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	<title>Portale Solidale &#187; Politica e sociale</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 18:26:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e delle solidarietà tra generazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anno 2012 è proclamato Anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Esso è inteso a promuovere la vitalità e la dignità di tutti. L&#8217;obiettivo generale dell&#8217;Anno europeo consiste nell&#8217;agevolare la creazione di una cultura dell&#8217;invecchiamento attivo in Europa, basata su una società per tutte le età. In tale contesto, l&#8217;Anno europeo incoraggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;anno 2012 è proclamato Anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Esso è inteso a promuovere la vitalità e la dignità di tutti.</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo generale dell&#8217;Anno europeo consiste nell&#8217;agevolare la creazione di una cultura dell&#8217;invecchiamento attivo in Europa, basata su una società per tutte le età.</p>
<p><span id="more-1816"></span></p>
<p>In tale contesto, l&#8217;Anno europeo incoraggia e sostiene l&#8217;impegno degli Stati membri, delle loro autorità regionali e locali, delle parti sociali, della società civile e del mondo imprenditoriale, comprese le piccole e medie imprese, a promuovere l&#8217;invecchiamento attivo e ad adoperarsi maggiormente per mobilitare il potenziale degli ultracinquantenni, che costituiscono una parte della popolazione in continuo e rapido aumento. In tal modo, esso promuove la solidarietà e la cooperazione tra le generazioni, tenendo conto della diversità e della parità di genere.</p>
<p>La promozione dell&#8217;invecchiamento attivo implica la creazione di migliori opportunità, affinché donne e uomini anziani possano svolgere un ruolo sul mercato del lavoro, la lotta contro la povertà, in particolare femminile, e l&#8217;esclusione sociale, incentivare il volontariato e la partecipazione attiva alla vita familiare e sociale e la promozione dell&#8217;invecchiamento sano e dignitoso.</p>
<p>Ciò comporta, tra l&#8217;altro, l&#8217;adeguamento delle condizioni di lavoro, la lotta contro gli stereotipi negativi sull&#8217;età e la discriminazione basata sull&#8217;età, il miglioramento della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, l&#8217;adattamento dei sistemi di apprendimento permanente alle esigenze di una manodopera anziana e la garanzia che i sistemi di protezione sociale siano adeguati e offrano gli opportuni incentivi.</p>
<p>Per la promozione e lo svolgimento delle attività dell’Anno 2012, ogni Stato Membro si avvale di un organismo di coordinamento a livello nazionale. Per l’Italia, il coordinamento nazionale è svolto dal <a href="http://www.politichefamiglia.it/" target="_blank">Dipartimento per le Politiche della Famiglia</a> che assicura un raccordo tra le amministrazioni interessate e tutti gli altri attori coinvolti per la programmazione delle attività nazionali.</p>
<p>Allo scopo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e promuovere i temi principali che riguardano l&#8217;Anno Europeo, il Dipartimento intende sviluppare una campagna integrata di comunicazione di cui il sito web <strong><a title="http://www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it/" href="http://www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it/" target="_blank">www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it</a></strong> è il primo strumento informativo.</p>
<p>Per saperne di più</p>
<ul>
<li><a href="http://ec.europa.eu/social/ey2012main.jsp?catId=971&amp;langId=it" target="_blank"> Il sito dedicato all&#8217;Anno dell&#8217;invecchiamento attivo</a></li>
</ul>
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		<title>NUOVA ICI PER REDDITO E NUMERO FIGLI: LA PROPOSTA ACLI &#8216;A SALDI INVARIATI&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 16:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Olivero: «Chi ha meno reddito e più figli, deve pagare di meno» «Abbiamo messo a punto un modello di calcolo della nuova Ici sulla prima casa che consente di tenere in conto il reddito della famiglie e il numero dei figli, mantenendo il saldo di bilancio invariato. Chi ha meno reddito e più figli, deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>Andrea Olivero: «Chi ha meno reddito e più figli, deve pagare di meno»</em></div>
<div>«Abbiamo messo a punto un modello di calcolo della nuova Ici sulla prima casa che consente di <strong>tenere in conto il reddito della famiglie e il numero dei figli, mantenendo il saldo di bilancio invariato</strong>. Chi ha meno reddito e più figli, deve pagare di meno. Questo è il principio che ispira la nostra proposta e che può contribuire a migliorare nel senso dell’equità quanto previsto dal Governo nel decreto Salva Italia. I margini di manovra sono strettissimi, ma quanto proponiamo <strong>è il minimo che si possa fare</strong>. Chiediamo al governo e alle forze politiche di valutare questa proposta nei sedi parlamentari nei passaggi istituzionali previsti nelle prossime ore».<br />
<span id="more-1772"></span><br />
Lo afferma il presidente nazionale delle Acli, <strong>Andrea Olivero</strong>, presentando la proposta elaborata dal <strong>Caf Acli </strong>utilizzando come base di riferimento un campione reale di 479.542 soggetti, estratti dal proprio database, possessori della stessa abitazione principale (al 100%) nel periodo che va dal 2007 al 2011.<strong> La proposta interviene sulla detrazione di 200 euro sulla prima casa</strong>prevista dal decreto al comma 10 dell’articolo 13, e vi applica un <strong>coefficiente familiare e di reddito</strong>.</p>
<p>Le Acli hanno confrontando l’impatto sul campione dell’Ici introdotta dal Governo con la rimodulazione della detrazione per reddito e numero di figli. A parità di gettito complessivo, viene rispettato con maggiore evidenza il principio di equità e progressività.</p>
<p>Una <strong>vedova </strong>con pensione di riversibilità di 700 euro lorde mensili, proprietaria di un fabbricato urbano di 900 euro di rendita catastale, pagherebbe con l’Ici del Governo 707,20 euro. Con la rimodulazione proposte dalle Acli la tassa scenderebbe a 491,82, con un risparmio di 215,38 euro, pari al 30% di una mensilità di pensione. Con la stessa casa, un <strong>single </strong>con 45mila euro di reddito complessivo, pagherebbe con l’Ici attuale sempre 707,20 euro come la vedova. Con la rimodulazione Acli avrebbe un aggravio di 116 euro, pari al 3,3% di una mensilità di stipendio.</p>
<p>Una <strong>famiglia con marito, moglie e due figli a carico</strong>, pagherebbe sempre 707,20 euro con l’Ici attuale se avesse 45mila, 30mila o 20mila euro di reddito complessivo. Con la rimodulazione l’importo scenderebbe progressivamente a 680 euro, 567 euro, 396 euro.</p>
<p>«Siamo consapevoli – scrivono le Acli &#8211; che la nostra proposta ha <strong>un limite oggettivo forte</strong>, dato dalla necessità della sostenibilità economica, e pertanto i risparmi per le famiglie, seppur presenti ed importanti, dovrebbero essere ancor più significativi. Questo potrebbe essere possibile se ci fosse la possibilità di distribuire sulla detrazione per l’abitazione principale maggiori risorse, che consentirebbero, ad esempio, di <strong>rimodulare la proposta con detrazioni teoriche più alte</strong>, piuttosto che coefficienti familiari maggiori per ogni figlio. E avremmo anche voluto inserire un <strong>correttivo per le famiglie con figli disabili</strong>».</p>
<p>«E’ indubbio altresì che <strong>alcuni margini per ottenere maggiori risorse, potrebbero esserci</strong>. Ad esempio, i moltiplicatori utilizzati per determinare il valore catastale degli immobili sono stati infatti incrementati del 60 % per le abitazioni. Ma solo del 20% per gli immobili di categoria D: vale a dire le banche, le assicurazioni, le industrie, i centri commerciali, gli stabilimenti balneari ed i posti barca… Forse potremmo pensare di innalzare i moltiplicatori anche di questi fabbricati per far in modo che con quelle risorse in più pagate da pochi, si possa alleviare a molti il peso di una imposta che così come è stata pensata rischia di essere oltremodo iniqua».</div>
<div>Fonte: <a href="http://www.acli.it/index.php?option=com_k2&amp;view=itemlist&amp;task=user&amp;id=97%3Aufficiostampaacli&amp;Itemid=351" rel="author">Ufficio stampa Acli</a></div>
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		<title>CRESCONO DEL 17% LE DOMANDE DI ASILO NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2011</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/crescono-del-17-le-domande-di-asilo-nei-paesi-industrializzati-nel-primo-semestre-del-2011/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 22:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione, Minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[GINEVRA, 18 ottobre 2011 (UNHCR) – Un rapporto pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) evidenzia un incremento del 17% nelle domande di asilo presentate nei paesi industrializzati durante i primi sei mesi del 2011. La maggior parte dei richiedenti provengono da paesi con una lunga tradizione di esodo. Secondo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GINEVRA, 18 ottobre 2011 (UNHCR) – Un rapporto pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) evidenzia un incremento del 17% nelle domande di asilo presentate nei paesi industrializzati durante i primi sei mesi del 2011. La maggior parte dei richiedenti provengono da paesi con una lunga tradizione di esodo.</p>
<p><span id="more-1763"></span></p>
<p>Secondo il rapporto dell’UNHCR &#8211; Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries, primo semestre 2011 – dal 1 gennaio al 30 giugno 2011 sono state presentate 198.300 domande di asilo, rispetto alle 169.300 relative allo stesso periodo dell’anno precedente.</p>
<p>Considerando che le domande di asilo normalmente raggiungono il picco nella seconda metà dell’anno, le proiezioni dell’UNHCR indicano che alla fine del 2011 potremmo arrivare a 420.000 domande, il totale più alto in otto anni.</p>
<p>Fino ad ora, le crisi che hanno comportato esodi maggiori nel 2011 riguardano l’Africa occidentale, il Nord Africa e il Corno d’Africa. Il rapporto evidenzia infatti un incremento nelle domande di asilo provenienti da cittadini di Tunisia, Costa d’Avorio e Libia (rispettivamente 4.600, 3.300 e 2.000) ma complessivamente l’impatto di questi eventi sulle domande di asilo è stato limitato.</p>
<p>Considerati in blocco i 44 paesi interessati dalla raccolta dati, i principali paesi di origine dei richiedenti asilo rimangono stabili rispetto agli anni precedenti: Afghanistan (15.300 domande), Cina (11.700), Serbia [e Kosovo] (10.300), Iraq (10.100) e Iran (7.600).</p>
<p>“Il 2011 è stato un anno di movimenti forzati di popolazioni come nessun altro da quando sono Alto Commissario,” ha affermato l’Alto Commissario per i Rifugiati António Guterres. “L’impatto di queste crisi sul numero di domande di asilo nei paesi industrializzati sembra essere stato fino ad ora minore di quanto potevamo aspettarci, dato che la maggior parte di coloro che sono fuggiti si sono riversati nei paesi confinanti. Ciò nonostante siamo riconoscenti nei confronti dei paesi industrializzati per aver continuato a rispettare il diritto delle persone di presentare domanda di asilo ed essere audite.”</p>
<p>A livello continentale, l’Europa ha registrato il numero più alto di domande di asilo pari al 73% di tutte le quelle presentate nei paesi industrializzati. Solo in Australia si è registrato un declino – 5.100 domande rispetto alle 6.300 dell’anno precedente.</p>
<p>A livello di singoli paesi, gli Stati Uniti hanno ricevuto più domande di qualsiasi altro paese industrializzato (36.400), seguiti da Francia (26.100), Germania (20.100), Svezia (12.600) e Regno Unito (12.200). La regione nordica è stata la sola a registrare un calo delle domande in Europa. In Italia sono state registrate, durante il primo semestre del 2011, 10.860 domande di asilo. L’incremento del 102% rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente è dovuto all’arrivo via mare di richiedenti asilo in fuga dal Nord Africa. Nel frattempo le domande sono più che raddoppiate in Asia Nord-orientale  - con 1.300 domande presentate in Giappone e Corea del Sud rispetto alle 600 della prima metà del 2010.</p>
<p>Il rapporto non fornisce informazioni su quante domande di asilo si siano poi effettivamente tradotte in concessione di protezione internazionale, né tantomeno i risultati possono rappresentare un indicatore dei movimenti migratori. Il rapporto ‘Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries, First Half 2011’ integra il rapporto statistico annuale dell’UNHCR Global Trends Report, pubblicato nel giugno di ogni anno e che quest’anno ha evidenziato come l’80 per cento dei rifugiati del mondo si trovi nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>E’ possibile scaricare ‘Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries, First Half 2011’ qui: <a title="" href="http://www.unhcr.it/news/dir/91/studi-e-ricerche.html%20" target="_blank">http://www.unhcr.it/news/dir/91/studi-e-ricerche.html</a></p>
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		<title>LEDHA: C’era una volta il welfare italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 17:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autonomia, Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre l’87% dei fondi sociali, a cui si devono aggiungere i tagli agli Enti locali e quelli alla Scuola. Con le prossime riforme del fisco e dell’assistenza si pensa di recuperare 40 miliardi di euro. «&#8221;Grazie&#8221; ai tagli agli Enti Locali - dichiara Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><em>Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre l’87% dei fondi sociali, a cui si devono aggiungere i tagli agli Enti locali e quelli alla Scuola. Con le prossime riforme del fisco e dell’assistenza si pensa di recuperare 40 miliardi di euro.</em></strong></p>
</div>
<p>«&#8221;Grazie&#8221; ai tagli agli Enti Locali - <a href="http://www.superando.it/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=7892">dichiara Pietro Barbieri</a>, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap), una persona su tre perderà i servizi sociali e &#8220;grazie&#8221; alla riforma assistenziale, un&#8217;altra persona su tre perderà l&#8217;indennità di accompagnamento. Senza considerare l&#8217;effetto dei tagli sulle agevolazioni fiscali che peserà su milioni di famiglie italiane»</p>
<p><span id="more-1751"></span></p>
<p>Basterebbero queste affermazioni per spiegare la situazione da girone dantesco in cui si trovano a vivere, oggi in Italia, le persone con disabilità e i loro famigliari.</p>
<p>Dal 2008 ad oggi il Governo ha tagliato oltre l&#8217;87% dei fondi sociali, a cui si devono aggiungere i tagli agli Enti locali, quelli alla scuola etc. etc. Con le prossime riforme del fisco e dell&#8217;assistenza si sono posti l&#8217;obbiettivo di recuperare 40 miliardi di euro. Ma essendosi giocati la clausola di salvaguardia dell&#8217;aumento dell&#8217;IVA, l&#8217;unica possibilità di racimolare un po&#8217; di euro è quella di tagliare sugli assegni di accompagnamento, sulle pensioni di reversibilità e sulle deduzioni e detrazioni fiscali&#8230; oltre questi tagli rimarrà il nulla!!!</p>
<p>Ma la realtà è più complessa e preoccupante di quanto possa apparire. Non si tratta, infatti, di una mera questione di freddi numeri economici, bensì di una vera e propria involuzione culturale e civile che sta colpendo il nostro Paese.</p>
<p>La storia ci insegna che in occasione di gravi crisi economiche in tutte le civiltà il tessuto civico e la coesione sociale, anche nei Paesi di più lunga tradizione democratica, tende a disgregarsi. E la caccia allo stigma sociale delle categorie a più alto tasso di emarginazione diventa Reale.</p>
<p>Poco importa se, di volta in volta, questi si chiamino &#8220;stranieri&#8221;, &#8220;ebrei&#8221;, &#8220;zingari&#8221; o &#8220;handicappati&#8221;, ma quello che conta è che queste &#8220;categorie&#8221;, dietro cui si perde la soggettività di essere persone o cittadini, sono quelle per cui si devono spendere soldi quando gli stessi si potrebbero usare per il tessuto produttivo del Paese.</p>
<p>E la contro prova sta nel fatto che la notizia di un dentista che evade oltre 7 milioni di euro di tasse passa quasi inosservata sulle pagine dei giornali o delle TV, mentre se la finanza e non l&#8217;INPS, scopre il famigerato cieco che guida, ecco che scatta la campagna mediatica sui falsi invalidi basata sui falsi dati, SI FALSI DATI, dell&#8217;INPS e sui tanti luoghi comuni del qualunquismo culturale di cui si nutre l&#8217;informazione di questo Paese.</p>
<p>Già, strano Paese l&#8217;Italia dei giorni d&#8217;oggi, dove c&#8217;è chi ci si erge a difesa della vita, pretendendo di obbligare una persona a sopravvivere attaccata a dei tubi e a delle macchine, subendo sofferenze atroci o priva di funzioni cerebrali, ma nel contempo non si riconoscono i diritti di cittadini alle persone con disabilità che vorrebbero poter sviluppare un proprio progetto di vita ma a cui, se va bene, viene concesso &#8220;un aiuto&#8221; dalla pietà di questa società.</p>
<p>A fronte di questa situazione e in nome della storia di civiltà e di emancipazione sociale dell&#8217;Italia e degli Italiani, oggi non è più possibile stare in mezzo al guado nascondendosi dietro ad una apoliticità di comodo. Non è una questione di destra o di sinistra ma di un Governo che governi rispettando i principi Costituzionali e le leggi di questo Paese.</p>
<p>E quindi bisogna iniziare a dire con forza che oggi è giunto il momento invece di provare, con fatica, a ricostruire un futuro meno oscuro, a ricucire una coesione sociale condivisa, a rimettere in piedi un welfare degno di un Paese civile in cui tutti i cittadini abbiano pari dignità e diritti ed in cui essere una persona con disabilità non significhi essere additato come un peso ma come una risorsa per lo sviluppo economico e civile dell&#8217;Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni:<br />
Giovanni Merlo – Direttore LEDHA 347/7308212 – giovanni.merlo@ledha.it</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Manovra e armi: &#8220;Il male oscuro&#8221; di Alex Zanotelli</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 20:59:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Associazionismo cattolico]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa cattolica]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza etica]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Religioni e Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tutta la discussione nazionale in atto sulla manovra finanziaria, che ci costerà 20 miliardi di euro nel 2012 e 25 miliardi nel 2013, quello che più mi lascia esterrefatto è il totale silenzio di destra e sinistra, dei media e dei vescovi italiani sul nostro bilancio della Difesa. E’ mai possibile che in questo paese nel 2010 abbiamo speso per la difesa ben 27 miliardi di euro? Sono dati ufficiali questi, rilasciati lo scorso maggio dall’autorevole Istituto Internazionale con sede a Stoccolma(SIPRI). Se avessimo un orologio tarato su questi dati, vedremmo che in Italia spendiamo oltre 50.000 euro al minuto, 3 milioni all’ora e 76 milioni al giorno. Ma neanche se fossimo invasi dagli UFO, spenderemmo tanti soldi a difenderci!!</p>
<p><span id="more-1707"></span></p>
<p>E’ mai possibile che a nessun politico sia venuto in mente di tagliare queste assurde spese militari per ottenere i fondi necessari per la manovra invece di farli pagare ai cittadini? Ma ai 27 miliardi del Bilancio Difesa 2010, dobbiamo aggiungere la decisione del governo, approvata dal Parlamento, di spendere nei prossimi anni, altri 17 miliardi di euro per acquistare i 131 cacciabombardieri F 35. Se sommiamo questi soldi, vediamo che corrispondono alla manovra del 2012 e 2013. Potremmo recuperare buona parte dei soldi per la manovra, semplicemente tagliando le spese militari. A questo dovrebbe spingerci la nostra Costituzione che afferma :”L’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali…”(art.11) Ed invece siamo coinvolti in ben due guerre di aggressione, in Afghanistan e in Libia. La guerra in Iraq (con la partecipazione anche dell’Italia), le guerre in Afghanistan e in Libia fanno parte delle cosiddette “ guerre al terrorismo”, costate solo agli USA oltre 4.000 miliardi di dollari (dati dell’Istituto di Studi Internazionali della Brown University di New York). Questi soldi sono stati presi in buona parte in prestito da banche o da organismi internazionali. Il governo USA ha dovuto sborsare 200 miliardi di dollari in dieci anni per pagare gli interessi di quel prestito. Non potrebbe essere, forse, anche questo alla base del crollo delle borse? La corsa alle armi è insostenibile, oltre che essere un investimento in morte: le armi uccidono soprattutto civili.</p>
<p>Per questo mi meraviglia molto il silenzio dei nostri vescovi, delle nostre comunità cristiane, dei nostri cristiani impegnati in politica. Il Vangelo di Gesù è la buona novella della pace: è Gesù che ha inventato la via della nonviolenza attiva. Oggi nessuna guerra è giusta ,né in Iraq, né in Afghanistan, né in Libia. E le folle somme spese in armi sono pane tolto ai poveri, amava dire Paolo VI. E da cristiani come possiamo accettare che il governo italiano spenda 27 miliardi di euro in armi, mentre taglia 8 miliardi alla scuola e ai servizi sociali?</p>
<p>Ma perché i nostri pastori non alzano la voce e non gridano che questa è la strada verso la morte?</p>
<p>E come cittadini in questo momento di crisi, perché non gridiamo che non possiamo accettare una guerra in Afghanistan che ci costa 2 milioni di euro al giorno? Perché non ci facciamo vivi con i nostri parlamentari perché votino contro queste missioni? La guerra in Libia ci è costata 700 milioni di euro!</p>
<p>Come cittadini vogliamo sapere che tipo di pressione fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’armi. Noi vogliamo sapere quanto lucrano su queste guerre aziende come la Fin-Meccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto-Melara, l’Alenia Aeronautica. Ma anche quanto lucrano la banche in tutto questo.</p>
<p>E come cittadini chiediamo di sapere quanto va in tangenti ai partiti, al governo sulla vendita di armi all’estero (Ricordiamo che nel 2009 abbiamo esportato armi per un valore di quasi 5 miliardi di euro).</p>
<p>E’ un autunno drammatico questo, carico di gravi domande. Il 25 settembre abbiamo la 50° Marcia Perugia-Assisi iniziata da Aldo Capitini per promuovere la nonviolenza attiva. Come la celebreremo? Deve essere una marcia che contesta un’Italia che spende 27 miliardi di euro per la Difesa.</p>
<p>E il 27 ottobre sempre ad Assisi , la città di S. Francesco, uomo di pace, si ritroveranno insieme al Papa, i leader delle grandi religioni del mondo. Ci aspettiamo un grido forte di condanna di tutte le guerre e un invito al disarmo.</p>
<p>Mettiamo da parte le nostre divisioni, ricompattiamoci, scendiamo per strada per urlare il nostro <span style="text-decoration: underline;">no</span> alle spese militari, agli enormi investimenti in armi, in morte.</p>
<p>Che vinca la Vita!</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Alex Zanotelli</strong></p>
<p style="text-align: right;">Napoli, 24 agosto 2011</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.ildialogo.org/appelli/indice_1314206334.htm" target="_blank"><strong>Per sottoscrivere l&#8217;appello</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Calderoli: prendere i soldi alle vedove e ai disabili</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Aug 2011 17:15:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro Calderoli, portabandiera della Lega nelle serrate trattative di rielaborazione della Manovra-Bis, è uscito allo scoperto, rivelando idue nuovi bersagli per fare cassa: leindennità di accompagnamento e le pensioni di reversibilità. Il Ministro ha dichiarato che sulle pensioni la trattativa fra Pdl e Lega c’è già stata ed è stata sottoscritta nel decreto del Governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministro Calderoli, portabandiera della Lega nelle serrate trattative di rielaborazione della Manovra-Bis, è uscito allo scoperto, rivelando i<strong>due nuovi bersagli</strong> per fare cassa: le<strong>indennità di accompagnamento</strong> e le <strong>pensioni di reversibilità</strong>.</p>
<p>Il Ministro ha dichiarato che sulle pensioni la trattativa fra Pdl e Lega c’è già stata ed è stata sottoscritta nel decreto del Governo che deve restare immutato: <em>“</em><em>bisogna invece</em><em> </em><em>andare ad interessarsi delle</em><em> </em><em><strong>pensioni di chi non ha mai lavorato</strong></em><em>. Penso, ad esempio, a chi </em><em><strong>ha pensioni di reversibilità</strong></em><em> eccessivamente alte e a chi prende </em><em><strong>accompagnament</strong></em><em>i, che oggi vengono dati indistintamente a tutti, senza che vi siano limiti legati al proprio reddito.”</em></p>
<p><span id="more-1703"></span></p>
<p>Pur di non cedere sulle pensioni, sulla lotta all’evasione fiscale, sulla tassazione sui grandi patrimoni,<strong>la Lega se la prende con le vedove e con le persone con grave disabilità</strong>.</p>
<p>La <strong>pensione di reversibilità</strong> è una prestazione previdenziale, riconosciuta ai superstiti dei lavoratori a determinate situazioni, già restrittive. Fra i beneficiari ci sono anche i figli inabili non in grado di lavorare e mantenersi da soli dopo la morte dei genitori.</p>
<p>“<em>Quanto meno singolare</em> – commenta <strong>Pietro Barbieri</strong>, presidente della FISH – <em>che i ‘diritti acquisiti’ vengano tirati in ballo solo per i vitalizi degli ex parlamentari e non valgano per gli altri Cittadini.”</em></p>
<p>La FISH giudica pesantemente anche lo <strong>stigma</strong> – l’ennesimo – verso chi “<em>non ha mai lavorato”</em>. Si dimentica che il <strong>lavoro</strong> è anche un diritto, <strong>troppo spesso precluso</strong> alle donne madri e mogli o alle persone con disabilità.</p>
<p>Ma il bersaglio grosso è sicuramente l’<strong>indennità di accompagnamento</strong>: per l’ennesima volta si propone di <strong>legarne l’erogazione al reddito</strong>, dimenticando che si tratta dell’unica prestazione (450 euro al mese) riconosciuta alle persone con gravissima disabilità. Limitarla significa <strong>colpire direttamente le persone</strong> e le loro famiglie a cui lo Stato non riconosce altri supporti economici e materiali.</p>
<p>“<em>Contro queste </em><em><strong>sciagurate ipotesi</strong></em><em>, che ci auguriamo non trovino sponda in altri, ci batteremo con ogni mezzo, strumento</em> – dichiara Barbieri – <em>e assieme a tutti i soggetti dell’impegno civile. Abbiamo una nostra convinzione sulle politiche sociali in questo Paese che è diametralmente opposta a chi pensa alle persone disabili, anziane e povere solo come un peso per la competizione e per certo efficientismo.”</em></p>
<p>La <strong>FISH</strong>, nel suo <strong><a href="http://www.fishonlus.it/2011/08/24/manovra-trovare-oggi-le-risorse-per-l-assistenza/">comunicato di ieri</a></strong>, aveva chiesto che la Manovra non prevedesse solo misure per “fare cassa”, ma anche <strong>stanziamenti specifici per rilanciare le politiche sociali</strong> nel nostro Paese. Dichiarazioni come quelle di Calderoli <strong>alzano la temperatura del confronto</strong> fra Governo e associazioni delle persone con disabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.fishonlus.it/2011/08/25/calderoli-prendere-i-soldi-alle-vedove-e-ai-disabili/"><strong>Articolo Pubblicato su FISH</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>DIRITTI, NON BENEFICIENZA</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:16:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Così inizia l’editoriale di Renzo FIOR, presidente di Emmaus Italia, nella rivista Emmaus che uscirà a settembre. Ne anticipiamo un riassunto. In questi ultimi anni le Comunità Emmaus italiane hanno visto crescere in maniera importante le richieste di accoglienza nelle proprie comunità. Le richieste arrivano da più parti: assistenti sociali, comunità di recupero che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Così inizia l’editoriale di Renzo FIOR, presidente di Emmaus Italia, nella rivista Emmaus che uscirà a settembre.</em></strong><br />
<strong>Ne anticipiamo un riassunto.</strong><br />
<strong>In questi ultimi anni le Comunità Emmaus italiane hanno visto crescere in maniera importante le richieste di accoglienza nelle proprie comunità.</strong><br />
<span id="more-1480"></span><br />
Le richieste arrivano da più parti: assistenti sociali, comunità di recupero che si vedono tagliare i contributi statali, regionali e comunali per le persone che assistono… Le Comunità Emmaus sono una di quelle poche realtà dove chi viene a condividere la propria vita e il lavoro, non sono obbligate a versare una quota-giorno per farne parte.</p>
<p>Quando si chiede qualche spiegazione la risposta è sempre la stessa: i comuni non hanno soldi per far fronte a queste richieste… e diciamo noi, siccome sono persone che “ non contano”, non alzano  la voce, non vale la pena occuparsene più di tanto. <strong>Non hanno peso politico.</strong></p>
<p><strong>Già da tempo come Emmaus Italia abbiamo denunciato questa deriva nei confronti degli ultimi e di tutti coloro che vivono ai margini tanto che avevamo e abbiamo la certezza che più che fare la guerra alla povertà e miseria sia oggi più conveniente economicamente e politicamente fare la guerra ai poveri.</strong></p>
<p>Qualcuno potrebbe anche dire, per trovare una scusa, che la maggior parte di queste persone sono “straniere” per le quali non siamo obbligati a “pagare”. Niente di più falso: <strong>il 90% delle persone che bussano alle porte di Emmaus sono Italiani e, se vogliamo dirla tutta, italiani del nord dove un partito politico fa del proprio vanto la difesa degli interessi delle proprie popolazioni; ma forse anche in questo partito ci sono italiani che meritano di più rispetto ad altri.</strong></p>
<p>Questa situazione ci provoca e dovrebbe provocare anche tutte quelle organizzazioni o associazioni che lavorano e condividono la vita di queste persone.</p>
<p><strong>Abbiamo l’impressione che con il tempo</strong>, (…)<strong> si sia persa una delle funzioni e caratteristiche delle organizzazioni di volontariato che è si, quella di lavorare nelle urgenze, accanto alle strutture statali ma senza dimenticare il proprio ruolo di denuncia delle situazioni che sono all’origine dell’emarginazione e della miseria. </strong></p>
<p>Di fronte alla mancanza di case ad affitto agevolato, alla mancanza di lavoro, di strutture sanitarie adeguate a queste persone, le associazioni di volontariato non dovrebbero prestarsi al giochino dell’ente pubblico che tende inevitabilmente a “scaricare” i costi degli interventi su altre spalle che non siano le proprie.</p>
<p>Si parla tanto, ci si riempie la bocca con programmi sul Welfare, ma in realtà lo stato tende sempre di più ad assumere un atteggiamento di scarica barile. <strong>Siamo noi disponibili a questo ruolo di supplenza alle mancanza di presenza dello stato nelle sue varie articolazioni? (…)</strong></p>
<p><strong>Come Emmaus non siamo disponibili a prestarci a questo giochetto. E’ tempo che le associazioni ritornino a considerare il proprio ruolo “politico” nel senso più ampio del termine. (…)</strong></p>
<p>Con la sola beneficienza e la sola carità non si va lontano; forse in questi casi gratifichiamo più coloro che la fanno piuttosto che dare opportunità vere e concrete di emancipazione e di liberazione.</p>
<p>La nostra amarezza purtroppo deriva dal fatto che il panorama generale della politica non ci fa intravvedere spiragli di novità; anzi …</p>
<p><em>Renzo Fior</em></p>
<p>Presidente Emmaus Italia</p>
<p><a href="http://www.emmaus.it" target="_blank">Emmaus Italia</a></p>
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		<title>GOEL ricevuto dal Presidente della Camera</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 21:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consorzio Sociale GOEL è stato stamane ricevuto dal Presidente della Camera dei Deputati. L&#8217;on. Gianfranco Fini ha infatti incontrato a Montecitorio Vincenzo Linarello, presidente di GOEL,  il quale ha presentato il percorso che GOEL ha compiuto in questi anni in Calabria e per la Calabria. Vincenzo Linarello ha raccontato del progetto di cambiamento perseguito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.goel.coop" target="_blank">Il Consorzio Sociale GOEL</a> è stato stamane ricevuto dal Presidente della Camera dei Deputati.<br />
L&#8217;on. Gianfranco Fini ha infatti incontrato a Montecitorio Vincenzo Linarello, presidente di GOEL,  il quale ha presentato il percorso che GOEL ha compiuto in questi anni in Calabria e per la Calabria. Vincenzo Linarello ha raccontato del <strong>progetto di cambiamento</strong> perseguito, delle azioni innovative intraprese, dei posti di lavoro creati e infine presentato l&#8217;Alleanza con la Calabria &#8211; iniziativa che unisce oggi centinaia di enti e migliaia di persone in ogni parte d&#8217;Italia &#8211;  ed i ponti di reciprocità sud-nord in essa costruiti.<br />
<span id="more-1440"></span><br />
Per bocca del suo presidente, GOEL ha sottolineato la grande esigenza di affermare logiche di <strong>libertà e democrazia</strong> che puntino ad emancipare la gente nella soddisfazione dei bisogni/diritti fondamentali e quotidiani, prescindendo da logiche clientelari e dal condizionamento della &#8216;ndrangheta e delle massonerie deviate. Ha chiesto che la <strong>Calabria</strong> e il <strong>Sud</strong> siano con determinazione rimessi al centro dell&#8217;agenda politica nazionale. Ha sottolineato il ruolo positivo che hanno avuto e hanno le <strong>cooperative sociali</strong> in quel contesto, rinnovando la <strong>disponibilità</strong> di Goel a sostenere ogni istituzione pubblica che abbia la volontà di progettare e realizzare politiche di sviluppo che seguano tali direttrici.</p>
<p>Il Presidente della Camera ha apprezzato le iniziative di Goel incoraggiando le cooperative che ne fanno parte a continuare la loro azione nel territorio.</p>
<p>Roma 26 aprile 2010</p>
<p>Ufficio Stampa Consorzio Sociale GOEL<br />
TEL. 0964.419191 ? Cell. 340.0920981<br />
<a href="mailto:ufficio.stampa@goel.coop" target="_blank">ufficio.stampa@goel.coop</a></p>
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		<title>Programma e note logistiche 1 Marzo 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 15:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo di seguito il programma ufficiale della Manifestazione Reggio Emilia, 1 Marzo 2010 “Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia”, espressione dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria, giunta alla sua terza edizione con il coinvolgimento di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che si estende ormai a tutte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo di seguito il programma ufficiale della Manifestazione <strong>Reggio Emilia, 1 Marzo 2010 </strong><em><strong>“Da Sud a Nord: un&#8217;Alleanza per la Democrazia”</strong></em>, espressione dell&#8217;Alleanza con la Locride e la Calabria, giunta alla sua terza edizione con il coinvolgimento di una rete che non si ferma ai confini della Calabria, ma che si estende ormai a tutte le regioni d&#8217;Italia, nel segno di un percorso per lo sviluppo, la democrazia e il bene comune.<br />
<span id="more-1390"></span><br />
<strong>SABATO 27 FEBBRAIO<br />
</strong>ORE 10:30 Incontro Interreligioso<br />
ORE 15:30 Convegno<em> “Responsabilità della società civile e dei soggetti economici nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose”</em> – Aula Magna Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia<br />
ORE 21:00 Veglia Ecumenica di Preghiera per la Libertà e la Democrazia contro la ‘ndrangheta e i poteri occulti – Basilica della Beata Vergine della Ghiara</p>
<p><strong>DOMENICA 28 FEBBRAIO<br />
</strong>ORE 15:30 Spettacolo teatrale <em>“La Sindrome di Crono”</em> della cooperativa sociale Cuntrascenzia<em><br />
</em>ORE 17:30 Concerto – Anteprima nazionale di presentazione dell’ultimo lavoro de <em>Il Parto delle Nuvole Pesanti</em>, con la partecipazione dei<em> Mattanza, QuartAumentata, Gasparazzo</em> ed altri ospiti.</p>
<p><strong>LUNEDI 1 MARZO<br />
</strong>ORE 9:00  Interventi dei rappresentanti delle Cabine di Regia nelle scuole di Reggio Emilia<br />
ORE 10:00 Corteo pubblico per le vie cittadine. Partenza dal Monumento ai Martiri del 7 luglio e arrivo in Piazza Prampolini. Risultati dell’Alleanza e programmazione attività future. Saluti delle autorità e interventi dei rappresentanti degli Enti delle Cabine di Regia dell’Alleanza.</p>
<p>Chiediamo agli enti di attivarsi presso le proprie realtà per promuovere il coinvolgimento all&#8217;iniziativa e si sollecita l&#8217;invio, <strong>entro giovedi 18 febbraio, </strong>delle richieste per gli spazi <strong>gratuiti</strong> all&#8217;interno dello stand che verrà allestito.</p>
<p>Riferimenti: Ufficio Comunicazione – Cell. 340.0920981 – Mail: <a href="mailto:1marzo@goel.coop">1marzo@goel.coop</a></p>
<p>In allegato le date, gli orari e le condizioni per i <strong>pullman</strong> che si stanno organizzando per il trasporto dalla Calabria e l&#8217;elenco degli <strong>hotel</strong> che hanno dato disponibilità a riservare le proprie camere su prenotazione presso l&#8217;Agenzia Viaggi Tour Operator “Turismo Responsabile” Numero verde 800 913540 &#8211; Mail: <a href="mailto:agenzia@turismo.responsabile.coop">agenzia@turismo.responsabile.coop</a></p>
<p>Vi è inoltre disponibilità di un<strong> numero limitato </strong>di<strong> posti letto gratuiti</strong> in strutture private, oppure possibilità di pernottamento con <strong>sacco a pelo</strong>, entrambi su richiesta, fino ad esaurimento dei posti disponibili.</p>
<p><em>COMUNICAZIONE, UFFICIO STAMPA, RETE ALLEANZA:<br />
</em>Ufficio Comunicazione del Consorzio GOEL<br />
Tel e Fax 0964.419191 &#8211; Cellulare 340.0920981 &#8211; Mail: <a href="mailto:1marzo@goel.coop">1marzo@goel.coop</a></p>
<p><em>NOTE LOGISTICHE e ISCRIZIONI<br />
</em>Per agevolare l&#8217;organizzazione è gradita l&#8217;iscrizione, compilando la <a href="http://www.consorziosociale.coop/programma_e_note_logistiche_1_marzo_2010">scheda allegata</a> da inviare a: <a href="mailto:1marzo2010.re@goel.coop">1marzo2010.re@goel.coop</a></p>
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		<title>Ripensare l&#8217;economia sul primato della persona e del lavoro</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 22:22:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Renato Raffaele Martino Cardinale, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace La profonda crisi finanziaria manifestatasi nell&#8217;autunno scorso e della quale è ancora difficile valutare la gravità degli sviluppi economici e sociali, può essere occasione positiva per ripensare l&#8217;assetto globale dell&#8217;economia e della finanza. Va in questa direzione l&#8217;apprezzabile iniziativa del Governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>di Renato Raffaele Martino</strong><br />
</em> <em>Cardinale, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace</em><br />
La profonda crisi finanziaria manifestatasi nell&#8217;autunno scorso e della quale è ancora difficile valutare la gravità degli sviluppi economici e sociali, può essere occasione positiva per ripensare l&#8217;assetto globale dell&#8217;economia e della finanza. Va in questa direzione l&#8217;apprezzabile iniziativa del Governo italiano di inserire, per la prima volta, fra le tappe di avvicinamento al g8 che si terrà nel  mese  di luglio del 2009, anche uno speciale summit sociale del g8 stesso, che si apre questa domenica 29 marzo.<span id="more-1123"></span><br />
In modo particolare, merita attenta considerazione il tema scelto per questo summit sociale:  &#8220;La dimensione umana della crisi:  provvedere alla persona, ripartire dalla persona&#8221;. Questo perché se lo sconquasso della finanza si riverbera in definitiva sul sistema economico e quindi sulle persone concrete inserite nel loro ambito familiare, anche la reazione non può essere suscitata che dalle persone concrete.<br />
<img src="http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/073q03a1.jpg" border="0" alt="" width="312" height="281" align="right" /> Ciò comporta provvedere alla persona salvaguardando la sua dignità con l&#8217;adattamento dei sistemi di welfare; ripartire dalla persona creando le condizioni per la nascita di nuove opportunità di lavoro. Temi, questi, che stanno a cuore alla Chiesa e che sono al centro del suo insegnamento sociale.<br />
Alla radice della dottrina sociale troviamo il principio della dignità della persona. Esso deriva dal fatto che la persona umana in quanto centro e vertice di tutto ciò che esiste sulla terra è il fine di tutte le istituzioni sociali. Pertanto, il rispetto della persona umana si pone quale pilastro fondamentale per la strutturazione della società stessa, essendo la società finalizzata interamente alla persona (cfr. Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, capitolo terzo).<br />
In tempo di turbolenze economiche, vanno quindi rinforzati e rinnovati i sistemi di protezione sociale della persona umana, affinché essa possa godere dei suoi diritti fondamentali messi in pericolo dalle turbolenze stesse. A questo fine, il confronto fra le diverse misure messe in atto dai diversi sistemi di sicurezza sociale sarà senz&#8217;altro di grande utilità e potrà divenire fonte di politiche sociali nazionali più efficienti, adatte alle difficili circostanze attuali, senza  cadere  in  forme  deteriori  di assistenzialismo (cfr.<em> Centesimus annus</em> n. 48).<br />
L&#8217;importanza del lavoro, che è all&#8217;origine della moderna dottrina sociale della Chiesa, offre, poi, un ulteriore elemento di sintonia con il summit in programma. Anche oggi, il lavoro è la chiave della questione sociale divenuta, ai nostri giorni, questione globale. Infatti, il lavoro, riconosciuto ed apprezzato, è la chiave perché la singola persona possa uscire in modo sostenibile dalla povertà, oramai in agguato anche per intere categorie di famiglie che prima del manifestarsi della crisi potevano sentirsi al sicuro.<br />
È il lavoro la causa efficiente dello sviluppo. Dal lavoro occorre partire per soddisfare la necessità di produrre beni in quantità sufficiente, di qualità adeguata, usando in modo efficace le risorse tecniche e materiali. In definitiva, è l&#8217;uomo il protagonista dello sviluppo, non il denaro e la tecnica, ed è solo dall&#8217;impegno lavorativo che l&#8217;economia può rimettersi in marcia.<br />
Ma non è solo sul piano della dottrina, delle idee, che la Chiesa può portare il suo contributo per trovare vie di uscita dalla crisi. La prossimità delle strutture ecclesiali alle persone e alle famiglie, in modo speciale ai poveri, può essere messa a profitto immaginando e mettendo in atto in modo creativo sinergie con le iniziative promosse dagli apparati politici, sia nel campo del welfare sia in quello del lavoro.<br />
La crisi, come detto, può essere occasione di ripensare l&#8217;assetto del sistema economico e finanziario globale, di portare a termine quella revisione della governance globale sulla quale da anni, a diversi livelli, si va ragionando. Del resto, la necessità di questa revisione è resa manifesta dall&#8217;emergere di questioni venute alla luce con la globalizzazione, tra le quali le migrazioni, la questione ambientale, quella fiscale; tutte questioni che non trovano sufficienti piattaforme di confronto a livello globale.<br />
Sul piano dei principi ispiratori di quello che si potrebbe definire un restauro, se non un rifacimento, dell&#8217;architettura della governance internazionale, la Chiesa si sente di poterne proporre alcuni, valendosi della sua esperienza nel campo della fraternità fra i popoli e le nazioni. Primo fra tutti quel bene comune universale, teorizzato da Giovanni XXiii nella <em>Pacem in terris</em>. Se la comprensione del concetto non è forse immediata, specie in ambito non cristiano poiché esso presuppone una visione universale tendente a considerare l&#8217;umanità come riunita in una famiglia, senza un riferimento ad esso anche concetti oramai in uso nell&#8217;ambito internazionale come quello dei global public goods non possono essere colti nel loro senso più profondo. Ecco dunque le parole della <em>Pacem in terris</em> che ci piace richiamare:  &#8220;L&#8217;unità della famiglia umana è esistita in ogni tempo, giacché essa ha come membri gli esseri umani che sono tutti uguali per dignità naturale. Di conseguenza esisterà sempre l&#8217;esigenza obiettiva all&#8217;attuazione, in grado sufficiente, del bene comune universale, e cioè del bene comune dell&#8217;intera famiglia umana&#8221; (n. 69).<br />
Per la rivisitazione della governance globale gioverà, inoltre, ribadire che lo spirito della cooperazione internazionale nel campo economico e finanziario e dello sviluppo, richiede che, al di sopra della stretta logica del mercato, vi sia consapevolezza di un dovere di solidarietà. La solidarietà, infatti, è centrale nella riorganizzazione del tessuto di un&#8217;economia mondiale che, come dimostra in negativo l&#8217;attuale crisi, si interseca sempre più.<br />
La solidarietà è anche favorire una maggiore partecipazione ai processi decisionali tanto dei Governi dei Paesi sviluppati, quanto di quelli in via di sviluppo, tanto delle organizzazioni internazionali, quanto della società civile in generale.<br />
In questa prospettiva, nel campo della riorganizzazione della governance in vista di una più efficace lotta alla povertà, va riaffermato anche il principio della sussidiarietà, grazie al quale è possibile stimolare lo spirito d&#8217;iniziativa, base fondamentale di ogni sviluppo socioeconomico, negli stessi Paesi poveri, perché a questi si possa guardare non come ad un problema, ma come a soggetti e protagonisti di un futuro nuovo e più umano per tutto il mondo (cfr.<em> </em>Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 449).<br />
Infine, la riformulazione della governance  dell&#8217;economia globalizzata &#8211; che non dovrà trascurare anche gli aspetti finanziari e fiscali, come da più parti e da più tempo si sottolinea &#8211; non avrà basi solide se non si fonderà sul principio della responsabilità. Questa responsabilità  per gli organismi internazionali a essa preposti, si traduce in trasparenza, in accountability, in coerenza e coordinamento fra di loro e   nei confronti sia dei Governi sia della società civile.<br />
Proprio in questa luce, è decisamente positivo l&#8217;aver associato al summit sociale del g8 anche l&#8217;Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e il Fondo monetario internazionale, oltre che l&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro, e averlo fatto in modo sostanziale oltre che formale. Avendo assegnato ai responsabili dei tre organismi l&#8217;incarico di trattare, ognuno nella prospettiva delle rispettive istituzioni, dei risvolti umani e sociali della crisi finanziaria, è chiaro l&#8217;intento del Governo italiano di sottolineare l&#8217;imprescindibile esigenza di salvaguardare la coesione sociale, che è una condizione essenziale della sicurezza democratica e compito primario dei singoli Stati. L&#8217;attuale crisi economica e finanziaria costituisce, infatti, una grave minaccia a tale coesione, a causa delle dimensioni crescenti del divario fra ricchi e poveri di ogni Paese, ricco o povero che sia.<br />
Da qui, dunque, la necessità di confronto e studio, a livello globale, di strategie in grado di combattere la povertà e l&#8217;esclusione sociale. Insomma, la pace, anche la pace sociale, &#8220;trova il suo fondamento nell&#8217;ordine razionale e morale della società&#8230; si fonda su una corretta concezione della persona umana e richiede l&#8217;edificazione di un ordine secondo giustizia e carità&#8221; (Compendio della dottrina Sociale della Chiesa, 494).</p>
<p><span style="font-size: x-small;"><strong>(L&#8217;Osservatore Romano &#8211; 29 marzo 2009)</strong></span></p>
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