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	<title>Portale Solidale &#187; Economia, Politica</title>
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	<description>Seleziona ed archivia articoli relativi alle ONLUS ed alle iniziative cattoliche e solidali.</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Feb 2012 18:26:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Menù d&#8217;Argento</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 17:11:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[gennaio]]></category>
		<category><![CDATA[Menù d'Argento]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo fisso]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Amministrazione Comunale di Torino, in collaborazione con ASCOM-EPAT &#8211; F.I.E.P.e.T. e con tutti i Ristoratori che hanno dato la loro adesione, ripropone l&#8217;iniziativa Menù d&#8217;Argento per il periodo gennaio &#8211; gennaio 2012, fatti salvi i turni di ferie di ciascun locale. I ristoranti che espongono il marchio Menù d&#8217;Argento offrono a chi ha superato i 60 anni un menù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Amministrazione Comunale di Torino, in collaborazione con ASCOM-EPAT &#8211; F.I.E.P.e.T. e con tutti i Ristoratori che hanno dato la loro adesione, ripropone l&#8217;iniziativa Menù d&#8217;Argento per il <strong>periodo gennaio &#8211; </strong><strong>gennaio</strong> <strong>2012</strong>, fatti salvi i turni di ferie di ciascun locale.<br />
I ristoranti che espongono il <strong>marchio Menù d&#8217;Argento</strong> offrono a chi ha superato i 60 anni un menù a <strong>prezzo fisso</strong> da scegliere tra <strong>tre</strong> proposte di prezzo:<strong> 10 € &#8211; 18 €  &#8211; 28 €</strong> bevande incluse. I menù sono comprensivi di coperto.</p>
<p><span id="more-1846"></span></p>
<h4>Proposta 1+2</h4>
<p>Ogni <strong>over 60</strong> può andare al ristorante in compagnia di <strong>due persone</strong> (senza limiti di età) che potranno usufruire dell’opportunità offerta dal Menù d’Argento.</p>
<h4>Da non dimenticare</h4>
<p>La prenotazione è indispensabile segnalando l’iniziativa.<br />
L´iniziativa non è valida nelle festività.</p>
<p><strong>Per informazioni:</strong><br />
Città di Torino &#8211; Settore Tempo Libero – Ufficio Iniziative Terza Età<br />
Tel. 011/442.5833<br />
<a href="mailto:terzaeta@comune.torino.it">terzaeta@comune.torino.it</a><br />
Per migliorare l’iniziativa, è possibile dare suggerimenti o consigli.<br />
Contattare: Ufficio Iniziative Terza Età<br />
Corso Ferrucci n. 122 &#8211; Torino<br />
Tel. 011-4425833</p>
<p><a href="http://www.comune.torino.it/sportetempolibero/iniziative/anziani/pdf/menuargento2012.pdf">Elenco ristoranti che aderiscono all&#8217;iniziativa</a> (formato pdf)</p>
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		<title>APPELLO GIÙ LE MANI DALL’ACQUA E DALLA DEMOCRAZIA!</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/appello-giu-le-mani-dallacqua-e-dalla-democrazia/</link>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 08:20:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione economica]]></category>
		<category><![CDATA[Movimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 12 e 13 giugno scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto. Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione: una grande e diffusa partecipazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 12 e 13 giugno </strong>scorsi 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione partecipativa e senza logiche di profitto.</p>
<p><strong>Le stesse persone hanno votato anche la difesa dei servizi pubblici locali dalle strategie di privatizzazione</strong>: una grande e diffusa partecipazione popolare, che si è espressa in ogni territorio, dimostrando la grande vitalità democratica di una società in movimento e la capacità di attivare un nuovo rapporto tra cittadini e Stato attraverso la politica.</p>
<p><span id="more-1829"></span></p>
<p><strong>Il voto ha posto il nuovo linguaggio dei beni comuni e della partecipazione democratica</strong> come base fondamentale di un possibile nuovo modello sociale capace di rispondere alle drammatiche contraddizioni di una crisi economico-finanziaria sociale ed ecologica senza precedenti.</p>
<p><strong>A questa straordinaria esperienza di democrazia</strong> il precedente Governo Berlusconi ha risposto con un attacco diretto al voto referendario, riproponendo le stesse norme abrogate con l’esclusione solo formale del servizio idrico integrato.</p>
<p><strong>Adesso, utilizzando come espediente la precipitazione della crisi economico-finanziaria e del debito, il Governo guidato da Mario Monti</strong> si appresta a replicare ed approfondire tale attacco attraverso un decreto quadro sulle strategie di liberalizzazione che vuole intervenire direttamente anche sull’acqua, forse addirittura in parallelo ad un analogo provvedimento a livello di Unione Europea che segua la falsariga di quanto venne proposto anni addietro con la direttiva Bolkestein. In questo modo si vuole mettere all’angolo l’espressione democratica della maggioranza assoluta del popolo italiano, schiacciare ogni voce critica rispetto alla egemonia delle leggi di mercato ed evitare che il “contagio” si estenda fuori Italia.</p>
<p><strong>Noi non ci stiamo.</strong></p>
<p><strong>L’acqua non è una merce, ma un bene comune</strong> che appartiene a tutti gli esseri viventi e a nessuno in maniera esclusiva, e tanto meno può essere affidata in gestione al mercato.</p>
<p>I beni comuni sono l’humus del legame sociale fra le persone e non merci per la speculazione finanziaria.</p>
<p>Ma sorge, a questo punto, una enorme e fondamentale questione che riguarda la democrazia:<strong> </strong><strong>nessuna “esigenza” di qualsivoglia mercato può impunemente violare l’esito di una consultazione democratica</strong>, garantita dalla Costituzione, nella quale si è espressa senza equivoci la maggioranza assoluta del popolo italiano.</p>
<p><strong>Chiediamo</strong> con determinazione al Governo Monti di interrompere da subito la strada intrapresa.</p>
<p><strong>Chiediamo </strong>a tutti i partiti, a tutte le forze sociali e sindacali di prendere immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano.</p>
<p><strong>Chiediamo </strong>alle donne e agli uomini di questo paese di sottoscrivere questo appello e di prepararsi alla mobilitazione per la difesa del voto referendario.<br />
<strong>Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.</strong></p>
<div><strong><br />
</strong><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=181&amp;Itemid=111" target="_blank"><span style="font-size: medium;"><strong>Firma e fai firmare</strong></span></a></div>
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		<title>Precisazioni del Presidente del Consiglio</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Web utile]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio. Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.</p>
<p><span id="more-1820"></span></p>
<p>Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.</p>
<p>Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.</p>
<p>Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.</p>
<p>Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).</p>
<p>La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.</p>
<p>Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.</p>
<p>Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.</p>
<p>D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.</p>
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		<title>Anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e delle solidarietà tra generazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anziani]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;anno 2012 è proclamato Anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Esso è inteso a promuovere la vitalità e la dignità di tutti. L&#8217;obiettivo generale dell&#8217;Anno europeo consiste nell&#8217;agevolare la creazione di una cultura dell&#8217;invecchiamento attivo in Europa, basata su una società per tutte le età. In tale contesto, l&#8217;Anno europeo incoraggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;anno 2012 è proclamato Anno europeo dell&#8217;invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni. Esso è inteso a promuovere la vitalità e la dignità di tutti.</strong></p>
<p>L&#8217;obiettivo generale dell&#8217;Anno europeo consiste nell&#8217;agevolare la creazione di una cultura dell&#8217;invecchiamento attivo in Europa, basata su una società per tutte le età.</p>
<p><span id="more-1816"></span></p>
<p>In tale contesto, l&#8217;Anno europeo incoraggia e sostiene l&#8217;impegno degli Stati membri, delle loro autorità regionali e locali, delle parti sociali, della società civile e del mondo imprenditoriale, comprese le piccole e medie imprese, a promuovere l&#8217;invecchiamento attivo e ad adoperarsi maggiormente per mobilitare il potenziale degli ultracinquantenni, che costituiscono una parte della popolazione in continuo e rapido aumento. In tal modo, esso promuove la solidarietà e la cooperazione tra le generazioni, tenendo conto della diversità e della parità di genere.</p>
<p>La promozione dell&#8217;invecchiamento attivo implica la creazione di migliori opportunità, affinché donne e uomini anziani possano svolgere un ruolo sul mercato del lavoro, la lotta contro la povertà, in particolare femminile, e l&#8217;esclusione sociale, incentivare il volontariato e la partecipazione attiva alla vita familiare e sociale e la promozione dell&#8217;invecchiamento sano e dignitoso.</p>
<p>Ciò comporta, tra l&#8217;altro, l&#8217;adeguamento delle condizioni di lavoro, la lotta contro gli stereotipi negativi sull&#8217;età e la discriminazione basata sull&#8217;età, il miglioramento della salute e della sicurezza sul luogo di lavoro, l&#8217;adattamento dei sistemi di apprendimento permanente alle esigenze di una manodopera anziana e la garanzia che i sistemi di protezione sociale siano adeguati e offrano gli opportuni incentivi.</p>
<p>Per la promozione e lo svolgimento delle attività dell’Anno 2012, ogni Stato Membro si avvale di un organismo di coordinamento a livello nazionale. Per l’Italia, il coordinamento nazionale è svolto dal <a href="http://www.politichefamiglia.it/" target="_blank">Dipartimento per le Politiche della Famiglia</a> che assicura un raccordo tra le amministrazioni interessate e tutti gli altri attori coinvolti per la programmazione delle attività nazionali.</p>
<p>Allo scopo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica e promuovere i temi principali che riguardano l&#8217;Anno Europeo, il Dipartimento intende sviluppare una campagna integrata di comunicazione di cui il sito web <strong><a title="http://www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it/" href="http://www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it/" target="_blank">www.invecchiamentoattivo.politichefamiglia.it</a></strong> è il primo strumento informativo.</p>
<p>Per saperne di più</p>
<ul>
<li><a href="http://ec.europa.eu/social/ey2012main.jsp?catId=971&amp;langId=it" target="_blank"> Il sito dedicato all&#8217;Anno dell&#8217;invecchiamento attivo</a></li>
</ul>
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		<title>Nuove prospettive per la tassa sulle transazioni finanziarie: l’Italia apre alla TTF!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 12:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza etica]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[La Campagna ZeroZeroCinque accoglie positivamente le parole pronunciate dal Premier Mario Monti che &#8211; in discontinuità con il precedente Governo &#8211; ha affermato che l’Italia sta riconsiderando “in sede europea una posizione in senso più favorevole alla proposta di tassazioni finanziarie come già Francia e Germania ritengono necessario fare”. Attendiamo fiduciosi che si possano presto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Campagna ZeroZeroCinque accoglie positivamente le parole pronunciate dal Premier Mario Monti che &#8211; in discontinuità con il precedente Governo &#8211; ha affermato che l’Italia sta riconsiderando “<em>in sede europea una posizione in senso più favorevole alla proposta di tassazioni finanziarie come già Francia e Germania ritengono necessario fare</em>”.</p>
<p><span id="more-1814"></span></p>
<p>Attendiamo fiduciosi che si possano presto promuovere azioni concrete per l’introduzione di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF) così come richiesto dalla nostra Campagna che eredita il lavoro già svolto in passato da molte associazioni della società civile italiana che portò al deposito, il 18 Giugno 2002, di una proposta di legge di iniziativa popolare per la Tobin Tax.</p>
<p>La manovra proposta dal nuovo Governo Italiano impone importanti sacrifici per sanare anni di politiche succubi e conniventi con le strategie speculative dei mercati: per questo è ancora più cruciale fermare gli attacchi speculativi che grandi attori finanziari europei e internazionali operano ai danni dei nostri titoli di Stato, della sostenibilità del nostro debito e, in generale, dei mercati.</p>
<p>L’azione di questi soggetti impatta negativamente le risorse da destinare alle politiche sociali e del lavoro, alle tutele ambientali, climatiche e dei beni comuni,alla cooperazione: limitarne il potere è atto di equità e giustizia sempre più necessario, urgente, improcrastinabile.</p>
<p>Crediamo che l’Europa debba agire in fretta per introdurre questa tassa, fattibile anche se implementata nella sola Eurozona, come dimostrano numerosi studi.</p>
<p>Auspichiamo, inoltre, che l’Italia possa, da ora in avanti, partecipare con rinnovato impegno e prese di posizione più incisive al dibattito promosso dal Parlamento e dalla Commissione Europea sulla Tassa sulle Transazioni Finanziarie e su altre misure di regolamentazione finanziaria per frenare la speculazione e generare appunto risorse da destinare allo sviluppo sociale, alla lotta alla povertà, alla tutela dell’ambiente e dei beni comuni, riportando la finanza al servizio del sistema produttivo e della collettività.</p>
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		<title>NUOVA ICI PER REDDITO E NUMERO FIGLI: LA PROPOSTA ACLI &#8216;A SALDI INVARIATI&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 16:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Andrea Olivero: «Chi ha meno reddito e più figli, deve pagare di meno» «Abbiamo messo a punto un modello di calcolo della nuova Ici sulla prima casa che consente di tenere in conto il reddito della famiglie e il numero dei figli, mantenendo il saldo di bilancio invariato. Chi ha meno reddito e più figli, deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em>Andrea Olivero: «Chi ha meno reddito e più figli, deve pagare di meno»</em></div>
<div>«Abbiamo messo a punto un modello di calcolo della nuova Ici sulla prima casa che consente di <strong>tenere in conto il reddito della famiglie e il numero dei figli, mantenendo il saldo di bilancio invariato</strong>. Chi ha meno reddito e più figli, deve pagare di meno. Questo è il principio che ispira la nostra proposta e che può contribuire a migliorare nel senso dell’equità quanto previsto dal Governo nel decreto Salva Italia. I margini di manovra sono strettissimi, ma quanto proponiamo <strong>è il minimo che si possa fare</strong>. Chiediamo al governo e alle forze politiche di valutare questa proposta nei sedi parlamentari nei passaggi istituzionali previsti nelle prossime ore».<br />
<span id="more-1772"></span><br />
Lo afferma il presidente nazionale delle Acli, <strong>Andrea Olivero</strong>, presentando la proposta elaborata dal <strong>Caf Acli </strong>utilizzando come base di riferimento un campione reale di 479.542 soggetti, estratti dal proprio database, possessori della stessa abitazione principale (al 100%) nel periodo che va dal 2007 al 2011.<strong> La proposta interviene sulla detrazione di 200 euro sulla prima casa</strong>prevista dal decreto al comma 10 dell’articolo 13, e vi applica un <strong>coefficiente familiare e di reddito</strong>.</p>
<p>Le Acli hanno confrontando l’impatto sul campione dell’Ici introdotta dal Governo con la rimodulazione della detrazione per reddito e numero di figli. A parità di gettito complessivo, viene rispettato con maggiore evidenza il principio di equità e progressività.</p>
<p>Una <strong>vedova </strong>con pensione di riversibilità di 700 euro lorde mensili, proprietaria di un fabbricato urbano di 900 euro di rendita catastale, pagherebbe con l’Ici del Governo 707,20 euro. Con la rimodulazione proposte dalle Acli la tassa scenderebbe a 491,82, con un risparmio di 215,38 euro, pari al 30% di una mensilità di pensione. Con la stessa casa, un <strong>single </strong>con 45mila euro di reddito complessivo, pagherebbe con l’Ici attuale sempre 707,20 euro come la vedova. Con la rimodulazione Acli avrebbe un aggravio di 116 euro, pari al 3,3% di una mensilità di stipendio.</p>
<p>Una <strong>famiglia con marito, moglie e due figli a carico</strong>, pagherebbe sempre 707,20 euro con l’Ici attuale se avesse 45mila, 30mila o 20mila euro di reddito complessivo. Con la rimodulazione l’importo scenderebbe progressivamente a 680 euro, 567 euro, 396 euro.</p>
<p>«Siamo consapevoli – scrivono le Acli &#8211; che la nostra proposta ha <strong>un limite oggettivo forte</strong>, dato dalla necessità della sostenibilità economica, e pertanto i risparmi per le famiglie, seppur presenti ed importanti, dovrebbero essere ancor più significativi. Questo potrebbe essere possibile se ci fosse la possibilità di distribuire sulla detrazione per l’abitazione principale maggiori risorse, che consentirebbero, ad esempio, di <strong>rimodulare la proposta con detrazioni teoriche più alte</strong>, piuttosto che coefficienti familiari maggiori per ogni figlio. E avremmo anche voluto inserire un <strong>correttivo per le famiglie con figli disabili</strong>».</p>
<p>«E’ indubbio altresì che <strong>alcuni margini per ottenere maggiori risorse, potrebbero esserci</strong>. Ad esempio, i moltiplicatori utilizzati per determinare il valore catastale degli immobili sono stati infatti incrementati del 60 % per le abitazioni. Ma solo del 20% per gli immobili di categoria D: vale a dire le banche, le assicurazioni, le industrie, i centri commerciali, gli stabilimenti balneari ed i posti barca… Forse potremmo pensare di innalzare i moltiplicatori anche di questi fabbricati per far in modo che con quelle risorse in più pagate da pochi, si possa alleviare a molti il peso di una imposta che così come è stata pensata rischia di essere oltremodo iniqua».</div>
<div>Fonte: <a href="http://www.acli.it/index.php?option=com_k2&amp;view=itemlist&amp;task=user&amp;id=97%3Aufficiostampaacli&amp;Itemid=351" rel="author">Ufficio stampa Acli</a></div>
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		<title>L&#8217;UE premia la città spagnola di Avila per aver reso le sue strutture più accessibili ai disabili</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:14:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autonomia, Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Web utile]]></category>

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		<description><![CDATA[Avila, città spagnola famosa per le sue mura medievali e le numerose chiese, ha vinto la prima edizione del premio per le città a misura di disabili (Access City Award) per aver migliorato l&#8217;accesso alle persone disabili. Il premio annuale rientra nella strategia promossa dall&#8217;UE a favore dei disabili e dei loro diritti. Si propone di sensibilizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Avila, città spagnola famosa per le sue mura medievali e le numerose chiese, ha vinto la prima edizione del <a title="premio per le città a misura di disabili" href="http://www.accesscityaward.eu/">premio per le città a misura di disabili</a> (Access City Award) per aver migliorato l&#8217;accesso alle persone disabili.</em></strong></p>
<p>Il premio annuale rientra nella strategia promossa dall&#8217;UE a favore dei disabili e dei loro diritti. Si propone di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica alle difficoltà che i portatori di handicap incontrano nelle aree urbane e di riconoscere l&#8217;impegno delle città contro le barriere architettoniche.</p>
<p><span id="more-1768"></span></p>
<p>Avila, situata ad ovest di Madrid, ha vinto per aver migliorato l&#8217;accessibilità degli edifici pubblici, grazie anche ad una programmazione urbana avviata sin dal 2002 in collaborazione con le associazioni dei disabili e degli anziani. La città ha anche previsto incentivi in tal senso per il settore privato e migliorato l&#8217;accesso dei disabili alle strutture turistiche e al mondo del lavoro.</p>
<p>Avila, insieme a Barcellona (Spagna), a Colonia (Germania) e a Turku (Finlandia), era una delle quattro finaliste scelte tra 66 città europee che si erano candidate al concorso.</p>
<p>Il premio è stato consegnato a Bruxelles nell&#8217;ambito di una <a title="conferenza di due giorni" href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=429&amp;langId=it&amp;eventsId=283&amp;furtherEvents=yes">conferenza di due giorni</a>, organizzata in occasione della Giornata europea delle persone disabili (3 dicembre).</p>
<p>Tra i temi affrontati nel corso della conferenza: riconoscimento reciproco delle tessere nazionali d&#8217;invalidità, opportunità di studio e lavoro all&#8217;estero, sistemi previdenziali e accesso alle attività culturali e per il tempo libero.</p>
<p>Migliorare l&#8217;accessibilità delle strutture è uno dei punti chiave della <a title="strategia europea" href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2010:0636:FIN:IT:PDF">strategia europea</a> <img src="http://ec.europa.eu/wel/images/doc_icons/f_pdf_16.gif" alt="" border="0" /> adottata lo scorso novembre per il periodo 2010-2020.</p>
<p>Tra le altre proposte, la strategia prevede iniziative per migliorare l&#8217;accesso dei portatori di handicap agli edifici, ai trasporti e altri servizi e alle tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione.</p>
<p>Circa 80 milioni di persone che vivono nell&#8217;UE presentano una disabilità più o meno grave. Le barriere architettoniche che incontrano per andare a scuola o al lavoro rischiano di emarginarle. Meno possibilità di istruzione e occupazione si traducono in un tasso di povertà che nei disabili è del 70% superiore alla media.</p>
<p><a title="Per saperne di più sulle politiche a favore dei disabili" href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=429&amp;langId=it">Per saperne di più sulle politiche a favore dei disabili</a></p>
<div>
<h3>Link connessi</h3>
<ul>
<li><a href="http://ec.europa.eu/news/justice/101115_it.htm">Abbattere le barriere per le persone con disabilità</a></li>
</ul>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>CRESCONO DEL 17% LE DOMANDE DI ASILO NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI NEL PRIMO SEMESTRE DEL 2011</title>
		<link>http://www.portale-solidale.it/crescono-del-17-le-domande-di-asilo-nei-paesi-industrializzati-nel-primo-semestre-del-2011/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 22:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immigrazione, Minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[GINEVRA, 18 ottobre 2011 (UNHCR) – Un rapporto pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) evidenzia un incremento del 17% nelle domande di asilo presentate nei paesi industrializzati durante i primi sei mesi del 2011. La maggior parte dei richiedenti provengono da paesi con una lunga tradizione di esodo. Secondo il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>GINEVRA, 18 ottobre 2011 (UNHCR) – Un rapporto pubblicato oggi dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) evidenzia un incremento del 17% nelle domande di asilo presentate nei paesi industrializzati durante i primi sei mesi del 2011. La maggior parte dei richiedenti provengono da paesi con una lunga tradizione di esodo.</p>
<p><span id="more-1763"></span></p>
<p>Secondo il rapporto dell’UNHCR &#8211; Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries, primo semestre 2011 – dal 1 gennaio al 30 giugno 2011 sono state presentate 198.300 domande di asilo, rispetto alle 169.300 relative allo stesso periodo dell’anno precedente.</p>
<p>Considerando che le domande di asilo normalmente raggiungono il picco nella seconda metà dell’anno, le proiezioni dell’UNHCR indicano che alla fine del 2011 potremmo arrivare a 420.000 domande, il totale più alto in otto anni.</p>
<p>Fino ad ora, le crisi che hanno comportato esodi maggiori nel 2011 riguardano l’Africa occidentale, il Nord Africa e il Corno d’Africa. Il rapporto evidenzia infatti un incremento nelle domande di asilo provenienti da cittadini di Tunisia, Costa d’Avorio e Libia (rispettivamente 4.600, 3.300 e 2.000) ma complessivamente l’impatto di questi eventi sulle domande di asilo è stato limitato.</p>
<p>Considerati in blocco i 44 paesi interessati dalla raccolta dati, i principali paesi di origine dei richiedenti asilo rimangono stabili rispetto agli anni precedenti: Afghanistan (15.300 domande), Cina (11.700), Serbia [e Kosovo] (10.300), Iraq (10.100) e Iran (7.600).</p>
<p>“Il 2011 è stato un anno di movimenti forzati di popolazioni come nessun altro da quando sono Alto Commissario,” ha affermato l’Alto Commissario per i Rifugiati António Guterres. “L’impatto di queste crisi sul numero di domande di asilo nei paesi industrializzati sembra essere stato fino ad ora minore di quanto potevamo aspettarci, dato che la maggior parte di coloro che sono fuggiti si sono riversati nei paesi confinanti. Ciò nonostante siamo riconoscenti nei confronti dei paesi industrializzati per aver continuato a rispettare il diritto delle persone di presentare domanda di asilo ed essere audite.”</p>
<p>A livello continentale, l’Europa ha registrato il numero più alto di domande di asilo pari al 73% di tutte le quelle presentate nei paesi industrializzati. Solo in Australia si è registrato un declino – 5.100 domande rispetto alle 6.300 dell’anno precedente.</p>
<p>A livello di singoli paesi, gli Stati Uniti hanno ricevuto più domande di qualsiasi altro paese industrializzato (36.400), seguiti da Francia (26.100), Germania (20.100), Svezia (12.600) e Regno Unito (12.200). La regione nordica è stata la sola a registrare un calo delle domande in Europa. In Italia sono state registrate, durante il primo semestre del 2011, 10.860 domande di asilo. L’incremento del 102% rispetto allo stesso periodo di riferimento dell’anno precedente è dovuto all’arrivo via mare di richiedenti asilo in fuga dal Nord Africa. Nel frattempo le domande sono più che raddoppiate in Asia Nord-orientale  - con 1.300 domande presentate in Giappone e Corea del Sud rispetto alle 600 della prima metà del 2010.</p>
<p>Il rapporto non fornisce informazioni su quante domande di asilo si siano poi effettivamente tradotte in concessione di protezione internazionale, né tantomeno i risultati possono rappresentare un indicatore dei movimenti migratori. Il rapporto ‘Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries, First Half 2011’ integra il rapporto statistico annuale dell’UNHCR Global Trends Report, pubblicato nel giugno di ogni anno e che quest’anno ha evidenziato come l’80 per cento dei rifugiati del mondo si trovi nei paesi in via di sviluppo.</p>
<p>E’ possibile scaricare ‘Asylum Levels and Trends in Industrialized Countries, First Half 2011’ qui: <a title="" href="http://www.unhcr.it/news/dir/91/studi-e-ricerche.html%20" target="_blank">http://www.unhcr.it/news/dir/91/studi-e-ricerche.html</a></p>
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		<title>LEDHA: C’era una volta il welfare italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 17:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autonomia, Accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre l’87% dei fondi sociali, a cui si devono aggiungere i tagli agli Enti locali e quelli alla Scuola. Con le prossime riforme del fisco e dell’assistenza si pensa di recuperare 40 miliardi di euro. «&#8221;Grazie&#8221; ai tagli agli Enti Locali - dichiara Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><strong><em>Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre l’87% dei fondi sociali, a cui si devono aggiungere i tagli agli Enti locali e quelli alla Scuola. Con le prossime riforme del fisco e dell’assistenza si pensa di recuperare 40 miliardi di euro.</em></strong></p>
</div>
<p>«&#8221;Grazie&#8221; ai tagli agli Enti Locali - <a href="http://www.superando.it/index.php?option=content&amp;task=view&amp;id=7892">dichiara Pietro Barbieri</a>, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell&#8217;Handicap), una persona su tre perderà i servizi sociali e &#8220;grazie&#8221; alla riforma assistenziale, un&#8217;altra persona su tre perderà l&#8217;indennità di accompagnamento. Senza considerare l&#8217;effetto dei tagli sulle agevolazioni fiscali che peserà su milioni di famiglie italiane»</p>
<p><span id="more-1751"></span></p>
<p>Basterebbero queste affermazioni per spiegare la situazione da girone dantesco in cui si trovano a vivere, oggi in Italia, le persone con disabilità e i loro famigliari.</p>
<p>Dal 2008 ad oggi il Governo ha tagliato oltre l&#8217;87% dei fondi sociali, a cui si devono aggiungere i tagli agli Enti locali, quelli alla scuola etc. etc. Con le prossime riforme del fisco e dell&#8217;assistenza si sono posti l&#8217;obbiettivo di recuperare 40 miliardi di euro. Ma essendosi giocati la clausola di salvaguardia dell&#8217;aumento dell&#8217;IVA, l&#8217;unica possibilità di racimolare un po&#8217; di euro è quella di tagliare sugli assegni di accompagnamento, sulle pensioni di reversibilità e sulle deduzioni e detrazioni fiscali&#8230; oltre questi tagli rimarrà il nulla!!!</p>
<p>Ma la realtà è più complessa e preoccupante di quanto possa apparire. Non si tratta, infatti, di una mera questione di freddi numeri economici, bensì di una vera e propria involuzione culturale e civile che sta colpendo il nostro Paese.</p>
<p>La storia ci insegna che in occasione di gravi crisi economiche in tutte le civiltà il tessuto civico e la coesione sociale, anche nei Paesi di più lunga tradizione democratica, tende a disgregarsi. E la caccia allo stigma sociale delle categorie a più alto tasso di emarginazione diventa Reale.</p>
<p>Poco importa se, di volta in volta, questi si chiamino &#8220;stranieri&#8221;, &#8220;ebrei&#8221;, &#8220;zingari&#8221; o &#8220;handicappati&#8221;, ma quello che conta è che queste &#8220;categorie&#8221;, dietro cui si perde la soggettività di essere persone o cittadini, sono quelle per cui si devono spendere soldi quando gli stessi si potrebbero usare per il tessuto produttivo del Paese.</p>
<p>E la contro prova sta nel fatto che la notizia di un dentista che evade oltre 7 milioni di euro di tasse passa quasi inosservata sulle pagine dei giornali o delle TV, mentre se la finanza e non l&#8217;INPS, scopre il famigerato cieco che guida, ecco che scatta la campagna mediatica sui falsi invalidi basata sui falsi dati, SI FALSI DATI, dell&#8217;INPS e sui tanti luoghi comuni del qualunquismo culturale di cui si nutre l&#8217;informazione di questo Paese.</p>
<p>Già, strano Paese l&#8217;Italia dei giorni d&#8217;oggi, dove c&#8217;è chi ci si erge a difesa della vita, pretendendo di obbligare una persona a sopravvivere attaccata a dei tubi e a delle macchine, subendo sofferenze atroci o priva di funzioni cerebrali, ma nel contempo non si riconoscono i diritti di cittadini alle persone con disabilità che vorrebbero poter sviluppare un proprio progetto di vita ma a cui, se va bene, viene concesso &#8220;un aiuto&#8221; dalla pietà di questa società.</p>
<p>A fronte di questa situazione e in nome della storia di civiltà e di emancipazione sociale dell&#8217;Italia e degli Italiani, oggi non è più possibile stare in mezzo al guado nascondendosi dietro ad una apoliticità di comodo. Non è una questione di destra o di sinistra ma di un Governo che governi rispettando i principi Costituzionali e le leggi di questo Paese.</p>
<p>E quindi bisogna iniziare a dire con forza che oggi è giunto il momento invece di provare, con fatica, a ricostruire un futuro meno oscuro, a ricucire una coesione sociale condivisa, a rimettere in piedi un welfare degno di un Paese civile in cui tutti i cittadini abbiano pari dignità e diritti ed in cui essere una persona con disabilità non significhi essere additato come un peso ma come una risorsa per lo sviluppo economico e civile dell&#8217;Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per informazioni:<br />
Giovanni Merlo – Direttore LEDHA 347/7308212 – giovanni.merlo@ledha.it</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Dal Global Jobs Pact all&#8217;American Jobs Act?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 17:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tonin Bardhi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia, Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Tutela diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Creare nuovi posti di lavoro adesso! É questo l&#8217;imperativo alla base dell&#8217;American Jobs Act, la “Legge per il lavoro americano” presentata ieri sera dal Presidente Obama di fronte al Congresso a Camere riunite e a milioni di americani seduti davanti alle televisioni. Dopo il discorso tenuto a Detroit in occasione del Labor Day, ancora una volta Obama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Creare nuovi posti di lavoro adesso! É questo l&#8217;imperativo alla base dell&#8217;<em>American Jobs Act</em>, la “Legge per il lavoro americano” presentata ieri sera dal Presidente Obama di fronte al Congresso a Camere riunite e a milioni di americani seduti davanti alle televisioni.</strong><br />
<span id="more-1731"></span><br />
Dopo il <a href="http://www.lavorodignitoso.org/acm-on-line/Home/News/articolo18012617.html">discorso tenuto a Detroit in occasione del <em>Labor Day</em></a>, ancora una volta Obama ha sottolineato come gli Stati Uniti stiano affrontando una crisi economica che continua a lasciare milioni di americani senza un impiego, “uomini e donne che sono cresciuti con la fede in un&#8217;America dove il duro lavoro e il senso di responsabilità erano ripagati [...] che credevano in un Paese dove tutti ricevevano un trattamento equo e davano il loro giusto contributo, dove se uno arrivava ogni mattina, faceva il suo lavoro ed era fedele alla sua azienda vedeva la sua fedeltà ricompensata con un salario dignitoso e dei buoni <em>benefit</em>”.</p>
<p>Un&#8217;America che, secondo il Presidente, non esiste più, perché negli ultimi decenni si è assistito al progressivo deterioramento di questo contratto sociale e gli americani hanno visto troppo spesso i loro interessi dimenticati dalla classe dirigente.</p>
<p>Di fronte alle difficoltà, alla disperazione e alla sfiducia della gente Barack Obama ha, quindi, chiesto con forza al Congresso di “interrompere il circo della politica e fare qualcosa per aiutare l&#8217;economia”, per restaurare “quella equità e sicurezza che ha caratterizzato l&#8217;America sin dalle sue origini”: “non possiamo risolvere tutte le disgrazie del nostro Paese, ma possiamo contribuire. Possiamo fare la differenza. Ci sono dei passi che possiamo compiere adesso per migliorare la vita delle persone”.</p>
<p>In particolare, la nuova manovra per il rilancio dell&#8217;occupazione prevede, in linea generale: la riduzione delle tasse per le piccole imprese e un ulteriore detrazione fiscale per tutte quelle che assumeranno nuovi lavoratori o aumenteranno i salari; il dimezzamento della trattenuta previdenziale in busta paga (la <em>payroll tax</em>), con un conseguente risparmio per le famiglie americane pari a circa 1500 dollari all&#8217;anno; la creazione di posti di lavoro per gli insegnanti colpiti dai tagli di bilancio (circa 280 mila), i soccorritori, i veterani delle guerre in Iraq e Afghanistan, e i lavoratori edili (grazie alla realizzazione di infrastrutture pubbliche); l&#8217;istituzione di un Fondo per sostenere la creazione di lavori estivi e annuali per i giovani, insieme alla realizzazione di nuovi programmi di formazione per i lavoratori a basso reddito e di misure per incoraggiare i datori di lavoro ad assumere persone svantaggiate; e, in ultimo, l&#8217;estensione dei sussidi di disoccupazione, che sarà accompagnata da programmi di formazione e da una nuova detrazione fiscale per i datori di lavoro che assumeranno persone disoccupate da oltre sei mesi.</p>
<p>Dopo avere illustrato i passaggi salienti della sua proposta Barack Obama ha proclamato: “questo è l&#8217;<em>American Jobs Act</em>. Una legge che porterà nuovi posti di lavoro per gli edili, gli insegnati, i veterani, i soccorritori, i giovani e i disoccupati di lungo periodo e che garantirà uno detrazione fiscale per le imprese che assumono, facilitazioni per i proprietari delle piccole imprese e riduzione delle tasse per la classe media”.</p>
<p>Inoltre, il Presidente ha voluto sottolineare che la non comporterà un aumento del deficit, in quanto sarà coperta dal taglio alla spesa pubblica da 1 trilione di dollari stabilito a luglio e da un nuovo ambizioso piano di bilancio che, fra l&#8217;altro, prevederà una riforma del sistema fiscale volta a “chiedere agli americani più ricchi e alle grandi società per azioni di pagare la loro giusta parte”.</p>
<p>Quello compiuto ieri sera da Barack Obama è senza dubbio un passo importante e impegnativo che arriva a 2 anni dal Summit del G20 di Pittsburgh, dove lo stesso Obama presentò la <a href="http://www.g20.org/Documents/pittsburgh_summit_leaders_statement_250909.pdf">Dichiarazione finale</a> adottata da tutti i leader mondiali presenti.</p>
<p>Di fronte alle drammatiche conseguenze che la crisi finanziaria stava causando all&#8217;interno dell&#8217;economia reale e dei mercati del lavoro, i 20 Capi di Stato e di Governo si impegnarono a porre al centro della ripresa la creazione di posti di lavoro di qualità e a sostenere il <a href="http://www.ilo.org/rome/risorse-informative/servizio-informazione/publicazioni/WCMS_151911/lang--it/index.htm">Patto Globale per l&#8217;Occupazione dell&#8217;ILO</a>, uno strumento nato per orientare le politiche nazionali e internazionali verso la promozione di una ripresa economica basata sugli investimenti, l&#8217;occupazione e la protezione sociale.</p>
<p>“Non potremo dirci soddisfatti”, si leggeva nella Dichiarazione, “fino a quando l’economia globale non sarà tornata in piena salute, e fino a quando le famiglie di tutto il mondo non avranno trovato un lavoro dignitoso. Promettiamo di perseguire la nostra risposta politica forte fino a quando non sarà garantita una ripresa sostenibile. Ci impegneremo per assicurare che una volta ripartita la crescita, ripartirà anche l&#8217;occupazione”.</p>
<p>Quello che è successo dopo è risaputo: la crisi dei debiti sovrani, i crolli ripetuti delle borse e gli attacchi speculativi hanno spostato sempre di più l&#8217;attenzione politica sulla necessità di pareggiare i bilanci pubblici, al di là di tutte le dichiarazioni di intenti. Nel frattempo la crisi ha continuato a mietere le sue “vittime”, ma d&#8217;altronde, come si dice, meglio tardi che mai.</p>
<p><strong>Link</strong><br />
<a title="Vai al discorso integrale del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama" href="http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2011/09/08/address-president-joint-session-congress" target="_blank"><img src="http://www.lavorodignitoso.org/contents/instance18/images/iconcinalink.jpg" alt="Vai al discorso integrale del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama" /></a> <a title="Vai al discorso integrale del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama" href="http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2011/09/08/address-president-joint-session-congress" target="_blank">Vai al discorso integrale del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama</a></p>
<div><a title="Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Portale del Lavoro Dignitoso " href="http://www.lavorodignitoso.org/acm-on-line/Home/News/articolo18012626.html">Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Portale del Lavoro Dignitoso</a></div>
<p>&nbsp;</p>
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