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	<title>Portale Solidale &#187; Immigrati in Italia</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
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		<title>Zanotelli chiama alla disobbedienza civile</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 04:50:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;approvazione della legge, presa di posizione di padre Alex Zanotelli. Che definisce il provvedimento razzista e xenofobo. Che si vergogna come italiano, cristiano e missionario. E che chiede una reazione forte. «Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l&#8217;Italia avrebbe potuto varare una legge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo l&#8217;approvazione della legge, presa di posizione di padre Alex Zanotelli. Che definisce il provvedimento razzista e xenofobo. Che si vergogna come italiano, cristiano e missionario. E che chiede una reazione forte. </strong></p>
<p>«Mi vergogno di essere italiano e di essere cristiano. Non avrei mai pensato che un paese come l&#8217;Italia avrebbe potuto varare una legge così razzista e xenofoba. Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all&#8217;estero!), ora infliggiamo agli immigrati, peggiorandolo, lo stesso trattamento, che noi italiani abbiamo subito un po&#8217; ovunque nel mondo.<br />
<span id="more-1273"></span><br />
Questa legge è stata votata sull&#8217;onda lunga di un razzismo e di una xenofobia crescenti di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale. Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare. Papa Giovanni XXIII° nella <em>Pacem in Terris</em> ci ricorda che emigrare è un diritto.</p>
<p>Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (gli immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l&#8217;ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all&#8217;anagrafe. Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini. Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti. Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell&#8217;esclusione e dell&#8217;emarginazione.</p>
<p>«Questo rischia di svuotare dall&#8217;interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa &#8211; così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani &#8211; contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali». Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici, rientrati in patria dopo l&#8217;esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la Costituzione italiana parla di diritto d&#8217;asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge.</p>
<p>E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.</p>
<p>Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile. È l&#8217;invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva, negli Stati Uniti, una legge analoga che definiva il clandestino come criminale. Nell&#8217;omelia del Mercoledì delle Ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles disse che, se quella legge fosse stata approvata, avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile. Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto.</p>
<p>Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d&#8217;Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d&#8217;ingiustizia e d&#8217;impoverimento.</p>
<p>Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: &#8220;Non molesterai il forestiero né l&#8217;opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d&#8217;Egitto&#8221; (Esodo 22,20)».</p>
<p><strong>Fonte: <a href="http://www.nigrizia.com">Nigrizia.it</a></strong><br />
<strong>Sul pacchetto sicurezza: </strong></p>
<p>L&#8217;editoriale di Nigrizia di giugno :<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=7230&amp;IdModule=1" target="_blank"><strong> La deriva dell&#8217;italiano cattolico medio<br />
</strong></a><strong><a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=637&amp;IdModule=1" target="_blank">Ddl sicurezza al voto alla Camera</a></strong>, 5 maggio 2009<br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=7229&amp;IdModule=1" target="_blank"><strong>Missionari: stiamo con i migranti</strong></a>, 1 giugno 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=7233&amp;IdModule=1" target="_blank">Un permesso di soggiorno in nome di Dio</a></strong>, 3 giugno 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=381&amp;IdModule=1" target="_blank">Ddl sicurezza: ignorate le richieste di modifica</a></strong>, 16 aprile 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=194&amp;IdModule=1" target="_blank">Immigrazione: chiesa mettiti in gioco</a></strong>, 9 marzo 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=339&amp;IdModule=1" target="_blank">Immigrati: i missionari bocciano il governo</a></strong>, 7 febbraio 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=347&amp;IdModule=1" target="_blank">La tassa ingiusta</a></strong>, 15 gennaio 2009<strong><br />
<a href="http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=910&amp;IdModule=1" target="_blank">Pacchetto sicurezza: dubbi e critiche</a></strong>, 23 maggio 2008<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Comunicato stampa a cura della Fondazione “Don Tonino Bello”  e di Pax Christi &#8211; Salento</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2009 12:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
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		<description><![CDATA[“Voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, e multireligiosa, non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità. So bene che il problema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><em><strong>“Voglio sfogare con qualcuno la tristezza che mi devasta l’anima in questi giorni, alla vista di tanti stranieri che hanno invaso l’Italia, e verso i quali la nostra civiltà, che a parole si proclama multirazziale, multiculturale, multietnica, e multireligiosa, non riesce ancora a dare accoglienze che abbiano sapore di umanità</strong>.</em><br />
<em>So bene che il problema dell’immigrazione richiede molta avvedutezza e merita risposte meno ingenue di quelle fornite da un romantico altruismo. Capisco anche le “buone ragioni” dei miei concittadini che temono chi sa quali destabilizzazioni negli assetti consolidati del loro sistema di vita. Ma mi lascia sovrappensiero il fatto che si stentino a capire le “buone ragioni” dei poveri allo sbando, e che, in quest’esodo biblico, non si riesca ancora a scorgere l’inquietante malessere di un mondo oppresso dall’ingiustizia e dalla miseria. […]</em><span id="more-1234"></span><br />
<em>(È necessario) vincere gli istinti xenofobi che ci dormono dentro. Che si ammantano di ragioni patriottiche. Che scatenano, all’interno delle nostre raffinatissime città, inqualificabili atteggiamenti di rifiuto, di discriminazione, di violenza, di razzismo. E che implorano dalle istituzioni, con martellante coralità, rigorosi provvedimenti di forza. Siamo vittime di una insopportabile prudenza, e scorgiamo sempre angoscianti minacce dietro l’angolo. Perché lo straniero mette in crisi sostanzialmente due cose: la nostra sicurezza e la nostra identità</em>” (A. Bello, <em>Ad Abramo e alla sua discendenza</em>, Ed. La Meridiana, Molfetta, 1992, pag. 157 ).</p>
<p>Inquietanti fatti di cronaca stanno facendo riemergere in questi giorni l’immagine di un’Italia xenofoba. Si moltiplicano episodi di ostilità generalizzata nei confronti degli immigrati e di “caccia allo straniero”, soprattutto se Rom, nei campi nomadi. Mentre ci tornano in mente la parole coraggiose e profetiche con cui, poco più di quindici anni fa, in situazioni analoghe, don Tonino Bello dava sfogo alla sua provocatoria tristezza, anche noi, sulla scorta della sua testimonianza, ancora così viva e attuale, vogliamo esprimere la preoccupazione e il disagio morale per il clima di condiscendenza popolare e perfino a volte di legittimazione istituzionale in cui tutto questo sta avvenendo.<br />
Ci viene da pensare che con la scusa di voler punire, come si deve, solo chi delinque e di voler stanare i clandestini e gli irregolari per una giusta e doverosa ricerca dell’ordine e della legalità, si finisca poi col tollerare o avallare altre e a volte più gravi illegalità. Il rispetto della dignità e dei diritti inviolabili di ogni essere umano, il dovere di prestare soccorso a chi è nel bisogno e nel pericolo (pensiamo in particolare ai bambini e agli ammalati), la necessità di creare spazi di accoglienza e servizi di solidarietà devono costituire la base e il fondamento di ogni programma politico, di ogni intervento legislativo, di ogni azione di risanamento sociale, di ogni opera educativa e culturale a tutti i livelli di responsabilità. Osiamo aggiungere infine che, se ciò vale per garantire gli standard minimi di “accoglienze che abbiano sapore di umanità”, a maggior ragione dovrà valere per una civiltà come quella italiana che ama vantarsi delle sue radici profondamente cristiane.<br />
Don Tonino ci ripeteva spesso che  se “<em>delle nostre parole dobbiamo rendere conto davanti alla storia, dei nostri silenzi dovremo rendere conto davanti a Dio</em>”. Per questo pensiamo di non dover tacere e facciamo appello alla coscienza personale  e collettiva perché si sappiano cogliere tempestivamente i segnali allarmanti di una regressione civile già in agguato. Auspichiamo che, anche nel dare risposte alla legittima richiesta di sicurezza dei cittadini, possa prevalere non tanto la logica delle soluzioni semplicistiche di sicuro successo mediatico ma quella più ardua, più lungimirante e certamente più efficace che sa unire sempre   rispetto delle persone, legalità e solidarietà.</div>
<p align="justify">
<div>
<p><strong>Giancarlo Piccinni  ( v. Presidente Fondazione don Tonino Bello  )</strong><br />
<strong>don Salvatore Leopizzi (  Responsabile Pax Christi  Salento)</strong></div>
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		<title>AlbaniaNews è lieta di invitarvi al Festival delle Culture che si svolgerà a Ravenna, sabato 6 giugno 2009, festival il quale quest&#8217;anno è dedicato all&#8217;Albania.</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 12:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[AlbaniaNews è lieta di invitarvi al Festival delle Culture che si svolgerà a Ravenna, sabato 6 giugno 2009, festival il quale quest&#8217;anno è dedicato all&#8217;Albania. Particolarmente interessante la giornata del 6 giugno dove si parla anche di comunicazione interculturale, mettendo a confronto due esperienza così diverse come la nostra AlbaniaNews.it e quella di Bota Shqiptare,  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://albanianews.it" target="_blank">AlbaniaNews</a> è lieta di invitarvi al Festival delle Culture che si svolgerà a Ravenna, sabato 6 giugno 2009, festival il quale quest&#8217;anno è dedicato all&#8217;Albania. </strong></p>
<p style="text-align: left;">Particolarmente interessante la giornata del 6 giugno dove si parla anche di comunicazione interculturale, mettendo a confronto due esperienza così diverse come la nostra AlbaniaNews.it e quella di Bota Shqiptare,  famoso periodoco albanese pubblicato oramai stabilmente da 10 anni in Italia. Una discussione sulla falsariga dell&#8217;articolo apparso su Internazionale scritto dal direttore del festial, l&#8217;amico Tahar Lamri.</p>
<p><span id="more-1226"></span></p>
<p style="text-align: left;">Inoltre, la stessa giornata prosegue con interventi di illustri artisti albanesi quali Mirush Kabashi.</p>
<p style="text-align: left;">Lo staff di Albania News sarà al completto a Ravenna, ed è quello che invitamo di fare anche ai nostri lettori. E&#8217; un opporunita per approfondire la discussione sulle redazione interculturali nonchè per potersi confrontare con i proprio lettori.</p>
<p style="text-align: left;">Vi aspettiamo numerosi.<strong><br />
</strong>
</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong>
</p>
<p style="text-align: center;"><strong>SABATO 6 GIUGNO </strong></p>
<p>Sala D&#8217;Attorre (Via Ponte Marino &#8211; Ravenna Centro)<br />
<strong>La comunicazione in una società multiculturale</strong><br />
giornata organizzata da: Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna, Cospe, Città Meticcia, Rete Mier<br />
<strong>Ore 10.00 &#8211; 13.00 </strong><br />
Apertura dei lavori: Fabrizio Matteucci &#8211; Sindaco di Ravenna<br />
<em>La comunicazione interculturale in Regione: Il Protocollo sulla comunicazione e la rete MIER</em><br />
Barbara Burgalassi, Regione Emilia Romagna<br />
Raffaella Sutter, Comune di Ravenna<br />
Franck Viderot - Città Meticcia / Rete Mier<br />
<em>La rappresentazione dell&#8217;immigrazione nei media</em><br />
Anna Meli &#8211; Cospe<br />
Nelson Bova &#8211; Rai<br />
Giuseppe Faso &#8211; Centro interculturale Empolese/Valdelsa<br />
Tavola rotonda con i caporedattori delle testate giornalistiche locali<br />
Modera Gerardo Bombonato, Presidente dell&#8217;Ordine dei Giornalisti ER<br />
<strong>Ore 14.30 &#8211; 17.00</strong><br />
<strong><em>Festeggiamo i 10 anni di Bota</em><em> </em><em>Shqiptare</em> </strong><br />
<strong>Darien Levani di <em>Albania News</em> intervista Roland Sejko, direttore di <em>Bota Shqiptare</em></strong><br />
<strong><em>La comunicazione interculturale è giovane!</em></strong><br />
<strong>I video e gli spot della rete ToghetER</strong><br />
<strong>Il progetto &#8220;Pillole di identità&#8221; e i video de &#8220;I Colori della musica&#8221; della Cooperativa Comunità Aperta</strong><br />
<strong>Le esperienze dei giovani giornalisti di origine straniera tirocinanti del progetto Geco</strong><br />
Modera Sun Wen Long (Associna)</p>
<p><strong>Artificerie Almagià (Ravenna Darsena) </strong></p>
<p><strong>Ore 19.00 </strong>- <strong>Festival Arrivano dal Mare / Atelier delle Figure</strong><br />
&#8220;Le farse di Fagiolino &amp; C.&#8221; con i giovani allievi della scuola di burattini<br />
<strong>Ore 19.30</strong> &#8211; Incontro con <strong>Gabriele del Grande</strong> (Fortress Europe, autore di <em>Mamadou va a morire</em>, Infinito Ed.) e <strong>Giuseppe Faso</strong> (autore di <em>Lessico del razzismo democratico, </em>DeriveApprodi Ed.)<br />
<strong>Ore 20.30 </strong>-<strong> Assegnazione del Premio Città di Ravenna per l&#8217;Intercultura</strong><br />
<strong>Ore 21.00</strong> <strong>Spartiti per Scutari Orkestra</strong><br />
concerto di musica balcanica albanese per 25 suonatori<br />
<em>a seguire</em><br />
Evelina Drianovska dell&#8217;associazione Cianove presenta:<br />
<strong>Coro delle voci bulgare del Folklore Song and Dance Ensemble</strong> (da Sliven &#8211; Bulgaria)<br />
<em>a seguire</em><br />
<strong>Nazoralda Gjoshi dell&#8217;associazione Agimi presenta:</strong><br />
<strong>Lili Cingu e Rexhep Celiku &#8211; leggende viventi del ballo tradizionale albanese</strong><br />
<strong>Mirush Kabashi &#8211; celeberrimo attore albanese</strong><br />
<strong>Fatime Ymeri &#8211; stella nascente della canzone albanese</strong></p>
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		<title>LA CONCEZIONE RAZZISTA</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 04:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Razzismo, Intolleranza]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Nazismo e l’Ermeneutica del Male. &#8220;La posizione del governo sta rasentando l&#8217;ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante. Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell&#8217;Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Nazismo e l’Ermeneutica del Male.</p>
<p>&#8220;La posizione del governo sta rasentando l&#8217;ottusità costringendo il nostro Paese in una situazione di isolamento internazionale sempre più preoccupante.<br />
Siamo a una sorta di delirio di onnipotenza che dovrebbe preoccupare tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell&#8217;Italia: su crisi e immigrazione, in nome della propaganda elettorale, questo governo ci sta spingendo in un tunnel davvero pericoloso&#8221;&#8230;</p>
<p>Anna Finocchiaro<br />
<span id="more-1202"></span><br />
Nel Mein Kampf, Hitler considera l&#8217;ebraismo come il nemico mortale dell&#8217;umanità “aria” e del cristianesimo, biasimando tutte le diverse correnti politiche e di opinione che si sono scontrate ideologicamente con il nazismo.<br />
Secondo Hitler, il vero ed autentico problema storico consiste nella presenza occulta dell&#8217;ebraismo internazionale che esercita una costante azione corruttrice del popolo tedesco.<br />
Il nazismo tedesco propugna un razzismo assoluto per cui anche l&#8217;umanità femminile ricopre un ruolo degradato e subordinato dove secondo Hitler “le donne sono oggetti, e ornamenti di un mondo di uomini”.<br />
L&#8217;assoluto razzismo di Hitler riconosce l&#8217;esistenza di razze diverse e il pieno diritto della razza superiore di dominare le altre razze nella radicale contestazione dell&#8217;idea di uguaglianza propugnata dal marxismo.<br />
Il concetto di uguaglianza tra gli uomini è considerato da Hitler una corruzione ed intossicazione delle razze, dove il marxismo internazionale avrebbe la responsabilità storica di aver diffuso e propagato il virus dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini.<br />
Da queste considerazioni, il nazismo individua il nesso tra uguaglianza, ebraismo e marxismo nella lotta hitleriana contro l&#8217;uguaglianza tra gli uomini affermata storicamente dalla cultura progressista e riproposta teoricamente dal marxismo, che per la prospettiva nazista, consiste in un elemento di disordine e caos che turba il regolare svolgimento della natura.<br />
Secondo la Weltanshauung nazista, il forte domina sul debole e una razza di padroni avrà il diritto esclusivo di utilizzare le risorse della terra a suo unico vantaggio.<br />
Questa morale, orientata alla lotta per l&#8217;esistenza, viene distorta nel momento in cui si affermano i concetti di uguaglianza tra gli uomini e si rivendicano i diritti inviolabili e inalienabili per i singoli individui.<br />
In base alla concezione nazista, il principio di uguaglianza e la rivendicazione dei diritti universali e imprescindibili della persona scardinano la visione biologica e naturalistica della supremazia della razza forte, introducendo un concetto etico e morale che sovvertirebbe la dialettica naturale dell&#8217;esistenza.<br />
Nei primi decenni del ‘900 era largamente diffusa l&#8217;idea che i problemi economici e sociali tedeschi fossero causati dalla degenerazione genetica di una parte della popolazione tedesca.<br />
Nei primi decenni del secolo, il movimento eugenetico svolse una campagna diffusa per la sterilizzazione obbligatoria delle persone considerate socialmente indesiderabili, tra cui i degenti dei manicomi, gli autori dei reati sessuali, gli epilettici, gli individui con basso quoziente d&#8217;intelligenza e le persone moralmente degenerate.<br />
Il naturalismo razzista propugnato da Hitler diventa una concezione unica con la volontà divina.<br />
La perenne lotta per l&#8217;esistenza con il trionfo del più forte incarna una precisa volontà divina per cui opporsi a questa legge cosmica non solo è contro il naturale svolgimento della vita, ma ponendosi a tutela dei deboli, dei diversi, dei malati, degli antisociali, consisterebbe in una clamorosa violazione della volontà divina contro Dio e contro le leggi naturali.<br />
Hitler critica il marxismo quale strumento politico della congiura ebraica e internazionale per il dominio della massa sui singoli, ricalcando la tradizionale critica reazionaria alla democrazia.<br />
Hitler con il sistematico accostamento tra ebraismo e marxismo vuole colpire la complessa corrente di pensiero e di civiltà, alla base dell&#8217;evoluzione culturale, civile e sociale della tradizione occidentale, rimuovendo dalla coscienza moderna la concezione stessa dell’uguaglianza tra gli uomini, ossia il grave virus che la cultura ebraica, tramite il cristianesimo, ha diffuso nella civiltà occidentale.<br />
Questa idea, inerente l&#8217;uguaglianza degli uomini al cospetto della divinità, fu costitutiva della tradizione cristiana che attuò una rivoluzione culturale ed etica, proclamando l&#8217;uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio.<br />
Questa concezione si radica nella cultura religiosa ebraica da cui è sorto il cristianesimo ed è stata ripresa nel programma politico e sociale del marxismo, in qualità di erede dell&#8217;illuminismo e del giusnaturalismo.<br />
Il razzismo nazista nega radicalmente la concezione dei diritti inalienabili e imprescindibili delle singole persone e dell&#8217;uguaglianza tra gli uomini e le razze.<br />
Il cristianesimo ha propugnato l&#8217;uguaglianza degli uomini davanti a Dio.<br />
Il giusnaturalismo e l&#8217;illuminismo hanno laicizzato questa concezione religiosa, proclamando l&#8217;esistenza di diritti universali di ogni singolo, uomo e donna e il marxismo ha proclamato con il suo programma sociale, civile ed economico, proprio l&#8217;uguaglianza tra gli uomini, proponendo l&#8217;antitesi più valida e radicale di ogni concezione razzista, affermando l&#8217;utopia della costruzione di un mondo di liberi e uguali.<br />
L&#8217;assolutismo razzista di Hitler agisce in controtendenza rispetto all&#8217;evoluzione civile e spirituale progressista della tradizione occidentale, al fine di far emergere una situazione sociale e biologica per cui il più forte possa dominare sul più debole.<br />
L&#8217;assoluto razzismo hitleriano vuole fare coincidere ebraismo, cristianesimo, illuminismo e marxismo come ideologie colpevoli di difendere il principio egualitario e la connessa concezione dei diritti inalienabili che costituiscono per Hitler il massimo crimine contro la visione del mondo razzista del nazismo.<br />
L&#8217;abbinamento nazista tra ebreo e comunista costituisce una manovra propagandistica, attraverso cui l&#8217;ebraismo internazionale viene identificato ed utilizzato come capro espiatorio di tutti i problemi della nazione tedesca, con la volontà di contrastare il valore del concetto stesso di uguaglianza dei diritti umani, riportando il contesto della razza dominatrice a una concezione aristocratica, biologicistica e virile della vita e della lotta per l&#8217;esistenza.<br />
La concezione razzista del nazismo, teorizzato da Hitler, prevede il dominio universale e totale della razza superiore da realizzarsi non solo con l&#8217;eliminazione sistematica degli ebrei, ma anche con l&#8217;annientamento e la sottomissione di tutti i popoli, le categorie e i gruppi sociali considerati inferiori, contro la deriva della modernità, i cui principi fondanti sono rappresentati dall&#8217;illuminismo e dal programma marxista che, al contrario, prevede la possibile costituzione di una società di liberi ed uguali.</p>
<p>Laura Tussi</p>
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		<title>Caritas a Lampedusa, frontiera delle migrazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 20:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati e accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Caritas Italiana, insieme alla Chiesa locale siciliana e alle Caritas diocesane, ha svolto da mercoledì 25 a venerdì 27 marzo 2009, nell&#8217;isola di Lampedusa (Ag), luogo simbolo dell&#8217;Europa delle migrazioni, i lavori del Coordinamento nazionale Immigrazione, oltre a una serie di iniziative collaterali, tra cui il momento di confronto pubblico &#8220;Lampedusa, frontiera d&#8217;Europa&#8221;. Testi e materiali (.pdf): [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Caritas Italiana, insieme alla Chiesa locale siciliana e alle Caritas diocesane, ha svolto <strong>da mercoledì </strong></span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong>25 a</strong></span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong> venerdì 27 marzo 2009</strong>, nell&#8217;isola di Lampedusa (Ag), luogo simbolo dell&#8217;Europa delle migrazioni, i lavori del <strong>Coordinamento nazionale Immigrazione</strong>, oltre a una serie di iniziative collaterali, tra cui il momento di <strong>confronto pubblico &#8220;Lampedusa, frontiera d&#8217;Europa&#8221;</strong>.</span></div>
<p><span id="more-1157"></span></p>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong>Testi e materiali (.pdf):<br />
</strong><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"></p>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/comunicati/marzo_2009/CS_11_27032009.pdf" target="_blank">Leggi il comunicato stampa</a> (27 marzo 2009)</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/comunicati/marzo_2009/CS_10_20032009.pdf" target="_blank">Leggi il comunicato stampa</a> (20 marzo 2009)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/PREGHIERA_LAMPEDUSA.pdf" target="_blank">Testo della preghiera alla &#8220;Porta d&#8217;Europa&#8221;</a></span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Relazione_OIM.pdf" target="_blank">Contributo OIM</a> (175 Kb)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Relazione_UNHCR.pdf" target="_blank">Contributo UNHCR</a> (411 Kb)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/Italia/immigrazione/Relazione_Geraci.pdf" target="_blank">Relazione Salvatore Geraci</a> (Caritas Roma - 2 Mb)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a onclick="javascript:load('/materiali/Italia/immigrazione/Relazione_Morrone.pdf','_blank');return false;" href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/Italia/immigrazione/Relazione_Morrone.pdf" target="_blank">Relazione Aldo Morrone</a> (Dir. Gen. INMP - 10 Mb)</span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></div>
<p></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /></strong><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Relazione_Nastasi.pdf" target="_blank">Intervento di don Stefano Nastasi</a> (parroco di Lampedusa)<br />
<span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /></strong><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Testimonianza_Brignoli.pdf" target="_blank">Testimonianza di Annamaria Brignoli</a> (Lampedusa)</span></span></span></span></span></span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><br />
<img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/materiali/primo_piano/incontro_lampedusa/programma.pdf" target="_blank"><span style="font-size: x-small;">Programma</span></a></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Scheda_Lampedusa1.pdf" target="_blank"><span style="font-size: x-small;">Le rotte dei migranti e Lampedusa</span></a><br />
<a title="vai alla gallery" href="http://www.caritasitaliana.it/pls/caritasitaliana/V3_S2EW_consultazione.mostra_pagina?id_pagina=00755" target="_top"><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/foto.gif" border="0" alt="" hspace="3" width="21" height="14" align="left" />Le foto da Lampedusa</span></a><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"> </span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><strong>Rassegna Stampa (.pdf):</strong></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a onclick="javascript:load('/caritasitaliana/allegati/1309/Articoli_incontro_Lampedusa.pdf','_blank');return false;" href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Articoli_incontro_Lampedusa.pdf" target="_blank">Lanci e notizie sulle agenzie</a> (151 Kb)</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/Articoli_Avvenire.pdf" target="_blank">Gli articoli su &#8220;Avvenire&#8221;</a> (58 Kb)</span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/FamigliaCristiana_Lampedusa1.pdf" target="_blank">Primo piano su &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;</a> (181 Kb)</span></span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/FamigliaCristiana_Lampedusa2.pdf" target="_blank">Reportage su &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;</a> (740 Kb)</span></span></span></span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"></p>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/EcodiBergamo_Lampedusa1.pdf" target="_blank">Articolo su &#8220;L&#8217;Eco di Bergamo&#8221;</a> (291 Kb)</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"><img src="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1187/allegato.gif" border="0" alt="" hspace="4" width="14" height="14" align="left" /><a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/allegati/1309/EcodiBergamo_Lampedusa2.pdf" target="_blank">Articolo su &#8220;L&#8217;Eco di Bergamo&#8221;</a> (217 Kb)</span></div>
<p></span></span></div>
<div><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Insieme ai membri del Coordinamento, esponenti delle Caritas </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">delle 16 regioni ecclesiastiche, l&#8217;attenzione dell&#8217;intera Chiesa italiana è stata </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">testimoniata dal vescovo di Lodi e presidente di Caritas Italiana, monsignor Giuseppe </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Merisi; la vicinanza di tutta la Chiesa siciliana è stata portata da monsignor Paolo </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Romeo, arcivescovo di Palermo e presidente della Conferenza episcopale siciliana. </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Queste voci, insieme a quelle di don Giacomo Martino, direttore nazionale </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">dell&#8217;Apostolato del Mare della Fondazione Migrantes, e don Vittorio Nozza, direttore di </span></span><span style="font-family: Verdana,Geneva,Arial,Sans-serif;"><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Caritas Italiana, si sono per tre giorni unite a quelle dell&#8217;arcivescovo di Agrigento, </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">monsignor Francesco Montenegro, dei fedeli della sua diocesi e del parroco di </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Lampedusa, don Stefano Nastasi, anche con un suggestivo momento di preghiera presso la </span><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Porta d’Europa.</span></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;"></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 3pt; text-align: justify;">
<p></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt; color: #515151; font-family: Verdana;">Attualmente Lampedusa vive una situazione molto complicata, per tanti aspetti. L&#8217;isola è il centro in cui confluiscono, e da cui si dipartono, i flussi di arrivo di migranti, soprattutto africani, verso l&#8217;Europa. E ospita un Centro di identificazione ed espulsione (Cie) da tempo oggetto di cronache, dibattiti e polemiche, in cui sono trattenuti centinaia di migranti.</span></div>
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		<title>«Basta con la definizione di clandestino nei mass media»</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 17:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Basta definire nei mass media gli immigrati irregolari, ovvero gli esclusi dalla sanatoria, col termine di clandestini. Il presidente Martini, durante la conferenza stampa che si è tenuta a margine del convegno organizzato dalla Regione &#8216;Immigrati, una risorsa scoperta&#8217;, all&#8217;Istituto degli Innocenti, ha rilanciato la proposta. Poco tempo fa l&#8217;idea è stata lanciata dal &#8216;Gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta definire nei mass media gli immigrati irregolari, ovvero gli esclusi dalla sanatoria, col termine di clandestini. Il presidente Martini, durante la conferenza stampa che si è tenuta a margine del convegno organizzato dalla Regione &#8216;Immigrati, una risorsa scoperta&#8217;, all&#8217;Istituto degli Innocenti, ha rilanciato la proposta.<span id="more-1102"></span><br />
Poco tempo fa l&#8217;idea è stata lanciata dal &#8216;Gruppo giornalisti contro il razzismo&#8217;. L&#8217;Ordine dei giornalisti dell&#8217;Emilia-Romagna vi ha già aderito. Martini auspica che si possa fare altrettanto in Toscana. Adottare cioè una sorta di &#8216;ecologia del linguaggio&#8217;, eliminare un termine palesemente inappropriato. «Sono persone – ha spiegato Martini &#8211; che vivono e lavorano alla luce del sole. Clandestino si riferisce a qualcosa di nascosto, ad un&#8217;attività che si compie in segreto. Il termine è molto usato nei mass media ed evoca un concetto negativo, segretezza, vivere nell’ombra, avere legami con criminalità». In Toscana le persone che hanno fatto domanda di regolarizzazione con l&#8217;ultima sanatoria sono state quasi 47mila; soltanto 13mila hanno avuto una risposta positiva. «Ciò significa – ha aggiunto &#8211; che 34mila sono clandestini, quando invece si tratta di tante persone che lavorano come badanti, nell&#8217;edilizia, nelle concerie. Sono persone che si sono &#8216;autodenunciate&#8217; ma che, a causa delle quote basse, non sono state regolarizzate. Proporrei di utilizzare un termine più appropriato, come illegali, irregolari, rifugiati, risiedenti asilo, migranti, persone o lavoratori senza documenti. In Francia ad esempio ci sono i &#8216;Sans papiers&#8217;, l&#8217;Onu suggerisce &#8216;non document migrant workers&#8217;».<br />
In apertura del convegno sempre Martini ha spiegato il senso dell&#8217;iniziativa. «Cercare di discutere del tema in modo sereno. Ascoltare le opinioni e le esperienze di persone che quotidianamente vivono a contatto con queste persone, ne condividono i problemi, con l&#8217;obiettivo di trovare soluzioni per un governo adeguato del fenomeno. Dobbiamo – ha proseguito Martini &#8211; superare l&#8217;approccio emotivo e adottarne uno basato su evidenze empiriche. Ma soprattutto dobbiamo liberarci dalla paura di questo tema perchè è grazie a questa che nascono norme e provvedimenti che cavalcano l&#8217;emergenza e l&#8217;emotività. Ho appreso ad esempio che una parte dei parlamentari della Pdl hanno chiesto che non venga posta la fiducia sul pacchetto perchè contiene norme inaccettabili». Infine una battuta sulla localizzazione di Cie in Toscana. «Come Regione – ha concluso &#8211; non siamo stati informati di nulla a questo proposito. É una competenza del governo, che evidentemente non considera le Regioni soggetti del percorso dato che non ci ha coinvolto».<br />
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<div id="autore">Autore: <span class="nome">Federico Taverniti</span></div>
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<div class="fonte"><img src="http://www.regione.toscana.it/regione/multimedia/RT/images/upload/low/1/1197599465332_asca.jpg" alt="ASCA" /></div>
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		<title>Immigrazione, la Calabria prima Regione d’Italia a dotarsi di una legge per l’accoglienza e l’inserimento dei rifugiati</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 16:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati e accoglienza]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Calabria sarà la prima tra le Regioni italiane, a dotarsi di una legge che promuove l’accoglienza e l’inserimento dei rifugiati sul territorio coniugandolo allo sviluppo socio-economico delle comunità locali. Il provvedimento, approvato dalla Giunta e che passerà ora all’esame del Consiglio, è stato presentato oggi a Palazzo Alemanni dal presidente della Regione Agazio Loiero nel corso di un incontro con la stampa al quale erano anche presenti il vicepresidente dell’Esecutivo, Domenico Cersosimo, il portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Laura Boldrini, Gianfranco Schiavone del direttivo nazionale dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione e i sindaci di Riace e Caulonia, Domenico Lucano e Ilario Ammendolia. Assente, per impegni istituzionali a Roma, il capogruppo consiliare del Partito Democratico Nicola Adamo, che ha partecipato attivamente alla redazione del testo di legge.<span id="more-1087"></span><br />
Il provvedimento nasce dalla positiva esperienza dei Comuni di Riace, Caulonia e Stignano dove i rifugiati sono diventati una vera e propria risorsa. Giunti a più riprese nella Locride, a partire dalla fine degli anni Novanta, sono da tempo impegnati in attività artigianali e produzioni locali dando così un contributo, in armonia con la popolazione locale, alla rivitalizzazione dell’economia di borghi segnati da un passato di emigrazione di massa e altrimenti destinati a un futuro di decadenza e spopolamento. Un modello di integrazione balzato agli onori della cronaca nazionale la scorsa estate quando la Locride accolse l’appello disperato che arrivava da Lampedusa, di farsi carico dei nuovi arrivi visto che il centro d’accoglienza dell&#8217;isola era perennemente stracolmo.<br />
L’obiettivo che adesso si prefigge la Calabria è quello di “mettere a sistema” il modello Locride, dare cioè un input alla realizzazione su tutto il territorio regionale di interventi diretti all’accoglienza e all’integrazione per arrivare a definire un vero e proprio sistema regionale integrato di accoglienza. Il provvedimento, infatti, finanzia con risorse regionali e comunitarie i progetti, presentati da Comuni, Province, Comunità Montane e altre istituzioni, finalizzati all’inserimento socio-lavorativo dei richiedenti asilo e dei rifugiati, soprattutto nei borghi interessati da fenomeni di spopolamento e da particolari sofferenze socio-economiche. La legge prevede anche azioni che favoriscano la conoscenza reciproca tra i popoli, base fondamentale di una convivenza serena. L&#8217;esperienza insegna che tutto ciò è possibile se attuato gradualmente e attraverso la strategia dei piccoli numeri, tenendo conto cioè delle esigenze di ciascuna comunità locale. Il diritto d’asilo è garantito dall’articolo 10 della nostra Carta Costituzionale che recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”.<br />
Lo Stato Italiano, pur avendo ratificato le convenzioni internazionali in materia, e avendo recepito nel proprio ordinamento le relative direttive dell’Unione Europea, non ha ancora una normativa organica nazionale. Nonostante l’assenza di una legge organica il numero di persone che bussano alle porte dell’Italia perché in fuga dai propri Paesi è in continuo aumento. Alla fine del 2008 le richieste pervenute alle Commissioni territoriali per il diritto d’asilo sono state 31.097, quelle esaminate 21.933 di cui 11.849 con esito positivo. Nel 2007 le domande d&#8217;asilo erano state 14 mila, l&#8217;anno prima circa 10.400. L’aumento, pur significativo, degli arrivi dei richiedenti asilo, va letto con attenzione e senza allarmismi. L’Italia è stata infatti, per lungo tempo, un Paese “di transito” con una presenza molto modesta di rifugiati rispetto alla media europea. Quanto sta avvenendo è quindi il segnale di un cambiamento del ruolo dell’Italia quale Paese di destinazione nel contesto dell’Unione. Il diritto d&#8217;asilo e le procedure di riconoscimento della condizione di rifugiato sono di competenza dello Stato. Le Regioni, nell’ambito della loro potestà legislativa, possono svolgere un ruolo importante sostenendo interventi di protezione, accoglienza e integrazione sociale dei rifugiati favorendo la costruzione di una rete di servizi territoriali.<br />
Finalità della legge è “promuovere interventi specifici per l’accoglienza, la protezione legale e sociale dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di misure di protezione sussidiaria presenti sul territorio regionale con particolare riguardo alle situazioni più vulnerabili (minori, donne sole vittime di tortura); sostenere azioni indirizzate all&#8217;inserimento socio-lavorativo dei rifugiati e richiedenti asilo; promuovere un sistema regionale integrato di accoglienza”. Lo strumento di programmazione degli interventi previsti dalla legge è il Piano regionale, con valenza triennale, che individua per ogni annualità, le strategie, gli obiettivi, le linee di intervento, i soggetti ammissibili, le risorse e il sistema di monitoraggio.<br />
La legge prevede, altresì, “interventi in favore di comunità interessate da fenomeni di spopolamento e declino che intendano avviare percorsi di riqualificazione e di rilancio socio-economico collegato all’accoglienza di rifugiati”. Viene data priorità ai “progetti che valorizzino le produzioni artigianali, le competenze e le tradizioni locali, che prevedano forme di commercio equo e solidale e di turismo responsabile; alla promozione di eventi culturali volti a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sulla cultura dell&#8217;accoglienza allo scopo di prevenire situazioni di intolleranza e razzismo; a programmi di formazione rivolti alla pubblica amministrazione”. I beneficiari sono i Comuni, le Province, e le Comunità Montane per ciò che riguarda gli interventi di riqualificazione e di rilancio socio-economico e culturale collegati all&#8217;accoglienza dei richiedenti asilo, dei rifugiati, e dei titolari di misure di protezione sussidiaria o umanitaria. Gli stessi enti locali, nonché le istituzioni scolastiche, le aziende sanitarie, i soggetti pubblici associazioni ed enti senza fini di lucro possono attuare interventi per la produzione e la diffusione di eventi culturali volti a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica ad una cultura dell&#8217;accoglienza e ad una conoscenza del diritto d&#8217;asilo, anche allo scopo di prevenire e contrastare situazioni di intolleranza e razzismo.<br />
Il Comitato dei garanti ha compiti di “formulare proposte per l’attuazione del piano regionale, esprimere una valutazione dei progetti sotto il profilo della coerenza e sostenibilità, operare un monitoraggio sull&#8217;andamento dei progetti finanziati, formulare proposte per l’attuazione di studi e ricerche oggetto della legge. Il Comitato, inoltre, ha il compito di valutare l’attuazione degli interventi e di redigere un rapporto. L’organismo è formato da 5 componenti, individuati dall’amministrazione regionale tra gli enti e le associazioni maggiormente significative sul piano nazionale nelle materie attinenti la tutela del diritto d&#8217;asilo, la tutela dei diritti umani, il dialogo interculturale, lo sviluppo di modelli di economia solidale nelle comunità locali e nelle relazioni internazionali.</p>
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		<title>Diritto alla salute degli immigrati irregolari</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 15:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[La Caritas diocesana di Roma informa che nelle prossime settimane verranno potenziate le attività di assistenza svolte dall&#8217;Area Sanitaria a favore degli immigrati privi di permesso di soggiorno. Allo stesso tempo, i medici della Caritas intensificheranno l&#8217;attività di animazione e sensibilizzazione verso gli operatori socio‐sanitari degli ospedali e nelle strutture sanitarie pubbliche e private. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La Caritas diocesana di Roma informa che nelle prossime settimane verranno potenziate le attività di assistenza svolte dall&#8217;Area Sanitaria a favore degli immigrati privi di permesso di soggiorno.</strong></em><br />
Allo stesso tempo, i medici della Caritas intensificheranno l&#8217;attività di animazione e sensibilizzazione verso gli operatori socio‐sanitari degli ospedali e nelle strutture sanitarie pubbliche e private.<span id="more-1004"></span></p>
<p>La Caritas di Roma si prepara così a fronteggiare le gravi onseguenze che potrebbe causare l&#8217;approvazione nel DDL &#8220;pacchetto sicurezza&#8221; della norma che prevede la cancellazione nel T.U. sull&#8217;immigrazione del divieto di segnalazione degli immigrati illegali che si presentano nelle strutture sanitarie.<br />
Pur sapendo che la norma dovrà passare all’esame della Camera dei Deputati e non è ancora in vigore, e ben conoscendo lo scrupoloso rispetto della deontologia da parte del personale sanitario che ne impedirebbe la segnalazione (come tra l&#8217;altro ribadito più volte dall&#8217;Ordine dei Medici e dai maggiori sindacati e organismi di categoria), la Caritas ritiene che il provvedimento rischia di avere dei pericolosi effetti immediati sulla sanità pubblica per il clima di paura che sta causando. Per questo si attiverà anche nel far conoscere agli immigrati che al momento possono usufruire delle cure senza alcun rischio di denuncia.<br />
Confidando in una modifica di tale provvedimento nel prosieguo dei lavori parlamentari, la Caritas di Roma fa sue le parole della Conferenza Episcopale Italiana &#8220;di fronte al problema della sofferenza, non possiamo continuare a non difendere chi ha bisogno&#8221;.<br />
Roma, 6 febbraio 2009</p>
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		<title>I medici possono denunciare gli irregolari: lo sconcerto di Msf</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 20:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Immigrati in Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;organizzazione si dice sconcertata per la scelta del Senato &#8221;di ignorare il grido di allarme lanciato da medici, infermieri e ostetriche&#8221; e annuncia che continuerà la battaglia &#8221;affinché il provvedimento venga bocciato dalla Camera&#8221; ROMA &#8211; Medici Senza Frontiere (Msf), esprime “profonda preoccupazione e allarme per le conseguenze dell’approvazione dell’emendamento 39.306 presentato in sede di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L&#8217;organizzazione si dice sconcertata per la scelta del Senato &#8221;di ignorare il grido di allarme lanciato da medici, infermieri e ostetriche&#8221; e annuncia che continuerà la battaglia &#8221;affinché il provvedimento venga bocciato dalla Camera&#8221;</em><br />
</strong><br />
ROMA &#8211; Medici Senza Frontiere (Msf), esprime “profonda preoccupazione e allarme per le conseguenze dell’approvazione dell’emendamento 39.306 presentato in sede di esame del Ddl 733 che ha avuto luogo oggi nell’Assemblea del Senato”.<span id="more-1002"></span><br />
”Il suddetto comma 5 – ricorda Msf &#8211; prevedeva che ‘l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all&#8217;autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano’. L’ambiguità conseguente a tale abrogazione  e, di conseguenza, il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerà nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche, una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa ‘marginalizzazione sanitaria’ di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio”.</p>
<p>&#8220;Siamo sconcertati per la scelta del Senato di avere consapevolmente ignorato il grido di allarme lanciato dagli ordini professionali di medici, infermieri e ostetriche e da centinaia di associazioni e rappresentanti della società civile &#8211; dichiara Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf Italia -. Una scelta che sancisce la caduta del principio del segreto professionale per il personale sanitario volto a tutelare il paziente come essere umano indipendentemente da ogni altra considerazione&#8221;.</p>
<p>Msf, promotrice insieme a Simm, Asgi e Oisg della campagna &#8220;Siamo medici e infermieri &#8211; Non siamo spie&#8221;, si appella ora alla Camera dei Deputati perché riveda la posizione assunta dal Senato sul comma 5.</p>
<p>Da ricordare che Msf lavora in Italia dal 2003 per fornire accesso alle cure e assistenza medica agli immigrati. In collaborazione con le Asl locali ha gestito 35 ambulatori per stranieri irregolari e ha curato 18 mila pazienti.</p>
<p><a href="http://www.redattoresociale.it">Redattore Sociale</a></p>
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		<title>Ddl sicurezza, associazioni in piazza per dire &#8221;no&#8221; al razzismo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Dec 2008 20:34:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrati e accoglienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Davanti a Montecitorio la Cgil assieme a diverse associazioni, tra cui Arci, Antigone, Gruppo Abele e Centro Astalli. Piccinini (Cgil): &#8221;Non possiamo accettare provvedimenti che fanno pagare un prezzo esagerato in nome della sicurezza&#8221; ROMA – “Ci rivolgiamo a tutti per impegnare ognuno contro il razzismo. In Italia c’è un’ondata di xenofobia e intolleranza che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Davanti a Montecitorio la Cgil assieme a diverse associazioni, tra cui Arci, Antigone, Gruppo Abele e Centro Astalli. Piccinini (Cgil): &#8221;Non possiamo accettare provvedimenti che fanno pagare un prezzo esagerato in nome della sicurezza&#8221;</em></p>
<p>ROMA – “Ci rivolgiamo a tutti per impegnare ognuno contro il razzismo. In Italia c’è un’ondata di xenofobia e intolleranza che viene alimentata dalla destra”. E’ il commento di Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil al ddl sicurezza 733, in discussione al Senato. La Cgil oggi è in piazza di fronte a Montecitorio nella giornata delle Nazioni Unite per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici migranti e delle loro famiglie. Insieme alla organizzazione sindacale anche le associazioni del Terzo Settore come Arci, Antigone, Gruppo Abele e Centro Astalli.<br />
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“Non possiamo accettare questi provvedimenti razzisti che fanno pagare un prezzo esagerato in nome della sicurezza &#8211; sottolinea la Piccinini -. Far pagare ai migranti 200 euro per il rinnovo del permesso di soggiorno è come vessarli con una tassa impropria che li mette nella condizione di non riuscire a sopravvivere. Il reato di clandestinità e le classi ponte sono illegittime. Bisogna confermare – conclude la segretaria della Cgil – i diritti delle persone, a partire da quelli dei migranti”.</p>
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