emendamento sul traffico illecito di rifiuti e incendi nel ddl intercettazioni, all’istituzione del Comitato navi dei veleni, perchè sia fatta luce sui misteriosi affondamenti di navi cariche di rifiuti tossici e radioattivi avvenuti nel Mediterraneo.</p>
<p>Il Forum organizzato presso il <strong>N<em>uovo Cinema Aquila a Roma</em></strong><em>, luogo simbolo della lotta alla mafia visto che è un bene a questa confiscato, </em>ha visto la partecipazione di Luca Ramacci<strong> </strong>sostituto procuratore tribunale di Tivoli e co-presidente Centri di Azione Giuridica di Legambiente, Massimiliano Montini, docente Diritto Ue e Diritto Internazionale dell’Università degli studi di Siena, Aldo Fiale,  consigliere Corte Suprema di Cassazione, Sebastiano Venneri, responsabile Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, Enrico Fontana giornalista esperto di ecomafia, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente, Fabio Granata, vicepresidente della Commissione Antimafia, deputato PdL, Ivanhoe Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia e Ermete Realacci,  Responsabile Ambiente del Partito Democratico.<em></em></p>
<p><strong>Il Forum è  realizzato in collaborazione con <a href="http://www.lexambiente.it/">www.lexambiente.it</a> e <a href="http://www.lanuovaecologia.it/">www.lanuovaecologia.it</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L’Ufficio stampa Legambiente (06.86268379-76-53-99)</p>
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