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	<title>Portale Solidale &#187; Razzismo, Intolleranza</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Zanotelli: «i Cie sono lager»</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 22:31:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Crimini di guerra]]></category>
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		<description><![CDATA[«Passate pure sul mio corpo» dice padre Alex Zanotelli, che pur di non permettere il trasferimento di un gruppo di nove migranti dalla Questura di Napoli al Cie di Brindisi, ha deciso di pagare di persona, sfidando un agente che lo ha atterrato. Il racconto di Zanotelli nell&#8217;intervista audio integrale. Agenti armati di manganelli hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>«Passate pure sul mio corpo» dice padre Alex Zanotelli, che pur di non permettere il trasferimento di un gruppo di nove migranti dalla Questura di Napoli al Cie di Brindisi, ha deciso di pagare di persona, sfidando un agente che lo ha atterrato. Il racconto di Zanotelli nell&#8217;intervista audio integrale. </strong><br />
<span id="more-1437"></span><br />
Agenti armati di manganelli hanno caricato mercoledì sera, un centinaio di esponenti del Forum antirazzismo di Napoli, tra cui il missionario comboniano padre Alex Zanotelli, che protestavano davanti all&#8217;Ufficio immigrazione della questura di Napoli, contro il trasferimento nel Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi di nove migranti africani, tre dei quali sarebbero minorenni.</p>
<p>I nove ragazzi africani erano stati trovati a bordo della nave &#8220;Vera D&#8221;, battente bandiera liberiana, ed erano saliti a bordo mentre la nave era attraccata in Costa d&#8217;Avorio. Dopo circa una settimana di mare, senza cibo, sono stati scoperti, all&#8217;arrivo nel porto partenopeo.</p>
<p>La questura, dopo aver registrato i migranti, originari della Nigeria e del Ghana, ha deciso di mandare al Centro di identificazione ed espulsione di Brindisi (Cie), i giovani richiedenti asilo. Tutti, anche tre presunti minori.<br />
Padre Zanotelli era in prima linea per impedire il trasferimento dei ragazzi africani. Un poliziotto lo ha aggredito, buttandolo a terra.</p>
<p>A suscitare la protesta sarebbe stata, secondo le accuse dell&#8217;associazione, anche una leggerezza del responsabile dell&#8217;Ufficio Immigrazione della Questura, che avrebbe trattato il caso dei minorenni senza considerare l&#8217;ipotesi, prevista dalla legge, di consegnarli ad una struttura di accoglienza diversa dal Cie.</p>
<p>(Il racconto di padre Alex Zanotelli è stato estratto dal programma radiofonico <a href="http://www.afriradio.it/" target="_blank"><strong>Focus</strong></a>, di Michela Trevisan)</p>
<div>Nigrizia &#8211; 16/04/2010</div>
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		<title>Sicurezza: preoccupazione per conseguenze ddl</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 19:15:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domani il voto finale al Senato. Il Governo ha posto la fiducia. Inascoltati tutti gli appelli Roma, 1 luglio 2009 &#8211; Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani si dicono «seriamente preoccupate» per le conseguenze del disegno di legge sulla sicurezza che il Governo ha deciso di blindare con la fiducia anche al Senato, «nonostante i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><em>Domani il voto finale al Senato. Il Governo ha posto la fiducia. Inascoltati tutti gli appelli</em></span></p>
<p><em>Roma, 1 luglio 2009</em> &#8211; Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani si dicono «seriamente preoccupate» per le conseguenze del disegno di legge sulla sicurezza che il Governo ha deciso di blindare con la fiducia anche al Senato, «nonostante i ripetuti appelli alla ragionevolezza &#8211; ricordano le Acli &#8211; promossi in questi mesi dalle organizzazioni sociali e dal mondo ecclesiale».<br />
<span id="more-1262"></span><br />
«Siamo preoccupati &#8211; spiega il presidente nazionale Andrea Olivero &#8211; per le misure restrittive e punitive che il disegno di legge introduce nei confronti dei cittadini immigrati, andando ad agire nella sfera dei diritti fondamentali e della dignità umana: il matrimonio, la salute, la scuola».</p>
<p>«Il Governo dovrà assumersi la responsabilità per aver voluto favorire, nei fatti e nelle intenzioni, un clima pericoloso di paura e di sospetto che alimenterà la clandestinità anziché combatterla, renderà gli immigrati irregolari ancora più invisibili, soprattutto sui posti di lavoro, provocherà forti limitazioni nell&#8217;esercizio dei diritti fondamentali, complicando la vita degli stessi immigrati regolarmente residenti».</p>
<p>Le Acli ricordano che rimane irrisolta la questione delle &#8216;badanti&#8217; irregolari e delle decine di migliaia di famiglie che le ospitano, avendo fatto richiesta di assunzione con il decreto flussi senza aver ricevuto ancora risposta. «Colpisce &#8211; commenta il presidente Olivero &#8211; la totale cecità del governo di fronte a questioni così evidenti come quella delle lavoratrici immigrate che assistono i nostri anziani». «Una cecità &#8211; continua Olivero &#8211; che tradisce un approccio puramente ideologico al tema dell&#8217;immigrazione e, più in generale, una mancanza di visione di futuro, una chiusura al mondo e ai cambiamenti che comunque avvengono e che non si è in grado di governare».</p>
<p><span><strong>Fonte</strong>: <a href="http://www.acli.it">ACLI</a><br />
</span></p>
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		<title>LA CONCEZIONE RAZZISTA</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 04:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Nazismo e l’Ermeneutica del Male. &#8220;La posizione del governo sta rasentando l&#8217;ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante. Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell&#8217;Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nazismo e l’Ermeneutica del Male.</p>
<p>&#8220;La posizione del governo sta rasentando l&#8217;ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante.<br />
Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell&#8217;Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, questo governo ci sta spingendo in un tunnel davvero pericoloso&#8221;&#8230;</p>
<p>Anna Finocchiaro<br />
<span id="more-1202"></span><br />
Nel Mein Kampf, Hitler considera l&#8217;ebraismo come il nemico mortale dell&#8217;umanità “aria” e del cristianesimo, biasimando tutte le diverse correnti politiche e di opinione che si sono scontrate ideologicamente con il nazismo.<br />
Secondo Hitler, il vero ed autentico problema storico consiste nella presenza occulta dell&#8217;ebraismo internazionale che esercita una costante azione corruttrice del popolo tedesco.<br />
Il nazismo tedesco propugna un razzismo assoluto per cui anche l&#8217;umanità femminile ricopre un ruolo degradato e subordinato dove secondo Hitler “le donne sono oggetti, e ornamenti di un mondo di uomini”.<br />
L&#8217;assoluto razzismo di Hitler riconosce l&#8217;esistenza di razze diverse e il pieno diritto della razza superiore di dominare le altre razze nella radicale contestazione dell&#8217;idea di uguaglianza propugnata dal marxismo.<br />
Il concetto di uguaglianza tra gli uomini è considerato da Hitler una corruzione ed intossicazione delle razze, dove il marxismo internazionale avrebbe la responsabilità storica di aver diffuso e propagato il virus dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini.<br />
Da queste considerazioni, il nazismo individua il nesso tra uguaglianza, ebraismo e marxismo nella lotta hitleriana contro l&#8217;uguaglianza tra gli uomini affermata storicamente dalla cultura progressista e riproposta teoricamente dal marxismo, che per la prospettiva nazista, consiste in un elemento di disordine e caos che turba il regolare svolgimento della natura.<br />
Secondo la Weltanshauung nazista, il forte domina sul debole e una razza di padroni avrà il diritto esclusivo di utilizzare le risorse della terra a suo unico vantaggio.<br />
Questa morale, orientata alla lotta per l&#8217;esistenza, viene distorta nel momento in cui si affermano i concetti di uguaglianza tra gli uomini e si rivendicano i diritti inviolabili e inalienabili per i singoli individui.<br />
In base alla concezione nazista, il principio di uguaglianza e la rivendicazione dei diritti universali e imprescindibili della persona scardinano la visione biologica e naturalistica della supremazia della razza forte, introducendo un concetto etico e morale che sovvertirebbe la dialettica naturale dell&#8217;esistenza.<br />
Nei primi decenni del ‘900 era largamente diffusa l&#8217;idea che i problemi economici e sociali tedeschi fossero causati dalla degenerazione genetica di una parte della popolazione tedesca.<br />
Nei primi decenni del secolo, il movimento eugenetico svolse una campagna diffusa per la sterilizzazione obbligatoria delle persone considerate socialmente indesiderabili, tra cui i degenti dei manicomi, gli autori dei reati sessuali, gli epilettici, gli individui con basso quoziente d&#8217;intelligenza e le persone moralmente degenerate.<br />
Il naturalismo razzista propugnato da Hitler diventa una concezione unica con la volontà divina.<br />
La perenne lotta per l&#8217;esistenza con il trionfo del più forte incarna una precisa volontà divina per cui opporsi a questa legge cosmica non solo è contro il naturale svolgimento della vita, ma ponendosi a tutela dei deboli, dei diversi, dei malati, degli antisociali, consisterebbe in una clamorosa violazione della volontà divina contro Dio e contro le leggi naturali.<br />
Hitler critica il marxismo quale strumento politico della congiura ebraica e internazionale per il dominio della massa sui singoli, ricalcando la tradizionale critica reazionaria alla democrazia.<br />
Hitler con il sistematico accostamento tra ebraismo e marxismo vuole colpire la complessa corrente di pensiero e di civiltà, alla base dell&#8217;evoluzione culturale, civile e sociale della tradizione occidentale, rimuovendo dalla coscienza moderna la concezione stessa dell’uguaglianza tra gli uomini, ossia il grave virus che la cultura ebraica, tramite il cristianesimo, ha diffuso nella civiltà occidentale.<br />
Questa idea, inerente l&#8217;uguaglianza degli uomini al cospetto della divinità, fu costitutiva della tradizione cristiana che attuò una rivoluzione culturale ed etica, proclamando l&#8217;uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio.<br />
Questa concezione si radica nella cultura religiosa ebraica da cui è sorto il cristianesimo ed è stata ripresa nel programma politico e sociale del marxismo, in qualità di erede dell&#8217;illuminismo e del giusnaturalismo.<br />
Il razzismo nazista nega radicalmente la concezione dei diritti inalienabili e imprescindibili delle singole persone e dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini e le razze.<br />
Il cristianesimo ha propugnato l&#8217;uguaglianza degli uomini davanti a Dio.<br />
Il giusnaturalismo e l&#8217;illuminismo hanno laicizzato questa concezione religiosa, proclamando l&#8217;esistenza di diritti universali di ogni singolo, uomo e donna e il marxismo ha proclamato con il suo programma sociale, civile ed economico, proprio l&#8217;uguaglianza tra gli uomini, proponendo l&#8217;antitesi più valida e radicale di ogni concezione razzista, affermando l&#8217;utopia della costruzione di un mondo di liberi e uguali.<br />
L&#8217;assolutismo razzista di Hitler agisce in controtendenza rispetto all&#8217;evoluzione civile e spirituale progressista della tradizione occidentale, al fine di far emergere una situazione sociale e biologica per cui il più forte possa dominare sul più debole.<br />
L&#8217;assoluto razzismo hitleriano vuole fare coincidere ebraismo, cristianesimo, illuminismo e marxismo come ideologie colpevoli di difendere il principio egualitario e la connessa concezione dei diritti inalienabili che costituiscono per Hitler il massimo crimine contro la visione del mondo razzista del nazismo.<br />
L&#8217;abbinamento nazista tra ebreo e comunista costituisce una manovra propagandistica, attraverso cui l&#8217;ebraismo internazionale viene identificato ed utilizzato come capro espiatorio di tutti i problemi della nazione tedesca, con la volontà di contrastare il valore del concetto stesso di uguaglianza dei diritti umani, riportando il contesto della razza dominatrice a una concezione aristocratica, biologicistica e virile della vita e della lotta per l&#8217;esistenza.<br />
La concezione razzista del nazismo, teorizzato da Hitler, prevede il dominio universale e totale della razza superiore da realizzarsi non solo con l&#8217;eliminazione sistematica degli ebrei, ma anche con l&#8217;annientamento e la sottomissione di tutti i popoli, le categorie e i gruppi sociali considerati inferiori, contro la deriva della modernità, i cui principi fondanti sono rappresentati dall&#8217;illuminismo e dal programma marxista che, al contrario, prevede la possibile costituzione di una società di liberi ed uguali.</p>
<p>Laura Tussi</p>
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		<title>Ieri i musulmani, oggi i rom: l&#8217;Italia continua a discriminare</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 15:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rapporto Enar. Cambiano i gruppi colpiti, ma non migliora la situazione. Lavoro, casa, scuola e sanità restano i settori più delicati. Crescono affitti e sfratti per i migranti; rom esclusi da istruzione e servizi sanitari ROMA &#8211; Il Rapporto Enar 2007 non mette in evidenza miglioramenti nella situazione delle discriminazioni sulla base della nazionalità, origine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Rapporto Enar. Cambiano i gruppi colpiti, ma non migliora la situazione. Lavoro, casa, scuola e sanità restano i settori più delicati. Crescono affitti e sfratti per i migranti; rom esclusi da istruzione e servizi sanitari</em></p>
<p>ROMA &#8211; Il <a href="http://88.33.89.70/allegati-notizie/ENAR%20Rapporto%20sul%20razzismo%20in%20Italia%202007.pdf">Rapporto Enar 2007</a> non mette in evidenza miglioramenti nella situazione delle discriminazioni sulla base della nazionalità, origine etnica o religione in Italia rispetto all&#8217;anno precedente. In tutti gli ambiti analizzati, le discriminazioni verso migranti e minoranze sono rimaste infatti immutate.  I gruppi maggiormente colpiti da episodi di razzismo sono stati i cittadini romeni, i rom ed i sinti. Vi è stato in questo senso un cambiamento: negli anni precedenti i gruppi maggiormente colpiti erano cittadini non comunitari e persone di fede musulmana, mentre nel 2007 sono i cittadini comunitari o in alcuni casi italiani appartenenti a minoranze (come i rom), in particolare i minori.<br />
<span id="more-749"></span><br />
Nel settore dell’<strong>occupazione</strong> la discriminazione assume diverse forme. Si va dal mancato riconoscimento dei titoli di studio acquisiti nel paese d’origine, all’inserimento dei lavoratori stranieri nei livelli contrattuali più bassi e tra la manodopera generica o di bassa qualifica, all’applicazione di condizioni di lavoro più sfavorevoli e prive delle adeguate norme di sicurezza.</p>
<p>Nel settore delle <strong>abitazioni</strong> continua l’innalzamento dei prezzi degli affitti, che ha determinato nel corso dell’anno un aumento nel numero degli sfratti per morosità tra i cittadini stranieri. Permane la drammatica situazione abitativa dei campi rom, corso del 2007 più volte al centro del dibattito pubblico.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>scuola</strong>, emerge il problema dell’alta concentrazione di alunni stranieri in alcune scuole. A questo proposito, molte sono state le polemiche sollevate dalla circolare del comune di Milano che escludeva dalle scuole dell’infanzia i figli di immigrati irregolari.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>sanità</strong>, il rapporto denuncia le difficili condizioni di salute degli immigrati irregolari e dei rom. Questi ultimi incontrano inoltre grandi difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari, anche quando possiedono un regolare permesso di soggiorno.</p>
<p>Dal punto di vista <strong>legislativo</strong>, nel 2007 le speranze emerse l’anno precedente di veder realizzate alcune importanti modifiche alla normativa sull’immigrazione e sulla cittadinanza vengono meno, anche se nel corso dell’anno vengono emanate alcune circolari che modificano aspetti minori ma significativi della condizione dei cittadini stranieri. Da segnalare anche la procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea nei confronti dell’Italia in merito alla trasposizione della direttiva 2000/43/CE ed il decreto approvato dal governo alla fine dell’anno che ha colpito soprattutto i cittadini romeni e i rom, additati come i responsabili della maggior parte dei crimini.</p>
<p>A quest’ultimo proposito, la rappresentazione negativa dell’immigrazione da parte dei <strong>media</strong> non ha certamente contribuito ha sedare il clima di paura e insicurezza e ha determinato un aumento del livello di xenofobia in Italia. (Carlo Caldarini)</p>
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		<title>Don Ciotti: &#8221;Chiedo perdono a rom e sinti&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 16:55:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Fondatore di Libera: &#8221;Umiliati con la schedatura voluta da questo governo&#8221;. La sicurezza per il sacerdote &#8221;non nasce dalla discriminazione ma dall&#8217;integrazione&#8221; MILANO &#8211; La prima cosa che ha fatto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, di fronte a circa mille studenti delle scuole medie superiori, è stato quello di chiedere perdono. &#8220;Chiedo perdono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Fondatore di Libera: &#8221;Umiliati con la schedatura voluta da questo governo&#8221;. La sicurezza per il sacerdote &#8221;non nasce dalla discriminazione ma dall&#8217;integrazione&#8221;</em></p>
<p>MILANO &#8211; La prima cosa che ha fatto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, di fronte a circa mille studenti delle scuole medie superiori, è stato quello di chiedere perdono. &#8220;Chiedo perdono ai tanti rom e sinti che queste estate sono stati umiliati con la schedatura voluta da questo governo&#8221;, ha detto. Il suo intervento, nell&#8217;aula magna dell&#8217;Università Bicocca, ha concluso l&#8217;ultima tappa del tour lombardo della Carovana antimafie, organizzata insieme ad Arci e a Avviso pubblico. &#8220;Di fronte a queste discriminazioni -ha aggiunto- non serve più solo indignarsi, occorre provare disgusto, bisogna ribellarsi&#8221;. L&#8217;incontro di questa mattina era sui 60 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani e della Costituzione e i diritti negati alle minoranze. &#8220;La storia ci ha insegnato che la sicurezza non nasce dalla discriminazione -ha sottolineato il sacerdote-, ma dall&#8217;integrazione&#8221;.<br />
<span id="more-655"></span><br />
Don Ciotti ha raccontato la sua esperienza di figlio di immigrati veneti a Torino. &#8220;Mio padre era un muratore e il titolare della ditta per cui lavorava ci diede la possibilità di abitare in una delle baracche di uno dei cantieri. A scuola, in prima elementare, non dicevo di vivere in una baracca. Ma poi qualcuno lo ha scoperto e ci furono dei genitori che raccomandarono ai loro figli di non frequentarmi. Mia madre fu costretta a iscrivermi in un&#8217;altra scuola, perché ormai ero stato etichettato&#8221;. Un episodio triste che oggi altri bambini, in Italia, vivono. &#8220;Nel nostro Paese le leggi vengono fatte per garantire i privilegi e non per tutelare le fasce più deboli -ha affermato don Ciotti-. La carovana antimafie ha questo obiettivo: suscitare nelle persone, e soprattutto in voi giovani, la fame di giustizia&#8221;.</p>
<p>In Lombardia la Carovana antimafie, partita il 26 novembre, è passata da Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Pavia, Sondrio, Sesto San Giovanni, Varese, Buccinasco e Milano. Questa mattina sono intervenuti all&#8217;Università Bicocca l&#8217;artista Moni Ovadia (vedi lancio precedente), Valerio Onida (già presidente della Corte Costituzionale), Nando Dalla Chiesa (sociologo e presidente onorario di Libera), Maria Grazia Guida (Casa della Carità), Eva Rizzin (Federazione rom e sinti) e Mihai Mircea Butcovan (scrittore rumeno). Questa sera, alle ore 21, l&#8217;evento di chiusura della Carovana: nella sede della Provincia di Milano (in via Corridoni) interverranno don Luigi Ciotti, Paolo Beni, presidente Arci nazionale, Andrea Campinoti, presidente di Avviso Pubblico, e alcuni parenti delle vittime di mafia. (dp)</p>
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		<title>La proposta</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Oct 2008 07:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione, Minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo, Intolleranza]]></category>
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		<description><![CDATA[Un osservatorio sul razzismo Articolo di Roberto Natale (www.articolo21.info) Felicità vanno cercando (Trento Longaretti) Gad Lerner mette in fila con preoccupazione quelli che chiama “scricchiolii della pacifica convivenza” e invita i Presidenti delle Camere a promuovere un osservatorio parlamentare sul razzismo. Sono scricchiolii che fanno un rumore molto simile a quelli che da tempo si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un osservatorio sul razzismo</strong></p>
<p><em>Articolo di Roberto Natale (<a href="http://www.articolo21.info" target="_blank">www.articolo21.info</a>)<br />
<img src="http://www.guardiagrelesociale.it/tld/www.guardiagrelesociale.it/files/bose longaretti.bmp" alt="bose longaretti.bmp" width="462" height="331" /><br />
Felicità vanno cercando (Trento Longaretti)</em></p>
<p>Gad Lerner mette in fila con preoccupazione quelli che chiama<strong> “scricchiolii della pacifica convivenza” </strong>e invita i Presidenti delle Camere a promuovere un osservatorio parlamentare sul razzismo. Sono scricchiolii che<strong> fanno un rumore molto simile a quelli che da tempo si avvertono nell’informazione.</strong></p>
<p>Non sarebbe giusto né corrispondente al vero caricare tutte le colpe sulle spalle di noi giornalisti: se <strong>nella società italiana ha preso piede e ha fatto fortuna “l’imprenditoria della paura”</strong>, ci sono responsabilità evidenti di partiti che sull’allarme per l’immigrazione hanno prosperato e di altri che ad esso si sono accodati in modo subalterno.  <span id="more-322"></span></p>
<p>Ma <strong>chiamarsi fuori non ci è consentito</strong>: certe campagne politiche hanno potuto dilagare non solo per il consenso esplicito di alcuni giornali che se ne sono fatti portavoce, ma perché <strong>la gran parte dell’informazione</strong> &#8211; anche quella nelle intenzioni distante da strumentalizzazioni sul tema &#8211; <strong>ha accettato acriticamente l’enfasi che veniva posta sui problemi della sicurezza</strong>, dunque una ben precisa gerarchia delle notizie e un determinato tipo di linguaggio.</p>
<p><strong>Uno “scricchiolio” particolarmente preoccupante lo avevamo avvertito nel dicembre 2006, subito dopo la strage di Erba</strong>, quando il tunisino Azouz Marzouk era stato per ventiquattro ore unanimemente indicato come responsabile del massacro. E <strong>altri rumori sinistri li abbiamo sentiti poi nei giorni del delitto della metropolitana di Roma</strong>, nei toni della caccia alla giovanissima rumena che aveva ucciso Vanessa Russo, o dopo l’omicidio della signora Reggiani nei pressi della stazione di Tor di Quinto.</p>
<p><strong>Rumori di una informazione che faceva un mestiere diverso</strong>, che<strong> si trasformava in megafono di slogan altrui</strong>, che tralasciava la verifica dei fatti, che dimenticava di dare lo stesso risalto a episodi egualmente tragici in cui però italiani e immigrati interpretavano a parti rovesciate i ruoli di vittima e di carnefice.</p>
<p><strong>Dal disagio diffuso per questi comportamenti </strong>è <strong>nata la cosiddetta “Carta di Roma”</strong>, cioè il protocollo deontologico sull’informazione in materia di migranti, rifugiati, vittime della tratta, richiedenti asilo. Sindacato e Ordine ci hanno lavorato per un anno, su sollecitazione dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati che proprio dopo Erba aveva chiesto agli organismi di categoria del giornalismo italiano se il razzismo di quella prima reazione alla notizia della strage non meritasse un approfondimento autocritico.</p>
<p>Oggi<strong> la Carta</strong>, approvata tanto dalla Federazione della Stampa quanto dall’Ordine nazionale dei Giornalisti e inviata ai direttori di testata e ai comitati di redazione, <strong>sta a pieno titolo nella cassetta degli attrezzi dei quali ogni giornalista può servirsi</strong> nel lavoro quotidiano. Il testo non chiede una informazione “militante”.</p>
<p>Chiede però di <strong>rispettare la “verità sostanziale dei fatti osservati”</strong> che è alla base della legge professionale, di usare termini giuridicamente appropriati (per questo la Carta fornisce anche un piccolo glossario), di <strong>evitare allarmi ingiustificati e comportamenti superficiali e non corretti,</strong> di saper guardare anche alle cause dei fenomeni. E soprattutto <strong>si propone di lavorare su due terreni essenziali</strong> per tradurre nella pratica di ogni giorno questi principi generali.</p>
<p><strong>Il primo è quello della formazione</strong>: i temi dell’informazione sui migranti entreranno a far parte dei programmi d’esame dei futuri giornalisti e saranno oggetto di iniziative di aggiornamento professionale. <strong>L’altro è il monitoraggio dei nostri giornali</strong>: è stata decisa la costituzione di un Osservatorio indipendente, che verrà presentato entro la fine dell’anno, da realizzare insieme a facoltà universitarie e ad altri soggetti pubblici e privati, così da avere periodicamente un rapporto scientificamente solido per capire cosa ci sia da migliorare nella nostra informazione sul tema e mettere a confronto sui risultati i responsabili dei giornali e le organizzazioni della società italiana che sull’immigrazione operano.</p>
<p>Non vogliamo che il testo rimanga nei cassetti delle nostre redazioni. Documenti professionali nobili ma ininfluenti non servono: servono azioni concrete. <strong>E’ il momento in cui le rappresentanze del giornalismo italiano devono far sentire di aver chiara la loro responsabilità sociale</strong>. Ed il lavoro del nostro osservatorio potrà forse tornare utile anche a chi, nelle istituzioni, guarda con crescente preoccupazione al rischio razzismo.</p>
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		<title>Impronte, il PE: &#8221;Discriminazione fondata su razza e origine etnica&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2008 16:59:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Razzismo, Intolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazione]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category>
		<category><![CDATA[razza e origine etnica]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Parlamento europeo dice &#8221;no&#8221; alla raccolta delle impronte digitali dei bambini rom: &#8221;Inammissibile che per proteggere i minori se ne violino i diritti e si proceda alla loro criminalizzazione&#8221;</strong></p>
<p><span id="more-133"></span></p>
<p>STRASBURGO – Il Parlamento europeo dice ‘no’ alla raccolta delle impronte digitali dei bambini rom prevista del governo italiano. Approvando con 336 voti favorevoli, 220 contrari e 77 astensioni la risoluzione avanzata da socialisti Pse, Verdi, sinistra unitaria Gue/Ngl e liberali Alde, la camera di Strasburgo invita l’Italia “ad astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori, e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte, in attesa dell&#8217;imminente valutazione delle misure previste annunciata dalla Commissione”. Infatti i deputati ritengono che quest’atto “costituirebbe chiaramente discriminazione diretta fondata sulla razza e l’origine etnica, vietato dall&#8217;articolo 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e per di più un atto di discriminazione tra i cittadini dell’UE di origine rom o nomadi e gli altri cittadini, ai quali non viene richiesto di sottoporsi a tali procedure”.</p>
<p>Inoltre l’Eurocamera ritiene inammissibile che per proteggere i minori se ne violino i diritti e si proceda alla loro criminalizzazione: “il miglior modo per proteggere i diritti dei bambini rom è garantire loro parità di accesso a un’istruzione, ad alloggi e a un’assistenza sanitaria di qualità, nel quadro di politiche di inclusione e di integrazione, e di proteggerli dallo sfruttamento”.</p>
<p>Viene poi dato supporto alla tesi già espressa dalla Commissione, secondo cui la presa di impronte costituisce una violazione della direttiva 2000/43/CE sulla discriminazione su base etnica. I deputati ritengono poi preoccupante classificare la presenza di campi rom attorno alle città italiane al pari di una catastrofe naturale, permettendo quindi la delega di poteri speciali ai prefetti. Il caso italiano offre poi all’aula l’occasione di invitare tutti gli Stati membri dell’Ue a rivedere le proprie politiche discriminatorie verso i rom. La Commissione e il Consiglio dovrebbero quindi rafforzare le politiche riguardanti i rom, lanciando una strategia europea al riguardo e dando pieno utilizzo ai fondi Ue disponibili.</p>
<p>Prima del voto, il commissario alla Giustizia Jacques Barrot aveva aggiornato l&#8217;aula sugli ultimi contatti con il ministro Roberto Maroni, spiegando ciò che la Commissione farà per il rispetto della normativa europea.</p>
<p>Barrot ha riferito che in base a quanto affermato dal governo italiano, l&#8217;intenzione sarebbe di raccogliere le impronte unicamente se non è possibile stabilire l&#8217;identità delle persone, mentre per i bambini, si procederebbe solo con l&#8217;autorizzazione di un giudice. Saranno inoltre depennate dal censimento le richieste di indicare l&#8217;etnia e la religione. L’affermazione di Barrot sui chiarimenti avuti con Roma, avrebbe giustificato, secondo Manfred Weber (del centrodestra Ppe, e autore della direttiva sui rimpatri dei migranti), un rinvio del voto, sostenuto anche da Roberta Angelilli (Alleanza nazionale), che riteneva la risoluzione “tutta politica e destituita di fondamento”: la richiesta è stata però respinta, e Strasburgo si è pronunciata con un ‘no’ alla controverso iniziativa del governo italiano. (mm)</p>
<p><a href="http://www.redattoresociale.it" target="_blank">Redattore Sociale</a></p>
<div class="awmp_tags"><a href="http://www.portale-solidale.it/search/Discriminazione fondata su razza e origine etnica/" rel="tag">Discriminazione fondata su razza e origine etnica</a></div><img src="http://www.portale-solidale.it/?ak_action=api_record_view&id=133&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Lettera di un immigrato</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 10:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati e Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati e accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo, Intolleranza]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera che segue ci è stata spedita da uno studente immigrato che ci racconta la sua storia. La storia racconta delle vicissitudini del protagonista dal suo arrivo in Italia, il paese dove sperava di costruire i propri sogni che si e&#8217; rivelato il paese che glieli ha distrutti al punto di farlo ritornare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La lettera che segue ci è stata spedita da uno studente immigrato che ci racconta la sua storia. La storia racconta delle vicissitudini del protagonista dal suo arrivo in Italia, il paese dove sperava di costruire i propri sogni che si e&#8217; rivelato il paese che glieli ha distrutti al punto di farlo ritornare in patria.<span id="more-129"></span></p>
<p align="justify"><strong>Vi lascio popolo italiano. Vi saluto e vi auguro ogni bene, stammi bene Italia, puo&#8217; essere che ci vediamo.  </strong></p>
<p>Mi sono laureato pochi mesi fa con un buon voto, e contavo di restare qui. Sono un ragazzo extracomunitario, non conta da dove. Subito dopo la laurea ho trovato un lavoro. Peccato che il titolare mi chiedeva 12 mila euro in nero per regolarizzare la mia posizione, per convertire il mio permesso di soggiorno da studio in lavoro. Praticamente dovrei fare il schiavo per un anno, per conquistare un diritto che secondo la legge mi appartiene già. Io non accetto, non posso.</p>
<p>Questa volta passo la mano. Ho amato il vostro paese: le belle chiese(anche se ho un&#8217;altra religione), il buon vino, le ragazze carine e i vostri intellettuali. Ho visto un concerto di Ligabue, all’occorrenza ho donato sangue, ho lavorato come barista – in nero &#8211; e leggo La gazzetta dello sport ogni giorno. Ma non è più vivibile, non per me. In questi cinque anni che ho passato qui mi hanno dato del tutto : stupratore, ladro, ricettatore, assassino, violentatore, lavavetri, pezzo di merda, bingo-bongo, zingaro, negro, e altro che adesso non ricordo. Ma io non ho mai rubato oppure ucciso oppure stuprato.</p>
<p align="justify">A Bergamo dei naziskin o neofascisti o non so cosa mi hanno picchiato a sangue per via del colore della mia pelle. Ma non ho mai odiato tutti i bergamaschi per questo. Non posso. Mi hanno accusato di “ essere senza fissa dimora e di vivere di cose oscure e di essere disoccupato” quando studiavo, e quando ho cominciato a lavorare mi criticavano perché “rubo il lavoro agli italiani.” Assurdo.</p>
<p>Lascio la questura che non ha ancora rinnovato il mio permesso di soggiorno. Sentite questa : ho presentato tutti i documenti in Giugno 2007 e mi hanno dato un appuntamento per il 31 marzo 2009, alle 12.41. Chiedete al vostro ministro degli interni, lui può spiegarvi la situazione.</p>
<p>Vi lascio dunque, anche se il belpaese rimarrà nel mio cuore. Ma, se mi posso permettere, state attenti. Indietro nella storia avete una brutta esperienza, quella delle leggi razziali. Per favore, leggete la storia e poi un quotidiano o un notiziario, e forse capirete che è lo stesso odio ceco, e io temo che questa sia ai confini della civiltà e della democrazia.</p>
<p>Rubo le parole di una canzone per dirvi che Vi ho voluto bene, adesso vado, sono stato un extracomunitario avevo un sogno una speranza arrivederci Italia addio…</p>
<p align="justify"><strong>Con sommo dispiacere<br />
Uno qualsiasi.</strong></p>
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