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	<title>Portale Solidale &#187; Immigrati in Italia</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Firenze: Oggi lutto cittadino</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 07:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione, Minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Società Civile]]></category>

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		<description><![CDATA[Firenze si stringe alla comunità senegalese per i drammatici fatti di piazza Dalmazia e del mercato di San Lorenzo Oggi, 14 dicembre, è stato proclamato il lutto cittadino. Lo ha deciso il sindaco Matteo Renzi dopo i gravi fatti avvenuti in giornata a Firenze. In occasione del lutto, si inviano “i lavoratori ad osservare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Firenze si stringe alla comunità senegalese per i drammatici fatti di piazza Dalmazia e del mercato di San Lorenzo</div>
<p><img src="http://press.comune.fi.it/templates/press.comune.fi.it/img_virtual_cm/1/cm_obj_24201.gif" alt="" width="200px" align="left" /></p>
<p>Oggi, 14 dicembre, è stato proclamato il lutto cittadino. Lo ha deciso il sindaco Matteo Renzi dopo i gravi fatti avvenuti in giornata a Firenze.<br />
In occasione del lutto, si inviano “i lavoratori ad osservare un minuto di silenzio all’inizio di ogni turno; gli esercizi commerciali ad abbassare le saracinesche per 10 minuti, da mezzogiorno, orario della prima sparatoria; i pub e i bar ad interrompere le loro attività delle 23.30 alle 23.40; le scuole a promuovere, in accordo con le autorità scolastiche competenti, autonomi momenti di riflessione e di approfondimento sul tema del razzismo; e la cittadinanza ad esprimere il proprio cordoglio e ad essere vicina alla comunità senegalese così duramente colpita.<br />
Il sindaco ha fatto annullare tutte le cerimonie pubbliche previste per domani. Anche il mercatino della solidarietà di San Lorenzo ha posticipato di un giorno l’apertura in segno di lutto.</p>
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		<title>Immigrazione, un romeno su due vuole tornare a casa</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 21:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrazione, Minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Romania]]></category>
		<category><![CDATA[romeno]]></category>

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		<description><![CDATA[Un romeno su due (49%) tra quanti vivono e lavorano in Italia vorrebbe tornare in Patria. La percentuale sale al 71% tra coloro che in Romania hanno lasciato gli affetti. Ma ad ostacolare la prospettiva del rientro c’è la convinzione (oltre l’85%) che trovare lavoro in Romania sia ancora difficilissimo. Sono i risultati di un’indagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un romeno su due (49%) tra quanti vivono e lavorano in Italia vorrebbe tornare in Patria. La percentuale sale al 71% tra coloro che in Romania hanno lasciato gli affetti. Ma ad ostacolare la prospettiva del rientro c’è la convinzione (oltre l’85%) che trovare lavoro in Romania sia ancora difficilissimo.</p>
<p><span id="more-1753"></span></p>
<p>Sono i risultati di un’indagine realizzata dalle <strong>Acli</strong> nell’Ambito del progetto “<strong>Medit</strong>”, presentata questa mattina presso l’Accademia di Romania. Promosso dall’Agenzia nazionale per l’occupazione della Romania (<strong>Anofm</strong>), insieme con l’Ente di formazione professionale delle Acli (<strong>Enaip</strong>), Medit è un “modello di cooperazione transnazionale” volto a favorire il “rientro produttivo” dei lavoratori romeni, per reinserirli nel mercato del lavoro valorizzando le esperienze e le competenze acquisite in Italia.</p>
<p>Per il presidente nazionale delle Acli e dell’Enaip, <strong>Andrea Olivero</strong>: «Siamo di fronte ad un salto di qualità importante nell’intera gestione dei processi migratori, il passaggio dall’idea della migrazione all’idea della mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione europea. Dalla logica della necessità, spesso drammatica, alla logica della libertà e delle opportunità per i lavoratori e le loro famiglie».</p>
<p><strong>Primo lavoro come colf per più di due donne su tre<br />
</strong>I Romeni sono il primo gruppo nazionale per numero di presenze in Italia. 968.576 secondo l’ultimo dato Istat, il 21% sul totale degli stranieri. L’indagine quantitativa realizzata dall’Istituto di ricerca delle Acli (Iref) ha coinvolto tramite questionario 1200 lavoratori romeni residenti in Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio e Puglia. Per quasi due donne su tre (64%) tra quelle intervistate, la prima esperienza di lavoro all’estero ha coinciso con un’occupazione nel settore del lavoro domestico e dell’assistenza familiare. Al contrario, <strong>per gli uomini è stato il settore dell’edilizia a rappresentare il primo sbocco professionale (42%)</strong>. Quasi due intervistati su tre avevano già un lavoro in Romania prima di venire a cercare fortuna in Italia.</p>
<p><strong>L’occupazione irregolare con condizione transitoria<br />
</strong>La percentuale di individui occupati con un regolare contratto è di poco inferiore al 60%. <strong>Coloro che dichiarano di lavorare “in nero”, senza contratto, sono il 18%</strong>. Una quota che cala nettamente tra le persone che sono in Italia da più tempo (dal 32% di chi è arrivato in Italia dopo il 2009 al 9% di chi è arrivato pima del 2000). Significativa è anche la quota di persone attualmente disoccupate (con o senza cassa integrazione), pari al 19%.</p>
<p><strong>Salari: in media mille euro al mese, 850 euro per le donne<br />
</strong>Il reddito medio dichiarato dai lavoratori medi intervistati è di <strong>1.000 euro</strong>, con forti differenze però tra uomini e donne. I primi possono vantare un salario medio mensile di 1.250 euro, le secondo di soli 850 euro. Differenze significative si riscontrano anche analizzando i dati per settori economici d’impiego: a fronte dei 750 euro al mese di chi lavora in agricoltura, si hanno i 1.400 euro di chi è impiegato nell’edilizia. Altra variabile significativa è la regione di residenza. Chi lavora nel Meridione è penalizzato rispetto a chi è occupato nelle regioni del Nord: tra Puglia e Friuli Venezia Giulia ci sono 500 euro di differenza.</p>
<p>Il denaro rappresenta un forte incentivo alla permanenza in Italia. Sollecitata ad esprimere il motivo per il quale vive in Italia, la maggior parte degli intervistati (72%) risponde che in Italia guadagna di più. Strettamente collegata a questo elemento è anche l’opinione di coloro che dichiarano che la permanenza in Italia è dovuta alla migliore qualità della vita (52%) e alle migliori condizioni di lavoro (49%).</p>
<p><strong>Il rientro in Romania<br />
</strong>Sebbene la prospettiva del rientro in Patria non appaia immediatamente vantaggiosa da un punta di vista economico, una parte rilevante dei lavoratori (49%) esprime tuttavia il desiderio di tornare a vivere in Romania in futuro. Ad abbracciare con maggior forza la prospettiva di rientro sono inoltre le persone che mantengono legami affettivi con il proprio paese d’origine: tra coloro che hanno un partner che vive ancora in Romania, la percentuale sale infatti al 71%. L’intenzione di tornare definitivamente in Romania è alta (71%) soprattutto tra coloro che già oggi tornano frequentemente nel proprio paese.</p>
<p>Ad ostacolare la prospettiva del rientro in Romania incidono comunque diversi fattori. <strong>Le richieste economiche per il rientro continuano ad essere abbastanza superiori alle possibilità attualmente presenti sul mercato del lavoro romeno</strong>. I lavoratori adulti, nel pieno della propria vita professionale in Italia, sarebbero disposti a tornare per un reddito mensile intorno ai 1500 euro. Gli under 35 si accontenterebbero di uno stipendio di 1.200 euro. I più anziani tornerebbero anche per meno di 1.000 euro.</p>
<p>Oltre l’85% degli intervistati ritiene poi che trovare lavoro in Romania sia ancora difficile, se non difficilissimo. Eppure la percentuale di quanti dichiarano di conoscere bene la reale situazione dell’economia del proprio paese scende al 58%. Sorge il dubbio che queste opinioni possano essere ricondotte, almeno in parte, a un pregiudizio nei confronti del proprio paese d’origine. Il progetto Medit muove proprio dalla <strong>necessità di colmare il deficit d’informazione rispetto alle reali opportunità offerte dalla Romania ai lavoratori che mostrano il desiderio di tornare</strong>.</p>
<p>La metà dei romeni intervistati manifesta ad esempio un <strong>interesse all’ipotesi di aprire un’attività autonoma in Romania</strong>, usando le forme di sostegno previste dal Governo. Eppure solo uno su cinque (21%) sa che ci sono uffici che aiutano le persone che decidono di tornare in Romania. Il 58% del campione considera i servizi per il rientro assistito una risorsa importante. La prima informazione richiesta (49%) è quella sui posti di lavoro disponibili. Il progetto messo in campo dall’Agenzia nazionale per l’occupazione della Romania (Anofm), insieme con l’Ente di formazione professionale delle Acli (Enaip) mira appositamente a costruire un modello di servizio congiunto tra i servizi per l’occupazione dei due paesi, sostenuto da <strong>una piattaforma tecnologica di comunicazione per lo scambio di dati e informazioni</strong>.</p>
<div><em>(<a href="http://www.acli.it/images/documenti/iniziative/REPORT_SURVEY_MEDIT27.09.2011.pdf" target="_blank">scarica la ricerca integrale</a>) </em></div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>VINO: COLDIRETTI, LA VENDEMMIA 2011 SALVATA DA 30MILA IMMIGRATI</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 15:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati e lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel distretto del prosecco immigrati di 53 nazionalita’ La vendemmia 2011 in Italia è salva grazie all’impegno di 30mila lavoratori stranieri che garantiscono la raccolta delle uve destinate ai piu’ pregiati vini di qualità dal Brunello di Montalcino al Barbaresco fino al Prosecco nel cui distretto lavorano addirittura immigrati di ben 53 differenti nazionalità da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Nel distretto del prosecco immigrati di 53 nazionalita’</strong></p>
<p>La vendemmia 2011 in Italia è salva grazie all’impegno di 30mila lavoratori stranieri che garantiscono la raccolta delle uve destinate ai piu’ pregiati vini di qualità dal Brunello di Montalcino al Barbaresco fino al Prosecco nel cui distretto lavorano addirittura immigrati di ben 53 differenti nazionalità da 4 diversi continenti. E’ quanto emerge da una analisi sulla vendemmia “multietnica” attualmente in corso lungo tutto lo stivale e si prevede quest’anno di buona qualità e contenuta su una produzione di 44-45 milioni di ettolitri. “Nel corso degli anni è cresciuta la presenza tra i filari dei lavoratori stranieri che sono diventati una componente indispensabile dei principali distretti vitivinicoli nazionali dove senza di loro la produzione sarebbe a rischio” ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. Oggi nei territori di coltivazione dei vigneti destinati alla piu’ prestigiose etichette convivono e lavorano intere comunità di persone di diversa nazionalità.<br />
<span id="more-1734"></span><br />
Se nelle vigne destinate alla produzione del Prosecco a prevalere è la presenza di lavoratori polacchi, in quelle destinate alla produzione del Barolo &#8211; continua la Coldiretti &#8211; si affermano i macedoni mentre in Lombardia per la Bonarda dell’Oltrepo’ pavese la leadership è dei romeni che insieme ai polacchi operano in maggioranza anche nei vigneti delle “bollicine“ del Franciacorta. In Toscana per il Brunello di Montalcino sono i maghrebini, in particolare i tunisini, a dare il contributo nel garantire l’integrità delle uve. E, infine, nelle colline dei Castelli romani, in mezzo agli studenti che rappresentano la maggioranza degli assoldati per la vendemmia, sono gli immigrati dell’est europeo a lavorare nella raccolta delle uve che danni il Frascati. Il risultato è che quasi il 15 per cento dei 210mila lavoratori impegnati nella raccolta delle uve è straniero.</p>
<p>La presenza di lavoratori stranieri – prosegue la Coldiretti &#8211; contribuisce peraltro in misura significativa al ringiovanimento delle campagne in quanto si tratta spesso di lavoratori con una età di molto inferiore a quella media dei settore. A questo si aggiunge anche il ruolo nei confronti dello spopolamento dei centri minori spesso collegati ad importanti attività vitivinicole.</p>
<p>Il coinvolgimento degli stranieri nella vendemmia è la premessa indispensabile al successo del vino italiano a livello nazionale e nel mondo dove ha conquistato il ruolo di simbolo dell’ intero Made in Italy e nel 2011 &#8211; stima la Coldiretti &#8211; potrebbe raggiungere il record storico di 4 miliardi di export per un fatturato totale di quasi 8 miliardi.  Le esportazioni di vino italiano nonostante la crisi sono aumentate del 15 per cento nei primi cinque mesi dell’anno, sulla base dei dati Istat. L’aumento – sottolinea la Coldiretti &#8211; è il risultato di una crescita del 12 per cento nei paesi dell’Unione Europea e del 21 per cento negli Stati Uniti che sono i punti di riferimento storici. Straordinarie però &#8211; precisa la Coldiretti &#8211; sono soprattutto  le performance sui mercati emergenti come la Russia che registra un balzo del 44 per cento e la Cina dove le spedizioni di vino Made in Italy sono piu’ che raddoppiate (+126 per cento) e la domanda si è fatta economicamente consistente. Si tratta di una ottima premessa per la vendemmia in corso iniziata nel nord con un anticipo fino a due settimane, nelle regioni del centro &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; è anticipata in media di una settimana mentre nel mezzogiorno è piu’ o meno nella norma. Fino ad ora le condizioni delle uve &#8211; continua la Coldiretti &#8211; sono in generale molto buone per  effetto del caldo in primavera e dell&#8217;estate che ha garantito un&#8217;ideale alternanza fra temperature nella fase di maturazione.  Il 60 per cento della produzione nazionale destinata &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; a vini di qualità con ben 511 vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica (332 vini Doc, 60 Docg e 119 Igt).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Voto immigrati, dalla Giunta parere positivo a proposta di legge</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jul 2011 23:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati e accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Emilia-Romagna ha condiviso una proposta di legge sul voto alle elezioni locali. Capofila del progetto la Toscana. Estensione dell’elettorato passivo e attivo (e, dunque, la possibilità di eleggere ma anche essere eletti) a tutti gli stranieri e apolidi, dai consigli di Quartiere alle Regioni. La giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha condiviso una proposta di legge in materia di voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Emilia-Romagna ha condiviso una proposta di legge sul voto alle elezioni locali. Capofila del progetto la Toscana.</strong></p>
<p><strong>Estensione dell’elettorato passivo e attivo</strong> (e, dunque, la possibilità di eleggere ma anche essere eletti) a tutti gli <strong>stranieri</strong> e <strong>apolidi</strong>, dai consigli di Quartiere alle <strong>Regioni</strong>. La giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha condiviso una proposta di legge in materia di voto agli immigrati; capofila del progetto, la Regione Toscana. Se la proposta di legge entrasse in vigore nel corso del 2012, i potenziali beneficiari del diritto di voto in Emilia-Romagna sarebbero non meno di <strong>250.000 persone</strong>.<br />
<span id="more-1676"></span><br />
La Regione, ha ricordato l&#8217;assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi, in base al proprio <strong>Statuto</strong>(articolo 2, comma 1), persegue l’obiettivo di assicurare “nell&#8217;ambito delle facoltà che le sono costituzionalmente riconosciute, il diritto di voto degli immigrati residenti”. La legge regionale 5 del 2004 (articolo <img src='http://www.portale-solidale.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> stabilisce inoltre che la Regione, per promuovere un’effettiva partecipazione e il protagonismo dei cittadini stranieri immigrati nella definizione delle politiche pubbliche, “favorisce la realizzazione di percorsi a livello locale, con particolare attenzione all&#8217;equilibrio di genere e alle aree di provenienza e con particolare riferimento a forme di presenza nei Consigli degli Enti locali, di rappresentanti di immigrati e, ove consentito, all’estensione del diritto di voto degli immigrati”.</p>
<p>La proposta di legge che ha avuto parere positivo dalla giunta regionale dell’Emilia-Romagna riguarda in sostanza la <strong>ratifica del capitolo C della Convenzione di Strasburgo</strong> (febbraio 1992), sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica a livello locale, e la delega al governo a emanare un decreto legislativo per il riordino della normativa in tema di elettorato attivo e passivo e di liste elettorali, nel rispetto di alcuni principi e criteri: i cittadini stranieri e gli apolidi residenti in Italia hanno diritto di elettorato attivo e passivo per le <strong>elezioni locali</strong>; è<strong>necessaria la residenza da almeno 5 anni</strong>, la <strong>titolarità della carta di soggiorno</strong> o di permesso di soggiorno, e l’assenza delle condizioni previste come causa di esclusione del cittadino italiano dall’elettorato.</p>
<p>Per elezioni locali si intendono le consultazioni per l’elezione del consiglio comunale e del sindaco, consiglio provinciale e presidente della provincia, consiglio regionale e presidente della giunta regionale (dove sia prevista l’elezione diretta). In base al disegno di legge il diritto di elettorato vale inoltre per le circoscrizioni di decentramento comunale, e per ogni altro organo elettivo a suffragio popolare istituito da statuti di Comuni, Province e Regioni.</p>
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		<title>Zanotelli chiama alla disobbedienza civile</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 04:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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		<category><![CDATA[papa giovanni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;approvazione della legge, presa di posizione di padre Alex Zanotelli. Che definisce il provvedimento razzista e xenofobo. Che si vergogna come italiano, cristiano e missionario. E che chiede una reazione forte. «Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l&#8217;Italia avrebbe potuto varare una legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo l&#8217;approvazione della legge, presa di posizione di padre Alex Zanotelli. Che definisce il provvedimento razzista e xenofobo. Che si vergogna come italiano, cristiano e missionario. E che chiede una reazione forte. </strong></p>
<p>«Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l&#8217;Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all&#8217;estero!), ora infliggiamo agli immigrati, peggiorandolo, lo stesso trattamento, che noi italiani abbiamo subito un po&#8217; ovunque nel mondo.<br />
<span id="more-1273"></span><br />
Questa legge è stata votata sull&#8217;onda lunga di un razzismo e di una xenofobia crescenti di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni XXIII° nella <em>Pacem in Terris</em> ci ricorda che emigrare è un diritto.</p>
<p>Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (gli immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l&#8217;ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all&#8217;anagrafe. Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell&#8217;esclusione e dell&#8217;emarginazione.</p>
<p>«Questo rischia di svuotare dall&#8217;interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa &#8211; così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani &#8211; contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali». Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l&#8217;esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la Costituzione italiana parla di diritto d&#8217;asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.</p>
<p>E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.</p>
<p>Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l&#8217;invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva, negli Stati Uniti, una legge analoga che definiva il clandestino come criminale. Nell&#8217;omelia del Mercoledì delle Ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles disse che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.</p>
<p>Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d&#8217;Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d&#8217;ingiustizia e d&#8217;impoverimento.</p>
<p>Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: &#8220;Non molesterai il forestiero né l&#8217;opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d&#8217;Egitto&#8221; (Esodo 22,20)».</p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.nigrizia.com">Nigrizia.it</a></strong><br />
<strong>Sul pacchetto sicurezza: </strong></p>
<p>L&#8217;editoriale di Nigrizia di giugno :<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=7230&amp;IdModule=1" target="_blank"><strong> La deriva dell&#8217;italiano cattolico medio<br />
</strong></a><strong><a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=637&amp;IdModule=1" target="_blank">Ddl sicurezza al voto alla Camera</a></strong>, 5 maggio 2009<br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=7229&amp;IdModule=1" target="_blank"><strong>Missionari: stiamo con i migranti</strong></a>, 1 giugno 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=7233&amp;IdModule=1" target="_blank">Un permesso di soggiorno in nome di Dio</a></strong>, 3 giugno 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=381&amp;IdModule=1" target="_blank">Ddl sicurezza: ignorate le richieste di modifica</a></strong>, 16 aprile 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=194&amp;IdModule=1" target="_blank">Immigrazione: chiesa mettiti in gioco</a></strong>, 9 marzo 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=339&amp;IdModule=1" target="_blank">Immigrati: i missionari bocciano il governo</a></strong>, 7 febbraio 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=347&amp;IdModule=1" target="_blank">La tassa ingiusta</a></strong>, 15 gennaio 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=910&amp;IdModule=1" target="_blank">Pacchetto sicurezza: dubbi e critiche</a></strong>, 23 maggio 2008<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Comunicato stampa a cura della Fondazione “Don Tonino Bello”  e di Pax Christi &#8211; Salento</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 12:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><em><strong>“Voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, e multireligiosa, non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità</strong>.</em><br />
<em>So bene che il problema dell’immigrazione richiede molta avvedutezza e merita risposte meno ingenue di quelle fornite da un romantico altruismo. Capisco anche le “buone ragioni” dei miei concittadini che temono chi sa quali destabilizzazioni negli assetti consolidati del loro sistema di vita. Ma mi lascia sovrappensiero il fatto che si stentino a capire le “buone ragioni” dei poveri allo sbando, e che, in quest’esodo biblico, non si riesca ancora a scorgere l’inquietante malessere di un mondo oppresso dall’ingiustizia e dalla miseria. […]</em><span id="more-1234"></span><br />
<em>(È necessario) vincere gli istinti xenofobi che ci dormono dentro. Che si ammantano di ragioni patriottiche. Che scatenano, all’interno delle nostre raffinatissime città, inqualificabili atteggiamenti di rifiuto, di discriminazione, di violenza, di razzismo. E che implorano dalle istituzioni, con martellante coralità, rigorosi provvedimenti di forza. Siamo vittime di una insopportabile prudenza, e scorgiamo sempre angoscianti minacce dietro l’angolo. Perché lo straniero mette in crisi sostanzialmente due cose: la nostra sicurezza e la nostra identità</em>” (A. Bello, <em>Ad Abramo e alla sua discendenza</em>, Ed. La Meridiana, Molfetta, 1992, pag. 157 ).</p>
<p>Inquietanti fatti di cronaca stanno facendo riemergere in questi giorni l’immagine di un’Italia xenofoba. Si moltiplicano episodi di ostilità generalizzata nei confronti degli immigrati e di “caccia allo straniero”, soprattutto se Rom, nei campi nomadi. Mentre ci tornano in mente la parole coraggiose e profetiche con cui, poco più di quindici anni fa, in situazioni analoghe, don Tonino Bello dava sfogo alla sua provocatoria tristezza, anche noi, sulla scorta della sua testimonianza, ancora così viva e attuale, vogliamo esprimere la preoccupazione e il disagio morale per il clima di condiscendenza popolare e perfino a volte di legittimazione istituzionale in cui tutto questo sta avvenendo.<br />
Ci viene da pensare che con la scusa di voler punire, come si deve, solo chi delinque e di voler stanare i clandestini e gli irregolari per una giusta e doverosa ricerca dell’ordine e della legalità, si finisca poi col tollerare o avallare altre e a volte più gravi illegalità. Il rispetto della dignità e dei diritti inviolabili di ogni essere umano, il dovere di prestare soccorso a chi è nel bisogno e nel pericolo (pensiamo in particolare ai bambini e agli ammalati), la necessità di creare spazi di accoglienza e servizi di solidarietà devono costituire la base e il fondamento di ogni programma politico, di ogni intervento legislativo, di ogni azione di risanamento sociale, di ogni opera educativa e culturale a tutti i livelli di responsabilità. Osiamo aggiungere infine che, se ciò vale per garantire gli standard minimi di “accoglienze che abbiano sapore di umanità”, a maggior ragione dovrà valere per una civiltà come quella italiana che ama vantarsi delle sue radici profondamente cristiane.<br />
Don Tonino ci ripeteva spesso che  se “<em>delle nostre parole dobbiamo rendere conto davanti alla storia, dei nostri silenzi dovremo rendere conto davanti a Dio</em>”. Per questo pensiamo di non dover tacere e facciamo appello alla coscienza personale  e collettiva perché si sappiano cogliere tempestivamente i segnali allarmanti di una regressione civile già in agguato. Auspichiamo che, anche nel dare risposte alla legittima richiesta di sicurezza dei cittadini, possa prevalere non tanto la logica delle soluzioni semplicistiche di sicuro successo mediatico ma quella più ardua, più lungimirante e certamente più efficace che sa unire sempre   rispetto delle persone, legalità e solidarietà.</div>
<p align="justify">
<div>
<p><strong>Giancarlo Piccinni  ( v. Presidente Fondazione don Tonino Bello  )</strong><br />
<strong>don Salvatore Leopizzi (  Responsabile Pax Christi  Salento)</strong></div>
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		<title>AlbaniaNews è lieta di invitarvi al Festival delle Culture che si svolgerà a Ravenna, sabato 6 giugno 2009, festival il quale quest&#8217;anno è dedicato all&#8217;Albania.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 12:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AlbaniaNews è lieta di invitarvi al Festival delle Culture che si svolgerà a Ravenna, sabato 6 giugno 2009, festival il quale quest&#8217;anno è dedicato all&#8217;Albania. Particolarmente interessante la giornata del 6 giugno dove si parla anche di comunicazione interculturale, mettendo a confronto due esperienza così diverse come la nostra AlbaniaNews.it e quella di Bota Shqiptare,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://albanianews.it" target="_blank">AlbaniaNews</a> è lieta di invitarvi al Festival delle Culture che si svolgerà a Ravenna, sabato 6 giugno 2009, festival il quale quest&#8217;anno è dedicato all&#8217;Albania. </strong></p>
<p style="text-align: left;">Particolarmente interessante la giornata del 6 giugno dove si parla anche di comunicazione interculturale, mettendo a confronto due esperienza così diverse come la nostra AlbaniaNews.it e quella di Bota Shqiptare,  famoso periodoco albanese pubblicato oramai stabilmente da 10 anni in Italia. Una discussione sulla falsariga dell&#8217;articolo apparso su Internazionale scritto dal direttore del festial, l&#8217;amico Tahar Lamri.</p>
<p><span id="more-1226"></span></p>
<p style="text-align: left;">Inoltre, la stessa giornata prosegue con interventi di illustri artisti albanesi quali Mirush Kabashi.</p>
<p style="text-align: left;">Lo staff di Albania News sarà al completto a Ravenna, ed è quello che invitamo di fare anche ai nostri lettori. E&#8217; un opporunita per approfondire la discussione sulle redazione interculturali nonchè per potersi confrontare con i proprio lettori.</p>
<p style="text-align: left;">Vi aspettiamo numerosi.<strong><br />
</strong>
</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong>
</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SABATO 6 GIUGNO </strong></p>
<p>Sala D&#8217;Attorre (Via Ponte Marino &#8211; Ravenna Centro)<br />
<strong>La comunicazione in una società multiculturale</strong><br />
giornata organizzata da: Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna, Cospe, Città Meticcia, Rete Mier<br />
<strong>Ore 10.00 &#8211; 13.00 </strong><br />
Apertura dei lavori: Fabrizio Matteucci &#8211; Sindaco di Ravenna<br />
<em>La comunicazione interculturale in Regione: Il Protocollo sulla comunicazione e la rete MIER</em><br />
Barbara Burgalassi, Regione Emilia Romagna<br />
Raffaella Sutter, Comune di Ravenna<br />
Franck Viderot - Città Meticcia / Rete Mier<br />
<em>La rappresentazione dell&#8217;immigrazione nei media</em><br />
Anna Meli &#8211; Cospe<br />
Nelson Bova &#8211; Rai<br />
Giuseppe Faso &#8211; Centro interculturale Empolese/Valdelsa<br />
Tavola rotonda con i caporedattori delle testate giornalistiche locali<br />
Modera Gerardo Bombonato, Presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti ER<br />
<strong>Ore 14.30 &#8211; 17.00</strong><br />
<strong><em>Festeggiamo i 10 anni di Bota</em><em> </em><em>Shqiptare</em> </strong><br />
<strong>Darien Levani di <em>Albania News</em> intervista Roland Sejko, direttore di <em>Bota Shqiptare</em></strong><br />
<strong><em>La comunicazione interculturale è giovane!</em></strong><br />
<strong>I video e gli spot della rete ToghetER</strong><br />
<strong>Il progetto &#8220;Pillole di identità&#8221; e i video de &#8220;I Colori della musica&#8221; della Cooperativa Comunità Aperta</strong><br />
<strong>Le esperienze dei giovani giornalisti di origine straniera tirocinanti del progetto Geco</strong><br />
Modera Sun Wen Long (Associna)</p>
<p><strong>Artificerie Almagià (Ravenna Darsena) </strong></p>
<p><strong>Ore 19.00 </strong>- <strong>Festival Arrivano dal Mare / Atelier delle Figure</strong><br />
&#8220;Le farse di Fagiolino &amp; C.&#8221; con i giovani allievi della scuola di burattini<br />
<strong>Ore 19.30</strong> &#8211; Incontro con <strong>Gabriele del Grande</strong> (Fortress Europe, autore di <em>Mamadou va a morire</em>, Infinito Ed.) e <strong>Giuseppe Faso</strong> (autore di <em>Lessico del razzismo democratico, </em>DeriveApprodi Ed.)<br />
<strong>Ore 20.30 </strong>-<strong> Assegnazione del Premio Città di Ravenna per l&#8217;Intercultura</strong><br />
<strong>Ore 21.00</strong> <strong>Spartiti per Scutari Orkestra</strong><br />
concerto di musica balcanica albanese per 25 suonatori<br />
<em>a seguire</em><br />
Evelina Drianovska dell&#8217;associazione Cianove presenta:<br />
<strong>Coro delle voci bulgare del Folklore Song and Dance Ensemble</strong> (da Sliven &#8211; Bulgaria)<br />
<em>a seguire</em><br />
<strong>Nazoralda Gjoshi dell&#8217;associazione Agimi presenta:</strong><br />
<strong>Lili Cingu e Rexhep Celiku &#8211; leggende viventi del ballo tradizionale albanese</strong><br />
<strong>Mirush Kabashi &#8211; celeberrimo attore albanese</strong><br />
<strong>Fatime Ymeri &#8211; stella nascente della canzone albanese</strong></p>
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		<title>LA CONCEZIONE RAZZISTA</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 04:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Nazismo e l’Ermeneutica del Male. &#8220;La posizione del governo sta rasentando l&#8217;ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante. Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell&#8217;Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nazismo e l’Ermeneutica del Male.</p>
<p>&#8220;La posizione del governo sta rasentando l&#8217;ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante.<br />
Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell&#8217;Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, questo governo ci sta spingendo in un tunnel davvero pericoloso&#8221;&#8230;</p>
<p>Anna Finocchiaro<br />
<span id="more-1202"></span><br />
Nel Mein Kampf, Hitler considera l&#8217;ebraismo come il nemico mortale dell&#8217;umanità “aria” e del cristianesimo, biasimando tutte le diverse correnti politiche e di opinione che si sono scontrate ideologicamente con il nazismo.<br />
Secondo Hitler, il vero ed autentico problema storico consiste nella presenza occulta dell&#8217;ebraismo internazionale che esercita una costante azione corruttrice del popolo tedesco.<br />
Il nazismo tedesco propugna un razzismo assoluto per cui anche l&#8217;umanità femminile ricopre un ruolo degradato e subordinato dove secondo Hitler “le donne sono oggetti, e ornamenti di un mondo di uomini”.<br />
L&#8217;assoluto razzismo di Hitler riconosce l&#8217;esistenza di razze diverse e il pieno diritto della razza superiore di dominare le altre razze nella radicale contestazione dell&#8217;idea di uguaglianza propugnata dal marxismo.<br />
Il concetto di uguaglianza tra gli uomini è considerato da Hitler una corruzione ed intossicazione delle razze, dove il marxismo internazionale avrebbe la responsabilità storica di aver diffuso e propagato il virus dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini.<br />
Da queste considerazioni, il nazismo individua il nesso tra uguaglianza, ebraismo e marxismo nella lotta hitleriana contro l&#8217;uguaglianza tra gli uomini affermata storicamente dalla cultura progressista e riproposta teoricamente dal marxismo, che per la prospettiva nazista, consiste in un elemento di disordine e caos che turba il regolare svolgimento della natura.<br />
Secondo la Weltanshauung nazista, il forte domina sul debole e una razza di padroni avrà il diritto esclusivo di utilizzare le risorse della terra a suo unico vantaggio.<br />
Questa morale, orientata alla lotta per l&#8217;esistenza, viene distorta nel momento in cui si affermano i concetti di uguaglianza tra gli uomini e si rivendicano i diritti inviolabili e inalienabili per i singoli individui.<br />
In base alla concezione nazista, il principio di uguaglianza e la rivendicazione dei diritti universali e imprescindibili della persona scardinano la visione biologica e naturalistica della supremazia della razza forte, introducendo un concetto etico e morale che sovvertirebbe la dialettica naturale dell&#8217;esistenza.<br />
Nei primi decenni del ‘900 era largamente diffusa l&#8217;idea che i problemi economici e sociali tedeschi fossero causati dalla degenerazione genetica di una parte della popolazione tedesca.<br />
Nei primi decenni del secolo, il movimento eugenetico svolse una campagna diffusa per la sterilizzazione obbligatoria delle persone considerate socialmente indesiderabili, tra cui i degenti dei manicomi, gli autori dei reati sessuali, gli epilettici, gli individui con basso quoziente d&#8217;intelligenza e le persone moralmente degenerate.<br />
Il naturalismo razzista propugnato da Hitler diventa una concezione unica con la volontà divina.<br />
La perenne lotta per l&#8217;esistenza con il trionfo del più forte incarna una precisa volontà divina per cui opporsi a questa legge cosmica non solo è contro il naturale svolgimento della vita, ma ponendosi a tutela dei deboli, dei diversi, dei malati, degli antisociali, consisterebbe in una clamorosa violazione della volontà divina contro Dio e contro le leggi naturali.<br />
Hitler critica il marxismo quale strumento politico della congiura ebraica e internazionale per il dominio della massa sui singoli, ricalcando la tradizionale critica reazionaria alla democrazia.<br />
Hitler con il sistematico accostamento tra ebraismo e marxismo vuole colpire la complessa corrente di pensiero e di civiltà, alla base dell&#8217;evoluzione culturale, civile e sociale della tradizione occidentale, rimuovendo dalla coscienza moderna la concezione stessa dell’uguaglianza tra gli uomini, ossia il grave virus che la cultura ebraica, tramite il cristianesimo, ha diffuso nella civiltà occidentale.<br />
Questa idea, inerente l&#8217;uguaglianza degli uomini al cospetto della divinità, fu costitutiva della tradizione cristiana che attuò una rivoluzione culturale ed etica, proclamando l&#8217;uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio.<br />
Questa concezione si radica nella cultura religiosa ebraica da cui è sorto il cristianesimo ed è stata ripresa nel programma politico e sociale del marxismo, in qualità di erede dell&#8217;illuminismo e del giusnaturalismo.<br />
Il razzismo nazista nega radicalmente la concezione dei diritti inalienabili e imprescindibili delle singole persone e dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini e le razze.<br />
Il cristianesimo ha propugnato l&#8217;uguaglianza degli uomini davanti a Dio.<br />
Il giusnaturalismo e l&#8217;illuminismo hanno laicizzato questa concezione religiosa, proclamando l&#8217;esistenza di diritti universali di ogni singolo, uomo e donna e il marxismo ha proclamato con il suo programma sociale, civile ed economico, proprio l&#8217;uguaglianza tra gli uomini, proponendo l&#8217;antitesi più valida e radicale di ogni concezione razzista, affermando l&#8217;utopia della costruzione di un mondo di liberi e uguali.<br />
L&#8217;assolutismo razzista di Hitler agisce in controtendenza rispetto all&#8217;evoluzione civile e spirituale progressista della tradizione occidentale, al fine di far emergere una situazione sociale e biologica per cui il più forte possa dominare sul più debole.<br />
L&#8217;assoluto razzismo hitleriano vuole fare coincidere ebraismo, cristianesimo, illuminismo e marxismo come ideologie colpevoli di difendere il principio egualitario e la connessa concezione dei diritti inalienabili che costituiscono per Hitler il massimo crimine contro la visione del mondo razzista del nazismo.<br />
L&#8217;abbinamento nazista tra ebreo e comunista costituisce una manovra propagandistica, attraverso cui l&#8217;ebraismo internazionale viene identificato ed utilizzato come capro espiatorio di tutti i problemi della nazione tedesca, con la volontà di contrastare il valore del concetto stesso di uguaglianza dei diritti umani, riportando il contesto della razza dominatrice a una concezione aristocratica, biologicistica e virile della vita e della lotta per l&#8217;esistenza.<br />
La concezione razzista del nazismo, teorizzato da Hitler, prevede il dominio universale e totale della razza superiore da realizzarsi non solo con l&#8217;eliminazione sistematica degli ebrei, ma anche con l&#8217;annientamento e la sottomissione di tutti i popoli, le categorie e i gruppi sociali considerati inferiori, contro la deriva della modernità, i cui principi fondanti sono rappresentati dall&#8217;illuminismo e dal programma marxista che, al contrario, prevede la possibile costituzione di una società di liberi ed uguali.</p>
<p>Laura Tussi</p>
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		<title>Caritas a Lampedusa, frontiera delle migrazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 20:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati e accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Caritas Italiana, insieme alla Chiesa locale siciliana e alle Caritas diocesane, ha svolto da mercoledì 25 a venerdì 27 marzo 2009, nell&#8217;isola di Lampedusa (Ag), luogo simbolo dell&#8217;Europa delle migrazioni, i lavori del Coordinamento nazionale Immigrazione, oltre a una serie di iniziative collaterali, tra cui il momento di confronto pubblico &#8220;Lampedusa, frontiera d&#8217;Europa&#8221;. Testi e materiali (.pdf): [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Caritas Italiana, insieme alla Chiesa locale siciliana e alle Caritas diocesane, ha svolto <strong>da mercoledì </strong></span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong>25 a</strong></span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong> venerdì 27 marzo 2009</strong>, nell&#8217;isola di Lampedusa (Ag), luogo simbolo dell&#8217;Europa delle migrazioni, i lavori del <strong>Coordinamento nazionale Immigrazione</strong>, oltre a una serie di iniziative collaterali, tra cui il momento di <strong>confronto pubblico &#8220;Lampedusa, frontiera d&#8217;Europa&#8221;</strong>.</span></div>
<p><span id="more-1157"></span></p>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong>Testi e materiali (.pdf):<br />
</strong><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"></p>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/comunicati/marzo_2009/CS_11_27032009.pdf" target="_blank">Leggi il comunicato stampa</a> (27 marzo 2009)</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/comunicati/marzo_2009/CS_10_20032009.pdf" target="_blank">Leggi il comunicato stampa</a> (20 marzo 2009)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/PREGHIERA_LAMPEDUSA.pdf" target="_blank">Testo della preghiera alla &#8220;Porta d&#8217;Europa&#8221;</a></span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Relazione_OIM.pdf" target="_blank">Contributo OIM</a> (175 Kb)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Relazione_UNHCR.pdf" target="_blank">Contributo UNHCR</a> (411 Kb)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/Italia/immigrazione/Relazione_Geraci.pdf" target="_blank">Relazione Salvatore Geraci</a> (Caritas Roma - 2 Mb)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a onclick="javascript:load('/materiali/Italia/immigrazione/Relazione_Morrone.pdf','_blank');return false;" href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/Italia/immigrazione/Relazione_Morrone.pdf" target="_blank">Relazione Aldo Morrone</a> (Dir. Gen. INMP - 10 Mb)</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<p></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /></strong><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Relazione_Nastasi.pdf" target="_blank">Intervento di don Stefano Nastasi</a> (parroco di Lampedusa)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /></strong><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Testimonianza_Brignoli.pdf" target="_blank">Testimonianza di Annamaria Brignoli</a> (Lampedusa)</span></span></span></span></span></span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><br />
<img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/primo_piano/incontro_lampedusa/programma.pdf" target="_blank"><span style="font-size: x-small;">Programma</span></a></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Scheda_Lampedusa1.pdf" target="_blank"><span style="font-size: x-small;">Le rotte dei migranti e Lampedusa</span></a><br />
<a title="vai alla gallery" href="http://www.caritasitaliana.it/pls/caritasitaliana/V3_S2EW_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=00755" target="_top"><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/foto.gif" border="0" alt="" hspace="3" width="21" height="14" align="left" />Le foto da Lampedusa</span></a><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"> </span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong>Rassegna Stampa (.pdf):</strong></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a onclick="javascript:load('/caritasitaliana/allegati/1309/Articoli_incontro_Lampedusa.pdf','_blank');return false;" href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Articoli_incontro_Lampedusa.pdf" target="_blank">Lanci e notizie sulle agenzie</a> (151 Kb)</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Articoli_Avvenire.pdf" target="_blank">Gli articoli su &#8220;Avvenire&#8221;</a> (58 Kb)</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/FamigliaCristiana_Lampedusa1.pdf" target="_blank">Primo piano su &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;</a> (181 Kb)</span></span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/FamigliaCristiana_Lampedusa2.pdf" target="_blank">Reportage su &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;</a> (740 Kb)</span></span></span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"></p>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/EcodiBergamo_Lampedusa1.pdf" target="_blank">Articolo su &#8220;L&#8217;Eco di Bergamo&#8221;</a> (291 Kb)</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/EcodiBergamo_Lampedusa2.pdf" target="_blank">Articolo su &#8220;L&#8217;Eco di Bergamo&#8221;</a> (217 Kb)</span></div>
<p></span></span></div>
<div><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Insieme ai membri del Coordinamento, esponenti delle Caritas </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">delle 16 regioni ecclesiastiche, l&#8217;attenzione dell&#8217;intera Chiesa italiana è stata </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">testimoniata dal vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana, monsignor Giuseppe </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Merisi; la vicinanza di tutta la Chiesa siciliana è stata portata da monsignor Paolo </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Romeo, arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza episcopale siciliana. </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Queste voci, insieme a quelle di don Giacomo Martino, direttore nazionale </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">dell&#8217;Apostolato del Mare della Fondazione Migrantes, e don Vittorio Nozza, direttore di </span></span><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Caritas Italiana, si sono per tre giorni unite a quelle dell&#8217;arcivescovo di Agrigento, </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">monsignor Francesco Montenegro, dei fedeli della sua diocesi e del parroco di </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Lampedusa, don Stefano Nastasi, anche con un suggestivo momento di preghiera presso la </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Porta d’Europa.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 3pt; text-align: justify;">
<p></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Attualmente Lampedusa vive una situazione molto complicata, per tanti aspetti. L&#8217;isola è il centro in cui confluiscono, e da cui si dipartono, i flussi di arrivo di migranti, soprattutto africani, verso l&#8217;Europa. E ospita un Centro di identificazione ed espulsione (Cie) da tempo oggetto di cronache, dibattiti e polemiche, in cui sono trattenuti centinaia di migranti.</span></div>
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		<title>«Basta con la definizione di clandestino nei mass media»</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 17:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[conferenza stampa]]></category>
		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati irregolari]]></category>
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		<category><![CDATA[sanatoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta definire nei mass media gli immigrati irregolari, ovvero gli esclusi dalla sanatoria, col termine di clandestini. Il presidente Martini, durante la conferenza stampa che si è tenuta a margine del convegno organizzato dalla Regione &#8216;Immigrati, una risorsa scoperta&#8217;, all&#8217;Istituto degli Innocenti, ha rilanciato la proposta. Poco tempo fa l&#8217;idea è stata lanciata dal &#8216;Gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta definire nei mass media gli immigrati irregolari, ovvero gli esclusi dalla sanatoria, col termine di clandestini. Il presidente Martini, durante la conferenza stampa che si è tenuta a margine del convegno organizzato dalla Regione &#8216;Immigrati, una risorsa scoperta&#8217;, all&#8217;Istituto degli Innocenti, ha rilanciato la proposta.<span id="more-1102"></span><br />
Poco tempo fa l&#8217;idea è stata lanciata dal &#8216;Gruppo giornalisti contro il razzismo&#8217;. L&#8217;Ordine dei giornalisti dell&#8217;Emilia-Romagna vi ha già aderito. Martini auspica che si possa fare altrettanto in Toscana. Adottare cioè una sorta di &#8216;ecologia del linguaggio&#8217;, eliminare un termine palesemente inappropriato. «Sono persone – ha spiegato Martini &#8211; che vivono e lavorano alla luce del sole. Clandestino si riferisce a qualcosa di nascosto, ad un&#8217;attività che si compie in segreto. Il termine è molto usato nei mass media ed evoca un concetto negativo, segretezza, vivere nell’ombra, avere legami con criminalità». In Toscana le persone che hanno fatto domanda di regolarizzazione con l&#8217;ultima sanatoria sono state quasi 47mila; soltanto 13mila hanno avuto una risposta positiva. «Ciò significa – ha aggiunto &#8211; che 34mila sono clandestini, quando invece si tratta di tante persone che lavorano come badanti, nell&#8217;edilizia, nelle concerie. Sono persone che si sono &#8216;autodenunciate&#8217; ma che, a causa delle quote basse, non sono state regolarizzate. Proporrei di utilizzare un termine più appropriato, come illegali, irregolari, rifugiati, risiedenti asilo, migranti, persone o lavoratori senza documenti. In Francia ad esempio ci sono i &#8216;Sans papiers&#8217;, l&#8217;Onu suggerisce &#8216;non document migrant workers&#8217;».<br />
In apertura del convegno sempre Martini ha spiegato il senso dell&#8217;iniziativa. «Cercare di discutere del tema in modo sereno. Ascoltare le opinioni e le esperienze di persone che quotidianamente vivono a contatto con queste persone, ne condividono i problemi, con l&#8217;obiettivo di trovare soluzioni per un governo adeguato del fenomeno. Dobbiamo – ha proseguito Martini &#8211; superare l&#8217;approccio emotivo e adottarne uno basato su evidenze empiriche. Ma soprattutto dobbiamo liberarci dalla paura di questo tema perchè è grazie a questa che nascono norme e provvedimenti che cavalcano l&#8217;emergenza e l&#8217;emotività. Ho appreso ad esempio che una parte dei parlamentari della Pdl hanno chiesto che non venga posta la fiducia sul pacchetto perchè contiene norme inaccettabili». Infine una battuta sulla localizzazione di Cie in Toscana. «Come Regione – ha concluso &#8211; non siamo stati informati di nulla a questo proposito. É una competenza del governo, che evidentemente non considera le Regioni soggetti del percorso dato che non ci ha coinvolto».<br />
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<div id="autore">Autore: <span class="nome">Federico Taverniti</span></div>
<div id="riferimento">Rif. 118591</div>
<div class="padding_box"><a name="notiziecollegate"></p>
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<p></a></p>
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</ul>
</div>
<div class="padding_box"><a name="rassegnastampa"></p>
<h3 class="light">Rassegna stampa</h3>
<p></a></p>
<ul class="rassegna_stampa">
<li>
<div class="fonte"><img src="http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/images/upload/low/1/1197599465332_asca.jpg" alt="ASCA" /></div>
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</ul>
</div>
<div class="padding_box">
<h3 id="multimedia" class="light">Multimedia</h3>
<ul class="multimedia">
<li class="galleria"><a title="Immagini dal convegno 'Immigrati, una risorsa scoperta'" href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/sociale/visualizza_asset.html_65197206.html">Immagini dal convegno &#8216;Immigrati, una risorsa scoperta&#8217;</a></li>
<li class="galleria"><a title="Leggi, interazione e dialogo per una Toscana sempre più multietnica" href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/multimedia/video_intoscana_it/visualizza_asset.html_312751915.html">Leggi, interazione e dialogo per una Toscana sempre più multietnica</a></li>
<li class="audio"><a title="Martini al convegno sull'immigrazione" href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/MenuTools/multimedia/audio/Detta73603.html_1149046589.html">Martini al convegno sull&#8217;immigrazione</a> <span class="formato"> 0.66 MB</span></li>
</ul>
</div>
<div class="padding_box">
<h3 id="link" class="light">Link</h3>
<ul class="link">
<li><a class="esterno" title="Istituto degli Innocenti" href="http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/diritti/diritti_infanzia/rubriche/link/visualizza_asset.html_1626912836.html">Istituto degli Innocenti</a></li>
</ul>
</div>
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